Scommesse Mondiali FIFA 2026: quote, margini e scelta dell'operatore

Updated Novembre 2026
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Ultimo aggiornamento 3 Novembre 2026, con le concessioni e gli elenchi di ADM verificati alla data del controllo.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
I Mondiali FIFA 2026 si sono disputati dall'11 giugno al 19 luglio 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti, con 48 squadre e 104 partite in 16 città ospitanti.

Un Mondiale finito non movimenta più nessun mercato. Le 104 partite del Mondiali FIFA 2026 si sono giocate dall’11 giugno al 19 luglio 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti, la finale di East Rutherford ha consegnato il titolo alla Spagna e le schedine di quel torneo sono tutte liquidate. Eppure «scommesse sui Mondiali di calcio 2026» resta una frase che gli italiani digitano, e per una ragione che ha poco di sentimentale: la stessa struttura di mercato che ha prezzato quelle 104 partite prezza la Serie A di domenica prossima, e chi vuole capirla ha in mano un caso di studio completo, con esito noto e con quote che si possono controllare a bocce ferme.

La scelta, però, si è spostata. Non esiste più la domanda «su chi punto in finale» — la risposta è Spagna, 1-0 sull’Argentina dopo i tempi supplementari — ma esiste quella più utile: fra le strade che un bookmaker con concessione ADM mette davanti a chi si registra in Italia, quale porta al mercato che si vuole giocare, con quale costo di margine e con quali vincoli? Questo è il filo del pezzo. Prima gli strumenti che limitano il danno, poi come si legge una quota quando l’esito non è più in discussione, poi cosa offre davvero il palinsesto di un concessionario, poi il confronto fra i dieci marchi di questo elenco, e solo alla fine il quadro legale che tiene in piedi tutto il resto.

Un avviso di metodo, perché è anche un avviso di sostanza: ogni dettaglio su bonus, limiti e regole qui sotto è quello che il singolo operatore scrive nei propri termini o nella propria scheda applicativa, e l’unico test che conta davvero per sapere se un marchio ha titolo per raccogliere giocate in Italia è l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. Un posto in questa pagina non vale come concessione, e una concessione non vale come classifica.

Prevenzione e tutela: le regole che il giocatore si scrive da solo

Il primo capitolo di una guida seria non è il bonus. È l’interruttore che sta sopra il bonus, e in Italia quell’interruttore ha un nome preciso, il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi. Chi chiede l’autoesclusione finisce in un elenco che blocca l’accesso a tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e alle sale fisiche: non è una funzione del singolo sito, è una barriera nazionale che un concessionario non può aggirare nemmeno volendo. E qui si misura la differenza fra i due mondi possibili, perché un sito senza concessione non è connesso al RUA, e chi crede di essersi autoescluso scopre nel modo peggiore che dall’altra parte nessuno ha ricevuto la comunicazione.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
La Spagna ha vinto i Mondiali FIFA 2026, battendo l'Argentina campione in carica per 1-0 dopo i tempi supplementari nella finale al MetLife Stadium di East Rutherford il 19 luglio 2026.

Limiti di deposito, di spesa e di tempo: cosa si firma in registrazione

La disciplina sta all’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024, che elenca autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sulle somme depositate in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione anche per singola categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il punto pratico è il deposito: al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale già nella fase di iscrizione.

Il meccanismo ha un’asimmetria che vale la pena guardare in faccia. Abbassare il limite ha effetto immediato; alzarlo richiede sette giorni di attesa. Admiralbet lo scrive nei propri termini con una precisione maggiore: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e conferma che un limite ridotto scatta subito mentre uno aumentato vale dopo sette giorni. La conseguenza è quasi comica per chi la subisce e sacrosanta per chi la scrive: un lunedì sera, con la partita alle 20:45 e un limite già speso, la strada più rapida non è alzare il tetto, è aspettare la settimana nuova. La pausa di riflessione è il prodotto.

Sull’autoesclusione Admiralbet aggiunge le durate: 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 le durate cambiano forma e vanno da 7 a 270 giorni, oppure restano indeterminate ma con revoca possibile dopo 9 mesi. È una finestra molto più larga, e va letta per quello che è: chi sceglie 7 giorni sta prendendo una pausa, chi sceglie 270 sta chiudendo una porta che si riaprirà senza fretta. Le due cose non hanno lo stesso peso psicologico, e nessun operatore può alleggerirne una.

