Scommesse sull'ippica: chi ha la concessione ADM, cosa copre il palinsesto e quanto costa davvero una puntata
Chi cerca come puntare su un cavallo finisce quasi sempre nella stessa trappola: crede che l’ippica sia una cosa sola e che un bookmaker con la concessione in regola la copra tutta. In Italia non funziona così. Le scommesse sulle corse dei cavalli — a quota fissa o in totalizzatore — stanno dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), D.Lgs. 41/2024, nello stesso elenco delle scommesse sportive. I «giochi di ippica nazionale», quelli del tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, stanno invece nella lett. c) dello stesso comma e hanno bisogno di una concessione propria. Due rami, due titoli, due mercati che non comunicano.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026; le concessioni e i codici riportati sono stati verificati sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS).
Il resto della faccenda è ancora meno intuitivo. Le quote sul galoppo hanno un margine dentro, come qualsiasi altra quota, e quel margine si vede solo facendo il conto che nessun palinsesto mostra. I «giochi di ippica nazionale» richiedono un titolo a parte, e la lista ADM non dice chi lo possiede: non ha una colonna per i giochi. E la concessione è per sito, non per azienda — 52 righe in elenco, codici da 16000 a 16051, e dietro alcune righe c’è la stessa società che ne gestisce più di una.
Vale la pena partire dalla legge, perché è quella che decide cosa puoi fare e cosa no. Poi dagli strumenti che ti proteggono, che è la parte che nessun operatore mette in vetrina. Solo alla fine arrivano i nomi, che a quel punto significano qualcosa.
Il quadro normativo: cosa si può offrire, da chi, per quanto tempo
Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, è il testo che tiene insieme tutto. Le concessioni non sono licenze aperte: sono «concessioni» assegnate con gara pubblica. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con un titolo: le scommesse a quota fissa e in totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli (lett. a); i totalizzatori sportivi e ippici (lett. b); l’ippica nazionale (lett. c); i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa (lett. d); le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange (lett. e); il bingo (lett. f).

Sotto l’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo automatico. Le condizioni di partecipazione includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara (art. 6, comma 5). Termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3): una scelta che serve a togliere ai concessionari l’alibi del «cambio di regole a metà partita».
I numeri della gara di settembre 2025 dicono quanto vale il mercato e quanto è selettivo. Cinquantaquattro… no, cinquantadue concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro ciascuna sui nove anni. Il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. La lista ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letta il 25 ottobre 2026, conta esattamente quelle 52 righe con i codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it. Una società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l., per esempio, gestisce il marchio Eurobet, il marchio Bwin e il marchio Gioco Digitale.
Ecco il punto che sfugge a chi confronta siti guardando solo il logo. La concessione è per sito. L’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può avere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome sull’elenco non dimostra, da solo, che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostra il sito o l’app dell’operatore, che per prassi dichiara numero di concessione e società nei propri termini.
Il rovescio della medaglia vale quanto la regola. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. Non stanno giocando con lo stesso regolamento degli altri, e di questo si parla più avanti con i termini esatti della questione.
Che cosa si può mettere in palinsesto è a sua volta una decisione amministrativa, non commerciale. L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, ippica compresa, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e si può accettare una puntata solo su eventi che stiano in quel palinsesto approvato. ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata stiano dentro un palinsesto specifico non è cosa che si legga dall’elenco delle concessioni.
Gli eventi simulati hanno una definizione propria. L’art. 2, lett. v) chiama «scommesse su eventi simulati» quelle su eventi sportivi, ippici e di altro genere generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». Nella testa di molti lettori l’ippica virtuale e l’ippica vera sono la stessa cosa: nella legge sono due prodotti, e il secondo è un evento reale con una pista e un ordine d’arrivo.
Il betting exchange merita una riga a parte, perché cambia il ruolo di chi punta. L’art. 6, comma 1, lett. e), e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come gioco separato: il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è indicata come fonte di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata back minima di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia che va verificata caso per caso; Betfair è descritta come la prima, con concessione 16028.
Resta un buco normativo che conviene dire chiaramente invece di riempirlo a naso: un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta esistere. Gli strumenti che mordono davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione. È una differenza sostanziale rispetto ai regimi che fissano un massimo di spesa per tutti: qui il tetto lo decide chi gioca, e chi non lo decide si trova senza.
Concessione ADM: la differenza che si vede solo quando qualcosa va storto
Sulla carta «operatore con concessione ADM» e «sito .com con licenza estera» si somigliano: entrambi hanno un numero, una pagina di termini e un pulsante per registrarsi. La differenza sta in cosa accade quando il conto diventa un problema, e in quel momento le due strade si separano del tutto.

