Siti di scommesse stranieri 2026: la partita che si gioca senza arbitro

Updated Novembre 2026
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3 Novembre 2026 — Verifica condotta sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e sulle condizioni di gioco degli operatori citati.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
L'inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull'articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126.

Un sito di scommesse straniero è, prima di ogni altra cosa, un bookmaker senza concessione ADM. Non è un dettaglio burocratico da mettere a piè di pagina: è la voce che decide tutte le altre. Da quella mancanza discendono un registro di autoesclusione che non vi copre, un limite di deposito che nessuno vi impone di rispettare, un tribunale italiano che non è il vostro foro, e una norma penale che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha ricordato il 28 febbraio 2024 riguardare anche chi partecipa alla scommessa, non solo chi la organizza.

Chi cerca «siti non AAMS» cerca quasi sempre due cose: quote migliori e bonus più generosi. Le due promesse hanno lo stesso difetto di fondo. Le quote più alte esistono, ma non è la concessione a farle alte o basse — la concessione non c’entra col margine, c’entra con chi risponde del conto quando qualcosa va storto. Il bonus più generoso, dal canto suo, è generoso in proporzione a quanto è difficile incassarlo, e senza un’autorità di vigilanza sopra la testa di chi lo scrive nessuno vi garantisce che la regola letta al momento dell’iscrizione sia ancora quella che troverete al momento del prelievo.

La pagina che segue fa il conto di tutto questo. Prima chi paga il prezzo più alto e con quali strumenti, poi i dieci concessionari autorizzati messi uno accanto all’altro con i loro numeri di concessione e le loro condizioni, poi il meccanismo della concessione spiegato dall’inizio, e infine la cornice normativa con le sanzioni, il Decreto Dignità e la tassazione.

Perché l’offerta senza concessione costa più di quanto promette

La vigilanza non è una formalità e non è nemmeno una protezione che si sente durante una serata fortunata. Si sente nel momento peggiore, quello in cui un conto resta bloccato o un prelievo non arriva, e allora si scopre che non c’è un’Agenzia italiana a cui scrivere.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Dall'aprile 2026 i siti inibiti sono reindirizzati a una pagina di avviso di ADM al posto dell'indirizzo IP statico 217.175.53.72, ma entrambi i metodi restano attivi per un periodo di transizione.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel mercato tutti continuano a chiamare ADM (ex AAMS), blocca dal 2007 i siti web privi delle autorizzazioni previste e non ha mai cambiato linea: solo i titolari di una concessione possono offrire gioco a distanza con vincite in denaro. Il blocco si chiama inibizione, e nella lingua di tutti i giorni il risultato si traduce in una parola sola: oscurati. I domini inibiti vengono reindirizzati verso una pagina che avverte che il sito richiesto è sprovvisto delle autorizzazioni necessarie per raccogliere giochi in Italia.

Quella pagina è la prima cosa che un lettore curioso incontra, ed è anche la più facile da aggirare. Il blocco agisce a livello di DNS, alcuni fornitori di connettività sono più lenti di altri ad aggiornare l’elenco, e i mirror dei domini inibiti ricompaiono nel giro di poche ore. Chi vuole arrivare sul sito ci arriva. Il punto non è che il blocco sia invalicabile: è che il blocco non è la protezione, è solo il cartello. La protezione è un’altra, e sta nella concessione.

Il conto esatto di cosa manca, in pratica, è questo. Un operatore con concessione ADM versa in un sistema che comprende l’iscrizione al Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di autolimitazione obbligatori e un foro italiano per qualunque controversia. Un marchio offshore che accetta giocatori italiani non versa in niente di tutto ciò. Non c’è un registro che vi blocchi altrove se decidete di smettere, non c’è un’autorità che risponda di un saldo contestato, non c’è un giudice italiano a cui rivolgersi per default.

E c’è una voce che quasi nessuno mette nel conto quando confronta le quote: l’esposizione penale del giocatore. L’articolo 4 della legge 13 dicembre 1989, n. 401, come l’Agenzia stessa lo ha richiamato nel comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi e scommesse accettati all’estero — e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti concreti contro un singolo giocatore non sono noti. Quello che è noto è la formulazione della norma come l’autorità di vigilanza la espone.

Vale la pena dirlo chiaramente, perché è il tipo di frase che i siti di comparazione evitano: una licenza straniera — Curaçao, Malta, Anjouan — in Italia non ha alcuno status. Non è un permesso più leggero, non è un permesso equivalente, non è un permesso. È un foglio rilasciato da un’altra giurisdizione, che non dice niente a nessuno qui dentro.

Perché un prelievo bloccato non è un caso raro sui siti stranieri

Un conto italiano passa per un’identificazione piena: il conto di gioco si apre con documento, oppure con SPID di livello 2, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni altrimenti viene sospeso e i prelievi restano chiusi. Sono regole severe, e proprio per questo sono regole che qualcuno deve far rispettare. Su un sito senza concessione l’identificazione la decide l’operatore, con i tempi e i criteri che preferisce, e il ricorso contro una sua decisione non ha una sede italiana.