Un limite serve solo se il conto è verificato

C’è un passaggio che quasi nessuno mette in cima alla propria comunicazione e che decide se i limiti appena descritti servono a qualcosa. Il conto di gioco richiede identificazione piena, e gli operatori offrono la registrazione classica con copia di un documento oppure l’identificazione con SPID, accanto alla quale compare la CIE. BetFlag, per esempio, rimanda esplicitamente alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione tradizionale. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come dichiarano le pagine degli operatori. Tradotto: un limite di deposito su un conto sospeso non protegge nessuno, e un saldo bloccato non è denaro disponibile.

Il divieto di gioco ai minori di 18 anni è il resto del quadro, e l’art. 3, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» fra i principi del riordino, mentre le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco. Sul versante dell’informazione, l’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Chi si chiede perché le pagine dei concessionari parlino tanto di gioco responsabile ha qui una risposta contabile, non moralistica.

Dove si chiede aiuto, e cosa cambia fra un .it autorizzato e un sito oscurato

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia l’applicazione indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero, non uno slogan. Va tenuto a mente che le tutele descritte in questo capitolo — RUA, supervisione di ADM, strumenti di limite obbligatori, foro italiano — appartengono per costruzione soltanto a chi ha una concessione: un marchio offshore che accetta giocatori italiani non ne offre nessuna, non è collegato al RUA, e come ricorda ADM espone il giocatore a una sanzione penale. La geometria della scelta è questa, e non si aggiusta con un’interfaccia più bella.

Formato, mercato, copertura e palinsesto: leggere una quota quando l’esito è già scritto

Un Mondiale concluso è, per chi studia le quote, il materiale migliore che esista. Il risultato è noto, quindi l’errore di valutazione personale non si nasconde dietro la sorpresa, e la quota di chiusura resta un documento: dice cosa il mercato collettivo pensava di un evento che poi si è verificato in un modo preciso. Chi ha giocato il 1X2 sulla finale può rifare il conto oggi e vedere quanto margine c’era dentro quel prezzo.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Il formato dei Mondiali FIFA 2026 prevedeva 12 gironi da quattro squadre.

Cosa significa «palinsesto», in concreto

Il palinsesto, definito all’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024, è il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. Una giocata può essere accettata soltanto su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. Non è un dettaglio burocratico: significa che la lavagna di un operatore italiano non è libera, che ADM ammette gli eventi uno per uno — nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore — e che le partite di un torneo si aggiungono progressivamente. Per il lettore la conseguenza è concreta: se una competizione minore non compare su un .it, spesso non è pigrizia commerciale, è autorizzazione che non è arrivata.

Sulla tipologia di giocata il quadro è altrettanto meticoloso. L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi offribili a distanza con concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lett. c) l’ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, di carte e di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè l’exchange; alla lett. f) il bingo. Un concessionario può gestirne uno o più di uno per un massimo di nove anni, senza rinnovo, come stabilisce l’art. 6, comma 3.

Quota fissa, totalizzatore, virtuali: tre meccanismi diversi sotto la stessa schedina

La quota fissa è il cuore del prodotto, ed è il meccanismo che tutti immaginano quando pensano a una scommessa: il prezzo è bloccato al momento della giocata e non cambia più, qualunque cosa faccia il mercato dopo. Il totalizzatore è un’altra cosa, un montepremi diviso fra i vincitori, e la legge lo prevede accanto alla quota fissa, anche se non è dato sapere se qualche marchio online lo offra oggi. Chiedere a un concessionario quali dei due sta usando davanti a un mercato «vincitore» è una domanda da fare prima, non dopo.

I virtuali stanno in una terza casella, definita all’art. 2, lett. v): sono scommesse su eventi simulati, cioè sport, cavalli e altro generati al computer e mostrati in animazione o come replica di un evento reale registrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. L’app NetWin ne dà una misura concreta: centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti. Chi cerca il Mondiale troverà invece un’altra cosa, e lo vedrà nella sezione «Virtuali» di qualunque operatore. Sono mercati con regole proprie, orari propri e nessuna partita da guardare — e la quota, per questo, va letta con più attenzione, non con meno.

Quanto costa una quota, e perché il Mondiale è il banco di prova perfetto

Qui arriva il conto che sta alla base di tutto il resto, e conviene farlo su un mercato inventato per l’occasione, senza riferirlo a nessuna partita reale: un 1X2 a quota 2,10 per il segno 1, 3,40 per il segno X e 3,60 per il segno 2. Il margine del bookmaker si calcola su tutti gli esiti dello stesso mercato, e la formula è la somma dei reciproci delle quote. Con questi tre numeri si ha 1/2,10 più 1/3,40 più 1/3,60, che sommati danno circa 1,048; il payout, cioè la quota di ogni unità puntata che quel mercato restituisce, è 1 diviso quella somma e vale circa 95,4 %, mentre il margine del bookmaker è 100 % meno il payout, quindi attorno al 4,6 %.