Una concessione ADM porta con sé quattro cose, nessuna delle quali è pubblicità. La prima è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018: chi si iscrive viene bloccato su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia e sulle sale fisiche. La seconda è la vigilanza di ADM sul palinsesto e sui protocolli. La terza è l’obbligo di mettere a disposizione strumenti di limite — e non come cortesia commerciale, ma come previsione dell’art. 15, comma 1. La quarta è un foro italiano per qualsiasi contestazione.
Un marchio .com senza concessione non ha nessuna delle quattro. Non è collegato al RUA, quindi un giocatore autoescluso continua a essere trattato come un cliente qualsiasi. Non è sottoposto alla vigilanza di ADM sul palinsesto. Non ha obblighi di limite. Non ha un foro italiano. Le licenze estere che esibisce non hanno alcun valore in Italia: sono titoli di un altro ordinamento, rilasciati da un’autorità che qui non ha giurisdizione.
C’è poi il capitolo dei siti inibiti. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello di DNS e alcuni fornitori restano indietro: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, secondo la stampa di settore che riporta il provvedimento del 24 settembre 2025, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a volta, con i mirror che ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati», e sottintende una lotta che non finisce.
Sul lato di chi gioca la legge è esplicita, e ADM la cita così il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 mette dunque in capo anche a chi partecipa, non solo a chi organizza. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore sono fuori da quello che si può documentare qui. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
C’è anche un lato monetario, meno citato. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire che i prestatori di servizi di pagamento trattino denaro di gioco per operatori privi di concessione. L’entrata in vigore di quel regolamento non è confermata. Se e quando arriverà, il conto offshore diventerà parecchio più complicato da alimentare.
La sintesi onesta non è «conviene un sito italiano»: è che un sito italiano e un sito offshore non sono la stessa offerta con due prezzi diversi. Sono due mondi con regole diverse, e in uno dei due, quando qualcosa va male, non c’è nessuno a cui rivolgersi. Il confronto tra gli operatori in fondo alla pagina vale dentro il primo mondo.
Limiti, autoesclusione e identificazione: cosa il conto permette di fare
L’autoesclusione è il primo strumento che conviene capire, perché è quello che ha le date più precise. Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Due cose vanno lette bene in quella frase. La prima è che l’effetto è trasversale: un’autoesclusione vale su tutte le piattaforme autorizzate, non solo su quella dove l’hai chiesta. Chi si esclude pensando di «cambiare aria» e ricominciare altrove non cambia aria, cambia indirizzo web. La seconda è la forbice: da 7 a 270 giorni, con l’indeterminata revocabile solo dopo 9 mesi. Le finestre lunghe e la parte indeterminata sono quelle che servono a chi ha un problema serio; quelle da una settimana servono a chi vuole solo raffreddare la testa dopo una brutta domenica. Il fatto che il ventaglio si sia allargato da entrambi i lati, dal 1° febbraio 2026, dice che il legislatore ha preso sul serio tutte e due le esigenze.
L’inquadramento generale sta nell’art. 15, comma 1, che elenca: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Il limite di deposito che ADM fissa nella gara non è un numero pubblico che si possa citare: quello che conta per il giocatore è il limite che sceglie lui.
E qui arriva la meccanica che frega. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. È un’asimmetria voluta e ha un solo senso: frenare la mano che vuole alzare il tetto alle due di notte. Il rovescio è che un limite scelto in fretta in fase di apertura resta lì a mordere, e chi lo scopre tardi passa una settimana a guardare il conto senza poterlo modificare.
Su bet365 gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Quel numero merita di essere copiato adesso e non cercato dopo: è l’unico elemento di questa pagina che non serve a giocare, e serve più degli altri.
L’identificazione è l’altro passaggio che cambia la vita del conto. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Un conto di gioco richiede identificazione completa, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Trenta giorni sembrano tanti perché lo sembrano sempre, finché non arrivi al giorno in cui vuoi incassare e scopri che il documento è rimasto nella cartella dei download.
Il riferimento all’età non è una formalità: l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Sui pagamenti c’è un pezzo di normativa che quasi nessuno conosce e che invece spiega una cosa quotidiana. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro dei punti di ricarica — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già indicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Le due limitazioni non sono capricci: un punto di ricarica è un canale di entrata, non di uscita, e i 100 € settimanali in contanti sono il tetto che tiene quel canale fuori dal circuito del riciclaggio. Chi pensa di incassare una vincita grossa al tabaccaio sotto casa sta sbagliando sport.
Gli strumenti di pagamento che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney). L’elenco specifico di ciascun operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta e non risulta una norma che nomini canali approvati.
Infine l’informazione, che è un obbligo e non una gentilezza. L’art. 15, comma 2 prevede che ogni concessionario spenda lo 0,2 % del proprio ricavo netto, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Un milione è il tetto, non la media: serve a dire che l’obbligo esiste ed è quantificato, non che produce chissà quale volume di messaggi.