Un documento di identità appoggiato accanto a uno smartphone con un timer sullo schermo, su un tavolo da cucina
Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l'obbligo di inibizione imposto dall'ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata.

Questo è il costo che non compare mai in una tabella di quote: la lentezza, o l’impossibilità, del momento in cui i soldi devono tornare indietro. Sulle quote si recupera qualche punto percentuale. Su un prelievo contestato si può perdere tutto il saldo, e non c’è nessun organo al quale chiedere che qualcuno rilegga la pratica.

I limiti di deposito e gli strumenti di tutela: cosa protegge davvero un conto

L’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, mette in fila gli obblighi che un concessionario deve garantire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. È una lista noiosa, ed è esattamente il motivo per cui vale qualcosa: nessuno di questi obblighi esiste in capo a un operatore che non ha la concessione.

Il punto pratico è il limite di deposito scelto in registrazione. In Italia il giocatore sceglie in fase di iscrizione un tetto settimanale o mensile alle ricariche, e le pagine degli operatori lo mostrano già al momento dell’apertura del conto. La meccanica è quella che conta: un limite abbassato ha effetto immediato, un limite alzato richiede invece sette giorni di attesa. È una asimmetria voluta, e ha una logica che vale la pena riconoscere — rendere facile rallentare, difficile accelerare. Nessuna cifra precisa imposta dall’Agenzia nel bando di gara è nota, perché il tetto lo sceglie il giocatore e i requisiti del bando restano fuori dalla vista del pubblico.

Autoesclusione: come funziona il RUA

Il Registro Unico degli Autoesclusi esiste dal 2018 e funziona per estensione, non per singolo operatore. Quando un giocatore vi si iscrive, il blocco copre tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario presso cui la richiesta è stata presentata, e si estende anche alle sale fisiche.

C’è una conseguenza che riguarda direttamente il tema di questa pagina: i siti privi di concessione non sono collegati al RUA. Un giocatore autoescluso che continua a puntare su un bookmaker straniero non sta violando una regola del registro, sta semplicemente giocando in un posto che il registro non vede. Lo strumento che ha scelto per proteggersi, lì, non esiste.

Cosa costa un limite di deposito e cosa vale un bonus senza deposito

Qui l’angolo della pagina diventa concreto, perché la ricerca di un «bonus scommesse senza deposito siti stranieri» parte sempre dalla cosa sbagliata: il bonus senza deposito non è la cosa gratis che sembra, è un importo piccolo con una condizione di rigioco che va letta per intero, e su un sito senza concessione nessuno vi dice quanto valga davvero quella condizione.

Su questo la legge italiana non lascia scampatoie: non esiste un tetto statutario all’importo di un bonus né al rigioco richiesto, quindi ammontare, requisiti di puntata e quota minima vengono dalle condizioni del singolo operatore e da nient’altro. È l’argomento più forte a favore di un concessionario, e non è un argomento morale. È che le condizioni di un concessionario sono verificabili — le trovate scritte, le potete confrontare con quelle di un concorrente, e c’è un’autorità che sorveglia come quel testo viene applicato. Su un brand offshore lo stesso testo esiste, ma se cambia dopo che avete versato, la discussione non ha un terzo a cui appellarsi.

Un tetto settimanale basso, e la sua aritmetica

Facciamo il conto che questa pagina deve al lettore, prendendo un caso dichiaratamente illustrativo: un tetto di 100 € a settimana scelto in registrazione, con i 100 € puntati una sola volta su un mercato a due esiti che l’esempio quota 1,90 e 1,90. Non è un prezzo quotato da nessun bookmaker, è un’ipotesi di lavoro, e la precisione del numero non è il punto.

Su un mercato del genere la somma degli inversi delle quote è 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,0526. La quota di ritorno al giocatore è l’inverso di quel valore, intorno al 95 %, e il margine del bookmaker è ciò che resta, circa il 5,3 %. Il margine è la parte che il bookmaker trattiene per ogni unità puntata su quel mercato, e non va confuso con una tassa né con una commissione a carico del giocatore.

Su 100 € di giocate, una perdita attesa dell’ordine di 4-6 € per settimana: questo è il costo medio implicito di un volume di puntate come quello, un valore medio su tante giocate e non il risultato di una settimana specifica. Vale la pena leggere quel numero per quello che è. Cento euro di puntate in una settimana non sono un tetto di spesa, sono un tetto di ricarica, e un giocatore che ricarica la posta vinta può far girare un volume molto più alto di quello che ha depositato. Il tetto che protegge, in altre parole, protegge sul versante del denaro che entra dal conto corrente, non sul volume complessivo giocato.

Tre operatori, tre modi di gestire i limiti

I dieci brand esaminati non raccontano i propri strumenti di tutela allo stesso modo, e il confronto tra i tre che ne parlano più esplicitamente è già una differenza da registrare.

Admiralbet mette la scelta in fase di registrazione: chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la regola già vista — limite ridotto efficace subito, limite aumentato dopo sette giorni. Quanto all’autoesclusione, le condizioni parlano di periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e indicano che dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Due regimi che convivono nello stesso documento: chi legge di fretta rischia di confondere il vecchio con il nuovo.

bet365 tiene la barra su un elenco essenziale: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. E c’è un dettaglio che vale più di un paragrafo: per i residenti in Italia, l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un operatore che mette il numero nazionale accanto ai propri strumenti sta dicendo che c’è un posto fuori dai propri interessi in cui chiedere aiuto, e questa è la differenza tra un limite raccontato e un limite utile.