Il risultato va detto come una banda e con la sua condizione: su un mercato 1X2 costruito su quelle tre quote il margine sta intorno al 4,6 %, e resta lì finché quelle quote restano quelle. Cambia una sola delle tre e il numero cambia con lei. Un bookmaker che abbassa il segno favorito a 2,05 lascia il margine quasi intatto, ma sposta il costo su chi gioca il pareggio o la sorpresa; è il modo in cui il margine si nasconde dentro l’offerta invece di annunciarsi. Per questo il margine è il primo posto in cui guardare quando si confrontano due bookmaker, prima ancora del bonus: un bonus del 100 % su un mercato con il 4,6 % di margine è una cosa, lo stesso bonus su un mercato che ne chiede il doppio è un’altra, e il secondo non ha bisogno di mentire per essere peggiore. La banda va poi letta con realismo: i margini cambiano da mercato a mercato, il 1X2 non è l’Under/Over, e il calcio non è il basket.

Calendario, torneo, competizione: cosa resta di un Mondiale già assegnato

Il Mondiale 2026 non è più una previsione. Serve giocato o appena giocato per capire dove vanno i soldi quando una competizione di questa dimensione accende la lavagna, e per questo i numeri dell’edizione restano materiale utile. Il torneo si è disputato dall’11 giugno al 19 luglio 2026 in Canada, Messico e Stati Uniti, con 48 squadre e 104 partite distribuite in 16 città ospitanti. Quarantotto squadre significano centinaia di mercati per giornata di gare, e sedici città significano sedici mercati locali, con differenze di fuso orario che spostano anche gli orari di gioco.

Il formato spiega perché il calendario era fittissimo: dodici gironi da quattro squadre, con le prime due di ogni girone e le otto migliori terze che passavano ai sedicesimi di finale. Tre giornate per girone, poi un tabellone a eliminazione diretta da trentadue squadre: in un Mondiale così strutturato l’eliminazione non aspetta il secondo turno, e per chi scommette significa che le partite «facili» sono concentrate nelle prime due giornate e che dalla terza in poi ogni gara vale un passaggio del turno. Una fase a gironi che manda avanti le migliori terze toglie anche l’ultima giornata di riposo: fino all’ultimo minuto quasi ogni partita conta per qualcuno.

Chi ha vinto, e cosa insegna un tabellone completo

La Spagna ha vinto i Mondiali FIFA 2026 battendo l’Argentina campione in carica 1-0 dopo i tempi supplementari nella finale del MetLife Stadium di East Rutherford, il 19 luglio 2026. La Scarpa d’oro è andata a Kylian Mbappé con 10 gol. Per chi guarda i prezzi, una finale decisa ai supplementari è il tipo di esito che fa impazzire i mercati secondari: il mercato «tempi regolamentari» e il mercato «vincitore della coppa» possono divergere completamente, e una giocata su un risultato esatto da 1-0 dopo i supplementari è tecnicamente una combinazione di due eventi, non un singolo evento.

Il conteggio dei titoli mette invece in fila quello che il torneo appena chiuso ha spostato: Brasile 5, Germania 4, Italia 4, Argentina 3, Francia 2, Spagna 2, Uruguay 2 e Inghilterra 1. La Spagna ha raggiunto Francia e Uruguay a quota due. È un dato che non serve a prevedere niente e serve moltissimo a leggere i prezzi futuri: le nazionali con uno storico di vittorie sono prezzate più basse anche quando il ciclo tecnico dice altro, perché su un torneo breve un mercato paga la reputazione quanto la forma.

Dal 2026 al Mondiale 2030: cosa cambia davvero per chi scommette

L’edizione 2030 sarà ospitata da Spagna, Portogallo e Marocco, con partite inaugurali in Argentina, Uruguay e Paraguay. Un’apertura sudamericana su un’organizzazione a tre paesi europei e africani è un’anomalia logistica che avrà un effetto concreto sui mercati: sedi lontane, orari scomodi per il pubblico europeo, calendario spezzato. Per l’italiano che vorrà giocare quelle partite la questione si sposta sul palinsesto: saranno eventi che ADM autorizza uno per uno, esattamente come è accaduto per la Setka Cup. Nel frattempo il presente è un Mondiale già finito e una stagione di club che si gioca ogni settimana, che è dove il palinsesto di un concessionario mostra quanto è largo.

Un’ultima nota sulla parola «Mondiali». L’edizione 2026 esiste, si è giocata, si chiama così; quando un sito promette i termini di un torneo di calcio per il 2027 sta vendendo qualcosa che non esiste, perché fra il 2026 e il 2030 non c’è nessun Mondiale di calcio. È una distinzione che vale la pena fare perché è la prima cosa che distingue un operatore che pubblica un palinsesto da una pagina che vuole solo attirare un clic.