Calendario, formato e tipi di corsa: cosa si punta davvero
Prima di guardare un palinsesto conviene sapere di che cosa parlano le voci che ci sono dentro, perché l’ippica usa un vocabolario che il calcio non ha e che nessun bookmaker spiega in home page.
Le corse al galoppo in piano si corrono direttamente tra due punti lungo una pista rettilinea o ovale; le corse a ostacoli, cioè siepi e steeplechase, in Gran Bretagna e Irlanda si chiamano National Hunt. Le corse in piano vanno da 440 iarde (400 m) a più di quattro miglia (6,4 km), con distanze comuni da cinque a dodici furlong (da 1,0 a 2,4 km). Quella forbice è la ragione per cui «una corsa di cavalli» non è una categoria: dai 400 metri al miglio e mezzo cambia tutto, e la distanza è il primo dato da leggere su un programma, più del nome del cavallo.
Il peso è il secondo dato e spiega perché due corse apparentemente identiche non lo sono. Nelle corse a handicap a ogni cavallo viene assegnato un peso diverso da portare in base alle sue capacità; nelle corse a condizioni i cavalli portano lo stesso peso, con abbuoni per i cavalli più giovani e per le femmine. Un handicap è costruito per avvicinare i concorrenti; una corsa a condizioni è costruita per misurare chi è più forte. Questo cambia la lettura del campo e cambia anche il modo in cui il bookmaker prezza, perché in un handicap il differenziale di peso è già informazione distribuita.
Le grandi corse hanno nomi che in Italia circolano poco e che però identificano il livello. La Triple Crown britannica è composta dalle 2000 Guineas, dal Derby e dal St Leger. Tre prove, tre distanze e tre momenti della stagione di un cavallo di tre anni: chi segue l’ippica estera sa che quella combinazione è il metro con cui si misura una generazione.
Poi c’è il tipo di giocata, che è la parte in cui la maggior parte dei lettori perde soldi senza accorgersene. Una scommessa each-way sono due scommesse, una sulla vittoria e una sul piazzamento, per cui la puntata è doppia: una scommessa each-way da 5 sterline costa 10 sterline. La parte relativa al piazzamento si paga a quota ridotta rispetto a quella vincente, e la riduzione dipende dal numero di partenti e dal tipo di corsa. Ecco le condizioni each-way per il piazzamento nel Regno Unito: negli handicap con più di 15 partenti si paga 1/4 della quota per 4 posti; con 12-15 partenti 1/4 per 3 posti; nelle altre corse con più di 7 partenti 1/5 per 3 posti; con 5-7 partenti 1/4 per 2 posti; con meno di 5 partenti vale solo la vittoria.
Il caso limite dell’ultima riga è il più istruttivo. Con meno di cinque partenti non esiste la parte piazzato: hai pagato il doppio per una giocata che si comporta come una singola. Nessun avviso a schermo lo segnala, e il conto lo scopri solo se leggi le regole della corsa prima di confermare la puntata.
Il conto su un caso concreto chiarisce la meccanica meglio di qualunque spiegazione. Una scommessa each-way da 10 sterline su un cavallo a quota 10-1 con piazzamento a 1/4 (3 posti) costa 20 sterline, restituisce 110 sterline per la parte vincente e 35 sterline per la parte piazzato, 145 sterline in totale se vince. Le 20 sterline sono la puntata doppia; le 110 sterline sono 10 × 10 + 10, cioè la parte vincente con la sua quota piena; le 35 sterline sono 10 × 3,5 + 10, cioè la parte piazzato a un quarto di 10-1, ovvero 2,5 a 1. Il numero che nessuno guarda è il costo: 20 sterline di esposizione per un ritorno che, se il cavallo arriva secondo o terzo, è di 35 sterline, cioè 15 di profitto su una puntata doppia. Il piazzamento è una rete di sicurezza, e le reti di sicurezza si pagano.
Attenzione a non importare queste regole dove non valgono. Le condizioni each-way elencate sono quelle del Regno Unito: sono utili per capire il meccanismo e per leggere le corse estere, non sono le condizioni che trovi su un mercato italiano. Ogni operatore scrive le proprie, e le scrive nei propri termini.
Sul piano delle competizioni, il panorama che gli operatori mostrano in app è dominato dal calcio, e l’ippica compare come una voce tra le altre. Il palinsesto di NetWin copre calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score. Lotalizzata… Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Eurobet Sport va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Sisal indica nella propria app oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Quell’elenco dice una cosa scomoda e utile: la profondità di un palinsesto si misura sulla voce che ti interessa, non sul numero che sta in vetrina. Un operatore con 20 tipologie di sport e uno con 1.000 eventi al giorno possono avere entrambi un’ippica sottile, e nessuno dei due lo scrive in grande. Il modo di verificarlo è uno solo e richiede trenta secondi: aprire la sezione ippica, guardare quante corse ci sono per la giornata e in quali ippodromi, e confrontare quel numero con quello degli altri due operatori che stavi valutando.
