Siti di scommesse con PayPal 2026: chi ce l'ha per davvero e cosa comporta

Updated Novembre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only

3 Novembre 2026 — concessioni verificate nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS), letto il 25 ottobre 2026. Prezzi di mercato, quote e margini sono fermi a quella data: invecchiano più in fretta di tutto il resto su una pagina come questa.

Uno smartphone e una carta di pagamento affiancati su un tavolo di legno, con alcune banconote da euro accanto
PayPal nasce come Confinity, fondata a dicembre 1998 da Max Levchin, Peter Thiel e Luke Nosek.

Chi cerca un bookmaker che accetti PayPal cerca quasi sempre due cose diverse credendo che siano una sola: un modo rapido di mettere denaro sul conto e una garanzia che dall’altra parte ci sia qualcuno di cui ci si può fidare. La prima è una questione di logistica, e la risolve il metodo di pagamento. La seconda non la risolve nessun portafoglio elettronico del mondo, perché dipende da una concessione rilasciata dallo Stato italiano a un singolo sito, non a un marchio e non a una società. Sono due binari che nella testa di chi digita «scommesse PayPal» viaggiano paralleli e nella realtà si incrociano solo in un punto: il conto di gioco, che deve essere intestato al titolare, verificato con un documento, e collegato a strumenti che portano il suo nome.

Da qui in avanti vale la pena tenere separate le domande. Se il dubbio è «chi mi prende PayPal», la risposta sta nelle condizioni di ciascun operatore e cambia da sito a sito, perché nessuna legge italiana elenca i metodi di pagamento ammessi: semmai vieta a chi non ha la concessione di incassare denaro di gioco attraverso i prestatori di servizi di pagamento, e questo è un altro discorso, che riguarda la legalità del posto in cui stai giocando. Se il dubbio è «chi è autorizzato a raccogliere la mia scommessa», la risposta è una sola e sta in un elenco pubblico con cinquantadue righe e codici da 16000 a 16051. Le due cose non coincidono quasi mai nel modo in cui un lettore spera: il marchio famoso che accetta tutto può essere senza concessione, e il concessionario rigorosissimo può non piacerti come interfaccia.

Vale anche la pena dire subito cosa questa pagina non fa. Non ti dice su chi puntare, non ti promette un metodo che vince, non ti spiega come aggirare un controllo di identità. Spiega invece cosa comporta, in concreto, scegliere un operatore con concessione ADM che accetta PayPal o un altro portafoglio elettronico: quali strumenti si aprono davvero, quali si chiudono, dove finisce il denaro che vinci e quanto tempo ci mette, e cosa resta scoperto se il conto lo hai aperto da qualche altra parte.

Concessione ADM e metodi di pagamento: cosa è garantito e cosa no

Il primo punto da fissare è che cosa significa, in Italia, essere un bookmaker legale. Non esiste un «permesso» che si compra e non esiste una licenza generica: esiste la concessione, che si ottiene per gara pubblica e si riferisce a un sito preciso. Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, e l’autorità di riferimento è ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che molti lettori conoscono ancora come AAMS.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Confinity si è fusa con X.com di Elon Musk a marzo 2000, e la società risultante è stata ribattezzata PayPal a giugno 2001.

L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; giochi di ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo. Il comma 3 dice che i vincitori della gara possono gestirne uno o più per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico, e il comma 5 mette tra i requisiti l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nella gara. L’articolo 4, comma 3 e l’articolo 5, comma 3 tengono fermi per tutta la durata della concessione sia le condizioni contrattuali sia il regime fiscale: chi entra, entra sapendo le regole.

La gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Un’impresa può averne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. La concessione è per sito, non per azienda, ed è questo dettaglio che rende la verifica possibile a chiunque: si cerca il nome del concessionario nell’elenco, e si controlla che il codice riportato nelle condizioni contrattuali corrisponda.

Poi arriva la parte che quasi nessuno racconta. Quell’elenco non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può avere in mano i diritti per scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo in qualunque combinazione, e un nome sulla lista non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Quello lo dimostra il sito dell’operatore, il suo palinsesto e la sua app. Tante pagine di confronto trattano la presenza in elenco come un attestato di offerta sportiva, e non lo è. Il palinsesto, per legge, è il programma di eventi e tipi di gioco che il concessionario prepara e che ADM approva evento per evento: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di gioco stiano oggi dentro un palinsesto è cosa che si legge sul sito, non nell’elenco.

