Under scommesse sportive 2026: la linea, i limiti e dieci concessioni a confronto

Updated Novembre 2026
Licensed
usAvailable in US
Fast payouts
18+ Only

Dati aggiornati a 3 Novembre 2026, verificati sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS) e sulle condizioni contrattuali degli operatori.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Per il Super Bowl XXXIX la maggior parte dei casinò di Las Vegas fissò l'over/under sul punteggio della partita a 46,0.

C’è un numero che decide l’esito di una giocata Under prima ancora che la palla rotoli, e non è la quota. È la linea: il valore che il bookmaker fissa per una statistica della partita, il punteggio complessivo nella maggior parte dei casi. Su un mercato a due esiti la quota ti dice quanto incassi se indovini, la linea ti dice che cosa devi indovinare. Il resto — margine, limiti, autoesclusione, concessione — è contorno che vale la pena conoscere perché è quello che decide quanto del tuo denaro resta davvero in gioco.

Chi cerca «under scommesse sportive» di solito ha già capito la metà facile della faccenda, cioè che under significa meno e over significa più. La metà che sfugge è un’altra: la stessa partita, lo stesso esito, possono pagare due prezzi diversi a seconda di dove metti la puntata e di quanto quel bookmaker ti lascia scommettere. Qui si parte dal meccanismo, si passa da chi ti tutela quando perdi la testa, si arriva a che cosa significa davvero una linea 2,5, e si finisce con dieci operatori in possesso di concessione ADM messi uno accanto all’altro sui fatti, non sugli slogan.

Molti dei numeri che seguiranno portano addosso un asterisco che non si vede: un requisito di giocata, una quota minima, un termine di sette giorni. Il bonus di benvenuto si chiama così perché è la prima cosa che leggi, non perché sia la più semplice. Il conto lo facciamo insieme, più avanti, su una quota che possiamo verificare.

Prima di tutto: come funziona una giocata Under/Over

La scommessa over/under, abbreviata O/U e chiamata anche total, è una giocata in cui il bookmaker fissa un numero per una statistica della partita e chi scommette punta sul fatto che il valore effettivo sarà più alto (over) o più basso (under) di quel numero. Nota bene: non è una previsione sul risultato. Il 3-0 e il 2-1 valgono la stessa cosa su una linea 2,5. Chi guarda il tabellino cerca il totale, non il contorno.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Le condizioni di Admiralbet prevedono l'autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia.

La statistica più usata per questa famiglia di mercati è il punteggio complessivo delle due squadre, cioè i gol sommati. Da lì nasce la linea più diffusa del calcio, e da lì nasce anche l’equivoco più diffuso: molti credono che «under 2,5» voglia dire «partita con pochi gol» in modo vago, mentre significa esattamente zero, uno o due gol nei novanta minuti più recupero. Tre gol la fanno perdere senza appello.

Il push: la linea che ti restituisce la puntata

Se il risultato finale coincide esattamente con la linea over/under, la scommessa è un push e tutte le puntate vengono rimborsate. Una linea 3,0 con tre gol finali non è una sconfitta: è un rimborso. Vale la pena ripeterlo perché è la ragione per cui le linee intere e quelle mezze non sono la stessa scommessa travestita. Su 2,5 non esiste il rimborso, esiste solo vincere o perdere; su 3,0 esiste una terza via, e chi scrive la linea lo sa benissimo.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile.

Il push sposta il calcolo della probabilità implicita e sposta anche il margine reale del mercato. Un bookmaker che offre una linea intera ti sta offrendo qualcosa di strutturalmente diverso da uno che offre 2,5, anche quando la quota stampata in vetrina è identica. È il primo posto in cui la scelta dell’operatore diventa una scelta tecnica e non estetica.

Un precedente che vale più di cento tabelle

Per il Super Bowl XXXIX la maggior parte dei casinò di Las Vegas fissò l’over/under sul punteggio della partita a 46,0; il punteggio complessivo fu 45, quindi vinse l’under. Un punto. Un solo punto di scarto tra una linea che sembrava ragionevole e un risultato che ha pagato chi aveva scelto il meno. La linea 46,0 era intera, quindi il 46 esatto avrebbe rimborsato tutti: la differenza tra un rimborso e una vincita stava in quel singolo punto, e nessuno dei due esiti era prevedibile.

Il caso non serve a insegnare un metodo, perché non esiste. Serve a ricordare che la distanza tra vincere e perdere su questo mercato si misura in unità piccole, e che l’unica parte della faccenda sotto il tuo controllo è il prezzo che accetti e la somma che ci metti.

Perché la linea non è la quota

Due bookmaker che propongono la stessa linea 2,5 possono pagarla in modo diverso, e la differenza non è un dettaglio da cassetto. Il bookmaker incorpora la propria percentuale nella quota, e su un mercato a due esiti quella percentuale si legge sommando i reciproci delle due quote. Più avanti smontiamo il conto con numeri tondi. Per ora basta fissare il concetto: la linea è uguale per tutti, il prezzo no, e il prezzo è la parte che puoi confrontare in trenta secondi prima di giocare.

Il secondo elemento che rende un mercato diverso da un altro è il formato della giocata che ci metti dentro: singola, multipla, sistema. Una linea 2,5 in singola e la stessa linea dentro una multipla da quattro eventi sono due prodotti diversi per rischio, e lo vedremo nella sezione sui formati e sulle quote.

Gioco responsabile: la parte dell’offerta che non è pubblicità

Esiste un pezzo di regolamento italiano che nessun banner ti mette in evidenza, e che invece è la ragione più concreta per scegliere un operatore con concessione invece di un sito qualsiasi. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Non è una dichiarazione d’intenti: è la struttura minima che un operatore autorizzato deve avere in piedi.

Su un sito senza concessione quella struttura non esiste per legge italiana, e nemmeno per gentile concessione del gestore. Il paragone non è moralistico, è pratico: da una parte ci sono strumenti che puoi impostare in due minuti e che restano, dall’altra c’è una pagina di condizioni scritte in una lingua e in un ordinamento che non ti riguardano.