Criteri di valutazione: come si legge un operatore prima di aprirlo
La classifica che segue è costruita su quattro cose che si possono verificare, non su quattro cose che si possono promettere.
Il primo criterio è la concessione e la sua intestazione. Ogni operatore dell’elenco ha un numero ADM, e la società concessionaria spesso non porta il nome del marchio: il marchio Bwin è Eurobet Italia, il marchio Lottomatica è Goldbet Better Organization Italy, i marchi Betsson e Starcasino fanno capo ad Azzurri Limited. Leggere il numero accanto al marchio è il modo più rapido per capire chi risponde di quel sito.
Il secondo è cosa i termini dicono davvero sul punto che ti interessa. Non il messaggio promozionale, i termini: quale identificazione serve, quali limiti sono impostati in apertura, come si alza un limite, quanto tempo ci vuole per un prelievo.
Il terzo è la stagionalità dell’angel… dell’offerta. Una quota su una corsa di galoppo in un ippodromo con una corsa sola al giorno non è la stessa cosa di una quota su un meeting con otto corse, e la differenza non è solo di scelta: con pochi partenti la parte piazzato di una each-way può non esistere affatto, come si è visto sopra.
Il quarto è il margine implicito nelle quote, che è la parte che nessuno mostra e che si calcola in dieci secondi.
Il margine dentro una quota, e cosa significa per chi punta
Il conto è semplice e vale la pena farlo una volta nella vita, perché cambia il modo in cui si guarda un palinsesto per sempre. Su un mercato a due esiti — un testa a testa tra due cavalli, o un DNB — a quota 1,90 e 1,90, la quota non è mai il prezzo «vero» di un evento: è il prezzo vero più il compenso del bookmaker, incassato prima che parta la corsa e indipendente da chi vince.
Il calcolo del margine si fa così: la quota di ritorno è 1 ÷ (1/quota₁ + 1/quota₂), cioè, sulle due quote in esempio, 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90). Con 1/1,90 che vale circa 0,5263 per lato, la somma dei due inversi è circa 1,0526, e il reciproco è circa 0,95. La quota di ritorno è quindi intorno al 95 %, e il margine è 100 % meno quella quota, cioè circa il 5 %.
La cifra va presa come una banda, non come un numero esatto, e la condizione è la stessa dei 1,90 di partenza: quel margine vale per un mercato a due esiti con entrambe le quote a 1,90. Con un esito a 1,80 e l’altro a 2,00 la somma degli inversi cambia, e con essa il trattenuto. È una stima su un mercato illustrativo, non la misura del margine di un bookmaker reale su una corsa reale.
Perché la cosa conta, e conta più sulle corse che altrove. Un margine del 5 % significa che su ogni 100 € puntati su quel mercato, in media, il bookmaker ne restituisce circa 95 e ne trattiene circa 5, indipendentemente da chi taglia il traguardo. Quel 5 % si paga ogni volta. Su cento puntate da 10 € sono, in media, circa 50 € di trattenuto — un numero che nessun estratto conto mostra mai, perché non compare come voce: è già dentro la quota, spalmato su ognuna delle puntate.
Sui libri ippici, però, la concentrazione è diversa da quella di un mercato di calcio. Su una corsa a 12 partenti il bookmaker deve prezzare dodici possibilità e il campo è formato da soggetti con informazioni molto diverse tra loro; il margine che si vede su un mercato a due esiti non è automaticamente il margine che sta su un mercato a dodici. E il margine della vincita non è il margine del piazzamento: sono mercati diversi, prezzati separatamente, e il piazzato — per definizione più probabile — porta con sé un trattenuto tipicamente più generoso per chi lo offre. Chi punta each-way paga due margini, uno per ramo, e la parte piazzato è quella che costa di più.
Il modo per usarlo in pratica è il confronto. Prendi lo stesso mercato su tre operatori e calcola il ritorno su ciascuno: quello che restituisce di più a parità di esito è quello che ti costa meno sull’insieme delle giocate, non quello che ti offre il bonus più grande. Le due cose non coincidono quasi mai. Un operatore con quote leggermente peggiori e un bonus di benvenuto vistoso è, in media, più caro di uno con quote migliori e nessun bonus.
La concessione come dato e non come premio: la tabella
La tabella che segue mette accanto il numero di concessione e la società concessionaria, perché quelle due informazioni stanno insieme. Dove i termini dell’operatore dicono qualcosa sul tema dell’ippica, la colonna lo riporta; dove non dicono nulla, resta un trattino, e il trattino non significa che il mercato non esista: significa che quel punto va verificato nei termini del sito.