Sisal non espone un pacchetto di limiti in evidenza nella propria app, ma mette in primo piano la meccanica del conto: accesso con Touch ID e possibilità di piazzare le scommesse da mobile. È un vantaggio concreto per chi vuole gestire una puntata in corsa e un difetto per chi cerca freni — l’accesso diventa così comodo che smettere richiede una decisione volontaria e non un ostacolo pratico.

Il resto della lista tace su questo punto, e non c’è niente da aggiungere: dove un operatore non espone i propri strumenti di autolimitazione, un lettore che li considera decisivi per la propria scelta farebbe bene a chiederli prima di versare, non dopo.

La classifica dei siti di scommesse con concessione: i dieci numeri a confronto

Un chiarimento sull’ordine della lista, prima di tutto. Questa non è una graduatoria di qualità e non è una raccomandazione: è una sequenza di dieci brand che compaiono nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un codice di concessione, ordinati per la struttura con cui le loro condizioni e le loro app descrivono l’offerta. Chi cerca un vincitore la trova altrove; qui si cerca chi paga un prezzo diverso per la stessa cosa.

La tabella che segue è il cuore del confronto. Le colonne sono pensate per rispondere a due domande che di solito non stanno nella stessa riga di una comparazione: chi risponde giuridicamente di questo sito, e cosa promette il suo contratto.

Brand Numero di concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano le condizioni dell’operatore
Sisal 16020 — Sisal Italia S.p.a. Accesso al conto anche con Touch ID e scommesse piazzabili da mobile; oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket
Lottomatica 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Palinsesto su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il gioco live
NetWin 16035 — Netwin Italia S.p.a. Bonus di benvenuto sport pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €
Eurobet 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo e di politica
BetFlag 16008 — Betflag S.p.a. Apertura del conto anche tramite le procedure di identificazione con SPID e CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni
Betsson 16027 — Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
William Hill 16044 — William Hill Malta Plc Bonus sport da 10 € accreditato subito a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale, bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore
StarCasinò 16026 — Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto alle slot e al Live Casinò
bet365 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live
Planetwin365 16007 — Pwo S.p.a. Principali campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e coppe europee, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta

Il primo dettaglio da notare è nella seconda colonna: in tre righe su dieci il nome del concessionario non è il nome del marchio. Lottomatica appartiene a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò fanno capo alla stessa società, Azzurri Limited. Chi verifica una licenza cercando il nome dello sponsor televisivo non trova niente, conclude che il sito è irregolare e sbaglia diagnosi. La concessione è intestata a una società e legata a un sito, e il marchio è solo l’insegna.

Il secondo dettaglio è la comparsa di un titolo sportivo internazionale in una riga che parla di concessione italiana: bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. Fa un certo effetto vedere un partenariato globale elencato accanto a un codice di concessione, ma le due cose non si contraddicono: la concessione riguarda il diritto di raccogliere giocate in Italia, il partenariato riguarda il marketing internazionale di un gruppo che in Italia opera con una concessionaria locale.

Come giudicare un bookmaker in dieci minuti

La lista di criteri che segue è una sequenza, e l’ordine conta perché alcune verifiche rendono inutili le successive.

Prima la concessione. Il numero sta nelle condizioni dell’operatore, e va confrontato con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza che ADM pubblica: è l’unica prova che vale, e una presenza in un articolo di comparazione non è una concessione.

Poi il conto. Quanti giorni avete per completare l’identificazione, quali metodi accetta, cosa succede al saldo se la verifica non arriva in tempo. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano: è un termine che cambia la pianificazione di chi apre un conto per un solo evento.

Poi i limiti. C’è un limite di deposito da scegliere in registrazione, e quanto tempo serve per alzarlo. Sette giorni sono sette giorni, e per chi scommette in modo impulsivo quella settimana è il vero prodotto.

Infine il bonus, se c’è, e solo alla fine. Tipo di bonus, importo, cosa serve per incassarlo. Un bonus letto dopo il deposito è un bonus già accettato.

Siti di scommesse stranieri: il meccanismo della concessione e la cornice di legge

Il meccanismo va spiegato dall’inizio, perché la confusione nasce quasi sempre dalla parola «licenza». In Italia non si ottiene una licenza per un bookmaker. Si partecipa a una gara pubblica e si vince una concessione, che è una cosa diversa: un diritto di gestire il gioco per conto dello Stato, assegnato per un periodo definito e non rinnovabile.

Il quadro sta nel decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 aprile 2024, il decreto sul riordino del settore dei giochi pubblici a distanza. La gara bandita a settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco dei concessionari autorizzati letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenere più di una riga: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale.

