Scommesse sulla Premier League 2026: le strade possibili e a chi conviene ciascuna
Data di riferimento dei dati e delle verifiche: 3 Novembre 2026. Le concessioni sono state confrontate con l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, letto alla data indicata.

Chi cerca dove giocare una partita di Premier League finisce quasi sempre nella stessa pagina: dieci sigle, dieci bonus di benvenuto, dieci caselle verdi. Poi, sotto, la prima partita decente arriva di sabato alle 13:30 italiane e il conto è ancora in verifica. La scelta vera, in Italia, è più stretta di quanto sembri e comincia molto prima del tasto di registrazione.
Il campionato inglese ha venti club, ognuno dei quali gioca 38 partite a stagione, con ogni altro club in casa e in trasferta, e le stagioni vanno di solito da agosto a maggio. Non è un dato decorativo: sono 380 partite di campionato più le coppe, ed è il motivo per cui la Premier League resta uno dei pochi tornei esteri su cui un operatore italiano costruisce un palinsesto senza doversi inventare un mercato di nicchia. Il Manchester United ha vinto più titoli di Premier League di tutti, tredici. Il Liverpool ha vinto la Premier League 2024-25, l’Arsenal il titolo 2025-26, il suo quarto. La Premier League è stata fondata il 20 febbraio 1992 con il nome di FA Premier League.
Quello che cambia la serata, però, non è il palmarès. È il margine che il bookmaker ha già tolto dalla quota prima che tu la legga, ed è la concessione che decide se quella quota è giocabile legalmente dal tuo salotto o se stai scommettendo su un sito che in Italia non esiste. Le due cose — la scelta di un mercato e la scelta di un operatore — si incrociano sempre nello stesso punto: il prezzo.
Giocare con criterio: limiti, autoesclusione e protezione del conto
Questa è la sezione che in troppi mettono in fondo. Invertire l’ordine ha un senso pratico: prima si decide quanto si è disposti a perdere, poi si sceglie con chi farlo. Il resto è contorno.

Cosa fare prima di aprire un conto
Un conto di gioco in Italia non si apre in trenta secondi. Richiede identificazione completa, e da lì in poi ogni operatore gestisce il percorso a modo suo. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. SPID e CIE sono tra i metodi che alcuni operatori mettono a disposizione, e la differenza non è tecnica: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati.
Quel blocco è il primo posto in cui un lettore si accorge che il conto non è una casella di posta. Un deposito che entra e una vincita che non esce non sono un incidente: sono lo stato previsto finché l’identificazione non si chiude. Chi ha la carta d’identità elettronica attiva se la cava in pochi minuti; chi non l’ha mai attivata farebbe bene a risolverlo prima e non il sabato mattina.

Il limite di deposito e la sua asimmetria
L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede gli strumenti di autolimitazione: limiti su tempo, spesa e perdita scelti dal giocatore, limiti sugli importi depositati in un periodo definito fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco secondo protocolli approvati da ADM, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Admiralbet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, e le sue condizioni dicono che un limite ridotto ha effetto immediato mentre uno aumentato diventa operativo dopo 7 giorni. La pagina web di altri operatori mostra la stessa struttura: il limite in entrata è una richiesta, il limite in uscita è un permesso con un tempo di attesa.
Quella asimmetria è il pezzo di regolamento meglio progettato e peggio pubblicizzato del settore. Abbassare il tetto è una decisione che vale subito; alzarlo costa una settimana. Chi gioca d’impulso dopo una serata storta incontra esattamente quei sette giorni, e per una volta non è il bookmaker a pagarne le conseguenze.
L’autoesclusione e il RUA
L’autoesclusione è un’altra cosa rispetto al limite. Admiralbet prevede periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il meccanismo che rende seria quella durata è il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018: chi vi entra viene bloccato su ogni piattaforma online con concessione ADM e anche nelle sale fisiche.
Il dettaglio che conta: il registro vale per i concessionari. Un sito senza concessione non è collegato al RUA, quindi l’autoesclusione chiesta lì non protegge da niente. Il tema torna più avanti, quando si parla di cosa comporta giocare fuori dal perimetro ADM.
