Siti di scommesse legali 2026 — la classifica che guarda al costo, non all'offerta
Verificato al 3 Novembre 2026 contro l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e contro i termini di conto di gioco che i concessionari stessi pubblicano.

Un foglio di carta con un timbro rosso non fa vincere nessuna scommessa. Fa però qualcosa di più utile: decide chi risponde di quei soldi quando qualcosa va storto. In Italia il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto solo da chi ha una concessione dell’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — che il mercato continua a chiamare AAMS — e la concessione è rilasciata per singolo sito, non per azienda. È il punto da cui parte tutto il resto, e conviene dirlo subito perché è la parte che le pagine promozionali saltano: nessun confronto, nessuna recensione, nessuna posizione in classifica equivale a una concessione.
Nessuna classifica è una concessione. Un concessionario.
Da lì discendono tre cose concrete, e sono tutte a carico di chi scommette. La prima: ADM pubblica sul proprio sito il registro ufficiale dei concessionari, ed è quello l’unico test che conta — un nome che sta su quell’elenco ha titolo per raccogliere giocate in Italia, un nome che non c’è non ce l’ha, qualunque licenza esibisca altrove. La seconda: quell’elenco non ha una colonna per i giochi offerti, quindi la presenza in elenco dimostra il titolo, non dimostra che il sito tratti scommesse sportive — quella la mostra il palinsesto dell’operatore. La terza, ed è la meno discussa: il valore di un’offerta di benvenuto non si misura dall’importo scritto in grande, ma da quanto costa farla propria, e i requisiti di puntata, il tetto massimo di vincita del bonus e la scadenza stanno nella stessa pagina dei termini che nessuno legge.
La struttura della pagina segue il costo prima di ogni altra cosa. Si parte da ciò che protegge il giocatore quando il conto va male: limiti di deposito scelti in registrazione, autoesclusione, RUA, numero verde. Poi la classifica dei dieci operatori con concessione su dominio .it, misurata su ciò che ciascuno chiede. Poi il funzionamento del mercato — che cosa è una quota, che cosa è una singola e una multipla, che cosa contiene il palinsesto. Infine la normativa, perché è lì che si capisce cosa si perde davvero a firmare su un sito che non ha il titolo.
Prevenzione: quanto costa giocare d’impulso
Un limite di deposito scelto in fretta in fase di registrazione è la voce di costo più grande della giornata di un giocatore, e non appare in nessun estratto conto sotto forma di perdita. Appare come normalità. Il numero che l’utente scrive nel campo «limite settimanale» diventa il tetto della sua settimana di scommesse; se lo alza per noia dopo tre sere negative, il sistema non lo ferma subito, perché un limite aumentato ha effetto dopo sette giorni, mentre un limite ridotto vale da subito. Questa asimmetria è la protezione più intelligente del sistema italiano: rallenta chi vuole allentare, non chi vuole stringere.

I concessionari chiedono di impostare, in registrazione, un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Admiralbet funziona esattamente così, e la stessa azienda conferma che un limite ridotto entra in vigore immediatamente mentre uno aumentato passa dopo 7 giorni. Leggere quella schermata con calma vale più di qualsiasi avviso pop-up: quei tre campi sono l’unica leva che il giocatore controlla al cento per cento, e l’unica che l’operatore non può alzare per lui.
Nessun limite di deposito è uguale per tutti, e nessun tetto statale sulle puntate è noto. La legge fornisce gli strumenti — autolimiti su tempo, spesa e perdita, un contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno, messaggi automatici su durata e spesa, l’autoesclusione anche per singola categoria di gioco — ma il numero lo scegli tu. Chi cerca una cifra di legge per le scommesse sportive non la trova; le briglie sono quelle che il giocatore stesso si mette, più il limite scelto in registrazione che il concessionario deve rispettare.
fondamen: il limite che nessuno cambia in due minuti
Se c’è un numero da scrivere bene alla prima registrazione, è quello delle ricariche. Un conto aperto con un limite mensile deliberatamente basso è un conto che sopravvive a un weekend storto; lo stesso conto aperto «tanto poi lo sistemo» è un conto che il lunedì è già stato gonfiato. Il dettaglio tecnico che rende la seconda scelta più comoda della prima: per alzare si aspetta una settimana, per abbassare no.

La stessa logica vale per il tempo, che è la voce di costo che nessun operatore mette in fattura. Un limite di gioco giornaliero scritto in fase di registrazione è l’unica cosa che interrompe una serata di puntate automatiche, cioè la serata in cui le singole si moltiplicano senza che nessuno le conti. Le scommesse sportive a quota fissa, per come sono costruite, premiano proprio la puntata impulsiva: la partita finisce in novanta minuti, il risultato arriva subito, la prossima è già lì. Il limite di tempo è l’unico attrito in un prodotto progettato per non averne.