Impostare i limiti al momento della registrazione

In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quella asimmetria è intelligente e fastidiosa nella stessa misura: abbassare è gratis, alzare costa una settimana di riflessione. Chi ha provato a rimangiarsi un limite alle due di notte sa quanto valga quel ritardo.

La richiesta in fase di apertura conto è la versione più concreta del dovere di cui sopra, ma non è un’esclusiva: alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, con l’abbassamento immediato e l’attesa di sette giorni per rialzarlo. Chi apre il conto di fretta e schiaccia «avanti» su una cifra a caso sta fissando il tetto del proprio mese per abitudine, non per scelta.

Autoesclusione: il registro che vale più di un pulsante

Le condizioni di Admiralbet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La differenza tra questo strumento e il pulsante «pausa» di un singolo sito è la parola registro: il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e anche le sale fisiche.

Trattandosi di un registro unico, l’autoesclusione non è un favore che un operatore ti fa: è un meccanismo di sistema. E come tutti i meccanismi di sistema ha un buco preciso: i siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi chi si è autoescluso lì non è protetto. È l’unico punto di questa guida in cui vale la pena essere brutali: se ti sei escluso da un operatore italiano e poi giochi su un .com straniero, non hai aggirato una regola, hai solo smesso di essere coperto.

Le stesse condizioni contrattuali di Admiralbet collocano l’autoesclusione accanto ai limiti di ricarica e di tempo, cioè nella stessa pagina, nello stesso flusso di apertura conto. Mettere i tre strumenti nello stesso posto è una scelta di progettazione che dice molto su come l’operatore immagina il proprio cliente.

La chiamata che nessuno vuole fare

Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero verde dentro l’app non è un accessorio, è l’unica riga di questa pagina che conta quando il resto ha smesso di contare. Fuori dall’Italia operatori diversi indicano riferimenti diversi, ma il principio non cambia: un operatore serio ti mette il numero sotto gli occhi invece di nasconderlo in fondo alle condizioni generali.

Che cosa le aziende devono spendere in informazione

C’è una voce di bilancio che quasi nessun giocatore conosce. L’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di destinare lo 0,2 % dei propri ricavi netti, con un tetto di 1.000.000 € all’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi stabiliti da una commissione governativa. Detto in modo meno burocratico: una parte di quello che l’operatore incassa dalle puntate torna indietro sotto forma di messaggi sulla sicurezza, non sotto forma di spot sul marchio.

Vale la pena notare che l’art. 3, lett. m) e l’art. 15, comma 3 dello stesso quadro normativo consentono al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portano il proprio logo. È l’unica finestra pubblicitaria che il Decreto Dignità lascia aperta nel nostro settore, e la lascia aperta su questo tema e non su altri. Un operatore che riempie quella finestra con contenuti seri ha fatto qualcosa di utile; chi la usa per firma video patinati ha trovato il modo legale di aggirare un divieto. Il registro dell’ordinamento non lo dice, il buon senso sì.

Metodo: che cosa si può davvero controllare

Chi cerca un metodo per le scommesse under over cerca in realtà tre cose diverse, e conviene separarle subito, perché due di queste tre cose esistono e la terza no. Esistono la gestione della somma che metti in gioco e la lettura analitica della tendenza di una squadra. Non esiste la conoscenza dell’esito. Nessuno sa se finirà 1-1 o 3-2, e chi sostiene il contrario sta vendendo qualcosa.

Questo non rende inutile la preparazione: la rende diversa. Il lavoro utile non è indovinare, è scegliere dove giocare, quanto mettere e a quale prezzo, sapendo che una parte della somma andrà comunque al bookmaker sotto forma di margine.

La somma di gioco, che è l’unica leva davvero tua

Il bankroll non è una tecnica mistica: è la cifra che hai deciso di poter perdere senza che cambi qualcosa nella tua settimana, divisa in unità di puntata. Se spendi 8 € su una scommessa che ne valeva 2 solo perché è arrivata la quarta selezione nella multipla, il problema non è la selezione, è l’unità.

Una singola su un mercato a due esiti paga secondo la quota fissata quando la puntata è stata piazzata; un sistema o una multipla pagano molto di più proprio perché stanno in piedi su una probabilità che si moltiplica verso il basso. La differenza tra le due cose non è nella bravura del giocatore, è nell’aritmetica del prodotto. Chi costruisce la propria giocata senza sapere quale delle due sta comprando non ha un metodo, ha una schedina.

Vale la pena ricordare che in Italia non esiste un tetto statutario in euro sulle puntate sportive. Trovo che sia una lacuna curiosa e utile: gli strumenti che ti vincolano davvero sono i tuoi autolimiti e il limite di deposito che scegli in fase di registrazione.

Leggere la tendenza invece di leggere il pronostico

Quello che si può fare, e che molti fanno male, è guardare quante partite di una squadra sono finite sopra o sotto una certa soglia. La tendenza non predice la prossima partita, ma ti dice se la linea proposta dal bookmaker è in linea con quello che quella squadra ha prodotto finora, o se è spostata. Se la linea è spostata, la quota è più interessante; se è centrata, il prezzo incorpora già tutto quello che sapevi.

Il materiale da guardare non manca: i palinsesti dei grandi operatori coprono ogni campionato di calcio e altri sport, con quote e risultati in tempo reale. L’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Più dati gratuiti di quanti ne servano, il che è anche il problema: senza un criterio, cento partite di statistiche sono solo rumore ordinato.

Sui mercati del calcio ci si può spostare oltre il total. Tra i mercati di calcio indicati da Goldbet ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Chi studia una partita per il punteggio complessivo ha già dentro il lavoro per leggere il minuto del primo goal, che è la stessa idea vista da un altro angolo: se sai stimare quanto una squadra produce, sai anche stimare quando.