Gli strumenti di gioco responsabile di bet365 comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero di telefono in una schermata di scommesse è un dettaglio che molti operatori non mettono.
Bankroll, analisi e tendenze: come si sceglie davvero un mercato
La parola «pronostico» vende, ma non è una tecnica. Quello che un lettore può imparare da questa pagina non è chi vincerà il derby di Manchester: è come si legge un prezzo di mercato e come si decide in anticipo quanto vale la pena giocarlo.
La Premier League assegna tre punti per una vittoria, uno per un pareggio e nessuno per una sconfitta; le tre squadre peggio classificate retrocedono in EFL Championship. Sembra la pagina di un manuale, e invece è il fondamento di ogni ragionamento sul campionato: un torneo a tre punti premia chi vince e non chi non perde, le neopromosse arrivano con rose costruite per un altro livello, e nelle ultime cinque giornate la retrocessione cambia il comportamento delle squadre più della forma.
Le variabili che un mercato prezza prima del fischio d’inizio
Le date contano. La stagione di Premier League 2026-27 inizia il 21 agosto 2026 e termina il 30 maggio 2027. Coventry City, Ipswich Town e Hull City sono promosse nella Premier League 2026-27; West Ham United, Burnley e Wolverhampton Wanderers sono retrocesse dopo il 2025-26. Sei club cambiati in un’estate significano sei rose nuove da valutare, tre delle quali senza alcuna partita di Premier League alle spalle.
Poi c’è il calendario, e qui l’Italia ha un problema di fuso orario che nessuna analisi risolve. Le partite delle 15:00 inglesi cadono alle 16:00 italiane, il boxing day resta un rito, e le gare infrasettimanali si giocano mentre in Italia è ancora pomeriggio. Per chi segue il live, il fuso è una variabile operativa: la fascia serale italiana coincide con la coda del programma inglese, non con il suo cuore.
Costruire un criterio invece di inseguire una dritta
Tre punti fermi, e nessuno dei tre richiede di saperne più degli altri sul calcio inglese. Il primo riguarda la quota: confrontarla tra due operatori sullo stesso mercato è l’unico gesto che aumenta il rendimento atteso senza aumentare il rischio. Il secondo riguarda la popolarità del mercato: più un mercato è seguito, più è carico di dati e più stretto tende a essere il margine, mentre il risultato esatto, il numero di goal e i mercati sui cartellini pagano di più perché incorporano una varianza che il bookmaker non riesce a stimare bene. Il terzo riguarda la format del campionato: su 38 giornate una singola informazione — un infortunio, un cambio di allenatore — sposta di poco un prezzo, perché la stagione ha il tempo di diluirla.
E poi c’è il punto che nessuna guida scrive: il mercato più affollato è anche quello su cui l’operatore ha già raccolto più informazioni di te. Sui grandi club inglesi le squadre di analisi dei concessionari sono attrezzate quanto chiunque scriva una dritta, e la loro quota lo riflette. Il vantaggio del giocatore non nasce dal sapere chi vincerà un match di cartello: nasce dal trovare il mercato che il prezzo non ha ancora assorbito.
Cosa fare con la propria cifra, concretamente
Puntare il 5 % del saldo su una singola partita di Premier League sembra prudente finché non si contano le partite coinvolte. Con le singole, le multiple, i mercati derivati e il live, la stessa serata offre venti occasioni su cui scaricare quella cifra. La disciplina non è nella percentuale scelta per ogni giocata: è nel numero di giocate a cui quella percentuale viene applicata.
Questo è anche il motivo per cui conviene decidere la cifra prima di aprire un conto, non dopo la prima ricarica. Il limite di deposito che si fissa alla registrazione è l’unica decisione presa a mente fredda; tutto ciò che viene dopo è preso in mezzo a una quota che si muove.
Cosa si può giocare: mercati, tornei e competizioni
A disposizione, sul calcio inglese, c’è molto più di tre caselle. Il modo in cui ogni piattaforma organizza quel materiale dice molto più dei suoi annunci.
Dove la Premier League occupa il palinsesto
L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. L’app Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Un partenariato di quel livello non migliora la quota di un mercato 1X2, ma spiega perché il palinsesto internazionale di quella piattaforma assomigli a un catalogo e non a una selezione.