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Nota sui termini |
|---|---|---|
| SNAI | 16032, Snaitech Spa | Offre scommesse singole, multiple e sistemi, Cash Out. |
| Betsson | 16027, Azzurri Limited | Offre mercati pre-match e live (1X2, Under/Over, Combo). |
| Betfair | 16028, Betfair Italia S.r.l. | Include sezione exchange e quote maggiorate. |
| BetFlag | 16008, Betflag S.p.a. | Identificazione SPID e CIE, bonus su primo deposito. |
| NetWin | 16035, Netwin Italia S.p.a. | Focus su eventi virtuali e scommesse sportive. |
| Lottomatica | 16010, Goldbet Better Organization Italy | Streaming live per scommesse sportive. |
| Planetwin365 | 16007, Pwo S.p.a. | Ampia copertura campionati calcio nazionali ed europei. |
| Eurobet | 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto esteso a eventi di spettacolo e politica. |
| Sisal | 16020, Sisal Italia S.p.a. | Streaming gratuito, oltre 1.000 eventi sportivi al giorno. |
| bet365 | 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Partner UEFA, offerta ippica e live. |
Da leggere in verticale più che in orizzontale. La colonna della società mostra che i marchi conosciuti sono intestati a nomi diversi da quello sul logo, e che alcune società controllano più di un marchio. La colonna ADM mostra che tutti i numeri stanno nella stessa fascia, quella delle concessioni assegnate con la gara del 2025: sono vicini perché sono stati assegnati nello stesso lotto, non perché valgano lo stesso.
Apertura del conto e verifica della concessione, in pratica
Il percorso per aprire un conto è sempre lo stesso e conviene conoscerlo prima di iniziare, perché ogni passaggio può bloccarti il prelievo per giorni se lo salti.
Si comincia dalla scelta del sito, e la scelta si fa sull’elenco. ADM pubblica l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza: si cerca il nome del marchio o della società, si legge il codice e si controlla che accanto ci sia un sito .it. Se il marchio non c’è, la partita è chiusa prima di cominciare — la concessione è per sito, e un sito senza riga in elenco non è un concessionario italiano.
Segue l’identificazione. Il conto di gioco richiede identificazione completa. Alcuni operatori offrono SPID e CIE accanto al modulo tradizionale con copia del documento, come fa BetFlag. Con SPID il percorso è immediato; senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati.
Poi si impostano i limiti, ed è qui che si decide una cosa che si rimpiange o si ringrazia in seguito. In registrazione si scelgono limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’ordine giusto è quindi: decidere il numero quando si è lucidi, perché alzarlo richiede una settimana.
Il passaggio successivo è il deposito e, dove c’è, il bonus di benvenuto. Il bonus di benvenuto è il termine usato dagli operatori; il divieto pubblicitario del Decreto Dignità riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus, e non risulta un tetto di legge né sull’importo né sui requisiti di puntata. Importi, rigioco e quota minima stanno nei termini di ciascun operatore, e vanno letti lì.
Infine la verifica, che è l’unica cosa che conta davvero e che quasi nessuno fa in anticipo: prima di puntare una cifra seria, fai un prelievo di prova e misura in quanto tempo arriva. È l’unico test che non dice bugie.
Gli operatori con concessione ADM: dieci marchi, dieci profili diversi
Quello che segue non è una classifica di merito: la concessione è per sito, l’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi, e le offerte sono descritte solo come le descrivono i termini e le schede degli operatori stessi. Chi sta fuori dall’elenco non è per questo privo di licenza — altri concessionari esistono — ma non è in questa lista. L’ordine è quello dei codici di concessione.
SNAI: il marchio con il cash out e il palinsesto più profondo
SNAI opera con la concessione ADM n. 16032, intestata a Snaitech Spa, tramite il proprio sito .it. L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.
Il cash out merita attenzione perché cambia il rapporto con il tempo: una giocata non è più una decisione presa una volta sola e poi subita fino al fischio finale. Chi lo usa spesso, però, scopre che il prezzo della chiusura anticipata è quasi sempre peggiore della quota di apertura, e che il vantaggio del bookmaker su quella operazione è più largo di quello che si vede su un mercato tradizionale. È uno strumento, non un favore.
I tipi di giocata coprono singole, multiple e sistemi. Il sistema è la voce che i principianti usano meno e capiscono meno: mette insieme più selezioni come la multipla, ma distribuite in combinazioni, con una spesa crescente che non è immediatamente visibile nel momento in cui si compila la schedina. Vale la pena aprire il riepilogo della giocata e controllare l’importo totale prima di confermare, perché su una schedina lunga la differenza tra una multipla e un sistema è un fattore, non una percentuale.
La profondità del palinsesto — risultato esatto, tiri, cartellini, rigori — dice che SNAI prezza in modo granulare sugli eventi che segue. Su una corsa di cavalli con dodici partenti quella granularità non esiste allo stesso modo, ed è ragionevole: i mercati ippici accessori sono più rari e più sottili di quelli del calcio.