Il terzo campo, la spesa, è quello che si sovrappone al deposito e che i giocatori confondono più spesso. Sono due grandezze distinte: il deposito è il denaro trasferito sul conto, la spesa è quanto di quel denaro viene effettivamente giocato in un periodo. Un conto con un limite di deposito settimanale basso può comunque bruciare cifre alte se il saldo viene rigiocato più volte nella stessa settimana — ed è esattamente ciò che fanno i requisiti di rigioco dei bonus, di cui si parla più avanti.
Il RUA: quando la porta si chiude da sola
L’autoesclusione è lo strumento più potente e meno compreso del sistema italiano. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID oppure a uno dei concessionari presso cui si ha già un conto aperto, e il numero verde nazionale 800 558822 offre sostegno gratuito e anonimo a chi ha problemi con il gioco — gratuito nel senso che non costa nulla chiamarlo, anonimo nel senso che non lascia traccia nel conto di gioco.
Può essere trasversale, cioè valere su tutti i concessionari con blocco dell’apertura di nuovi conti, oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, come le scommesse a quota fissa. La durata arriva fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure è a tempo indeterminato, e in quest’ultimo caso la revoca è possibile solo dopo almeno nove mesi. L’esclusione a tempo determinato non si revoca prima della scadenza: chi la attiva per tre mesi li fa tutti e tre.
Il meccanismo si appoggia al RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018. Durante un’autoesclusione registrata nel Registro non si possono fare depositi, giocate né aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM, ma il saldo prelevabile resta prelevabile. Quest’ultima parte conta: chi si esclude perde l’accesso al gioco, non i propri soldi.
prevenzio: il foglio che il sistema non ha ancora letto
Il RUA copre ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale fisiche. Fuori da quel perimetro non arriva. Un sito senza concessione non è collegato al Registro, quindi un giocatore autoescluso che vi apra un conto non risulta escluso da nessuna parte: la sua richiesta esiste, il blocco no. È il costo più silenzioso dell’offerta non autorizzata, perché colpisce nel momento in cui la persona ha già deciso di fermarsi.
C’è anche una ragione identitaria dietro l’autoesclusione, e non è secondaria in un mercato dove aprire un conto richiede l’identificazione piena: il conto di gioco necessita dei dati completi del titolare, con registrazione tramite modulo e copia di un documento oppure tramite SPID, che importa i dati automaticamente. È il motivo per cui il RUA funziona: ogni conto è riconducibile a una persona, e una persona esclusa non può rientrare dalla porta di servizio con un’altra identità. Sui siti senza concessione quella leva non esiste.
Nella pratica, la richiesta dal portale ADM è la via più pulita, perché non passa dal rapporto con l’operatore e non richiede spiegazioni a nessuno. Chi invece ha un conto con saldo ancora in gioco può presentarla direttamente al concessionario e prelevare il residuo. Le due strade convivono, e il Registro è lo stesso.
Valutazione: la classifica dei dieci concessionari
Una classifica di siti legali ha senso solo se si dice su cosa si misura. Qui si misura sul costo e sul titolo: che numero di concessione porta il marchio, quale società risponde, e che cosa i termini dell’operatore dichiarano sul punto in esame. Non è una graduatoria di convenienza e non è un invito ad aprire un conto; è la fotografia di dieci concessionari presenti su dominio .it, con i rispettivi codici, letti dall’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.
Il primo criterio è il titolo. Ogni brand qui sotto è un concessionario con un sito .it proprio e un codice di concessione a cinque cifre; il codice, come si vede, non coincide quasi mai con il nome del marchio, perché il concessionario è spesso una società diversa — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale per Eurobet, Azzurri Limited per Starcasinò e per Betsson. È una distinzione che sembra burocratica e non lo è: se qualcosa va storto, il soggetto con cui si litiga è la società, non il logo.
Il secondo criterio è ciò che l’operatore stesso dichiara sui termini del conto di gioco. Su questo punto la disponibilità è disomogenea, e non per negligenza: alcuni operatori espongono requisiti di bonus, tetti di utilizzo e modalità di registrazione con un dettaglio che altri non hanno. La colonna che segue riporta esattamente quello che emerge dai termini e dalle schede pubbliche di ciascuno, e dove non emerge nulla sul punto, la cella resta vuota — un vuoto che è un’informazione, non una mancanza da riempire. La stessa logica vale per il secondo blocco di colonne: se un operatore non dichiara un requisito di gioco sul proprio bonus, quel silenzio non si colma con un numero preso dal vicino di casa, che è l’errore più facile e più grave in una pagina come questa.