Il calcio, gli altri sport e il resto del mondo
L’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Le elezioni in un palinsesto di scommesse sono la prova che il catalogo degli eventi approvati non si ferma allo sport: chi cerca Premier League e trova anche il Festival, capisce che il contenuto del prodotto non dipende dal campionato inglese.
L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Un bookmaker con la sala giochi nel menu è una scelta di posizionamento, non un difetto: cambia il pubblico a cui si rivolge e cambia il tempo che il lettore passa sull’app.
Le tipologie: singole, multiple, combo e cash out
L’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Tra le scommesse proposte da Sisal figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il cash out merita due righe in più di quelle che riceve nelle pubblicità: è un prezzo che l’operatore ti offre mentre la partita è in corso, e quel prezzo lo decide lui. Non è una via d’uscita neutrale, è una compravendita.
Le tipologie cambiano anche il calcolo. In una singola la quota è quella che leggi; in una multipla le quote si moltiplicano e il prodotto cresce in fretta mentre la probabilità di vincere scende altrettanto in fretta. È aritmetica, non sfortuna.
Il capocannoniere e i mercati di lungo periodo
La classifica marcatori è il mercato più raccontato della stagione e uno dei meno prevedibili, perché dipende da fattori che nessuna analisi di squadra copre: chi calcia i rigori, chi gioca le coppe fino in fondo, chi cambia modulo a febbraio. Le tre promosse e le tre retrocesse del 2026-27 spostano ulteriormente l’equilibrio, e con la stagione che inizia il 21 agosto 2026 un mercato sul capocannoniere resta aperto per nove mesi abbondanti di cui si conosce solo l’inizio.
Il Virtual, che con la Premier League non ha niente a che fare
Il Virtual di Sisal conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Gli eventi simulati sono una categoria del gioco legale, non una scorciatoia: il risultato è generato dal computer, nessuna rosa lo influenzerà, e la quota non contiene nessuna informazione sul mondo. Chi cerca analisi e gioca virtual sta cercando due cose che non stanno insieme.
Le promozioni ricorrenti accanto ai mercati
L’Extra Bet Club di William Hill assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Leggere le quattro condizioni in fila cambia il senso della parola «freebet»: cinque eventi, venti euro, quota complessiva sopra 10, e il tetto di 100 € che si raggiunge solo restando fedeli per venti settimane.
A ciascuno il suo: come si legge una classifica di operatori
Un elenco ordinato di dieci nomi non dice niente se non si sa cosa misura. Qui si misura una cosa sola, e va detta: la concessione ADM per il gioco a distanza, verificata sull’elenco pubblicato dall’autorità, più quello che le condizioni d’uso di ciascun operatore dichiarano.
La griglia di valutazione in chiaro
La tabella che segue incrocia tre informazioni: il marchio, la concessione con il numero e il concessionario che la detiene, e ciò che le condizioni d’uso dell’operatore stesso dichiarano sull’argomento. Sono i tre unici dati della griglia. Non c’è una colonna per il margine per la semplice ragione che il margine dipende dal mercato e dalla partita, non dal marchio, e una cifra media stampata accanto al nome di un bookmaker sarebbe una cifra inventata con un aspetto autorevole.
panorami:
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano le condizioni dell’operatore |
|---|---|---|
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno, più di 15.000 eventi live e diretta streaming gratuita su calcio, volley, tennis e basket; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, Goal/No Goal e Multigoal |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Campionati nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga), coppe europee, più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo; la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, con multipla di almeno 20 € su almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di giocata, accanto a slot e Live Casinò |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, eventi di spettacolo e di politica |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; Welcome Bonus Sport pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 € |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco giornaliero, settimanale e mensile: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni |
Il concessionario non è il marchio
La concessione è rilasciata per sito, non per azienda. È per questo che Lottomatica risulta di Goldbet Better Organization Italy S.p.a. e StarCasinò di Azzurri Limited: la società che risponde davanti all’autorità non porta il nome che si legge in pubblicità. Un’azienda può detenere più concessioni — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale — e il numero di concessione identifica il sito, non il gruppo.