Valutazione, criteri, classifica: come ho messo in fila dieci concessionari

Nessuna graduatoria è neutra, e la prima cosa da dichiarare è cosa ho guardato. Il primo filtro è la concessione: il marchio deve stare nell’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, con il proprio sito .it e un numero di concessione. Il secondo è il prodotto: cosa l’operatore dichiara nella propria app o nella propria scheda applicativa in termini di mercati, sport coperti e funzioni. Il terzo è la protezione: quali strumenti di limitazione e autoesclusione sono nominati dall’operatore stesso nei propri termini. Il quarto è il rapporto fra ciò che l’offerta promette e ciò che chiede in cambio, e qui rientra il margine di cui si parlava prima.

Nessuno di questi quattro criteri dice chi vincerà una partita, e nessuno dice chi è «migliore» in assoluto. Dicono per chi è pensato ciascun marchio, ed è l’unica domanda a cui una pagina come questa può rispondere onestamente.

La panoramica dei dieci marchi

Marchio Concessione ADM e concessionario Che cosa stabiliscono i termini dell’operatore sul tema della chiave
StarCasinò n. 16026, Azzurri Limited L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata
Betsson n. 16027, Azzurri Limited Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi; mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
BetFlag n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
William Hill n. 16044, William Hill Malta Plc Extra Bet Club: freebet settimanale legata a una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi
Betfair n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo a quote maggiorate
NetWin n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports
bet365 n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione
Planetwin365 n. 16007, Pwo S.p.a. Campionati nazionali ed europei e coppe; oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta
SNAI n. 16032, Snaitech Spa Singole, multiple e sistemi; mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori
Goldbet n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine live, pre-match, singole, multiple e sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport

La prima cosa che salta all’occhio è che le tre colonne non si parlano. La concessione è numerata e verificabile, il concessionario è quasi sempre una società che non porta il nome del marchio — è il caso di Azzurri Limited per Betsson e StarCasinò, di Eurobet Italia per altri siti — e la colonna di destra raccoglie cose di natura completamente diversa: un metodo di identificazione, una promozione, un elenco di sport. La lettura corretta è che il numero di concessione è l’unico dato che un lettore può controllare da solo su una fonte terza, mentre tutto il resto è dichiarazione dell’operatore.

La seconda cosa è che la concessione è per sito, non per società: un’azienda può gestirne più di una, e il fatto che un marchio sia sulla lista non dice quali giochi sia autorizzato a offrire, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi. Serve il sito dell’operatore, o meglio i suoi termini, per sapere se dietro il marchio c’è un sportsbook o soltanto un casinò con una schedina in vetrina.

Fondamenti della panoramica: che cosa distingue un concessionario da un sito qualunque

C’è un equivoco che ricorre ogni quattro anni, e vale la pena scioglierlo prima delle schede: la parola «bookmaker» non è un titolo, è una funzione. Un operatore con concessione ADM è un concessionario, termine che la legge usa con precisione — la concessione è attribuita per gara pubblica, non è una licenza aperta, e chi la vince può gestire uno o più dei giochi previsti per un massimo di nove anni senza rinnovo, ai sensi dell’art. 6, comma 3, D.Lgs. 41/2024. Il quadro è il D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

I requisiti per partecipare alla gara dicono molto su cosa c’è dietro il marchio: serve una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). Le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3), il che significa che un concessionario non può rinegoziare a metà strada le regole con cui opera. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

L’elenco di ADM come unico test praticabile

Il test per sapere se un marchio ha titolo è uno solo e chiunque può farlo: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza di ADM. Nella lettura del 25 ottobre 2026 l’elenco ha 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può comparire più volte: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Fuori da quelle 52 righe, al 25 ottobre 2026, restano marchi molto notoriamente presenti nei risultati di ricerca — Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono nell’elenco. E qui si vede la differenza fra l’essere visibili e l’essere autorizzati: un dominio estero può stare in prima pagina su Google e non avere alcun titolo per raccogliere giocate in Italia.

Un avvertimento sul nome: la disciplina è di ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che nel linguaggio corrente del settore viene ancora chiamata AAMS, e le pagine degli operatori spesso riportano «AAMS» o «ADM (ex AAMS)». Sono la stessa autorità. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note, quindi il riferimento da usare resta il testo pubblicato nell’aprile 2024.