Le combinazioni: dove il metodo diventa scommessa sulla scommessa

Le app spingono verso il prodotto combinato, e la ragione è leggibile nella matematica. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Registrarsi è ormai questione di minuti, e la home ti accoglie con una proposta che moltiplica i mercati. La funzione My Combo di SNAI permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. La quota unica è il punto: bella, e fragile, perché basta un mercato sbagliato su otto.

Il combo sulla stessa partita ha una proprietà che i giocatori sottovalutano: i mercati non sono indipendenti. «Under 3,5» e «Under 4,5», presi insieme, non sono due scommesse separate, sono la seconda più una condizione che spesso è già soddisfatta. Chi impila mercati correlati senza accorgersene compra due volte lo stesso rischio al prezzo di due quote.

Che cosa vuol dire, in pratica, seguire il mercato

L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

Su un mercato a due esiti, una quota più alta sullo stesso evento significa la stessa cosa ogni volta: il bookmaker si tiene meno. Non è magnanimità, è concorrenza, e la concorrenza dura finché qualcuno non ti chiude il conto o abbassa il limite. Ecco perché la classifica fattuale degli operatori, con numeri di concessione alla mano, è più utile di qualunque pronostico.

Che cosa significa under 1,5, 2,5, 3,5 e 4,5

La linea non è un codice: è una soglia, e ogni soglia ritaglia un pezzo di risultati possibili. Cambiare linea significa cambiare il numero di punteggi che ti fa vincere, il che significa cambiare la probabilità, il che significa cambiare la quota. Non c’è una linea migliore in assoluto. C’è una linea che pagava, in una settimana precisa, su una partita precisa.

Ecco la mappa dei casi più discussi del calcio, con i risultati che fanno vincere l’under su ciascuna soglia. Nessun pronostico, nessuna percentuale: solo che cosa deve succedere in campo perché la giocata passi.

Linea Under vince con Push su Nota di lettura
Under 1,5 0 gol, 1 gol — Soglia durissima: basta il secondo gol per chiudere la giocata
Under 2,5 0, 1 o 2 gol — Il total più diffuso al mondo, nessun rimborso possibile
Under 3,5 da 0 a 3 gol — Soglia intermedia, paga meno perché perdona il pareggio largo
Under 4,5 da 0 a 4 gol — Soglia larga, prezzo basso, partita già quasi chiusa alla linea
Under 5,0 da 0 a 4 gol 5 gol esatti Linea intera: il pareggio tecnico rimborsa la puntata
Under 6,0 da 0 a 5 gol 6 gol esatti Usata in partite sbilanciate o su altri sport
Under 46,0 da 0 a 45 punti 46 punti esatti Mercato a punteggio complessivo fuori dal calcio, come al Super Bowl XXXIX

Le soglie mezze e quelle intere non si comportano allo stesso modo, e la tabella lo mostra meglio di qualunque discorso. Su 2,5 la giocata ha due esiti possibili; su 3,0 ne ha tre, perché il push esiste e restituisce la puntata. Chi confronta due operatori solo sulla quota e non sulla linea sta confrontando due cose diverse con lo stesso nome.

La scelta tra queste soglie è, di nuovo, una scelta di percorso, non di bravura. Chi cerca emozione tende alle linee basse, dove ogni gol pesa; chi cerca un prezzo stabile tende alle linee alte, dove la giocata è spesso già decisa prima del fischio finale e la quota paga poco proprio per questo. Trovo che la linea 2,5 sia la più onesta delle tre frazioni discusse: non illude, non perdona, e non ti fa credere di aver capito qualcosa che invece stai solo sperando.

Il mercato visto dall’altra parte del bancone

Un mercato a due esiti paga sempre meno di quanto dovrebbe, e la differenza ha un nome. Il margine del bookmaker si calcola sul reciproco delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato: se ogni esito pagasse la sua probabilità esatta, i reciproci sommerebbero 1. Sommano di più, e quel di più è quello che l’operatore trattiene su ogni unità giocata su quel mercato.

Prendiamo una linea illustrativa a due esiti con entrambe le quote a 1,90. È un esempio, non un prezzo che troverai stampato da qualche parte domani. I reciproci sono 1 diviso 1,90 per l’under e 1 diviso 1,90 per l’over: la somma è circa 1,053. La parte che il mercato restituisce è quindi 1 diviso 1,053, cioè attorno al 95 %, e il margine sta poco sotto il 5 %. Con due quote a 1,90 su un mercato a due esiti, il bookmaker si tiene qualcosa nell’ordine del 5 % di ogni unità giocata lì.

Su una singola da 10 € a quota 1,90 la vincita è 19 €, cioè 10 € di puntata moltiplicati per la quota: 9 € di profitto netto. Su quella stessa singola il margine da 5 % significa che, in media, un euro ogni venti non torna mai a chi scommette su quel mercato, qualunque esito esca. Non è una tassa visibile, ed è per questo che conta.

Il vero motivo per cui il margine non è uguale per tutti

Se due operatori propongono lo stesso mercato a 1,90 e 1,92 sull’altro esito, il margine del secondo è più basso e la sua quota restituisce di più. Non serve nessun metodo per approfittarne: serve solo guardare. Per questa ragione il confronto che conta su un mercato Under/Over non è fra le linee, che sono uguali, ma fra i prezzi, che non lo sono.

La mia opinione, dopo aver visto abbastanza vetrine di bonus, è che la quota sia il posto giusto dove concentrare l’attenzione di chi gioca poco e vuole spendere bene. Un bonus da 10 € giocato una volta vale meno di mezzo punto di quota guadagnato su cinquanta giocate. Il primo lo consumi in una sera, il secondo lavora tutte le volte.

Formati di giocata e lettura del prezzo

Una linea Under/Over è solo il primo pezzo della scommessa. Il secondo è il formato: come quella linea entra nella giocata, e con che cosa. Chi scommette under/over non sceglie soltanto una soglia, sceglie un prodotto.