Nella griglia si nota subito un’altra cosa: nove schede su dieci mostrano una concessione il cui numero non ha alcun rapporto con il marchio, e in due casi il concessionario è una società con sede a Malta che opera esclusivamente su un dominio .it. Non è un vizio. È la forma che il mercato ha preso dopo il riordino del 2024.
Perché il numero non è una classifica
La tentazione, davanti a una tabella di codici numerici, è leggerli come una graduatoria. Il codice 16007 non è meglio del 16048: sono posizioni su un elenco pubblicato una volta e aggiornato per aggiunte. Il numero serve a fare una cosa sola, ed è la più utile di tutte: identificare il concessionario da citare se qualcosa non torna.
Come usare la griglia, in pratica
Due gesti bastano. Il primo è controllare che il dominio su cui stai per registrarti sia quello legato alla concessione, e non una copia con un’estensione diversa. Il secondo è aprire le condizioni dell’operatore e leggere la riga in cui dichiara numero e società della propria concessione: se non c’è, il resto della lettura perde senso.
Poi si passa a ciò che la tabella non può contenere, e sono le righe che seguono: ogni operatore, preso singolarmente, con quello che ha dentro e quello che gli manca.
Sisal — il catalogo più fitto del gruppo
Sisal è la scheda con il numero più basso della lista e il palinsesto più denso fra quelli che le app dichiarano. Oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket: sono numeri che descrivono una macchina editoriale, non una selezione. La funzione Cash Out, la Scommessa DUO, la Supercombo e la Supercoppia completano un’offerta costruita per chi passa ore sull’app.
Il catalogo ha un prezzo. Tanti eventi significano tanti mercati sottili, e un mercato sottile ha un margine meno generoso di un 1X2 di cartello: la scelta che la piattaforma mette a disposizione è anche la scelta di dove il prezzo è peggiore. Chi gioca una sola partita a settimana non userà mai 15.000 eventi live, e per lui la densità vale zero. Chi segue tre campionati in parallelo, invece, trova qui la profondità che gli altri non hanno.
bet365 — il marchio internazionale con un limite dichiarato in chiaro
bet365 arriva con un nome che in Italia non ha bisogno di presentazioni e con un ruolo dichiarato: Official Global Betting Partner della UEFA Champions League. Sul calcio inglese la copertura è quella che ti aspetti da un operatore globale, Premier League e Champions League comprese, insieme a ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Chi cerca il marchio che conosce già trova quello che cercava.
La scheda, però, è interessante per una ragione diversa: gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Un numero di aiuto dentro un’app di scommesse è il tipo di dettaglio che non si mette per obbligo di legge. Il nome grande qui convive con una tutela dichiarata, e questo conta più della notorietà.
Planetwin365 — calcio europeo in ordine, senza fronzoli
Planetwin365 copre i principali campionati nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e le competizioni continentali come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. La Premier League non è trattata come un’appendice esotica ma come uno dei campionati di prima fascia, accanto alla Serie C. È una scelta precisa: chi segue il calcio italiano e quello inglese con lo stesso interesse trova le due cose nella stessa schermata.
Il limite è che la scheda non dice nulla su strumenti di autolimitazione, cash out o tipologie di giocata. Chi ha bisogno di sapere come si comporta il conto quando vuole smettere per un mese deve leggere le condizioni dell’operatore, non l’app.
Betfair — mercati combinati e un modello di gioco diverso
Betfair propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. È l’operatore della lista con il codice 16028, e nella sua storia italiana c’è un elemento che nessun altro porta: il betting exchange, il «punta e banca», dove il giocatore può fare il bookmaker e il concessionario si limita a mettere in contatto anonimo due parti.
Quel modello cambia il ragionamento sul margine. In un exchange non c’è un bookmaker che trattiene una fetta del mercato: c’è una commissione sulla vincita netta, e il prezzo lo formano i partecipanti. Dall’altra parte cambia anche il pubblico: una piattaforma dove si fa la banca richiede una testa diversa da quella di chi compila una multipla la domenica. La documentazione dello stesso operatore è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Chi arriva qui con l’abitudine della schedina trova un ambiente che non premia la fretta.