Qui arriva il dettaglio che quasi tutte le guide sbagliano: la concessione è per sito, non per società. E l’elenco non ha una colonna che dica quali giochi quel concessionario può offrire. Un concessionario può tenere in qualunque combinazione scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di casinò, betting exchange e bingo. Un nome sull’elenco, quindi, non dimostra di per sé che quel sito accetti scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore stesso. Non basta nemmeno la riga della tabella che avete appena letto, che dice chi ha la concessione, non cosa fa con essa.

Il vocabolario conta, perché è quello che troverete sui contratti. Il palinsesto è il programma degli eventi e dei tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stiano dentro il palinsesto approvato, che viene ampliato evento per evento: a settembre 2026 l’Agenzia ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo quanto riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano nel palinsesto di questi dieci operatori, però, non è dato sapere dall’elenco.

Il resto del catalogo disegnato dalla legge merita una riga ciascuno, perché ognuno ha un regime suo. Le scommesse su eventi simulati — i «Virtuali», cioè eventi sportivi e ippici generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. L’ippica è due cose separate: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, e i giochi di ippica nazionale (vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté), che richiedono una concessione propria. Il betting exchange, o punta e banca, è ammesso come gioco a sé: il giocatore può fare il bookmaker o lo scommettitore e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, per esempio una puntata minima «back» di 200 centesimi con passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul conto del giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario; quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è dato sapere.

La conseguenza per il lettore è semplice e vale la pena scriverla senza girarci intorno: la concessione è un diritto di accesso alla gara, non un bollino di qualità né una patente di offerta completa. Un operatore può avere il numero e non avere ciò che state cercando.

La lista ADM, e cosa non dice

ADM tiene pubblici due elenchi, e li tiene con la Guardia di Finanza e Sogei: quello dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito. Sono i due strumenti che un lettore può consultare da solo senza chiedere permesso a nessuno.

Sul primo elenco c’è un limite che conviene conoscere: non ha una colonna che specifichi i giochi offerti. Un nome sull’elenco non basta, quindi, per concludere che quel sito accetti scommesse sportive. E il rovescio è altrettanto importante: l’elenco non è l’intero mercato in ogni sua sfumatura di aggiornamento, e un brand che non compare nella lista esaminata non è per ciò stesso abusivo. Chi verifica deve guardare due cose insieme, la riga dell’elenco e il sito dell’operatore.

Il secondo elenco è quello dei siti inibiti, e ha una data precisa: l’ultimo aggiornamento disponibile risale al 13 ottobre 2026. Dall’aprile 2026 i siti inibiti vengono reindirizzati a sito-inibito-giochi.adm.gov.it al posto dell’indirizzo IP statico 217.175.53.72, e per un periodo di transizione restano attivi entrambi i metodi. Chi legge pagine tecniche che citano ancora quell’indirizzo numerico non sta leggendo una procedura superata in modo netto: sta leggendo una delle due che funzionano.

Sui numeri del fenomeno vale la pena essere onesti fino in fondo. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta. Sono numeri che crescono, e crescono perché i mirror ricompaiono nel giro di poche ore. L’inibizione non è una porta chiusa, è un rubinetto che qualcuno deve continuamente stringere.

Normativa: chi risponde di un sito non autorizzato

L’inibizione dei siti di gioco non autorizzati si fonda sull’articolo 102, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126. La norma mette un obbligo in capo a chi fornisce connessioni Internet: consultare costantemente l’elenco dei siti inibiti. È la ragione per cui un fornitore che si distrae è un soggetto sanzionabile, e la ragione per cui l’elenco esiste come documento pubblico e non come pratica interna di un’Agenzia.

L’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, chiude il cerchio sui pagamenti e prevede un regolamento, da adottare d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione. La sua entrata in vigore non è confermata. È una delle cose che, se e quando scatterà, cambierà il modo in cui il fenomeno offshore si finanzia, e vale la pena sapere che esiste anche prima che produca i suoi effetti.

Sul versante penale torna l’articolo 4 della legge 401/1989, nella lettura che l’Agenzia ne ha dato il 28 febbraio 2024: la pubblicità di giochi accettati all’estero è reato, e lo stesso vale per il partecipante. Per gli operatori, l’articolo 4, comma 4-bis, copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero. È la scelta di campo più netta di tutto l’impianto: la fattispecie non si ferma al confine di chi organizza.

Le sanzioni amministrative riguardano i soggetti che l’inibizione dovrebbero attuarla. Fornitori di connettività e prestatori di servizi di pagamento che violano l’obbligo imposto da ADM rischiano una sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 € per ciascuna violazione accertata, secondo l’articolo 22 del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per ciascuna violazione: non per un periodo, non per un sito. Un fornitore che lascia transitare un dominio inibito per settimane accumula posizioni distinte, e la forbice tra il minimo e il massimo dà la misura di quanto l’Agenzia consideri variabile la gravità.

L’ADM ricorda anche che pubblicizzare operatori privi di concessione può comportare, per i media, oltre alle conseguenze penali, specifici provvedimenti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Detta così sembra una nota per addetti ai lavori. In realtà è la ragione per cui certe offerte non le trovate su un giornale sportivo e le trovate su un dominio che cambia nome ogni sei mesi.