Le tipologie ricorrenti nei listini italiani sono poche e stabili. In singola si gioca un solo mercato. In multipla si legano più eventi o più mercati su un’unica schedina. Nel sistema si combinano più selezioni in gruppi, così una parte della giocata sopravvive anche se qualche selezione salta. A queste si aggiungono le formule tematiche che gli operatori hanno battezzato con nomi propri, perché un nome proprio vende più di «combinazione di mercati».

Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. La Supercombo compare anche nella cassetta degli attrezzi di Betfair, che la presenta come sezione con combo e mercati unici a quote maggiorate. Non sono formule equivalenti, e la differenza non sta nei nomi.

Cash out: che cosa compri davvero

Il cash out merita una riga a parte perché è venduto come controllo e funziona come prezzo. La funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento è presente anche nell’app SNAI Sport, che offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori. Chiudi prima, incassi meno di quanto incasseresti a evento finito, e in cambio compri la certezza.

Il problema è che la certezza ha un prezzo fissato dalla controparte, non da te. Se chiudi una giocata che stava vincendo, stai pagando per rinunciare a una posizione favorevole; se chiudi una che stava perdendo, stai limitando il danno. Sono due decisioni diverse che portano lo stesso nome sullo schermo, ed è per questo che molti chiudono troppo presto e chiamano la cosa gestione.

Quota totale e quota per evento non sono la stessa quota

Quando la giocata si allarga, la quota del biglietto non è la somma delle quote delle selezioni: è il prodotto. Due selezioni a 1,90 pagano 3,61. Tre pagano 6,86. La progressione è rapida sul biglietto e lenta nella probabilità, e questo scarto è precisamente il motivo per cui le multiple attirano e deludono.

Sui bonus questa differenza non è letteratura. Per sbloccare il bonus Sport-50 NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Leggiamola come la legge chi l’ha scritta: la quota minima per evento è 2.00 e la quota totale è almeno 10.00, quindi la struttura richiesta è una multipla di almeno tre selezioni abbastanza alte da moltiplicarsi sopra dieci. Il cash out attivo esclude la giocata dal conteggio, il che è coerente: chi chiude non ha completato il percorso.

Il valore NetWin aggiunge deposito e bonus, e resta il pacchetto più impegnativo del gruppo. Chi cerca il bonus per usarlo davvero deve mettere in conto tre giri di deposito in una settimana, su biglietti da tre eventi con quota alta. Chi cerca un bonus da incassare subito sta guardando il prodotto sbagliato.

Quota minima: la clausola che decide tutto

Nelle condizioni promozionali la quota minima è la regola che fa più danni e che si legge meno. Una quota bassa è comoda, una quota bassa non conta. È la ragione per cui tanti giocano «sicuro» e poi scoprono di non aver mosso di un euro il requisito: il bookmaker considera valide solo le giocate che pagano abbastanza.

L’esempio più estremo del gruppo è quello di BetFlag, che sui 10 € senza deposito richiede una quota totale minima di 5.00. Su un mercato Under/Over significa una linea scelta per pagare, non per essere probabile. Non è un caso che la promozione senza deposito sia costruita così: l’operatore ti regala il gettone e ti chiede di spenderlo su una quota alta, dove il margine lavora un po’ di più.

Nel Benvenuto Sport di William Hill il bonus cash è pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, con deposito minimo di 20 € con carta o PayPal entro 7 giorni, erogato in tranche da 10 € su multiple di almeno 5 selezioni con quota minima 5.00 giocate con denaro reale. Cinque selezioni e quota 5.00 per evento è una struttura severa per un bonus cash, e la parola cash non la addolcisce: le tranche arrivano una per volta, dopo che le giocate valide sono state piazzate.

Margine e rigioco: due modi di pagare lo stesso servizio

Un requisito di puntata e un margine non sono la stessa cosa, ma lavorano nella stessa direzione. Il primo ti obbliga a giocare una somma più volte; il secondo preleva una percentuale da ogni giocata. Se il requisito è di 3 volte il deposito su un mercato con margine intorno al 5 %, l’ordine di grandezza è circa il 15 % di quella somma trattenuto dal bookmaker durante il percorso. È una stima media, non una perdita garantita su una singola giocata, e non promette né vincite né rimborsi.

Ecco perché leggo con sospetto la parola «senza rischio» appiccicata a un bonus. Un rimborso in gioco gratuito non è un rimborso in denaro: se vinci, la parte di puntata del gettone di solito non ti torna indietro, quindi incassi il profitto e non la somma intera. Chi punta 10 € su una quota 1,90 e vince, con un rimborso in denaro porta a casa 19 €; con un gettone gratuito ne porta a casa 9. La stessa parola, un risultato diverso.

Dieci concessioni a confronto, numero per numero

Questa non è una classifica e non è un invito. Dieci operatori compaiono qui perché ciascuno ha una concessione ADM e perché sulle condizioni del proprio servizio esistono informazioni pubbliche verificabili: le condizioni contrattuali, le schede degli store applicativi, le pagine informative. La posizione in elenco non dice nulla sulla qualità del prodotto, e il fatto che un operatore non compaia non significa che sia privo di concessione. I concessionari autorizzati sono molti di più di dieci e ADM pubblica l’elenco completo.

Un dettaglio che quasi nessuno controlla: la concessione è per sito, non per azienda, e la ragione sociale raramente coincide con il marchio. Ecco i dieci, con il numero e il titolare come si leggono nella riga di licenza dell’operatore.