Quattro strade, quattro lettori diversi

La scelta di un operatore con concessione non è una scelta sola, e vale la pena ordinarle per quello che costano. C’è il lettore che vuole un ventaglio ampio di sport e di tipi di giocata, e per lui contano la profondità del palinsesto e la varietà dei mercati. C’è quello che cerca la funzione che chiude una schedina prima della fine, e per lui il cash out vale più di dieci mercati accessori. C’è chi vuole prelevare senza sorprese e quindi guarda ai metodi di ricarica e ai tempi, sapendo che il conto va comunque verificato. E c’è chi sceglie il marchio per l’interfaccia, che è una ragione legittima ma poco difendibile davanti a un margine più alto.

Su quali partite si possa giocare, va ricordato che la regola non è negoziabile: si gioca solo su eventi del palinsesto approvato, che ADM arricchisce un evento alla volta. I mercati che ogni operatore mostra nella propria applicazione sono la prova pratica di cosa c’è in lavagna, ed è la ragione per cui le schede che seguono partono dalle dichiarazioni dell’operatore e non da una lista teorica dei mercati possibili.

Vigilanza e giurisdizione: quanto vale un numero di concessione

Il valore di una concessione sta tutto in ciò che trascina con sé, e la prova migliore è metterla accanto all’alternativa. Da questa parte ci sono il RUA, la vigilanza di ADM, strumenti di limite obbligatori, un foro italiano e un fisco che non chiede nulla al giocatore sulle vincite pagate da un concessionario. Dall’altra parte non c’è quasi niente, e a dirlo non è una pagina di confronto ma ADM stessa.

Cosa rischia chi gioca su un sito che non ha titolo

Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. L’efficacia del blocco è però parziale: opera a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri, un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia per volta e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», non «eliminati».

Il lato che nessuno mette in pubblicità è quello penale del giocatore. ADM, in una comunicazione del 28 febbraio 2024, ricorda che la Legge 401/1989 prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero», e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti. Sul versante degli operatori, l’art. 4, comma 4-bis della stessa legge copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

La pubblicità: perché nessun bookmaker vi dice «iscrivetevi»

Se il lettore si domanda come mai le pubblicità delle scommesse siano sparite da televisione, radio e giornali, la risposta è il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, che ADM cita così: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il dato curioso è che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto, e la partita si gioca altrove: il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €, e sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla mancata notificazione del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di togliere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: non se ne è trovato l’esito e il divieto resta in vigore alla data della verifica. Lo stesso decreto promuove però la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e permette a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m e art. 15, comma 3). È il motivo per cui i concessionari non fanno pubblicità di scommesse ma parlano volentieri di gioco responsabile.

Sul bonus la distinzione è netta e vale la pena scriverla: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza dell’offerta. Non esiste un tetto statale al bonus né un tetto statale ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quota minima vengono dai termini di ciascun operatore. Un «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e non ha una definizione legale che lo protegga.

Fisco: chi paga l’imposta, e chi non deve dichiarare nulla

L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 il cui numero non è confermato, è pari al 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima del 43 % e del 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.

Per il giocatore la questione è più semplice, ma va riportata con la sua fonte. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario: la stampa di settore parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi la conclusione pratica è: consultare un commercialista prima di dare per scontato il trattamento.

Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono invece una strada completamente diversa. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va scritta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».

Ricariche e prelievi: dove il concessionario finisce e comincia il tabaccaio

C’è un pezzo di infrastruttura tutto italiano che nessuno mette in evidenza e che decide la comodità di un conto: i punti vendita ricariche di cui all’art. 13, D.Lgs. 41/2024. ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana nel totale. Non possono pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno a chi gestisce il punto. È una barriera voluta: la ricarica in contanti passa da un esercizio identificato, non da un distributore anonimo.

Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta e non si conosce alcuna norma che nomini rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione, ma l’entrata in vigore non è confermata.

I dieci marchi con concessione ADM, uno per uno

Le schede che seguono partono ognuna da ciò che l’operatore dichiara di sé e finiscono con un giudizio, che è mio e non dell’operatore. Ho evitato di ripetere in ogni scheda le stesse due frasi — la concessione c’è, il conteggio lo dice — perché il lettore le ha già lette e perché una riga ripetuta dieci volte smette di essere informazione.

StarCasinò: la schedina in coda a un catalogo di casinò

StarCasinò arriva con una concessione in regola, ADM n. 16026, e con Azzurri Limited come concessionario; il marchio opera sul proprio sito .it. La descrizione del prodotto è però scoperta: l’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. È tutto quello che l’operatore mette per iscritto sul versante sportivo, e non è molto.

Da questa frase si capisce l’ordine delle priorità. StarCasinò è un marchio nato sul casinò che tiene un sportsbook in casa, e chi arriva cercando profondità di mercato sul calcio — un numero di mercati per partita, la disponibilità di un mercato sulle ammonizioni, la presenza di un handicap asiatico — non trova qui nessun argomento per restare. Chi invece gioca prevalentemente slot e vuole una schedina ogni tanto senza aprire un secondo conto trova esattamente ciò che cerca, perché la giocata sportiva sta nella stessa applicazione del casinò.