Un secondo equivoco riguarda l’idea che esista una lista di metodi di pagamento approvati. Non esiste. Non c’è nessuna norma che elenchi i binari ammessi: quello che un operatore accetta, il deposito minimo che chiede, i limiti che applica, stanno nelle sue condizioni contrattuali e nelle condizioni della sua app, e da nessun’altra parte. Ne segue una conseguenza pratica: un lettore che vuole sapere se un certo bookmaker prende PayPal non ha una fonte ufficiale da citare, ha solo la pagina dei versamenti di quel bookmaker. Il che è scomodo, ma toglie di mezzo la fandonia più diffusa, quella per cui esisterebbe un «elenco dei bookmaker con PayPal» redatto da qualcuno che conta più di te.

Concessione ADM, siti .it e strumenti intestati al titolare

Il deposito, in sé, è legato a un vincolo che vale a prescindere dal binario scelto: gli strumenti di pagamento devono essere intestati al titolare del conto di gioco. Non è una formalità burocratica, è la ragione per cui la maggior parte dei portafogli elettronici funziona bene in questo mercato e la maggior parte delle carte intestate a un familiare no. Un conto PayPal intestato a te, collegato a un conto di gioco intestato a te, è una catena coerente. Il tentativo di usare il portafoglio di un altro per alimentare il proprio conto si rompe in fase di prelievo, quando l’operatore confronta la titolarità e blocca la richiesta.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
eBay ha acquisito PayPal il 3 ottobre 2002 per 1,5 miliardi di dollari, poi ha scorporato PayPal come società indipendente quotata il 18 luglio 2015.

Questa coerenza è anche il motivo per cui le concessioni vengono rilasciate a siti .it separati e non a domini internazionali del marchio. Il conto, il fisco, il registro degli autoesclusi e il limite di spesa scelto in registrazione sono agganciati a quel sito e a quel titolare. Chi apre un conto su un dominio estero dello stesso marchio non ha davanti a sé la stessa catena: il marchio è lo stesso, l’ordinamento no.

Punti vendita ricariche: il binario in contanti e i suoi tetti

Accanto ai metodi elettronici esiste un canale che in Italia ha un suo regime, ed è utile conoscerlo perché spiega perché alcuni operatori spingono su ricariche e voucher. L’articolo 13 del D.Lgs. 41/2024 prevede i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — iscritti in un registro ADM che costa 100 € l’anno. Questi punti ricaricano il conto di gioco solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, usando gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti, fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né restituire saldo, e questa asimmetria è il punto: il contante entra dal tabaccaio, ma non esce mai dalla stessa porta.

Per chi usa PayPal la lettura è immediata. Il portafoglio elettronico copre la parte entrata e, dove le condizioni lo prevedono, la parte uscita; il contante copre solo l’entrata e con un tetto settimanale. Chi pensa di gestire un conto di gioco interamente in contanti si scontra con quel tetto prima di quanto immagini.

Tutela del giocatore: cosa scatta il giorno in cui il conto si apre

L’apertura di un conto di gioco è il momento in cui la maggior parte degli obblighi di tutela diventano operativi, e vale la pena guardarla con l’occhio di chi sta per cliccare e non con quello di chi legge un opuscolo. Il legislatore ha messo queste tutele nell’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024, che elenca per i concessionari: limiti di tempo, di spesa e di perdita scelti dal giocatore; limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.

La sequenza conta. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e il limite non è un’impostazione nascosta da cercare: è un passaggio. Una riduzione ha effetto immediato, un aumento richiede sette giorni di attesa. Quest’ultima regola è la più intelligente del pacchetto, perché colpisce esattamente il momento in cui un giocatore prende una decisione che domani non prenderebbe. Chi ha appena perso una serata e vuole alzare il tetto la trova chiusa per una settimana, e quella settimana è tutto il meccanismo.