| Brand | Concessione ADM e concessionario | Che cosa dichiarano i termini dell’operatore sul punto |
|---|---|---|
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | — |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | — |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | — |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limite di ricarica, spesa e tempo da impostare in registrazione; riduzione immediata, aumento dopo 7 giorni |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Importo massimo di bonus utilizzabile su ogni singola scommessa: 100 € |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | — |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | — |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | — |
| NetWin | n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, deposito minimo 20 €, per conti verificati |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | — |
Le celle vuote raccontano una cosa sul mercato italiano che vale la pena dire: la trasparenza sui requisiti non è una prassi uniforme. Chi vuole conoscere il requisito di rigioco di un bonus che sta valutando lo trova nei termini dell’operatore, sotto la voce del bonus stesso, e in nessun altro posto. Nessuna autorità pubblica impone un tetto statale ai bonus né ai requisiti di puntata, quindi quell’informazione resta contrattuale: è la singola azienda a scriverla, e la singola azienda a poterla cambiare.
Due operatori della lista sono particolarmente esposti sul fronte dichiarativo e meritano una nota separata. NetWin espone il proprio bonus di benvenuto con tutti i parametri — percentuale, tetto, deposito minimo, condizione di conto verificato — e questo lo mette in una posizione diversa dagli altri: il giocatore sa in anticipo che cosa sta accettando. William Hill, all’opposto, non dichiara il requisito di gioco ma dichiara un tetto operativo, i 100 € di bonus utilizzabili su ogni singola scommessa: è un vincolo che appartiene alla meccanica del bonus e che vale la pena conoscere prima di pianificare puntate grosse.
Perché il codice di concessione non basta da solo
Il numero di concessione è la prova del titolo, non la prova del prodotto. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza non ha una colonna per i giochi offerti, e un concessionario può detenere in qualunque combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sull’elenco, quindi, non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive: quella la mostra il palinsesto dell’operatore, cioè l’insieme degli eventi e dei tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM. Si scommette solo su eventi che stanno in quel palinsesto.
Il rovescio della medaglia è che diversi marchi dell’elenco sono casinò-first con un’offerta sportiva. StarCasinò, per esempio, si presenta con slot e Live Casinò accanto alle scommesse sui principali eventi italiani e internazionali, con varie tipologie di scommessa. Chi arriva su un marchio del genere cercando un bookmaker puro trova un prodotto sportivo reale ma collocato dentro un’offerta più ampia.
Vale anche la pena ricordare un fatto di struttura che il codice rende visibile: la concessione è per sito, non per azienda, e una stessa società può gestirne più di uno. Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, che qui appare per Eurobet, amministra anche Bwin e Giocodigitale. Due siti, due righe distinte dell’elenco, un solo concessionario. Per il giocatore cambia poco nella pratica quotidiana, ma cambia tutto quando si tratta di capire con chi si sta firmando.
Chi non compare in questa lista
Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le righe dell’elenco dei concessionari autorizzati letto il 25 ottobre 2026. Sono marchi noti, pubblicizzati, presenti nelle ricerche degli italiani; semplicemente non hanno il titolo per raccogliere scommesse in Italia. Non è una graduatoria di qualità: è un dato amministrativo, e per il giocatore italiano è quello che conta, perché da lì dipendono il RUA, la vigilanza ADM, gli strumenti obbligatori di limite e un foro italiano per le controversie.
Il mercato non si esaurisce in questi dieci nomi. Altri concessionari esistono e non sono elencati qui; un marchio assente da questa pagina non è per questo privo di concessione. Chi vuole chiudere la questione con certezza consulta l’elenco aggiornato sul sito dell’Agenzia, che è pubblico e non richiede registrazione.
meccanis: come funziona una scommessa e che cosa trattiene il banco
Una quota non è un pronostico. È un prezzo, e come ogni prezzo contiene il ricarico di chi lo vende. La scommessa sportiva a quota fissa è il prodotto centrale del mercato italiano: si punta una somma su un esito a un prezzo concordato, e in caso di esito favorevole la vincita è la puntata moltiplicata per la quota. Su una singola da 10 € a quota 1,90 il ritorno è 19 €, di cui 9 € di profitto netto. Con una giocata da 100 € al medesimo prezzo il ritorno è 190 €. È aritmetica elementare, ed è l’unico pezzo del meccanismo che gli operatori spiegano volentieri, perché conviene loro.