La mia lettura: la concessione è un requisito superato, non un vantaggio competitivo. Se il calcio è il motivo per cui apri un conto, questo marchio non è la strada più diretta, e lo dico senza polemica — è una scelta di prodotto dichiarata dall’operatore stesso.

Betsson: il catalogo più esplicito sulla lavagna, ma le condizioni non si vedono

Betsson ha concessione ADM n. 16027 con Azzurri Limited e opera sul proprio .it. Qui l’operatore dice molto di più: l’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È l’unica scheda di questo elenco in cui un lettore trova nero su bianco il nome dei mercati, e per chi confronta vale parecchio: 1X2, Under/Over, GG/NG e marcatori sono il pacchetto base che copre la maggior parte delle giocate sul calcio, e la parola combo segnala che esiste anche la giocata costruita.

La formula «pre-match e live su migliaia di eventi» è però una dichiarazione di volume, non di margine, e le due cose non vanno confuse. Migliaia di eventi dicono quanto è larga la lavagna, non quanto costa giocarci; su un mercato affollato un operatore può avere margini competitivi o margini pigri, e dall’esterno le due cose si assomigliano. È il motivo per cui, in una lista come questa, il testo di presentazione di un operatore va sempre integrato con quello che l’operatore scrive nei propri termini su bonus e rigioco.

Il mio giudizio: la trasparenza sui tipi di mercato lo mette davanti a chi non dichiara nulla, e per un giocatore che vuole sapere in anticipo cosa troverà in lavagna questa è la scheda più informativa delle prime due. Chi cerca conferme sulla struttura dell’offerta di benvenuto deve però andarle a leggere nei termini, perché qui non ci sono.

BetFlag: il bonus più grande dell’elenco, e il conto che si apre con SPID

BetFlag ha concessione ADM n. 16008 con Betflag S.p.a. e sito proprio .it. Sul versante dell’accesso fa una cosa che pochi dichiarano: per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Sul versante dell’offerta, il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €.

Mettiamo i due elementi in fila, perché insieme raccontano una strategia precisa. L’identificazione con SPID è il percorso più rapido per arrivare a un conto pienamente operativo, e risolve in anticipo il problema dei 30 giorni di validazione che blocca i prelievi di un conto non verificato. Il bonus al 100 % fino a 5.000 € è invece una cifra che va maneggiata con attenzione: è un bonus in denaro accreditato sul saldo, quindi non ha la forma della freebet, ma il valore nominale non è il valore reale. La parte variabile — i requisiti di puntata e la quota minima che il giocatore deve rispettare prima di poter prelevare — sta nei termini dell’operatore, e va letta prima di versare, non dopo.

Il mio giudizio: è la scheda che combina la promozione più visibile dell’elenco con il percorso di apertura più moderno, e per chi vuole partire con un conto verificato subito è la strada con meno attriti. Il numero da ricordare non è 5.000 €, è la quota minima di puntata che scoprirai nei termini.

William Hill: la freebet settimanale che premia una sola giocata

William Hill opera con concessione ADM n. 16044 e William Hill Malta Plc come concessionario, su sito .it proprio. L’offerta che pubblica ha una struttura insolita e vale la pena smontarla: l’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 € complessivi, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Tre condizioni in una riga, e ognuna taglia una fetta di pubblico. Il requisito di cinque eventi esclude chi gioca singole; la quota totale minima 10.0 esclude le multiple prudenti costruite su favoriti a quota bassa; il tetto di 100 € dice che il club è una rendita da 5 € a settimana per venti settimane, non un bonus di benvenuto travestito. Chi gioca regolarmente multiple da cinque o più eventi a quota alta trova un premio che arriva ogni settimana senza doverci pensare; chi gioca una singola da 20 € sul derby non ottiene nulla, e la cosa non dipende da una casualità ma da una condizione scritta.

Il mio giudizio: è l’offerta più intelligente del gruppo, perché premia chi ripete un comportamento invece di chi versa una volta, ed è anche la più facile da fraintendere. Chi non costruisce multiple con cinque eventi non ha nessun motivo di scegliere questo marchio per il bonus, e farebbe meglio a guardare altrove.

Betfair: mercati con nomi propri e una struttura fuori dal coro

Betfair ha concessione ADM n. 16028 con Betfair Italia S.r.l. e sito .it proprio. La sua app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Il nome dei mercati è meno standard di altri — Multigol è un mercato sul numero complessivo di gol — e la sezione Supercombo è la parte in cui l’operatore costruisce le sue giocate combinate.