Sul versante dell’identità, il conto di gioco richiede identificazione piena. Gli operatori offrono la registrazione con form e copia del documento oppure con SPID, e in alcuni casi con CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati. Trenta giorni sembrano tanti finché non si considera cosa succede al trentunesimo: il saldo resta lì, ma non esce. Un bookmaker che rimanda alle procedure SPID e CIE accanto alla registrazione classica, come fa BetFlag, sta dicendo che vuole quel passaggio fatto bene.

Un secondo elemento da fissare ora, e che vale per tutto il resto della pagina, è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018. Un giocatore che vi si iscrive viene bloccato su tutte le piattaforme online con concessione ADM e su tutte le sale e i punti vendita fisici. È l’unico strumento italiano che ha un effetto davvero trasversale, e la sua forza è anche il suo limite: vale dentro il perimetro delle concessioni. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, e un giocatore autoescluso che vi giochi non è protetto da nulla.

Autoesclusione: durate, revoche e la differenza tra le condizioni

Le durate dell’autoesclusione non sono identiche dappertutto, e questa è una di quelle cose che si scoprono solo leggendo le condizioni del proprio operatore. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi si è escluso a tempo indeterminato prima di quella data si trova davanti a una regola nuova, ed è una regola che vale la pena verificare sulla propria posizione prima di darla per scontata.

La stessa Admiralbet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la riduzione immediata e l’aumento dopo sette giorni. Non è una concessione del singolo operatore, è il recepimento di un obbligo, ma il modo in cui viene presentato cambia molto l’esperienza: farlo durante la registrazione, con tre orizzonti temporali, è diverso dal nasconderlo in un menu.

La logica da portarsi a casa è semplice. I limiti proteggono solo se sono fissati prima, e l’autoesclusione protegge solo dentro il perimetro che la legge copre. Un giocatore che sceglie un operatore senza concessione rinuncia a entrambe le cose nello stesso clic.

Gioco responsabile, canali di aiuto e pubblicità

Sul fronte dell’informazione, l’articolo 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, con un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È la ragione per cui gli operatori con concessione possono firmare messaggi sociali e di gioco responsabile con il proprio logo, cosa che il divieto pubblicitario non consente di fare con un messaggio promozionale.

Sui canali di aiuto, bet365 indica tra i propri strumenti di gioco responsabile periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia rimanda al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È un numero gratuito e va tenuto fuori dalle polemiche sui bonus: chi ha un problema con il gioco non ha bisogno di un’analisi del margine, ha bisogno di quel numero.

Il quadro pubblicitario è più complicato di come viene raccontato. Il Decreto Dignità, articolo 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024 in una formulazione senza margini: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione è affidata ad AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.

Poi ci sono i fatti che ridimensionano la retorica in entrambe le direzioni. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. E una proposta, non una legge, è circolata in Parlamento: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese. Il suo esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge un operatore che sponsorizza qualcosa farà bene a chiedersi a che punto sia quella partita, invece di dedurne che il divieto sia caduto.

Da PayPal al saldo: transazione, accredito e tempi

Qui si entra nel vivo della domanda da cui parte chi cerca «scommesse PayPal». La prima cosa da capire è che un metodo di pagamento in entrata e un metodo in uscita non sono la stessa cosa, e che entrambi passano dalle condizioni del singolo operatore. Il portafoglio elettronico è comodo in entrata: pochi dati da inserire, conferma immediata, nessun numero di carta da trascrivere. In uscita, il quadro cambia perché cambiano i controlli.

Il motivo è tecnico e vale la pena dirlo senza girarci intorno. Il prelievo avviene solo dopo che il conto è stato validato e che il documento è stato accettato, e la gran parte degli operatori consente di prelevare solo le vincite nette — il saldo effettivamente tuo — e non somme versate e mai giocate. Su BetFlag, per esempio, si possono prelevare solo le vincite nette, dopo aver inviato copia fronte e retro del documento usato in registrazione, con una sola richiesta di prelievo in sospeso alla volta. La regola della richiesta singola è quella che sorprende di più: chi immagina di svuotare il conto con tre prelievi ravvicinati ne vedrà sospeso più di uno.