Brand Numero di concessione ADM e concessionario Che cosa dicono le condizioni dell’operatore sul tema di questa guida
Goldbet Concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Mercati di calcio come 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali; schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi; campionato virtuale Goldbet League e corse virtuali Goldbet Racing
AdmiralBet Concessione ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione a 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; in registrazione richiede limiti di ricarica, spesa e tempo di gioco, con aumento efficace dopo 7 giorni
Eurobet Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Scommesse singole, multiple e sistemi; schedine in corso o concluse raccolte nella pagina My Bets
StarCasinò Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò
BetFlag Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. Apertura conto anche con SPID e CIE; bonus senza deposito da 10 € più 200 Fun Flag, con quota totale minima 5.00 sulla giocata unica dei 10 €
bet365 Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno; Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live
Lottomatica Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare in diretta
Betfair Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
Sisal Concessione ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni; funzione Cash Out
NetWin Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. Bonus Sport-50 con giro di 3 volte il deposito entro 7 giorni su multiple di almeno 3 eventi, quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00

Due brand della lista condividono la stessa ragione sociale: Goldbet e Lottomatica fanno capo a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. La concessione è legata al sito, quindi si tratta di due concessioni distinte, ma il gruppo industriale dietro è uno solo. Per un lettore attento è un’informazione che pesa più di una quota: la scelta tra i due non è la scelta tra due aziende concorrenti.

C’è poi una categoria che la tabella non cattura e che merita una riga: il prodotto virtuale. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti. L’art. 2, lett. v), D.Lgs. 41/2024 definisce le «scommesse su eventi simulati» come eventi sportivi, ippici e altri generati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, e le ammette dentro una concessione per le scommesse sportive. Chi gioca virtuale su un sito autorizzato sta giocando dentro il perimetro; chi lo fa altrove no.

Goldbet: profondità di listino e due anime dello stesso gruppo

Il numero 16009, dietro il quale sta Goldbet Better Organization Italy, accompagna un listino dichiarato molto ampio: tra i mercati di calcio indicati da Goldbet ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Sull’app la scelta di formato è completa, con schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.

Chi cerca un mercato Under/Over trova qui abbastanza alternative da poter confrontare dieci linee diverse sulla stessa partita, e questo è un vantaggio concreto per chi vuole leggere la quota invece di prendere la prima stampata. Il punto debole è la ridondanza: chi guarda Goldbet, Lottomatica e i brand collegati si accorge presto che il gruppo è lo stesso, e che la concorrenza è in buona parte interna.

Il verdetto: Goldbet è il posto giusto per chi vuole scegliere fra molti mercati sulla stessa partita e non ha fretta, mentre per chi gioca due volte al mese una singola su un total la ricchezza del listino diventa rumore.

AdmiralBet: una pagina di limiti che parla chiaro

La concessione 16048 copre Admiral Bet S.r.l., e la parte del servizio che questo operatore ha messo per iscritto in modo più dettagliato è la tutela del giocatore. In registrazione Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Le condizioni prevedono inoltre l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

È il pacchetto più esplicito dei dieci su questo fronte, e non per merito di marketing: è scritto nero su bianco dentro il contratto. La finestra di sette giorni per alzare un limite è il tipo di frizione che sembra un ostacolo finché non la si è usata una volta.

Il verdetto: qui la scelta non si gioca sulla quota ma sulla regola, e un limite aumentabile solo dopo una settimana è una promessa di contenimento che pochi concorrenti mettono per contratto.

Eurobet: l’archivio delle giocate come strumento di metodo

Dietro la concessione 16012 c’è Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, e l’offerta sportiva ruota attorno ai formati classici: con l’app Eurobet si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Quest’ultimo dettaglio sembra amministrativo e invece è analitico.

Un elenco ordinato delle proprie giocate, in corso e chiuse, è esattamente il materiale che serve per capire dove si perde: quante multiple, quante singole, su quali linee. Chi tiene traccia a mano lo fa per due settimane e poi smette. Avere la cronologia dentro l’app non migliora le previsioni, migliora la consapevolezza, che su un mercato a due esiti è la sola cosa che si porta a casa.

Il verdetto: l’operatore non promette niente di speciale sul prezzo, ma offre un modo gratuito di guardarsi allo specchio, e su questo tipo di prodotto vale più di una quota maggiorata di cinquanta centesimi.

StarCasinò: sport come reparto di una casa più grande

Il marchio con concessione 16026 è in mano ad Azzurri Limited, e la scheda dell’app lo dice senza giri di parole: l’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.

Questa è una scelta di posizionamento, non un difetto. Chi entra per il casinò e ogni tanto gioca un total sul derby trova tutto in un posto solo; chi confronta i mercati per professione troverà che i grandi listini sportivi stanno altrove.

Il verdetto: il reparto sportivo qui è una porta accanto alla sala da gioco, comoda per chi già bazzica il casinò, poco interessante per chi sceglie l’operatore in base alla profondità dei mercati sul calcio.

BetFlag: il gettone gratuito con la quota più alta del gruppo

La concessione 16008 appartiene a Betflag S.p.a., e l’elemento sportivo più riconoscibile della casa è la promozione di ingresso. Il bonus scommesse senza deposito di BetFlag vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione.

Una quota totale minima 5.00 su una giocata secca è una condizione estrema, e va letta per quello che è: il gettone non è spendibile su un mercato prudente. Su un Under/Over significa andare su linee basse, dove il prezzo sale perché la probabilità scende. L’apertura conto, peraltro, è flessibile: per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

C’è poi un secondo livello, che è quello che distingue davvero questo operatore: i 200 Fun Flag arrivano in quattro tranche da 50, una ogni due giorni; ogni tranche richiede 400 Fun Flag di puntate (x8) con quota minima 5.00 su Sport4Fun e si converte in un Bonus Sport da 1 € a 25 €. Tradotto: i 200 Fun Flag non sono 200 € di bonus, sono un percorso a tappe dove la conversione finale resta modesta. Chi legge «10 € più 200 Fun Flag» e pensa a 210 € di valore si è fermato alla prima riga.

Il verdetto: qui il regalo d’ingresso esiste davvero e non richiede un deposito, ma è costruito per portarti su quote alte; chi vuole incassare senza rischiare nulla lo prenda per quello che è, una scommessa omaggio a condizione stretta.

bet365: due meccanismi al posto di un bonus appariscente

La concessione 16030 è di Hillside (New Media Malta) Plc, e la casa ha scelto di mettere in vetrina la meccanica più che il regalo: bet365 offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live.