Il giudizio su SNAI è che è il ritratto degli operatori che hanno costruito la profondità sul calcio e trattano l’ippica come una voce di catalogo: un conto robusto per chi scommette sulle partite e vuole un cash out affidabile, una scelta discutibile per chi punta quasi solo sulle corse e ha bisogno di quote competitive sul piazzamento.
Betsson: l’etichetta internazionale e i mercati in chiaro
Betsson opera con la concessione ADM n. 16027, intestata ad Azzurri Limited, tramite il proprio sito .it. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.
Il nome sulla licenza è la cosa da notare per prima: club di marchi diversissimi tra loro senza che nulla, sul logo, lo lasci intuire. Chi confronta un operatore con l’altro leggendo solo le home page non se ne accorge mai, e si perde il fatto che due siti che si comportano in modo simile possano rispondere alla stessa società.
Sul piano dei mercati la sigla da imparare è GG/NG, cioè goal/no goal, e la sua variante multigol per chi vuole costruire una giocata su più di due esiti. Sono mercati comodi perché non richiedono di indovinare chi vince, ma il margine implicito è spesso più alto di quello dell’1X2, e la popolarità della sigla è inversamente proporzionale a quanto costa.
Il giudizio su Betsson è che è un operatore solido per chi vuole una piattaforma internazionale con mercati standard ben coperti, e non un posto dove andare a caccia di quote specifiche sull’ippica: la sua forza è la larghezza del catalogo, non la profondità di un singolo sport minore.
Betfair: la concessione più interessante per chi punta sulle corse
Betfair opera con la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l., tramite il proprio sito .it. L’app Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il numero 16028 è il più interessante di tutta la lista per chi legge questa pagina per l’ippica, perché Betfair è descritta come la prima concessionaria a gestire l’exchange in Italia, dentro la lett. e) dell’art. 6, comma 1. Sull’exchange chi punta può fare la parte del banco, e la meccanica è diversa da quella di un bookmaker: la documentazione di Betfair è indicata come fonte di regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, tra cui una puntata back minima di 200 centesimi con passi da 50 centesimi; un articolo di settore del 2024 riferisce che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario.
La parte da maneggiare con cautela è la parola «quote maggiorate» nella sezione Supercombo. Una quota maggiorata è un prodotto costruito dal bookmaker, non una misura di valore, e confrontarla con una quota di mercato richiede di confrontare margini, non di guardare il numero in grande. Betfair propone una struttura ideale per chi cerca prezzi dinamici anziché semplici pronostici; resta inteso che l’ippica qui richiede un’attenzione supplementare, poiché il funzionamento di un exchange differisce nettamente dai bookmaker tradizionali e le regole applicate ai conti italiani seguono condizioni specifiche.
BetFlag: il marchio con il bonus dimensionato e l’identificazione moderna
BetFlag opera con la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a., tramite il proprio sito .it. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il bonus è la voce che va letta con più freddezza, e il motivo sta nel numero. Un 100 % fino a 5.000 € è una delle cifre più alte di questo gruppo, e la cifra alta è esattamente ciò che rende più importante sapere come si comporta il bonus una volta accreditato: importi, rigioco e quota minima stanno nei termini dell’operatore, e su una somma di quella dimensione anche un requisito apparentemente ordinario produce un volume di giocate significativo.
L’identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica è invece un vantaggio concreto che non si vede in vetrina: chi ha un’identità digitale attiva salta il passaggio più lento e più incline a incagliarsi, e riduce il rischio di arrivare al giorno del prelievo con un conto non validato. BetFlag si distingue per la rapidità di apertura conto tramite identità digitale, anche se suggeriamo di analizzare il regolamento del bonus con la massima cura prima di decidere se risponde alle proprie aspettative di gioco.
NetWin: la piattaforma dei virtuali e delle partenze ogni due minuti
NetWin opera con la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., tramite il proprio sito .it. L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.
Le partenze ogni 2 minuti sono il dato da fissare, perché definiscono un ritmo. Un evento che parte ogni due minuti non lascia il tempo di riflettere tra una giocata e l’altra, e su un prodotto del genere la frequenza è essa stessa una variabile di spesa: trenta giocate in un’ora non nascono da trenta decisioni, nascono da un’interfaccia pensata per non lasciare pause.
Va detto con precisione: gli eventi simulati sono un prodotto definito dall’art. 2, lett. v) come eventi generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammessi dentro una concessione per scommesse sportive. Non sono corse di cavalli reali, e non portano l’incertezza informativa di una corsa vera. Il giudizio su NetWin è che è un operatore fatto per chi vuole volume e varietà immediata, e che chi cerca l’ippica vera con un programma di ippodromo lo trova qui solo come una voce tra le altre.