Vale la pena ricordare che il nome Betfair, altrove, è legato a un prodotto diverso da una quota fissa: l’exchange è un gioco autonomo nel nostro ordinamento, previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e), e definito all’art. 2, lett. u), nel quale il giocatore può essere battitore o bancatore e il concessionario si limita a mettere i due in contatto in forma anonima. La documentazione dell’operatore è riportata stabilire regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa del 2024 indica che sul prelievo il giocatore non deve nulla perché il prelievo grava sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali regole di commissione non è noto; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.

Il mio giudizio: chi arriva qui cercando il modello dell’exchange deve sapere che quello che troverà sull’app .it è una quota fissa con nomi propri e una sezione combinate, e che le regole dell’exchange italiano — puntata minima compresa — sono un capitolo a sé, da verificare prima di contare su quel prodotto. Per il giocatore di combo, invece, la sezione Supercombo è un argomento concreto.

NetWin: l’unico che mette per iscritto quanto è larga la copertura

NetWin ha concessione ADM n. 16035 con Netwin Italia S.p.a. e sito .it proprio. È l’unico marchio dell’elenco che elenca gli sport: calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e il live score. Undici discipline nominali non sono una promozione, sono una mappa: chi cerca qualcosa oltre il calcio sa già se questo è il posto giusto.

C’è un numero su cui vale la pena soffermarsi, ed è quello dei virtuali. Partenze ogni 2 minuti significano trenta eventi l’ora in una sezione che non ha nessun rapporto con il palinsesto di una partita reale, e che la legge definisce separatamente come scommesse su eventi simulati. Il ritmo è la caratteristica del prodotto, non un dettaglio tecnico: un mercato che si chiude e se ne apre un altro ogni due minuti premia chi ha un metodo e punisce chi sta davanti allo schermo senza uno. È lo stesso avvertimento che riguarda i 3.000 eventi virtuali al giorno di Sisal.

Il mio giudizio: se il tuo interesse è il calcio, questo marchio non offre più di altri cinque dell’elenco; se giochi anche pallavolo, ciclismo o esports — discipline che pochi concessionari pubblicizzano — è la scheda da guardare per prima. La copertura dichiarata è il suo vero argomento di vendita, ed è anche l’unica cosa che l’operatore dichiara.

bet365: l’elenco di sport senza un numero, e le tutele più esplicite

bet365 opera con concessione ADM n. 16030 e Hillside (New Media Malta) Plc, su sito .it proprio. La presentazione è la più istituzionale del gruppo: Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. È l’unico marchio dell’elenco con un ruolo di partnership internazionale dichiarato, e la lista di sport che accompagna il titolo è eterogenea — dall’ippica alle freccette — più che calcistica.

La parte che interessa di più, però, è quella che sta in fondo alla scheda applicativa: gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. Quattro strumenti nominati per esteso, uno dei quali è il numero di servizio: nella sostanza sono ciò che l’art. 15, comma 1 chiede a ogni concessionario, ma il fatto che l’operatore li elenchi tutti è un’informazione utile per chi vuole sapere in anticipo quali leve avrà a disposizione.

Il mio giudizio: il peso del marchio non è una ragione per sceglierlo, e nemmeno il ruolo di partner UEFA — quello è marketing, e la pubblicità delle scommesse in Italia è comunque vietata. Quello che resta è una copertura dichiarata ampia su sport diversi dal calcio e un pacchetto di tutele raccontato con più precisione della media, che per un giocatore attento ai limiti vale più di una qualifica sportiva.

Planetwin365: copertura di campionati come nessun altro, e il risultato in diretta

Planetwin365 ha concessione ADM n. 16007 con Pwo S.p.a. e sito .it proprio. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. È l’unico marchio dell’elenco che scende fino alla Serie C, e questa è una differenza di sostanza per un certo tipo di giocatore.

Chi scommette sulle serie minori lo sa: il problema non è la quota, è la lavagna, e trovare una partita di Serie C prezzata in modo ragionevole è più difficile che piazzare una giocata di cartello sulla Serie A. Un operatore che dichiara quella copertura sta parlando a un pubblico specifico, e non a chi guarda solo le partite della domenica sera. La presenza dei risultati in diretta completa il quadro: chi segue campionati minori ha bisogno di sapere come sta andando la partita, e la sezione live score è la parte del prodotto che nessun margine può sostituire.

Il mio giudizio: è la scheda per chi guarda in basso nella piramide del calcio italiano. La copertura delle serie minori è un argomento che non si improvvisa, e chi ha bisogno di quella lavagna sa già che le alternative sono poche.