Il Bet Builder+ è, detto in modo crudo, una multipla confezionata dentro una partita sola. Comodo, e pericoloso per la ragione spiegata nella sezione sui metodi: i mercati della stessa partita si muovono insieme. Chi impila «Under 3,5» e «No Goal» su una partita chiusa senza accorgersi della sovrapposizione paga due volte per la stessa previsione.

Sul lato della tutela, gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. Il numero sotto gli occhi è la parte che apprezzo di più di questa scheda.

Il verdetto: le quote maggiorate sono un vantaggio che si consuma in giornata, mentre il vero punto di forza qui è avere un solo posto dove limitare versamenti e chiudere i mercati correlati nella stessa partita senza costruirli a mano.

Lottomatica: il palinsesto largo con lo streaming integrato

La concessione 16010 sta in capo a Goldbet Better Organization Italy, ed è la seconda del gruppo. L’offerta sul campo è quella di chi vuole seguire gli eventi: l’app Lottomatica per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Lo streaming dentro l’app cambia il rapporto con il mercato live più di quanto sembri. Chi vede la partita capisce prima di chi legge solo il punteggio se una linea 2,5 è ancora raggiungibile, ed è per questo che i mercati in gioco durante l’evento sono il terreno dove la differenza informativa conta di più. Il rovescio è che la stessa informazione spinge a giocare d’impulso, e nessuno strumento ti protegge da te stesso meglio di un limite già fissato.

Il verdetto: la copertura ampia più il video rendono Lottomatica una scelta sensata per chi vuole seguire e giocare in contemporanea, mentre chi gioca una schedina a settimana non ne ricava quasi nulla.

Betfair: il listino più vicino al tema, con il mercato Under/Over in vetrina

Betfair Italia S.r.l. opera con la concessione 16028, e nella descrizione dell’app il mercato di questa guida compare per nome: l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Veder nominare l’Under/Over in una scheda prodotto non è scontato come sembra. Molti operatori lo nascondono dentro «numero di goal» e ti lasciano capire da solo dove cercare la linea. Il Multigol, poi, è un cugino stretto del total: invece di una soglia unica, propone fasce di punteggio, e chi ha imparato a leggere le linee lo trova familiare in due minuti.

Il nome Betfair porta con sé anche una storia di betting exchange, il gioco a quota fissa con interazione diretta tra giocatori previsto dall’art. 6, comma 1, lett. e), dove il concessionario mette in contatto in forma anonima chi punta e chi banca e non è controparte di nessuno. La documentazione dello stesso operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata «back» minima di 200 centesimi in passaggi da 50 centesimi. Cambia la logica del prezzo: invece del margine incorporato c’è una commissione, e la controparte è un altro giocatore. Quali brand gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni è materia in movimento, e va verificata sul sito del singolo operatore prima di contare su quel formato.

Il verdetto: per chi cerca esattamente i mercati di questa guida è la vetrina più esplicita del gruppo, e il Multigol è il motivo per aprire la scheda anche se il total non ti interessava.

Sisal: formati proprietari e chiusura anticipata

La concessione 16020 è di Sisal Italia S.p.a., e il listino è costruito su formule con nome proprio: tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.

La Scommessa DUO è il formato più interessante per chi ragiona per soglie, perché accoppia due selezioni in un unico prodotto e ti obbliga a pensare in termini di correlazione, cioè a chiederti se le due cose che hai scelto possono accadere insieme. Molti giocatori non se lo chiedono mai, e questo è il motivo per cui le combo deludono.

Il cash out resta il punto da maneggiare con cura, per la ragione già vista: chiuderla è comprare certezza al prezzo che l’operatore ti fa, e su un mercato a due esiti dove la partita è ancora aperta quel prezzo raramente è un affare.

Il verdetto: il valore di questa casa sta nei formati con nomi propri e nella possibilità di uscire prima della fine, due cose che servono a chi gioca molte partite e non a chi ne gioca una.

NetWin: il pacchetto più esigente sulla giocata minima

La concessione 16035 appartiene a Netwin Italia S.p.a., e la condizione di accesso al bonus è la più strutturata delle dieci: per sbloccare il bonus Sport-50 NetWin chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.

Vale la pena quantificare l’impegno, perché la clausola sembra scritta per il giocatore e in realtà seleziona per lui il tipo di giocata. Con un deposito di 50 € il giro richiesto è di 150 € di puntate, cioè tre biglietti da 50 € se giochi tutto in una volta, o molti di più se giochi in unità piccole. Ogni biglietto deve avere almeno tre eventi con quota minima 2.00 per evento e prodotto sopra 10.00, e deve escludere live, sistemi, antepost e cash out. In pratica: sette giorni, tre multiple, tutto pre-match.

Il verdetto: il bonus funziona per chi gioca già multiple pre-match con quote alte e non usa il cash out, e diventa costoso per chiunque altro, perché la struttura richiesta è incompatibile con il modo di giocare più prudente.

Un numero alla volta: leggi l’operatore prima della quota

C’è un ordine logico per usare queste informazioni, e non è quello in cui compaiono. Prima l’esito del confronto tecnico: le due quote sullo stesso mercato, che dicono quanto quel bookmaker si trattiene. La differenza tra un margine intorno al 5 % e uno più basso vale, su cinquanta giocate, più di parecchie promozioni di benvenuto messe insieme.

Poi il formato che regge il tuo modo di giocare, non quello che ti piacerebbe avere. Se giochi singole su Under/Over, il valore sta nella quota e nella linea; se giochi multiple, il valore sta nel numero di eventi che devi legare prima di poter contare su una quota decente, e nell’effetto di correlazione che nessun listino ti spiega.

Infine la parte che si legge per ultima e conta per prima: che cosa succede quando perdi la testa. Un operatore che ti fa fissare tre limiti in apertura conto e ti fa aspettare sette giorni per alzarne uno ti sta dando un servizio che non si vede nel confronto delle quote e non si paga con un bonus. Guardare il numero di concessione ADM serve a questo: a sapere che dietro la schedina c’è un gioco autorizzato e vigilato, con regole di tutela valide per tutti i siti dell’elenco.