Decreto Dignità: la pubblicità vietata, i bonus no

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla legge 96/2018, il cosiddetto Decreto Dignità, è in vigore. L’Agenzia lo ha citato il 28 febbraio 2024 con le parole del testo: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.

Il punto che riguarda direttamente un lettore in cerca di un «bonus scommesse siti stranieri» è la distinzione tra pubblicità e esistenza: il divieto colpisce la promozione, non la presenza del bonus. Un bonus di benvenuto resta perfettamente legittimo, e non esiste alcun tetto statutario al suo importo né al rigioco richiesto. Chi cerca un limite di legge da citare per contestare una condizione di puntata lo cerca invano; l’unico testo che conta è il regolamento dell’operatore.

Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. È la crepa nella parete: vietata la promozione commerciale, ammesso il messaggio che invita a giocare con misura, purché firmato da chi ha la concessione.

L’applicazione tocca ad AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stato dell’arte, al momento della verifica, è più mosso di quanto sembri: la stampa di settore riporta che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, il TAR Lazio con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025 ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e pendono due rinvii pregiudiziali davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta di modifica presentata come emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, sponsorizzazioni comprese, non ha esito noto. Alla data della verifica il divieto è in vigore, e vale la pena dirlo senza ammorbidirlo.

Tasse: chi paga e chi non dichiara

La scommessa sportiva a quota fissa sconta l’imposta unica prevista dall’articolo 4 del decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, dopo essere passate dal 43 % e 47 %. Le giocate sui Virtuali pagano il 24,5 % sull’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le prime due al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.

Qui la domanda che ogni giocatore si fa davvero è un’altra: chi paga, io o il bookmaker? Sulle vincite pagate da un concessionario ADM l’imposta è trattenuta alla fonte e il giocatore non dichiara nulla, perché il prelievo grava sul concessionario — è una ricostruzione riportata dalla stampa nel 2024 e nel 2026, e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi vale la pena consultare un commercialista per la propria posizione. Il giocatore incassa la somma netta e il discorso finisce lì, che è esattamente la posizione che rende la concessione una cosa concreta e non un adempimento.

Sui siti non autorizzati il discorso si ribalta. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera d), del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta applicata alla fonte, e una dichiarazione da presentare nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione va letta per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, e non è consulenza fiscale.

La tassazione è, per molti lettori, l’ultima voce del conto e la più facile da dimenticare. Un sito straniero che promette quote alte e non trattiene nulla consegna al giocatore un reddito da dichiarare, in una casella che quasi nessuno ha mai compilato prima. Il vantaggio di prezzo che si crede di aver guadagnato va confrontato anche con questo.

Pagamenti: dove entrano e dove non escono

I punti vendita ricariche, previsti dall’articolo 13 del decreto legislativo 41/2024, sono i tabaccai e le ricevitorie: ADM ne tiene un registro, e possono ricaricare il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né rimborsare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. È un canale con una funzione precisa, e non è quella che molti immaginano: porta denaro verso il conto, non dal conto verso il portafoglio.

Le pagine di comparazione mostrano presso gli operatori ADM carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco di ogni singolo operatore sta nelle sue condizioni. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non è nota una norma che elenchi i canali approvati: chi ve le propone come se fossero pacifiche sta raccontando una cosa che non è stabilita.

Fuori dalla concessione: cosa resta scoperto

Mettiamo in fila ciò che un marchio offshore non porta con sé, senza addolcire niente.

Non c’è RUA: un giocatore autoescluso che continui a puntare lì non trova nessun blocco, e lo strumento che aveva scelto per proteggersi resta inerte.

Non c’è vigilanza italiana: nessun protocollo approvato da ADM sul limite di deposito, nessun canale di contatto con orari garantiti, nessun obbligo di messaggi automatici su durata e spesa della sessione.

Non c’è foro italiano: una controversia su un saldo, un prelievo o un conto chiuso non ha un giudice naturale qui.

C’è l’inibizione: il dominio è soggetto a blocco, il blocco agisce a livello di DNS e i mirror ricompaiono in poche ore, quindi la scomodità è reale ma superabile.

C’è l’esposizione del giocatore: la legge 401/1989, articolo 4, come l’Agenzia la espone, prevede ammenda e arresto fino a tre mesi anche per il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari. L’importo dell’ammenda non è noto, e non è nota l’esistenza di procedimenti concreti contro un singolo giocatore. Che la conseguenza sia rara non la rende inesistente, ed è l’autorità di vigilanza stessa a metterla per iscritto.

C’è la licenza straniera: Curaçao, Malta, Anjouan, qualunque cosa sia, in Italia non ha alcuno status. Non protegge il giocatore, non obbliga il bookmaker davanti a un’autorità italiana, non apre nessuna porta che la concessione non apra.

Il quadro, a conti fatti, è questo: chi cerca un sito straniero cerca un margine, e il margine che trova è reale ma piccolo. La differenza tra una quota e l’altra su un mercato a due esiti è questione di punti percentuali, mentre quello che si mette sul piatto in cambio è la rete di tutele che si attiva nel momento esatto in cui le cose vanno male. Il prezzo più alto non lo paga chi trova la quota peggiore. Lo paga chi scopre di non avere nessuno a cui chiedere.