Su questo fronte conviene separare ciò che cambia da operatore a operatore da ciò che è uguale per tutti. Uguale per tutti è il vincolo sull’intestazione degli strumenti, che gli operatori scrivono nelle condizioni. Diverso da operatore a operatore è tutto il resto: l’elenco dei metodi accettati, il deposito minimo, le eventuali commissioni, i tempi di accredito. Admiralbet indica per le ricariche online carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi e con strumenti intestati al cliente. BetFlag elenca per i depositi Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter; la sua Ricarica si compra in tagli da 10, 25, 50 e 100 € presso i punti Epay o MrPay e si usa dopo la validazione del documento. Due approcci diversi allo stesso problema: il primo punta sui portafogli elettronici e su un canale proprietario, il secondo tiene aperti anche il voucher da edicola e i punti convenzionati.

Dove il metodo incontra il limite: la sequenza pratica del prelievo

La sequenza reale, quella che nessuna tabella promozionale racconta, è questa. Si deposita. Si gioca, e nel frattempo il conto può restare non validato se si è scelta la registrazione senza SPID. Si vince. A quel punto si chiede il prelievo e si scopre che il documento va inviato, che si prelevano le vincite nette, che una sola richiesta può stare in sospeso, e che il metodo di uscita deve essere intestato a te come quello di entrata. Ognuno di questi passaggi è un punto in cui la richiesta si ferma, e la maggior parte delle lamentele sui prelievi nasce da uno di questi quattro, non dalla velocità del bonifico.

Chi deposita con PayPal e preleva con PayPal resta dentro un perimetro coerente e riduce le sorprese. Chi deposita con PayPal e chiede un bonifico su un conto intestato a un’altra persona costruisce un problema a tavolino. Chi ricarica in contanti al tabaccaio e vuole riprendere gli stessi soldi si scontra con una regola strutturale, perché i punti vendita ricariche non pagano vincite né restituiscono saldo.

Su un solo punto bisogna essere onesti fino in fondo: non esiste un tempo di accredito garantito per legge. Le tempistiche dichiarate dagli operatori e i tempi reali dipendono dalla validazione, dal metodo scelto e dai controlli antifrode dell’operatore. Chi promette «prelievi istantanei» come caratteristica di un marchio sta vendendo un aggettivo, non una condizione contrattuale. La domanda da fare, leggendo le condizioni, non è quanto ci mette, ma da quando comincia a contare il tempo: dopo la validazione o dopo la richiesta.

Portafogli elettronici e la tracciabilità che nessuno rivendica

C’è un ultimo aspetto del pagamento elettronico che di solito viene presentato solo come comodità e che invece ha un valore diverso. Un deposito fatto con un portafoglio elettronico lascia una traccia presso un prestatore di servizi di pagamento regolamentato, e questo è il motivo per cui il legislatore ha scelto quella strada per separare i concessionari dai siti abusivi. L’articolo 22, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore è indicata come non confermata, e questo è un dettaglio da tenere presente: la barriera esiste come progetto e la sua attuazione piena non è ancora un fatto compiuto.

Per il lettore la conseguenza è doppia. Da un lato, scegliere un operatore con concessione significa che il denaro passa dentro un sistema che lo Stato sorveglia, con un registro degli autoesclusi collegato e un’autorità che risponde. Dall’altro, l’esistenza di siti esteri che accettano giocatori italiani e mostrano licenze straniere, prive di valore in Italia, resta un dato di fatto: compaiono nei risultati di ricerca e il loro portafoglio elettronico funziona esattamente come quello di un concessionario. Il metodo non dice niente sulla legalità di chi lo accetta. Questa è la frase da rileggere ogni volta che si vede una pagina promozionale costruire fiducia sull’immagine di un marchio di pagamento.

Criteri, classifica e panoramica: come ho confrontato sei concessionari

Il confronto che segue mette a fianco sei operatori con concessione ADM che hanno, nelle proprie condizioni o nelle proprie schede, un rapporto documentato con PayPal o con un portafoglio elettronico dello stesso genere. Non è una classifica di gradimento e non è una raccomandazione: è un elenco di differenze che contano, lette una per una sulle fonti di ciascun operatore.

Il metodo è dichiarato, così il lettore può contestarlo. Primo: la concessione. Ogni operatore qui ha un numero ADM e un sito .it, e il numero e la società concessionaria stanno nella tabella più sotto, perché sono la parte verificabile in trenta secondi. Secondo: cosa dicono le condizioni dell’operatore sul metodo di pagamento, che è l’unica fonte esistente su questo punto. Terzo: cosa cambia nella pratica per chi ha un budget piccolo, perché è il lettore che questa pagina ha davanti — un tetto di prelievo, un deposito minimo, una richiesta singola in sospeso pesano su un conto da poche centinaia di euro molto più che su uno da migliaia.