Il rovescio è che la concessione dice poco sull’esperienza d’uso. Un concessionario può avere un listino strettissimo e un’app eccellente, o il contrario. Il numero di concessione è la condizione necessaria, non il giudizio, e va letto insieme alle condizioni contrattuali che l’operatore pubblica sul proprio sito.

Che cosa è cambiato con il riordino del 2024

Chi ancora dice «AAMS» sta usando un acronimo che il tempo ha lasciato indietro nell’uso quotidiano del settore: il regolatore oggi si chiama ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e nella comunicazione istituzionale la formula è «ADM (ex AAMS)», mentre il mercato continua a parlare di AAMS per abitudine. Sul piano giuridico la partita è un’altra e più seria: la materia è riordinata dal Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.

La parola chiave di quel testo è una sola: concessione. Non esiste in Italia una licenza aperta che si compra e si rinnova come una tassa di circolazione. Le concessioni sono assegnate per gara pubblica, e l’art. 6, comma 1 elenca a che titolo si può offrire gioco a distanza: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e quelle a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, di carte e quelli di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo. Un concessionario può chiedere più di una di queste cose, ed è per questo che la concessione non è sinonimo di bookmaker.

La durata è fissata dall’art. 6, comma 3: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. È una finestra lunga, e su questo la legge è esplicita: non c’è rinnovo automatico, si torna a gara. L’art. 6, comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM fissa nella gara. Gli artt. 4, comma 3 e 5, comma 3 irrigidiscono uno degli aspetti che al giocatore importa di più: le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissati per tutta la durata della concessione, cioè non cambiano a metà partita.

I numeri della gara di settembre 2025 sono il resto della storia: 52 concessioni assegnate a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, con il nuovo regime partito il 13 novembre 2025. Chi vuole farsi un’idea del costo industriale di un bookmaker italiano ha la cifra: qualche milione per un titolo che dura nove anni.

L’elenco di ADM e il test che conta davvero

C’è un solo modo serio di verificare se un operatore può accettare la tua puntata, e non è la sua pubblicità. ADM tiene l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza»: consultato il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. È l’elenco di riferimento, e va letto sapendo che cosa contiene e che cosa non contiene.

Che cosa non contiene è la parte interessante. La concessione è per sito, non per azienda, e una stessa società può gestirne diversi: Eurobet Italia S.r.l. amministra Eurobet, Bwin e giocodigitale. L’elenco, inoltre, non ha una colonna che distingua i giochi: un concessionario può avere il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, scommesse con interazione diretta e bingo in qualunque combinazione. Stare nell’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive. Quello lo dimostra il sito dell’operatore, con il suo palinsesto e le sue condizioni.

Al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe dell’elenco. Questo è un dato di fatto e non un giudizio sui loro prodotti, ma è il tipo di fatto che a un lettore serve più di una descrizione dell’interfaccia.

Gli operatori dichiarano numero di concessione e ragione sociale nelle proprie condizioni, ed è la prima cosa da leggere quando arriva un dubbio: la riga di licenza è più attendibile di una recensione, perché è la controparte contrattuale che si sta denominando da sola.

Il palinsesto: la parte dell’offerta che decide prima di te

C’è una parola tecnica che spiega perché certi mercati non li troverai mai, e non è colpa del bookmaker. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi, sportivi compresi quelli ippici e non, e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Su quegli eventi si può prendere la giocata, e su altri no, anche se nel mondo stanno accadendo.

Questo ha una conseguenza pratica: ADM aggiunge eventi uno alla volta. Nel settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa specializzata. Chi cerca un mercato nuovo su uno sport minore può trovarlo su un operatore e non su un altro non per una scelta commerciale, ma per un’autorizzazione che arriva o non arriva. Quali sport e quali tipi di scommessa il palinsesto contenga è materia in movimento, e l’unico posto dove verificarla davvero è il listino del singolo operatore.

Sul gioco a quota fissa la norma non si limita alle scommesse: la legge prevede anche il «totalizzatore», cioè le scommesse a monte premi, dove la vincita dipende dalla somma raccolta. Se un marchio online offra oggi concorsi a totalizzatore sportivi è cosa che va controllata caso per caso, perché il fatto che il gioco esista nell’ordinamento non significa che sia attivo su ogni sito.

L’ippica, poi, è una matassa che vale la pena sciogliere una volta sola. Le corse di cavalli rientrano due volte nel testo: come scommesse a quota fissa o a totalizzatore dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e come «giochi di ippica nazionale» alla lett. c), che secondo l’art. 2, lett. h) comprendono le giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté e richiedono una concessione propria. Sono due cose diverse e non intercambiabili. Se un brand offra online i giochi di ippica nazionale è cosa che va verificata sul suo listino.

Infine il live. Il «Live» è offerto da ogni grande operatore, ma le regole di ADM sui mercati in gioco, sui ritardi e sugli eventi ammessi non sono una materia che un lettore possa ricostruire dal di fuori, e non esiste un elenco pubblico dei mercati live ammessi. Chi gioca in diretta lo fa affidandosi al listino dell’operatore, che è approvato ma non pubblicato in dettaglio.

Chi resta fuori dall’elenco, e che cosa rischia

L’offerta di gioco a distanza senza concessione è illegale in Italia, e il quadro sanzionatorio non è una minaccia di facciata. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.

Sul piano pratico l’oscuramento funziona a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa specializzata, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono decine o centinaia a volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati», e rende l’idea: l’elenco cresce, i siti tornano. Chi cerca un bookmaker cercando un indirizzo appena oscurato ha già capito che razza di posto sta guardando.

C’è poi il lato che riguarda il giocatore e non l’operatore. Sempre la Legge 401, art. 4, come ADM cita il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È ADM stessa a scriverlo, ed è la ragione per cui la parola «offshore» in questa materia non è un’etichetta da intenditori: è una condizione giuridica. L’importo dell’ammenda in euro e l’esistenza di un procedimento contro un singolo giocatore non sono noti.