William Hill — la freebet settimanale con una serie di condizioni
William Hill è la scheda dove l’offerta si legge tutta in una riga, e la riga è lunga. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Quattro condizioni, e ognuna riduce il numero di scommesse che le soddisfa: la multipla deve avere cinque eventi, deve valere venti euro, deve superare quota 10 complessiva, e il frutto arriva solo la settimana successiva.
Il tetto di 100 € è la parte più interessante, perché racconta a chi è destinata la promozione: a chi gioca tutte le settimane. Nessuno riceve 100 € in una volta; li riceve a rate da 5 €, una per settimana, per venti settimane di stagione. È un meccanismo di fidelizzazione travestito da bonus, e per chi già gioca la Serie A con regolarità è denaro che arriva senza cambiare abitudini. Per chi gioca tre volte l’anno è un premio che non riscuoterà mai.
Lottomatica — l’operatore di riferimento nazionale
Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Il marchio è uno dei più presenti sul territorio italiano, e la società dietro il sito — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — è la stessa che gestisce un’altra concessione: due siti, due numeri, un gruppo.
La copertura è quella di un operatore generalista con una vocazione forte al live. Non è la piattaforma dove trovare il mercato più esotico sul campionato inglese, ed è invece quella dove chi guarda la Serie A e la Premier nella stessa settimana trova un’unica interfaccia. Il ragionamento è semplice: se il tuo palinsesto reale è metà italiano e metà inglese, la copertura ampia vale più della profondità su un solo torneo.
StarCasinò — il casinò che ha aperto una porta sullo sport
StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il nome dice tutto e la scheda non lo nasconde: qui lo sport è una stanza della casa, non la casa. Dietro c’è Azzurri Limited, e il sito opera su concessione n. 16026.
Per chi cerca un mercato specifico sulla Premier League, questa è la scheda più fragile della lista: la descrizione del prodotto sportivo resta generica e non elenca né campionati né tipologie. Per chi passa dall’app per giocare al casinò e vuole una puntata sulla partita della sera senza cambiare piattaforma, il problema non si pone. Sono due lettori diversi, e conviene sapere da quale parte si sta.
Eurobet — il catalogo più largo e più strano
Eurobet offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). La lista è la più eterogenea della griglia, e la sua parte finale è quella che fa riflettere: le elezioni e i reality entrano nello stesso catalogo della Premier League.
Un palinsesto così non nasce dal calcio. Nasce dal fatto che l’operatore ha costruito una macchina per quotare eventi di ogni tipo, e il campionato inglese è uno dei tanti prodotti che ci passano dentro. Per chi cerca solo Premier League la differenza è minima; per chi vuole coprire anche il tennis o la MotoGP nella stessa app, è una delle poche schede che non lo costringe ad aprirne due.
BetFlag — il bonus più grande e l’identificazione più comoda
BetFlag è la scheda con il bonus di benvenuto dalla cifra più alta della lista: il Welcome Bonus Sport è pari al 100% del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È un tetto che la maggior parte dei giocatori non toccherà mai, perché richiede un primo deposito di cinquemila euro; per chi deposita 200 €, il bonus è di 200 € e il «fino a 5.000 €» del titolo non cambia nulla.
Sul lato pratico della registrazione, BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Chi ha già SPID o CIE attivi ha qui un percorso più rapido che altrove, e visto che senza identificazione il conto resta bloccato per trenta giorni prima di essere sospeso, il vantaggio è concreto e non estetico. Un bonus alto e un ingresso rapido sono due argomenti che pesano su lettori diversi, e non è detto che convengano allo stesso.
AdmiralBet — la scheda dei limiti, non delle quote
AdmiralBet è l’ultima scheda della lista e l’unica in cui il materiale utile riguarda la protezione del giocatore piuttosto che il catalogo. Alla registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. I periodi di autoesclusione previsti sono di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.
Manca, nella scheda, qualunque dettaglio sul palinsesto calcistico: non si sa quali campionati o quali tipologie di giocata metta a disposizione. È il rovescio esatto della scheda StarCasinò, che di sport parla in modo vago ma almeno ne parla. Davanti a questa tabella il lettore ha due strade oneste: leggere il Wettprogramm dell’operatore, o decidere che per lui la trasparenza sui limiti vale più dell’ampiezza del catalogo.