Il risultato più interessante del confronto non è chi accetta PayPal e chi no: è che la quasi totalità del gruppo lo accetta, e questo rende il metodo di pagamento una discriminante debole. La differenza vera la fanno il tetto sul prelievo, il trattamento del bonus e la qualità dell’offerta sportiva. Chi sceglie un bookmaker perché «prende PayPal» sta usando un criterio che quasi tutti soddisfano, e rischia di ignorare quello che li divide davvero.

Un’avvertenza sulla lettura della tabella. Il numero di concessione è un dato amministrativo e non cambia con le promozioni; tutto il resto sì. Un operatore può cambiare i metodi accettati, il deposito minimo o i requisiti di un bonus in qualsiasi momento, e lo fa con un aggiornamento delle condizioni. La data accanto a ciascun dato è quindi parte del dato, non un ornamento.

Il quadro delle concessioni e dei metodi: sei operatori a confronto

Il primo dei tre SLOT che seguono guarda alla parte amministrativa del confronto: il numero di concessione, la società che lo detiene e quello che le condizioni dell’operatore dicono sul tema di questa pagina, cioè il pagamento elettronico.

Brand Numero di concessione ADM e concessionario Cosa dicono le condizioni dell’operatore sul metodo di pagamento
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Carta di debito, PayPal e Apple Pay tra i metodi indicati; conto usabile da sito o app
Lottomatica ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) PostePay e PayPal tra i metodi di deposito e prelievo del conto gioco
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) Ricarica e prelievo con PostePay, PayPal e altri metodi
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Carta di credito o debito, Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente
William Hill ADM n. 16044, William Hill Malta Plc Deposito minimo di 20 € per il bonus di benvenuto, ammesso con carta o PayPal
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter per i depositi; prelievo delle sole vincite nette

Due cose salta subito all’occhio in questa tabella, e nessuna delle due è quella che un lettore cerca. La prima è che Lottomatica e Goldbet hanno numeri di concessione diversi e la stessa società dietro: 16010 e 16009, entrambi Goldbet Better Organization Italy. La concessione è per sito, quindi due siti della stessa azienda sono due concessioni distinte, con due numeri distinti. Chi controlla l’elenco ADM e trova il nome della società sotto due codici ha fatto la verifica corretta.

La seconda è che la colonna dei metodi racconta meno di quanto sembri. Quattro operatori su sei nominano PayPal esplicitamente, uno lo fa solo in relazione al bonus, uno elenca un insieme più ampio di strumenti. Ma il punto non è l’elenco, è la riga che sta sotto: alcuni operatori scrivono «senza costi aggiuntivi» e «strumenti intestati al cliente» perché quei vincoli sono parte del contratto, non un dettaglio tecnico. Un lettore che cerca un bookmaker con PayPal dovrebbe leggere quella riga prima di ogni altra, perché è la riga che decide se il prelievo andrà a buon fine.

I bookmaker del confronto, uno per uno

Sei schede, nell’ordine in cui le ho costruite. Per ognuna: concessione, cosa dicono le condizioni sul pagamento, cosa offre sul lato sportivo, cosa costa al lettore e dove sta il punto debole. Il criterio di lettura è sempre lo stesso: cosa cambia per chi ha un budget contenuto e vuole riprendersi i soldi senza attriti.

bet365: concessione 16030 e la copertura sportiva più larga del gruppo

bet365 opera con la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc. Sul lato pagamenti indica tra i metodi carta di debito, PayPal e Apple Pay, e il conto si usa dal sito o tramite l’app. Nella sua scheda Apple compaiono anche gli strumenti di gioco responsabile — periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione — con il rimando, per i residenti in Italia, al Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.

C’è un dato che pochi collegano al resto e che vale la pena mettere in fila: a settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup e bet365 è indicato come primo partner. Non è una promozione e non è una notizia commerciale; è la prova che il palinsesto di questo operatore si muove dentro il perimetro approvato evento per evento, ed è il tipo di dettaglio che distingue un concessionario attivo da uno che tiene la concessione e basta.