Lottomatica: il marchio con lo streaming dentro l’app
Lottomatica opera con la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), tramite il proprio sito .it. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming è la funzione che cambia il modo di giocare più di quanto sembri, perché vedere l’evento mentre si punta live riduce il ritardo informativo tra quello che succede e quello che il mercato prezza. Il rovescio è che il live è il terreno dove il margine lavora più velocemente: le quote si muovono in secondi e la tentazione di inseguire un prezzo che scappa è la meccanica più costosa che esista in un bookmaker.
Il nome sulla licenza, Goldbet Better Organization Italy, è l’altro dato da annotare: è uno dei casi in cui la società concessionaria non ha nulla a che vedere con il marchio. Il giudizio su Lottomatica è che è la scelta di chi vuole seguire un evento in diretta e puntare live con l’immagine davanti — un profilo che sull’ippica vale solo se l’ippodromo è coperto dallo streaming, e su questo i programmi degli operatori cambiano molto più spesso di quanto cambi un campionato.
Planetwin365: il marchio con la copertura più ampia sui campionati
Planetwin365 opera con la concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a., tramite il proprio sito .it. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Le più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta sono una promessa di larghezza che va verificata sul singolo sport. Un catalogo ampio quasi mai è ampio in modo uniforme: di solito è profondo su tre o quattro discipline e sottile su tutte le altre, e la voce «ippica» sta quasi sempre nella seconda categoria. Non è una critica all’operatore, è la geometria di un palinsesto costruito su quello che il pubblico guarda.
Il giudizio su Planetwin365 è che è un buon posto per chi vuole un catalogo largo e una copertura calcistica che va dalle serie minori alle coppe europee, e che sull’ippica la copertura ampia non è una garanzia: è il criterio di verifica da applicare prima di aprire il conto.
Eurobet: il palinsesto che esce dallo sport
Eurobet opera con la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, tramite il proprio sito .it. L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).
Gli eventi di spettacolo e di politica sono la cosa che distingue questo profilo da tutti gli altri della lista, e meritano una considerazione che va oltre la curiosità. Un mercato sulle elezioni è un mercato in cui l’informazione disponibile è quasi tutta pubblica e in cui il prezzo si forma su interpretazioni, non su dati di forma. È un tipo di gioco completamente diverso da una corsa di cavalli.
Il nome della società, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, è anche quello che gestisce il marchio Eurobet insieme al marchio Bwin e al marchio Gioco Digitale: un caso concreto di come la concessione per sito si combini con una società che ne controlla più di una. Eurobet presenta un palinsesto eclettico, che spazia dallo sport agli eventi di costume; questa varietà è un pregio, ma richiede che il cliente verifichi personalmente la profondità dell’offerta ippica prima di eleggere questa piattaforma a riferimento principale.
Sisal: il marchio con più eventi al giorno e streaming gratuito
Sisal opera con la concessione ADM n. 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a., tramite il proprio sito .it. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il dato dei 15.000 eventi live è il più grande della lista e va letto per quello che è: un numero di eventi, non di mercati profondi. Mille eventi al giorno con tre mercati ciascuno fanno tremila quotazioni, ed è un catalogo più stretto di quello che il numero suggerisce a prima vista.
C’è poi un passaggio che riguarda il bonus e che conviene tenere separato dal resto. Per ricevere il bonus di benvenuto Sisal bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La sequenza è la stessa presso la maggior parte degli operatori — conto, registrazione, prima ricarica, accredito — e la differenza sta nei requisiti che il bonus porta con sé una volta accreditato.
L’ippica compare nella app di Sisal accanto alle scommesse sportive, ai giochi di casinò e a Sisal Tipster, e il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte. La fascia oraria dice molto: un prodotto che resta acceso fino alle tre di notte è disegnato per riempire le ore in cui il gioco d’azzardo trova meno resistenza. Sisal punta tutto sulla mole dell’offerta, rendendo consigliabile l’impostazione dei limiti di deposito fin dal primo accesso per non perdere il controllo in una piattaforma così densa.
bet365: il partner UEFA, i mercati internazionali e l’ippica in elenco
bet365 opera con la concessione ADM n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, tramite il proprio sito .it. Si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
L’ippica è nominata esplicitamente tra le discipline dell’offerta, ed è l’unico caso della lista in cui il legame con le corse si legge direttamente nella descrizione dell’operatore e non solo nella sezione virtuali. Va letto con la stessa cautela con cui si leggono tutti i palinsesti: che una disciplina sia in elenco non dice quanto sia profonda, e su bet365 la profondità dei mercati è storicamente orientata agli sport di squadra.