Il pezzo che spiegano meno è il margine. Su un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90 — esempio illustrativo, non un prezzo quotato — la somma dei reciproci è 1/1,90 + 1/1,90, cioè circa 1,0526. La quota di ritorno è il reciproco di quella somma, quindi poco più del 95 %, e il margine è il resto: circa il 5 %. Tradotto: su ogni unità puntata su quel mercato, il banco trattiene in media cinque centesimi prima ancora che il risultato si conosca. Non è una tassa nascosta né un abuso; è il modo in cui il prezzo è costruito. Ma è la ragione per cui una scommessa non è mai una scommessa alla pari, e la ragione per cui l’idea di «recuperare» dopo una serie negativa alza il costo invece di abbassarlo.
Dove sta la giocata, e dove sta il costo
La singola è una puntata su un esito; la multipla combina più esiti e le quote dei singoli eventi si moltiplicano in un unico prezzo. Il ritorno cresce in modo vistoso e la probabilità di incassarlo cala nella stessa misura, perché ogni esito aggiunto è una condizione in più che deve avverarsi. Il margine del banco, intanto, non si moltiplica in modo innocuo: su una multipla il ricarico tende a comporsi con il numero di eventi. È il motivo per cui le combo e le supercombo sono la parte del palinsesto che gli operatori promuovono con più energia.
Il resto del vocabolario serve a orientarsi, non a vincere. Il sistema distribuisce la posta su più combinazioni di esiti. Il DNB, ovvero il rimborso in caso di pareggio, restituisce la puntata quando l’esito è neutro. Under/Over e GG/NG misurano, rispettivamente, il totale delle reti e il fatto che entrambe le squadre segnino. L’handicap corregge il risultato con un vantaggio o uno svantaggio iniziale. Il cash out chiude la giocata prima del risultato, in cambio di un importo che l’operatore determina. Il live è la stessa scommessa presa mentre l’evento si svolge. Nessuno di questi strumenti cambia la matematica di fondo; cambiano quanto spesso il giocatore decide.
Il palinsesto è l’altra metà della questione, ed è lì che i concessionari si assomigliano meno. Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con una sezione Supercombo dedicata a combinazioni e mercati unici a quote maggiorate. Eurobet Sport allarga fino a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva a eventi di spettacolo e di politica. Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei e più di venti tipologie di sport con risultati in diretta. Betsson elenca 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo su migliaia di eventi pre-match e live. Sisal dichiara oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket. bet365, che si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, copre pre evento e live su calcio, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis.
Quanto costa portare a casa un bonus di benvenuto
Il calcolo che segue è l’unico modo onesto di guardare a un’offerta promozionale, e parte da un esempio dichiarato tale: un giro settimanale di 100 € puntati una volta sola, cioè il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione, e un mercato a due esiti con quote 1,90 e 1,90. Su quel mercato il margine è circa il 5 %, come si è visto. Applicando quel margine al volume, il costo medio atteso di una settimana di giocate a quel ritmo sta intorno ai 5 €. Nessuno perde 5 € in modo esatto: la media è una media, e il singolo giro può chiudersi in attivo o in passivo molto più netto. La stima dice una cosa sola, ed è quella che conta: quanto costa, in media, tenere in funzione un conto che gira 100 € a settimana su un mercato a due esiti.
Se il volume settimanale raddoppia, il costo medio raddoppia con lui, e si colloca intorno ai 10 €; se scende a 50 €, il costo medio si dimezza, intorno ai 2,50 €. Sono cifre modeste in assoluto e diventano significative per accumulo: cinquanta settimane allo stesso ritmo valgono un ordine di grandezza di 250 € di costo medio su un volume giocato di 5.000 €. È il punto in cui il margine smette di essere un dettaglio tecnico e diventa la voce più stabile del rapporto con il bookmaker, perché è l’unica che non dipende dal risultato delle partite.
Da qui discende la lettura di ogni bonus di benvenuto. Un’offerta che richiede di rigiocare l’importo più e più volte prima di poter prelevare non è denaro: è volume, e il volume si paga al margine del mercato su cui viene giocato. Un bonus che si sblocca solo giocando partite a quota minima alta, o entro una scadenza breve, o con un tetto alla vincita utilizzabile, aggiunge condizioni che restringono ulteriormente il valore. È la ragione per cui un bonus di importo modesto senza requisiti pesanti vale più di un bonus vistoso con un rigioco lungo: il primo è denaro, il secondo è un impegno.
Il tetto di utilizzo è l’esempio più concreto e il meno pubblicizzato. William Hill precisa che l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 € e che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Tradotto: il bonus grande serve a poco se le puntate che lo sbloccano sono limitate a cento euro ciascuna. La stessa logica vale per la condizione di conto verificato: NetWin riserva il proprio bonus ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. Chi deposita prima di completare la verifica non ha il bonus, e il tempo speso a capirlo è tempo che nessuno rimborsa.
normativa: che cosa si perde davvero senza concessione
La sorveglianza italiana sul gioco a distanza si appoggia a un doppio elenco, e vale la pena conoscerlo perché è il termometro del settore. L’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Due liste, una di ciò che è ammesso e una di ciò che è bloccato, entrambe consultabili da chiunque.