La copertura sportiva è il suo argomento più forte in questo confronto, e la combinazione di PayPal in entrata e uscita lo rende uno dei pochi qui che non costringe a cambiare metodo a metà strada. Il punto debole è altrove: una piattaforma che copre così tanto è anche una piattaforma che chiede di sapere cosa si sta cercando, e chi arriva da un’offerta sportiva essenziale può trovarla sovradimensionata. Per chi punta su un solo campionato e un paio di mercati, la profondità è un costo in attenzione più che un beneficio.

Lottomatica: concessione 16010, PostePay e PayPal sullo stesso conto

Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, detenuta da Goldbet Better Organization Italy S.p.a., la società che il settore conosce come GBO Italy. Il conto gioco accetta tra i metodi di pagamento per depositi e prelievi PostePay e PayPal, oltre ad altri, e l’accesso dall’app avviene con username e password.

La combinazione PostePay e PayPal è la più interessante della scheda, perché intercetta due lettori diversi con lo stesso conto: chi ha una carta prepagata collegata al conto corrente e chi preferisce far passare tutto da un portafoglio elettronico. Per un lettore italiano con budget ridotto questa doppia porta in entrata e in uscita è più utile di una promozione, perché significa che il saldo può fare andata e ritorno senza cambi di strumento e senza aspettare di capire se il metodo di uscita è ammesso.

Il profilo del marchio è però quello di una piattaforma con un’anima da casinò prima che da bookmaker, e questo va detto a chi cerca unicamente scommesse sportive. Non è un difetto, è un posizionamento: chi entra per il calcio troverà un ambiente costruito intorno a un’altra cosa. La concessione 16010 è la stessa verifica che vale per tutti, ma il tipo di offerta che paga quel numero è più largo di quanto serva a un giocatore di sola Serie A.

Goldbet: concessione 16009, il gemello societario con i suoi numeri

Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009, anch’essa di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Il conto gioco si può ricaricare e prelevare con PostePay, PayPal e altri metodi, e l’accesso all’app avviene con le credenziali di Goldbet.

Sta qui la cosa meno intuitiva del confronto. Lottomatica e Goldbet appartengono alla stessa società, ma hanno concessioni separate, numeri separati e siti separati. Un lettore che cerca su un motore di ricerca «Goldbet o Lottomatica» come se fossero due alternative indipendenti sta confrontando due piattaforme dello stesso gruppo, e questo ha una conseguenza concreta: la verifica della concessione va fatta sul singolo sito, perché è il singolo sito che la detiene e che risponde delle proprie condizioni.

Sul lato pagamenti, la coppia PostePay più PayPal ripete lo schema del sito gemello, con la stessa logica di doppia porta. Il punto debole di Goldbet, come per Lottomatica, sta nel profilo: è un marchio con una forte componente casinò, e chi cerca un bookmaker puro deve leggerne l’offerta sportiva per quello che è, non per quello che il marchio suggerisce.

AdmiralBet: concessione 16048, l’elenco ricariche più esplicito del gruppo

AdmiralBet opera con la concessione ADM n. 16048, di Admiral Bet S.r.l. Sul lato pagamenti è l’operatore che scrive di più e più chiaramente: per le ricariche online indica carta di credito o debito, Carta Postepay/BancoPosta, Skrill, PayPal, Neteller, Paysafe Card, Admiral Pay e bonifico bancario, senza costi aggiuntivi, con strumenti intestati al cliente.

La formula «senza costi aggiuntivi» e «strumenti intestati al cliente» vale più di tutto l’elenco che la precede. La prima chiude la domanda che ogni lettore si fa davanti a un deposito, e la chiude in modo verificabile nelle condizioni; la seconda gli ricorda che il metodo deve portare il suo nome, che è il vincolo da cui dipendono i prelievi di tutti gli operatori qui elencati. Un operatore che mette nero su bianco entrambe le cose sta facendo un favore a chi legge, e non tutti lo fanno.

Sul lato tutela, AdmiralBet è anche l’operatore di cui si conoscono i dettagli più fini, e sono dettagli che cambiano la vita a chi li usa. L’autoesclusione va per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni. È la combinazione più trasparente del gruppo su questo fronte, e vale come metro di paragone per gli altri: chi non mostra la stessa chiarezza lascia al lettore il lavoro.