Il quadro è netto e non ha sfumature. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti obbligatori di limitazione e un foro italiano; un brand senza concessione non porta nessuna di queste cose, è esposto all’oscuramento e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale.

Prelievi, ricariche e il conto che blocca il denaro

La parte più difficile da capire di un operatore non è l’offerta: è come entrano ed escono i soldi. E qui c’è una regola fiscale che quasi nessuno ricorda in fase di apertura. L’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire che i prestatori di servizi di pagamento trattino denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata. È una norma in potenza più che in atto, e vale la pena saperlo perché sposta il controllo dal sito al canale di pagamento.

Sul versante dei versamenti esiste un’infrastruttura tipicamente italiana che pochi conoscono. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche, e ADM ne tiene il registro: tabaccai e ricevitorie che ricaricano il conto di gioco su richiesta del titolare, dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né rimborsare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno. È un canale comodo e con un tetto basso per definizione: chi ricarica in tabaccheria sa che il flusso è settimanale e limitato.

Gli strumenti che le pagine di confronto mostrano presso i concessionari ADM sono le carte, le carte prepagate come PostePay, i portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, il bonifico, i voucher e le ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney. L’elenco esatto per ciascun operatore sta nelle sue condizioni, ed è lì che va letto, non in una tabella di terzi. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione è aperta, e non esiste una norma che elenchi strumenti approvati.

E poi c’è il punto che fa danni concreti. Un conto di gioco richiede l’identificazione completa, e senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi sono bloccati: è quanto si legge nelle pagine degli operatori. La stessa registrazione semplificata è offerta da diversi marchi, come nel caso di BetFlag, che rimanda a SPID e CIE accanto alla procedura classica con documento. Trenta giorni sembrano un’eternità finché non ci si accorge di averli superati. Chi apre il conto in un pomeriggio di dicembre e completa la verifica a gennaio trova il saldo fermo e un’assistenza che ripete la stessa frase.

Mettersi in pari non è complicato, e conviene farlo prima di depositare: si completa la verifica, e solo allora si versa. L’ordine inverso è la causa più banale di denaro fermo in un conto italiano.

Il Decreto Dignità e la pubblicità che non vedi

Sui bonus le regole sono più leggere di quanto il buon senso suggerirebbe, e sullo sfondo c’è una legge che vieta quello che di solito li accompagna. Il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Il punto che sfugge è la differenza tra pubblicità e offerta. Il divieto colpisce la pubblicità, non l’esistenza del bonus: un bonus di benvenuto può esistere e può essere descritto nelle condizioni, ma non può essere reclamizzato in televisione o allo stadio. Non esiste un tetto statutario all’importo del bonus né al requisito di puntata, quindi cifre, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni del singolo operatore, che sono l’unico documento che conta.

Nel 2025–2026 la vicenda è viva. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; sono pendenti due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità della notifica della norma. Esiste anche una proposta, non legge, di un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: l’esito non risulta e alla data della verifica il divieto è in vigore. Aggiungo un dettaglio dello stesso contesto: ADM ricorda che la pubblicità di operatori privi di concessione espone i mezzi di informazione a provvedimenti di AGCOM.

Tutto questo produce un paesaggio curioso: il bonus c’è, la pubblicità no. Chi arriva su un sito italiano da una ricerca trova la promozione dentro le condizioni e raramente in vetrina. Se ti sembra che la comunicazione del settore parli d’altro, è perché per legge deve.

Tasse: chi paga davvero la partita

La domanda vera sul fisco non è quanto si paga sulla vincita, è chi la paga. L’operatore versa l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa secondo il D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite pagate. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, contro il 43 % e il 47 % precedenti, e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % della raccolta al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti di bonus entrino o no nella base imponibile, non è dato sapere.

Sul lato del giocatore la conseguenza è la più gradita della pagina: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario, «tassate alla fonte», e il giocatore incassa la somma netta. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il consiglio onesto è di consultare un commercialista se la cifra è importante.

Il quadro cambia completamente fuori dal perimetro. Per le vincite ottenute su siti non autorizzati o esteri, l’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, le tratta come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d, del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. In pratica: nessuna ritenuta, e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota. Andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Vale la pena fermarsi un secondo su questo punto, perché è il tipo di conseguenza che nessuno mette in conto quando clicca su un .com straniero: la vincita che sembrava più conveniente perché senza trattenuta diventa un reddito da dichiarare per intero. Il conto si fa alla fine, non all’inizio.

Domande frequenti

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, dove ogni riga è legata a un sito .it; in alternativa si legge la riga di licenza nelle condizioni dell’operatore, che indica numero di concessione e ragione sociale. Ricorda che l’elenco non distingue i giochi offerti: la presenza dimostra la concessione, non l’esistenza di un listino sportivo.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Una puntata da 10 € a quota 1,90 restituisce 19 €, dei quali 9 € sono guadagno. Nelle multiple le quote delle selezioni si moltiplicano fra loro in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Se la somma supera 1, il resto è quello che l’operatore trattiene su ogni unità giocata lì. Con due quote a 1,90 su un mercato a due esiti la somma dei reciproci è circa 1,053, il mercato restituisce attorno al 95 % e il margine sta poco sotto il 5 %.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e alcuni operatori permettono di definire limiti di ricarica, spesa e durata quotidiana, settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede in genere sette giorni. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone questi strumenti a tutti i concessionari.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta è a carico dell’operatore. Su siti esteri o non autorizzati la posizione cambia: secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi per l’intero importo. Non è consulenza fiscale: conviene sentire un commercialista.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione non ha effetto; non ha gli strumenti di limitazione obbligatori, è esposto all’oscuramento a livello DNS e, come scrive ADM, il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

Contenuto creato dal team «Buchedi Golf»