I dieci operatori con concessione ADM, uno per uno

Nessuno di questi è un sito straniero, ed è il punto di questa sezione: sono le alternative con concessione italiana, e ognuna è descritta solo su ciò che le sue condizioni e le sue app dichiarano.

Sisal: il conto che si apre con un’impronta

Sisal Italia S.p.a. opera sul proprio sito .it con la concessione ADM n. 16020. Il numero di riferimento, in questo caso, non è un dato di contorno: la concessione è legata al sito, e i codici della fascia 16000-16051 corrispondono a righe distinte dell’elenco dei concessionari.

La sua app per le scommesse sportive punta sulla meccanica del conto: si accede anche con Touch ID e le giocate si piazzano da mobile. Il palinsesto dichiarato è quello che ci si aspetta da un operatore di prima fascia — oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di calcio, volley, tennis e basket.

Il catalogo delle giocate è la parte più interessante. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni. La funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

Vale la pena soffermarsi sul cash out, perché è la funzione che più spesso viene venduta come un vantaggio e più spesso si comporta come un costo. Chiudere una giocata prima della fine significa accettare il prezzo che l’operatore offre in quel momento, e quel prezzo incorpora il margine del bookmaker: è un’uscita, non un regalo, e conviene trattarla come una decisione di prezzo e non come una comodità. Il vantaggio vero di Sisal, a conti fatti, è il catalogo di mercati sopra la media — Multigoal e le giocate su rigori ed espulsioni non li trovano tutti — e il difetto speculare è che un accesso così comodo, con Touch ID e app mobile, offre pochissimi attriti a chi vorrebbe porsi dei freni da solo.

Lottomatica: il palinsesto più fitto e un concessionario che non porta il suo nome

Lottomatica è il marchio commerciale; il concessionario è Goldbet Better Organization Italy S.p.a., che sulla lista figura con la concessione ADM n. 16010 e gestisce il proprio sito .it. È il primo caso della tabella in cui il nome del marchio e quello del titolare della concessione non coincidono, e vale come promemoria: chi verifica una licenza cerca la società, non l’insegna.

L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

La combinazione tra risultati in tempo reale e streaming è, per chi punta in corso di evento, la voce che pesa di più: senza la partita davanti, una quota live è un numero che si muove senza una spiegazione visibile, e il pugno di pixel che separa il calcio d’angolo dalla rete vale più di qualche centesimo sulla quota. La copertura dichiarata è tra le più dense del gruppo per il calcio e per i motori. Il punto debole, se proprio se ne cerca uno, è che un palinsesto così ampio premia chi ha tempo da dedicargli: la profondità di mercati è un vantaggio per chi confronta le quote e un invito a puntare di più per chi non se lo può permettere.

NetWin: il bonus che diventa reale solo a certe condizioni

Netwin Italia S.p.a. porta la concessione ADM n. 16035 e opera sul proprio sito .it.

L’offerta sportiva si chiama Sport-50 ed è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Un codice promozionale va inserito al primo versamento.

La parola «reale» è quella che l’operatore sceglie, ed è giusto segnalare perché la sceglie: nel mercato dei bonus molti prodotti sono di natura diversa — una giocata gratuita il cui importo non viene restituito in caso di vincita, un rimborso erogato sotto forma di giocata, un aumento temporaneo di quota, un’assicurazione sulla multipla. Un bonus in denaro è merce diversa da tutte queste, perché conserva il valore nominale e non dipende dal verificarsi di un evento. Detto questo, un bonus in denaro non è un regalo: il deposito minimo di 20 € mette il tetto effettivo dell’offerta a metà della sua cifra di testa per chi versa il minimo, e il requisito di conto verificato sposta in avanti nel tempo il momento in cui il bonus è davvero utilizzabile. Per un giocatore con un deposito piccolo e un conto già verificato è l’offerta più leggibile del gruppo; per chi apre il conto di fretta e conta di usare il bonus lo stesso pomeriggio, è una promessa con una coda.

Eurobet: un palinsesto che esce dallo sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale è il concessionario della concessione ADM n. 16012, su proprio sito .it. Il nome della società qui coincide con il marchio, e non è scontato: è la seconda riga della lista in cui vale la pena controllare che sia così.

L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che parte dal calcio, dal tennis e dal basket e prosegue con Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e persino scacchi, per arrivare a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.

Quella coda è la parte da pesare con attenzione, perché dice qualcosa di preciso su come un operatore pensa al proprio pubblico. Un palinsesto che comprende un festival o una tornata elettorale non è pensato per chi segue una squadra: è pensato per chi vuole avere un motivo di puntata ogni sera dell’anno, e i mercati non sportivi sono quelli con il maggiore spazio di manovra sul margine e le minori possibilità di informarsi davvero. L’ampiezza, qui, è anche una dichiarazione: questo operatore non punta su chi studia le partite, punta su chi entra per l’evento del momento.

BetFlag: l’identificazione come primo passo

Betflag S.p.a. tiene la concessione ADM n. 16008 e opera su proprio sito .it.