Il punto debole è la frammentazione dell’elenco. Otto metodi in una riga significano anche otto configurazioni diverse del conto, e chi cambia metodo a metà strada può scoprire che il prelievo segue regole proprie. Un portafoglio elettronico unico, usato in entrata e in uscita, resta la scelta più semplice.

William Hill: concessione 16044 e un bonus che vale 50 € ma chiede multiple da 5 eventi

William Hill opera su William Hill con la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. Sul lato pagamenti la sua scheda è la più condizionata del gruppo: nel Benvenuto Sport il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale.

Qui la parola «cash» merita una lettura lenta, perché è la più rassicurante e la più ingannevole della scheda. Un bonus in denaro vero, erogato in cinque tranche da 10 €, significa che per vederlo tutto bisogna giocare cinque multiple con almeno cinque selezioni ciascuna a quota minima 5.00 per selezione, con denaro reale. La struttura non è un dettaglio tecnico: è quello che trasforma un bonus da 50 € in una serie di scommesse che molti giocatori non fanno mai, e che rende il valore reale dell’offerta una frazione dell’insegna. Aggiungiamoci il tetto di 7 giorni per il deposito e la soglia di 20 €, e la fisionomia dell’offerta è chiara: è pensata per chi gioca multiple.

Per il resto, PayPal compare esplicitamente come metodo ammesso per il deposito qualificante, e questa è l’informazione utile per chi cerca il bookmaker con PayPal più che il bonus. Il punto debole sta nella struttura del bonus, ed è un punto debole che va dichiarato: chi gioca singole o multiple corte non ha nessun modo di monetizzare questa promozione, e farebbe meglio a guardare le condizioni senza lasciarsi attrarre dalla cifra.

BetFlag: concessione 16008, il catalogo pagamenti più largo e il prelievo più stretto

BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008, di Betflag S.p.a. Sul lato pagamenti è il catalogo più largo del confronto: per i depositi elenca Visa, Mastercard, PostePay, bonifico, Skrill, PayPal, Neteller, Ricarica, Paysafecard, OnShop e MuchBetter. La Ricarica BetFlag si compra in tagli da 10, 25, 50 e 100 € presso i punti Epay o MrPay e si usa dopo la validazione del documento.

Il rovescio della medaglia è nei prelievi, e va letto insieme a quel catalogo. Su BetFlag si possono prelevare solo le vincite nette, dopo aver inviato copia fronte e retro del documento usato in registrazione, con una sola richiesta di prelievo in sospeso alla volta. Tre condizioni che si sommano: si preleva solo il netto, serve il documento, e le richieste non si accodano. Per chiunque abbia mai pensato di svuotare un conto in due movimenti, la terza è quella che morde.

La sua offerta sportiva, sul lato bonus, è quella che più si presta a un confronto onesto. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €, e accanto c’è un bonus senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.

I due bonus dicono cose opposte e conviene dirlo senza addolcire. Il primo ha un tetto alto in teoria e inutile in pratica, perché un deposito da 5.000 € non è il deposito di chi cerca un bookmaker con PayPal per iniziare. Il secondo è piccolo ma condizionato in modo pesante: una singola scommessa con quota totale minima 5.00 entro tre giorni, con un’attivazione che dipende da tre verifiche da completare entro trenta giorni. Chi apre il conto e rimanda la verifica del cellulare si trova con il bonus scaduto e nessuna scommessa giocata.

Sul lato identità BetFlag è anche l’operatore che rimanda esplicitamente alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. È l’operatore del gruppo che rende più visibile il percorso di verifica, ed è coerente con la strettezza dei prelievi: chi chiede il documento due volte lo chiede perché per lui è la parte critica del rapporto.

Il giudizio su questa scheda deve essere coerente con quello che le condizioni dicono, non con quello che l’ampiezza del catalogo suggerisce. Un lettore che deposita con PayPal, gioca con calma e preleva una volta al mese troverà in BetFlag tutto quello che gli serve, verifiche comprese. Un lettore che cambia idea spesso, preleva a piccoli pezzi o rimanda la validazione del conto troverà in quelle tre regole sul prelievo un attrito che nessun catalogo di pagamenti compensa.