SNAI: la schedina costruita a mano, con il cash out in evidenza

SNAI opera con concessione ADM n. 16032 e Snaitech Spa, su sito .it proprio. L’offerta è la più articolata nelle tipologie: scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. È l’unica scheda dell’elenco che nomina i sistemi e l’unica che mette il cash out nella descrizione.

Il sistema è la giocata che più spesso viene confusa con la multipla, e la differenza conta. Una multipla richiede che tutti gli eventi siano indovinati; un sistema accetta un numero di errori e paga in proporzione, costando però diverse giocate contemporaneamente. Chi non ha mai usato un sistema tende a trattarlo come una multipla più sicura, che è il modo più rapido per spendere dieci volte quello che si pensava. Il cash out si colloca all’estremo opposto: è la possibilità di chiudere la posizione quando il mercato si è mosso a favore, e va usato sapendo che il prezzo di chiusura lo fa il bookmaker.

Il mio giudizio: è la scheda per chi vuole scegliere fra tipi di giocata, non per chi si accontenta di un 1X2. Chi usa i sistemi troverà qui l’unico operatore dell’elenco che li nomina; chi non li conosce farebbe bene a leggere come funzionano prima di usarli, perché il costo è nella struttura, non nella quota.

Goldbet: tutti i tipi di schedina, ma il bonus peggio documentato

Goldbet ha concessione ADM n. 16009 con Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) e sito .it proprio. La sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto. L’elenco delle tipologie è lo stesso di SNAI, senza però i mercati speciali e senza il cash out.

Sul bonus, l’operatore è il meno esplicito dell’elenco: nessun importo, nessun moltiplicatore, nessun requisito. «Si può ricevere il bonus di benvenuto» è una frase che dice che l’offerta esiste, non quanto vale. Per un lettore che confronta questo non è un dettaglio secondario, perché significa che l’unico modo di sapere cosa c’è dentro è andare nei termini e verificare i requisiti di puntata e la quota minima, oltre alla scadenza dell’offerta. È esattamente il tipo di condizione che decide se un bonus è conveniente, e non è un caso che sia quella meno pubblicizzata.

Il mio giudizio: la copertura delle tipologie di giocata è completa, e chi cerca un sistema o una multipla articolata trova qui quello che cerca; la promozione va però trattata come una scatola chiusa finché non se ne leggono i termini. In una classifica ideale dell’elenco questo marchio chiude il gruppo, non per la concessione ma per la parte dell’offerta che resta scritta in modo vago.

Un’ultima nota su quanto costa una quota, e su come si legge una lavagna

Il conto del margine fatto sul 1X2 di esempio — 1/2,10 più 1/3,40 più 1/3,60, payout al 95,4 %, margine intorno al 4,6 % — è una banda, non una sentenza: vale per quelle tre quote e per quel mercato, e cambia appena una delle tre si muove. È anche l’unico conto che vale la pena fare prima di aprire un conto, perché un bonus che sembra generoso su un mercato con un margine alto è un regalo pagato con la puntata successiva. La scelta fra i dieci marchi, alla fine, si riduce a tre domande a cui solo il lettore ha la risposta: che cosa vuole giocare, con quanto margine accetta di giocarlo, e quali tutele vuole avere attive prima di versare il primo euro.

Domande frequenti

Che cos’è il margine del bookmaker?

Il margine del bookmaker è la parte di ogni unità puntata che un mercato non restituisce. Si ricava sommando i reciproci di tutte le quote di uno stesso mercato: su un 1X2 a 2,10, 3,40 e 3,60 la somma è circa 1,048, il payout è circa il 95,4 % e quindi il margine sta intorno al 4,6 %. In una banda: cambia con le quote.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota. Con 10 € a quota 2,50 il ritorno è 25 €, di cui 15 € sono profitto netto. Su una multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano fra loro in un solo prezzo, e il ritorno si calcola su quel prezzo complessivo, non sulla somma delle quote.

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM: una giocata è ammessa esclusivamente su eventi del programma preparato dal concessionario e autorizzato dall’Agenzia. ADM aggiunge gli eventi uno per uno, quindi una competizione può comparire in lavagna più tardi rispetto ad altri operatori, o non comparire affatto.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM, dove ogni riga è legata a un sito .it e a un codice di concessione. Non basta trovare il marchio in una pagina di confronto, e non basta che il nome compaia: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi va letto anche il sito dell’operatore.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM sono prelevate alla fonte e la stampa di settore le descrive come non dichiarabili dal giocatore, che riceve l’importo netto. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: prima di fare affidamento su questo trattamento conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e gli operatori chiedono di impostare anche limiti di ricarica, di spesa e di tempo su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede sette giorni di attesa. I livelli li fissa il concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore, su protocolli approvati da ADM.

Contenuto creato dal team «Buchedi Golf»