Il blocco opera a livello di DNS, e i provider non sempre aggiornano in tempo. Un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno; i mirror riappaiono nel giro di ore. Il verbo tecnico è «oscurare», e descrive esattamente il risultato: il sito non è più raggiungibile dal nome conosciuto, il che non significa che sia scomparso. La conseguenza pratica per il giocatore è che chi vuole davvero raggiungere un sito inibito spesso ci riesce; quello che non riesce a recuperare è tutto il resto.
La sanzione che riguarda chi gioca, non solo chi vende
Qui la questione smette di essere amministrativa. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la richiama in un comunicato del 28 febbraio 2024, prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per i soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero — e aggiunge che anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Non è una clausola teorica: è la regola lato giocatore così come l’autorità la enuncia.
L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti concreti contro un giocatore non sono noti. Nessuno, oggi, compra una casa per aver puntato cinquanta euro su un sito estero. Ma il punto non è la probabilità della sanzione: è che chi scommette fuori dal perimetro concessionario non ha nessuna delle protezioni che il sistema costruisce dall’altra parte. Niente RUA, quindi un’autoesclusione che non blocca nulla; nessuna vigilanza ADM; nessun obbligo di strumenti di limite; nessun foro italiano. Su un marchio offshore le regole sono quelle di casa sua, e le regole di casa sua non sono queste.
Sul piano patrimoniale c’è un secondo costo, meno intuitivo del primo. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta grava sul concessionario, che versa alla fonte: il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi in ogni caso conviene consultare un commercialista. Per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri, invece, l’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 tratta le vincite online come redditi diversi ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va intesa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate»: non è consulenza fiscale.
Messo accanto, il confronto non è tra due livelli di comodità ma tra due regimi. Da una parte un concessionario ADM offre RUA, vigilanza, strumenti di limite obbligatori e una sede legale italiana; dall’altra un marchio .com senza concessione non offre nulla di tutto questo, è esposto all’oscuramento DNS e, per come l’ADM stessa lo descrive, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Il secondo costa meno solo finché non costa.
La concessione non è una licenza aperta
Il quadro normativo italiano non prevede licenze a sportello. Il riferimento è il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, che riordina il settore dei giochi pubblici a distanza; le concessioni si assegnano per gara pubblica e durano al massimo nove anni, senza rinnovo. È una differenza che pesa sul medio periodo: il titolo non si rinnova automaticamente, e il concessionario che vuole continuare partecipa alla gara successiva.
Le condizioni di partecipazione non sono simboliche. Serve una società di capitali con sede nello spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nella gara; i termini della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Il volume delle concessioni spiega la scala del mercato e il numero di codici. Il registro ufficiale di ADM, letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. È da lì che provengono i dieci marchi della classifica qui sopra, ed è sempre lì che il giocatore verifica in autonomia prima di aprire un conto.
Che cosa si può scommettere, per legge
L’art. 6, comma 1, del D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi offribili a distanza con concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; e bingo. Un concessionario può gestirne uno o più per il periodo della concessione.
Il palinsesto è il filtro tra quell’elenco e ciò che il giocatore vede. L’art. 2, lett. s) lo definisce come il programma degli eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e dei tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi che vi figurano. Gli eventi si aggiungono uno per uno: a settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano nel palinsesto non è dato sapere in anticipo, e non esiste un elenco pubblico dei mercati live offerti.
Due categorie meritano una nota perché vengono spesso confuse. Gli eventi simulati — le cosiddette scommesse virtuali, definite dall’art. 2, lett. v) come eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer e mostrati tramite animazione o tramite un evento reale preregistrato — rientrano nella concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica invece è due cose separate: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale — vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté — richiedono una concessione propria ai sensi della lett. c), e non è noto se un marchio online li offra.
Il betting exchange ha una sua disciplina. È ammesso come gioco separato ai sensi dell’art. 6, comma 1, lett. e): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava alcunché sulle vincite, perché il prelievo ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non è noto; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
La pubblicità, e la sua eccezione che non è un’eccezione
Il Decreto Dignità — art. 9 del decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87, convertito con legge 96/2018 — è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet. A vigilare è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dei bonus: un’offerta di benvenuto può esistere, non può essere reclamizzata. Ed è per questo che le condizioni di un bonus — importo, rigioco, quota minima, scadenza — vanno lette nei termini dell’operatore e in nessun altro posto. Nessun tetto statale ai bonus né ai requisiti di puntata è noto.