Tasse, vincite e conti esteri: cosa cambia per il portafoglio

Il regime fiscale italiano è costruito su un principio che sorprende chi arriva da altri mercati: l’imposta non è a carico del giocatore. L’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’articolo 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere state al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare della raccolta al netto delle vincite restituite. Una proposta nel cosiddetto Decreto Sport per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.

Per il giocatore la conseguenza è diretta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non vanno dichiarate, perché il prelievo è alla fonte e il giocatore riceve la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, e per questo va accompagnata da un consiglio che resta valido: consultare un commercialista per la propria posizione.

Il quadro cambia radicalmente quando la vincita arriva da un sito senza concessione. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi», ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo percepito e senza deduzioni. In pratica questo significa nessuna ritenuta alla fonte e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va riassunta così come l’Agenzia la interpreta: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Questo è il punto in cui la scelta di un operatore con concessione smette di essere una questione di garanzie astratte e diventa una voce nel portafoglio. Chi vince su un concessionario riceve una somma che non deve raccontare a nessuno. Chi vince su un sito estero scopre il problema l’anno dopo, e lo scopre mentre compila un modello.

Conti non autorizzati, RUA e pubblicità: cosa perdi fuori dalla concessione

Fuori dal perimetro delle concessioni cambia tutto ciò che è stato descritto finora, e non in modo parziale. Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I prestatori di servizi internet e di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il funzionamento pratico di quel blocco è meno netto di come viene raccontato. L’oscuramento avviene a livello di DNS e alcuni fornitori di accesso sono più lenti di altri; con un provvedimento del 2025 il totale ha raggiunto 11.481 domini, come riporta la stampa di settore sul provvedimento del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia alla volta. Le copie dei siti inibiti ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «chiusi».

Poi c’è il lato del giocatore, che è quello che questa pagina ha il dovere di dire chiaramente. ADM, il 28 febbraio 2024, ricorda che la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4, «prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella formulazione dell’autorità stessa. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di casi concreti contro un singolo giocatore non risultano; per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.

Il confronto, messo così, non è equilibrato e non deve esserlo. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’autorità, gli strumenti obbligatori di limite e un foro legale italiano. Un sito estero che mostra una licenza straniera non porta nessuna di queste cose: non è collegato al RUA, è esposto all’oscuramento DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Che il suo portafoglio elettronico funzioni esattamente come quello di un concessionario non cambia nulla di questa sostanza: il metodo di pagamento è un binario, non un’autorizzazione.

Domande frequenti su PayPal e sui bookmaker con concessione ADM

Quali metodi di pagamento accettano i bookmaker con concessione ADM?

Non esiste una lista ufficiale, e questa è l’informazione più utile della risposta. Nessuna norma italiana elenca i binari ammessi: carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti dal tabaccaio compaiono nelle condizioni dei singoli operatori. Va letta la pagina dei versamenti e dei prelievi di ciascuno, con la data di aggiornamento.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 chiede anche limiti di tempo, di spesa e di perdita, messaggi automatici su durata e spesa, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Una riduzione del limite ha effetto immediato; un aumento richiede sette giorni di attesa.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il numero di concessione e la società nelle condizioni contrattuali dell’operatore. L’elenco, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito: un nome sull’elenco non dimostra da solo che il sito offra scommesse sportive.

Da che età si può scommettere e che cosa si controlla all’apertura del conto?

Il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e la tutela dei minori è uno dei principi dell’articolo 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024. Il conto di gioco richiede identificazione piena: registrazione con documento, oppure SPID, o CIE tramite un fornitore SPID. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi sono bloccati.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta è alla fonte: l’operatore paga il 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolato sulla differenza tra giocate e vincite. Per le vincite da siti esteri l’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 2010, indica i «redditi diversi»; consultare un commercialista.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita si ottiene moltiplicando la puntata per la quota: 10 € a quota 1,85 rendono 18,50 €, di cui 8,50 € sono profitto netto. Nella multipla le quote si moltiplicano tra loro in un unico prezzo. Su ogni quota resta incorporato il margine del bookmaker, che è la differenza tra la somma delle probabilità implicite e il 100 %.

Contenuto creato dal team «Buchedi Golf»