Ciò che BetFlag mette in evidenza è l’apertura del conto: il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica. Il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

SPID e CIE sono i due sistemi di identità digitale italiani, e offrono un vantaggio concreto che non è solo la comodità: l’identificazione avviene subito, con un fornitore esterno che certifica chi siete, e questo taglia di netto il periodo in cui un conto resta sospeso in attesa dei documenti — con la conseguenza, su altri operatori, di prelievi bloccati fino alla validazione, che senza SPID deve arrivare entro 30 giorni. Il difetto sta nella stessa scelta: chi non ha SPID o CIE attivi e vuole usare il sistema tradizionale caricherà i documenti e aspetterà, e la procedura digitale richiede credenziali che non tutti hanno. Sul piano dell’offerta sportiva, la scheda di BetFlag in questa sede non si spinge oltre: chi la sceglie per l’identificazione rapida sa cosa sta comprando, chi la cerca per il palinsesto deve guardare altrove.

Betsson: la scheda più tecnica del gruppo

Betsson è un marchio di Azzurri Limited, che sulla lista compare con la concessione ADM n. 16027 e gestisce il proprio sito .it.

L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La scheda è breve e, per un giocatore esperto, più informativa di molte pagine e più lunghe, perché elenca i tipi di mercato invece di contare gli eventi. 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo sono il vocabolario di base di chi scommette sul calcio, e la presenza della combo dice che l’operatore accetta le giocate a più esiti combinati. Su questi cinque tipi di mercato il confronto tra operatori si fa sulle quote, non sulle descrizioni: nessuna delle fonti consultate riporta però un margine per un mercato specifico di questo operatore, e quindi l’unica raccomandazione onesta è guardare la quota della propria partita prima di dare per scontato che la differenza esista. Azzurri Limited è anche il concessionario di StarCasinò, cosa che rende i due marchi vicini per struttura societaria e distinti per prodotto.

William Hill: due binari per il bonus di benvenuto

William Hill Malta Plc è il concessionario della concessione ADM n. 16044, con proprio sito .it.

Il Benvenuto Sport ha una struttura a due binari, e va letta con attenzione perché il valore cambia molto. Chi si registra con SPID riceve subito un bonus sport da 10 €. Chi usa la registrazione manuale ha invece un bonus di verifica da 5 €, accreditato dopo l’invio dei documenti entro 96 ore.

Il divario tra i due percorsi è evidente: metà dell’importo, e con una procedura da completare in una finestra di quattro giorni. Il nome «bonus di verifica» è quello che l’operatore usa, e descrive bene la funzione: non è un premio di benvenuto, è un corrispettivo per aver completato un passaggio di controllo. Chi ha SPID attivo prende il percorso rapido e più ricco senza pensarci; chi non ce l’ha deve decidere se vale la pena attivarlo per dieci euro, e la risposta dipende da quante volte pensa di aprire conti di gioco in futuro, perché SPID serve poi su ogni operatore che lo accetta. Al netto dei dieci euro, la struttura a due livelli è un modo elegante per dire che l’identificazione digitale conviene a tutti, operatore compreso.

StarCasinò: un casinò con il calcio accanto

StarCasinò è un marchio di Azzurri Limited, concessionaria ADM n. 16026, su proprio sito .it. Nella lista è la terza riga in cui la società non si chiama come il marchio, e condivide il titolare con Betsson.

La scheda dice che l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. L’ordine con cui i prodotti sono elencati non è casuale: prima il casinò, poi lo sport.

Per chi cerca un bookmaker, questa è la nota che conta, ed è una nota di scetticismo. Un operatore nato sul gioco da casinò costruisce la propria esperienza di prodotto intorno a ritmi veloci e a cicli brevi, e lo sport è l’aggiunta che tiene il cliente dentro casa tra una sessione e l’altra. Non è una condanna — il prodotto sportivo esiste, ed è dichiarato su eventi italiani e internazionali — ma è un indicatore di priorità: chi scommette per passione calcistica troverà più profondità di mercato altrove, e chi cerca un conto unico per entrambe le attività sa cosa sta comprando.

bet365: un partner globale con concessione italiana

Hillside (New Media Malta) Plc è il concessionario della concessione ADM n. 16030, su proprio sito .it.

Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

L’elenco degli sport è quello di un operatore internazionale, e la voce «ippica» merita una precisazione utile. Le scommesse sulle corse, a quota fissa o a totalizzatore, stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, ma i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — richiedono una concessione propria. Un operatore può quindi coprire le corse dei cavalli e non le giocate di ippica nazionale: sono due cose diverse, con due regimi diversi, e una scheda che dice «ippica» non dice quale delle due. Quanto al partenariato con la UEFA, appartiene al gruppo e non alla concessione italiana; non è una scorciatoia normativa, è marketing internazionale, e per il giocatore italiano non cambia niente in termini di tutele. La copertura dichiarata su sport meno battuti — freccette, boxe, golf — è ciò che distingue davvero questa scheda: chi cerca mercati su cui gli altri operatori non si sbilanciano trova qui più occasioni di confronto, il che vale sia per la quota sia, per chi vuole imparare, per la possibilità di seguire i movimenti.

Planetwin365: la profondità sui campionati

Pwo S.p.a., concessione ADM n. 16007, gestisce il proprio sito .it sotto il marchio Planetwin365.