Sul terreno sanzionatorio il quadro è in movimento. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore. Chi legge questa parte con l’aspettativa che «tanto cambia» sbaglia di poco, ma sbaglia: allo stato attuale, la regola è quella.
Le ricariche, le carte, e quel che resta fuori
Il sistema di pagamento di un concessionario ADM ha una geometria precisa. L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, un registro tenuto dall’ADM che comprende tabaccai e ricevitorie: il punto vendita accredita sull’account online solo su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Il punto vendita non può pagare vincite né erogare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Le modalità che le pagine di confronto mostrano presso operatori ADM comprendono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria tramite SisalPay e Mooney. Ogni operatore ha la propria lista nei termini di conto. Sulle criptovalute presso concessionari ADM la posizione è aperta, e nessuna norma che nomini strumenti approvati è nota.
C’è infine un art. 22, comma 1, che prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione. La sua entrata in vigore non è confermata. Se e quando arriverà, sarà il colpo più duro all’offerta non autorizzata: più del blocco DNS, più dell’ammenda, perché senza un canale di pagamento legale non c’è deposito e senza deposito non c’è gioco.
I dieci concessionari, uno per uno
Le schede che seguono descrivono dieci operatori con concessione ADM e sito .it proprio. Nessuna è un invito ad aprire un conto: sono descrizioni di ciò che le rispettive condizioni e le schede pubbliche dichiarano. L’ordine è quello dell’elenco dei concessionari e non una graduatoria.
StarCasinò, concessione 16026: il casinò che ha anche lo sport
Il marchio fa capo ad Azzurri Limited e opera su Starcasino.it con la concessione n. 16026. L’offerta è esplicitamente guidata dal casinò: l’app mette accanto alle slot e al Live Casinò la possibilità di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali, con varie tipologie di scommessa.
Chi arriva qui cercando un bookmaker puro troverà un prodotto sportivo coperto ma non centrale, e la navigazione lo riflette: il calcio è lì, il palinsesto non è la vetrina. Per un giocatore che passa dalla slot alla partita nella stessa sessione è un vantaggio di comodità; per chi vuole solo scommesse sportive è un marchio in più nella lista e non una prima scelta. Azzurri Limited gestisce anche Betsson.it: due concessioni, un solo gruppo.
Betfair, concessione 16028: il marchio dell’exchange
Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione n. 16028 su Betfair, ed è il marchio che in Italia viene associato per primo al betting exchange, cioè al modello in cui il giocatore può fare la parte del puntatore o quella del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. È una struttura diversa da quella di un bookmaker tradizionale, e per un giocatore abituato alla quota fissa richiede un po’ di adattamento.
Sul lato sportivo l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, con una sezione Supercombo che raccoglie combinazioni e mercati unici a quote maggiorate. Quali marchi gestiscano oggi un exchange in Italia e con quali regole di commissione non è noto; Betfair è descritto come il primo, e la sua documentazione è riportata indicare regole specifiche per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Un articolo di stampa del 2024 riferisce che sul giocatore non grava alcunché sulle vincite, con il prelievo a carico del concessionario: una condizione che, se confermata nei termini, cambia il conto economico per chi opera sull’exchange in modo continuativo.
Eurobet, concessione 16012: il palinsesto che va oltre lo sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale gestisce Eurobet.it con la concessione n. 16012, e la stessa società amministra Bwin.it e giocodigitale.it: tre siti, tre righe dell’elenco, un solo concessionario. Il marchio è probabilmente quello con il palinsesto più largo della lista.
L’app Eurobet Sport copre calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, e arriva fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, con le elezioni. È una scelta che dice molto sul posizionamento: il marchio non vende competenza sportiva, vende ampiezza. La conseguenza per chi scommette è duplice. Da una parte c’è sempre qualcosa su cui puntare anche in una sera senza calcio; dall’altra, i mercati più sottili hanno margini meno generosi di quelli dei grandi campionati, ed è lì che il costo medio di una giocata sale senza che nessuno lo segnali. Chi punta quasi sempre sui grandi campionati noterà poco la differenza; chi cerca l’evento curioso la paga.
AdmiralBet, concessione 16048: gli strumenti di limite sotto gli occhi
Admiral Bet S.r.l. opera su Admiralbet con la concessione n. 16048, e il marchio dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco: si presenta come concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM, con il servizio erogato tramite il sito. È la dichiarazione che ogni concessionario dovrebbe fare e che conviene cercare in ogni caso, perché un titolo non scritto da nessuna parte non è verificabile in fretta.
Sul fronte dell’ingresso, il conto si apre con la registrazione classica, caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo (OTP) e importa i dati automaticamente. La seconda strada è più rapida ma presuppone l’identità digitale; la prima è universale e comporta la gestione manuale dei documenti.