Il numero di licenza è anche l’occasione per una nota che riguarda la verifica. bet365 è indicato come primo partner della Setka Cup, autorizzata da ADM a settembre 2026 secondo la stampa di settore: un esempio di come un singolo evento venga aggiunto al palinsesto con un provvedimento, e di come il palinsesto approvato sia un documento in movimento, non un elenco fisso. Il giudizio su bet365 è che è l’operatore dalla struttura più internazionale e con un’offerta ippica dichiarata — il che lo rende la prima verifica da fare se le corse sono il centro del tuo gioco, e insieme il marchio di cui conviene controllare le condizioni italiane, che non coincidono con quelle che circolano sui siti esteri.
Un mercato che non è mai solo «scommesse sull’ippica»
Ci sono due modi di leggere un’intera pagina dedicata alle corse. Il primo è cercare il bookmaker che «paga di più»: una domanda senza risposta, perché non esiste un operatore che paghi di più su tutto, e la quota migliore cambia da corsa a corsa e da mercato a mercato. Il secondo è capire quali condizioni ti riguardano e quanto costano, e poi scegliere l’operatore che le rispetta meglio.
Le condizioni che ti riguardano sono quattro. Se punti each-way, la condizione che conta è quanti posti vengono pagati e a che frazione della quota, perché la parte piazzato è quella che decide se la giocata è conveniente e la parte vincente è quella che tutti guardano. Se noleggi… se usi il cash out o giochi live, la condizione che conta è il prezzo della chiusura anticipata, non la sua disponibilità. Se hai un problema di controllo, la condizione che conta è la presenza reale di limiti e autoesclusione. Se il tuo orizzonte è il prelievo, la condizione che conta è il tempo della validazione del conto.
Su quest’ultimo punto vale un’osservazione che non è tecnica ma pratica. Trenta giorni per validare un conto senza SPID sono un’inezia finché non hai una vincita da incassare, e a quel punto l’inezia diventa il problema principale della settimana. Chi apre un conto con l’identità digitale chiude quel capitolo in anticipo; chi rimanda lo tiene aperto per trenta giorni esatti.
La tassazione è il secondo capitolo che va detto senza giri di parole, e riguarda tutti i concessionari ADM allo stesso modo. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è al 20,5 % se raccolta in rete fisica e al 24,5 % se raccolta a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite (stampa di settore). Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %). Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’ammontare raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non risulta.
Perché quelle percentuali vanno lette nel modo giusto? Perché sono a carico dell’operatore, non del giocatore, e la differenza è tutta lì. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo avviene a monte: vengono «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per la propria posizione va consultato un commercialista.
Il quadro cambia completamente se il sito non ha una concessione italiana. Le vincite da siti non autorizzati o esteri ricadono nell’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, che tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non risulta, e la posizione va riassunta così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
C’è un’ultima cosa da dire sulla pubblicità, perché tocca un’aspettativa molto diffusa. Il Decreto Dignità — art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018 — è in vigore, e ADM lo cita così il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio marchio (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare provvedimenti AGCOM sui mezzi che la diffondono.
Lo stato dell’arte, secondo la stampa di settore del 2025-2026: AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Una proposta, non una legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni. Il suo esito non risulta, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Che cosa cambia tutto questo per chi legge una pagina come questa? Che le offerte che si vedono in giro sono meno di quelle che ci si aspetta, e che la loro assenza dalla televisione e dagli stadi non dipende da una scelta di sobrietà degli operatori. Un mondo in cui la pubblicità è vietata dalla legge è anche un mondo in cui il bonus arriva attraverso il passaparola e le pagine di confronto, e in cui la pressione commerciale si sposta su canali meno visibili e meno regolati. È una conseguenza del divieto, non un suo fallimento.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su eventi che stiano nel palinsesto approvato da ADM: l’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi sportivi, ippica compresa, e non sportivi preparato dal concessionario e approvato dall’Agenzia, che aggiunge eventi singolarmente. Fuori da quel programma approvato non si può accettare una puntata.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si legge l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove ogni riga ha un codice e un solo sito .it: la concessione è per sito, non per azienda. Un marchio assente non è automaticamente illegale, ma non è un concessionario italiano; il numero di concessione e la società figurano di norma nei termini dell’operatore.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota in forma decimale: 10 € a quota 1,85 restituiscono 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. In una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano tra loro in un’unica quota. Non c’è nulla da sottrarre dopo: il prelievo fiscale grava sul concessionario, non sul giocatore.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote di un solo mercato e si prende il reciproco della somma: su un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 la quota di ritorno è circa 0,95, cioè intorno al 95 %, e il margine è 100 % meno quella quota, cioè circa il 5 %. Vale con quelle quote e su quel mercato.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate né dichiarate dal giocatore: il prelievo avviene alla fonte, sulla differenza tra puntate e vincite, a carico dell’operatore. Le vincite da siti non autorizzati ricadono invece nei «redditi diversi» secondo la risoluzione n. 141/E del 2010. Per il proprio caso serve un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito su base settimanale o mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti di deposito e autoesclusione, anche per categoria di prodotto. Il valore va deciso prima di iniziare.
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