L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

Il particolare interessante è la Serie C. Non è un campionato che un operatore internazionale mette in vetrina: seguirlo richiede una rete di informazioni locali e un palinsesto costruito sull’Italia, e chi scommette sui campionati minori lo sa — lì la quota si muove meno, perché chi la muove conosce la squadra. La copertura delle coppe nazionali e della terza serie suggerisce un prodotto pensato per chi segue il calcio italiano anche quando non è in televisione, e il rovescio è che la profondità sui grandi campionati esteri resta, sulla carta, quella comune a tutti: la differenza, ancora una volta, si misura sulla singola partita e non sulla brochure.

Cosa ho concluso confrontando questi dieci

Tre cose emergono da una lista che a prima vista sembra una fila di insegne.

La prima è che il nome del marchio racconta poco: in tre righe su dieci il concessionario si chiama diversamente, e in due di quelle righe la stessa società, Azzurri Limited, tiene due marchi distinti. Chi si preoccupa della licenza deve imparare a leggere la seconda colonna delle condizioni, non la prima riga dello spot.

La seconda è che il bonus di benvenuto è la voce meno comparabile di tutta la tabella. NetWin annuncia una percentuale con un tetto di 50 € e un deposito minimo, William Hill distingue fra dieci e cinque euro a seconda di come vi identificate, gli altri non ne espongono uno nella documentazione esaminata. Nessuno dei tre dati, preso da solo, dice quanto vale l’offerta: senza requisito di puntata, quota minima e termine, una percentuale è uno slogan. E la leva che quasi nessuno considera è la stessa per tutti: sette giorni di attesa per alzare un limite di deposito, un termine di trenta giorni per validare il conto, un tetto settimanale che il giocatore stesso sceglie.

La terza è che i limiti di deposito sono il vero oggetto del confronto. Alcuni brand li mettono al centro della propria scheda con periodi e condizioni scritti; altri non li espongono affatto, e questa differenza di trasparenza è l’informazione più utile che un lettore possa portare via. Non serve una classifica per usarla: basta chiedere la stessa cosa a tutti, prima di versare.

Domande frequenti sui siti di scommesse stranieri

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Il rischio più concreto non è il blocco del dominio, che si aggira con facilità. È l’assenza di rete di tutela: nessun registro di autoesclusione vi copre, nessun foro italiano decide una controversia su un saldo, e l’articolo 4 della legge 401/1989, come lo espone ADM, sanziona con ammenda e arresto fino a tre mesi anche il partecipante.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si cerca il numero di concessione e la società concessionaria nelle condizioni dell’operatore, e si confronta la riga con l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. Un nome in un articolo di comparazione non è una prova. Attenzione: la concessione è legata al sito, e l’elenco non ha una colonna che indichi i giochi offerti.

Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?

Il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018, raccoglie le richieste di autoesclusione e le estende a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, indipendentemente dal concessionario, oltre che alle sale fisiche. I siti senza concessione non sono collegati al registro, quindi una richiesta lì non produce alcun blocco.

Che cosa vieta il Decreto Dignità in materia di pubblicità delle scommesse?

L’articolo 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi e scommesse con vincite in denaro, su qualunque mezzo, internet compreso. Il divieto riguarda la promozione, non l’esistenza del bonus, e la sua applicazione tocca ad AGCOM, con sanzioni non inferiori a 50.000 €.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

All’apertura del conto il giocatore sceglie un limite di ricarica settimanale o mensile. Abbassarlo ha effetto immediato, alzarlo richiede sette giorni di attesa. L’articolo 15, comma 1, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 impone inoltre autolimiti su tempo, spesa e perdita, messaggi automatici e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM sono tassate alla fonte e il giocatore non dichiara nulla, perché l’imposta unica grava sul concessionario: è la ricostruzione riportata dalla stampa, quindi conviene consultare un commercialista. Sui siti non autorizzati l’Agenzia delle Entrate, nella risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come redditi diversi da dichiarare.

Quello che resta da fare prima di aprire un conto

Chi cerca un sito di scommesse straniero cerca una scorciatoia, e la scorciatoia che trova non è mai quella che immaginava. La quota più alta esiste, ma è questione di punti percentuali su una singola partita. Il bonus più generoso esiste, ma è generoso in proporzione a quanto è scomodo incassarlo, e su un sito senza concessione nessuno vi dice quanto. La differenza tra 20,5 % e 24,5 % di imposta unica non la paga il giocatore, perché sull’operatore con concessione il prelievo resta a carico del concessionario.

La cosa da fare, se siete arrivati fin qui, è una sola e costa dieci minuti: guardate il numero di concessione nelle condizioni dell’operatore che vi interessa, confrontatelo con l’elenco ADM, leggete il limite di deposito che state per scegliere e il termine per l’identificazione del conto. Poi leggete il regolamento del bonus, se ce n’è uno. Se a quel punto l’offerta tiene, l’offerta tiene davvero.

Il resto non è una questione di sfortuna. Un conto sul quale non si può scrivere a nessuno quando qualcosa va storto non è un conto con condizioni migliori: è un conto senza condizioni.

Contenuto creato dal team «Buchedi Golf»