La parte che distingue questo marchio è la registrazione come momento di scelta consapevole. AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Detta così sembra un adempimento. In realtà è l’unico punto del percorso in cui l’operatore mette il giocatore davanti a una decisione che vale più di qualsiasi quota, e la finestra dei sette giorni sull’aumento è la parte che conta: impedisce la modifica dettata dall’impulso. Un marchio che struttura così l’onboarding dice qualcosa su come intende il rapporto.
William Hill, concessione 16044: il bonus che non si incassa subito
William Hill Malta Plc detiene la concessione n. 16044 su William Hill. Il Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID, mentre con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. La differenza tra le due strade è evidente e va letta come un incentivo all’identità digitale, non come una penalità: la verifica tramite SPID chiude la pratica in un passaggio, quella manuale richiede un invio entro un termine stretto.
Sui requisiti il marchio è esplicito su un punto e silenzioso su un altro. Esplicito: l’importo massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €, e i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM. Silenzioso: il requisito di puntata in sé, che non emerge dai materiali consultati. Il tetto di 100 € per singola scommessa è l’informazione operativa più utile delle due, perché dice al giocatore che il bonus si sblocca a piccoli blocchi e non con una puntata unica e grossa — e quindi quanto tempo serve.
Il dettaglio delle 96 ore per chi invia i documenti a mano è la parte che sfugge più spesso. La registrazione senza SPID richiede di caricare i documenti entro quel termine per ottenere il bonus di verifica; chi si distrae perde il riconoscimento, e non c’è nulla da reclamare, perché la condizione era scritta.
Sisal, concessione 16020: il volume e la diretta gratuita
Sisal Italia S.p.a. opera su Sisal con la concessione n. 16020. L’app Sisal Matchpoint per le scommesse sportive permette di accedere al conto gioco anche con Touch ID e di piazzare le scommesse da mobile; il marchio dichiara oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Lo streaming gratuito è la voce più interessante della scheda, e va letta per quello che è: un servizio, non un vantaggio economico. Non abbassa il margine di un solo mercato e non migliora una quota. Cambia però il modo in cui si guarda una partita, e per una certa fascia di giocatori è la ragione per cui il conto resta aperto lì anziché altrove. Il volume dichiarato è in linea con i grandi operatori del mercato, quindi il confronto con gli altri marchi della lista si sposta sul prezzo e sui mercati disponibili, non sulla copertura.
Per chi punta molto sul live, i numeri sopra sono una dichiarazione del marchio, non una rilevazione indipendente, e la differenza tra 15.000 eventi live elencati e quindici partite davvero seguibili in diretta la sera è una differenza che si scopre solo usando il prodotto.
bet365, concessione 16030: il partner che porta il marchio in campo
Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione n. 16030 su Bet365. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e copre Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, sia pre evento sia live.
La partnership con la competizione europea più seguita merita una precisazione che vale per tutto il settore: il Decreto Dignità vieta la pubblicità, anche indiretta, dei giochi e delle scommesse con vincite in denaro, e il divieto è in vigore. Un accordo di questo tipo si muove in uno spazio che le parti considerano compatibile con la norma; un lettore che ne vede il logo non sta guardando una comunicazione promozionale del bookmaker secondo la lettura dell’autorità, e questo è il motivo per cui non ha senso dedurne una licenza o una garanzia di qualità.
Sul fronte regolatorio questo marchio ha una posizione quasi da laboratorio. A settembre 2026 l’ADM ha autorizzato la Setka Cup, un evento nuovo del palinsesto, con bet365 primo partner come riporta la stampa di settore: la meccanica del palinsesto approvato evento per evento si vede funzionare qui in modo visibile, ed è la ragione per cui l’offerta di un concessionario può cambiare da un mese all’altro senza che nulla sia stato liberalizzato.
Planetwin365, concessione 16007: la copertura ordinata
Pwo S.p.a. gestisce Planetwin365 con la concessione n. 16007. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di venti tipologie di sport con risultati in diretta.
Il profilo è quello di un operatore che punta sulla completezza ordinata più che sull’eccezione. Chi guarda il campionato italiano trova la filiera completa, dalla Serie A alla Serie C, cosa che non tutti i marchi della lista offrono con la stessa profondità; chi cerca il campionato esotico o il mercato di nicchia troverà meno di quanto troverebbe altrove. Anche i risultati in diretta vanno considerati un servizio informativo: non incidono sul prezzo e non modificano la matematica della giocata, ma riducono la tentazione di piazzare una scommessa alla cieca, che è già un beneficio per il conto.
NetWin, concessione 16035: l’unico che dichiara tutto
Netwin Italia S.p.a. opera su Netwin con la concessione n. 16035, e sul fronte promozionale è il marchio più trasparente della lista. L’offerta Sport-50 è un bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €.
Quattro parametri dichiarati in una riga: percentuale, tetto, condizione di accesso e soglia minima. Rispetto agli altri operatori, di cui non è noto il requisito di gioco, questa è la differenza tra un’offerta valutabile e un’offerta che si scopre dopo. Non significa che sia la più conveniente: un bonus del 100 % fino a 50 € è, in valore assoluto, il più piccolo della lista, e il deposito minimo di 20 € resta un impegno reale per chi apre un conto per prova. Significa che qui il giocatore può fare i conti prima, e i conti sono la sola cosa che rende un bonus paragonabile a un altro.
La condizione di conto verificato è la parte da non liquidare come formalità. Chi deposita prima di completare la verifica dei documenti non ha il bonus, e il deposito è già stato fatto. È lo stesso schema che ricorre, con tempi diversi, presso ogni concessionario: la verifica identitaria è la porta d’ingresso e va chiusa prima, non dopo.
Betsson, concessione 16027: gli stessi proprietari, un altro catalogo
Betsson fa capo ad Azzurri Limited, la stessa società dietro StarCasinò, e opera su Betsson.it con la concessione n. 16027. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il catalogo dei mercati è la parte più completa della scheda: la griglia classica del calcio — esito, totale reti, entrambe le squadre a segno, marcatori — più le combinazioni. Non ci sono elementi che distinguano il marchio sul prezzo o su un mercato esclusivo. È un’offerta solida e prevedibile, di quelle che non sorprendono né in positivo né in negativo, e per un giocatore che vuole copertura ampia senza cambiare abitudini è sufficiente.
Il dettaglio societario è la nota che vale la pena tenere a mente: Betsson e StarCasinò condividono il concessionario Azzurri Limited pur avendo concessioni e siti distinti. Due conti, due titoli, un’unica responsabilità di vertice, il che conta in caso di contestazione e conta poco nella pratica quotidiana.
Il costo vero sta nelle condizioni, non nei nomi
Se c’è una conclusione che questa lista sostiene, è che la differenza tra un concessionario e un altro non sta nella concessione — quella ce l’hanno tutti — né nella fama del marchio. Sta in tre cose leggibili solo nei termini: il requisito di gioco del bonus, il tetto di utilizzo per singola scommessa e il modo in cui l’operatore gestisce i limiti in registrazione. Un marchio che dichiara il proprio bonus con tutti i parametri e uno che ne tace la metà offrono al giocatore due livelli diversi di possibilità di fare i conti.
Il margine del banco, intanto, è lo stesso ovunque, perché non dipende dalla generosità dell’azienda ma dalla struttura del mercato. Un giocatore che punta 100 € a settimana su un mercato a due esiti a circa il 5 % di margine sostiene un costo medio atteso intorno ai 5 € a settimana, cinquanta settimane l’anno; qualunque bonus inferiore a quella cifra annua, con requisiti stringenti, non compensa quel costo, lo maschera soltanto. È il metro con cui leggere ogni offerta di benvenuto, e conviene applicarlo prima di aprire un conto, non dopo.
Domande frequenti sui siti di scommesse legali
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta il registro dei concessionari pubblicato sul sito dell’ADM, che riporta il codice di ogni concessione e il sito .it collegato; in alternativa si leggono i termini del conto di gioco dell’operatore, dove il titolo e il numero vengono dichiarati. Un confronto web non è una prova.
Perché un bookmaker con concessione ADM usa un sito con dominio .it?
Perché la concessione viene rilasciata per singolo sito, e quell’indirizzo è il luogo dell’offerta autorizzata. La presenza su un dominio .it non basta da sola a dimostrare il titolo, ma la concessione si esercita lì, ed è il motivo per cui i marchi autorizzati non raccolgono giocate italiane su indirizzi diversi.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, che copre tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e le sale fisiche. L’autoesclusione blocca depositi, giocate e apertura di nuovi conti presso ogni concessionario ADM, ma lascia prelevabile il saldo.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie il proprio limite in fase di registrazione, su base giornaliera, settimanale e mensile, insieme a limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Nessun tetto statale sulle puntate è noto.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?
Nessuna protezione del sistema italiano: il RUA non blocca nulla, non c’è vigilanza ADM né obbligo di strumenti di limite, e manca un foro italiano. Il sito è esposto all’oscuramento DNS e il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta grava sul concessionario; la ricostruzione va comunque verificata con un commercialista. Le vincite ottenute su siti non autorizzati andrebbero dichiarate come redditi diversi, per l’intero importo ricevuto.
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