Dove si gioca in Italia: concessione, quota e quello che ci sta dentro
Prima di discutere quale quota sia buona, bisogna stabilire quali quote si possono giocare. In Italia la risposta passa per una lista pubblica.
Che cos’è la concessione, in quattro righe
Serve un’autorizzazione per offrire gioco a distanza, e l’autorità che la rilascia è l’ADM, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — che nel linguaggio del settore continua a essere chiamata «ADM (ex AAMS)». Il quadro è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024.
Il termine tecnico è «concessione», e non è una licenza aperta: si ottiene vincendo una gara pubblica. L’art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione, e la lett. a) mette al primo posto le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli. Le lett. successive coprono i concorsi pronostici, l’ippica nazionale, i giochi di abilità e di carte, le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori — il betting exchange — e il bingo.
L’art. 6, comma 3, fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio Economico Europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara (art. 6, comma 5); le condizioni della concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la sua durata (art. 4, comma 3, e art. 5, comma 3).
Il mercato italiano si è riorganizzato in fretta. La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it.
Perché il palinsesto decide cosa puoi giocare
Una concessione non apre l’intero universo degli eventi. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi che stiano dentro quel programma. ADM aggiunge gli eventi uno alla volta: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner.
Il palinsesto è il vero confine del prodotto. Puoi trovare un operatore con la concessione in regola e non trovare il mercato che cercavi, perché nessuno lo ha ancora inserito nel programma approvato. Il calcio inglese non fa eccezione, e il dettaglio è utile la prossima volta che un’app sembra più povera di un’altra.
Il betting exchange è un gioco a parte
Vale la pena isolarlo, perché è l’unico caso in cui il modello di gioco cambia il significato della parola «bookmaker». L’art. 6, comma 1, lett. e), D.Lgs. 41/2024 ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, e l’art. 2, lett. u) lo definisce: il giocatore può essere puntatore o banco, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. Sono ammesse anche le scommesse a totalizzatore, ma se un marchio online offra oggi concorsi pronostici sportivi non è dato sapere.
Chi si avvicina all’exchange pensando a un bookmaker con più mercati sbaglia il bersaglio. Qui non c’è una quota decisa da un ufficio rischi, e non c’è un margine incorporato nello stesso senso: c’è un incontro tra due intenzioni opposte. Il lettore che vuole un prezzo stabilito dall’operatore resti dove sta.
Cosa resta fuori dal recinto ADM
Le scommesse su eventi simulati — art. 2, lett. v), D.Lgs. 41/2024, cioè eventi sportivi e ippici generati dal computer e mostrati con un’animazione o con un evento reale preregistrato — stanno dentro la concessione per le scommesse sportive, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è invece due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, art. 6, comma 1, lett. c), e art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria.
Sul live la legge è più silenziosa di quanto ci si aspetti. Le scommesse live sono offerte da ogni grande operatore, ma le regole di ADM su mercati live, tempi di sospensione ed eventi ammessi non sono note. E degli esports non risulta se il palinsesto li comprenda. Un tetto in euro sulle puntate nelle scommesse sportive, per legge, non esiste: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore si dà e il limite di deposito che sceglie alla registrazione.
Quanto vale davvero il numero che leggi: margine, payout e il calcolo che nessuno pubblica
Questa è la parte che vale il prezzo dell’articolo, e sta in due paragrafi. Puoi impararla una volta e usarla su qualunque bookmaker, su qualunque campionato.
Il margine in una frase
Immagina un mercato 1X2 con le tre quote a 2,10, 3,40 e 3,60. Sono numeri di esempio, non una quotazione reale, e servono proprio perché il conto si possa fare a mente. Prendi l’inverso di ogni quota e sommi: 1 diviso 2,10 fa 0,4762, 1 diviso 3,40 fa 0,2941, 1 diviso 3,60 fa 0,2778. Il totale è 1,0481. Quel numero sopra l’1 è il margine del bookmaker su quel mercato: 4,81 punti percentuali di payout share, ovvero il bookmaker restituisce il 95,41 % di quanto raccolto e trattiene il 4,59 %.
La formula è una sola: il payout share è 1 diviso la somma degli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato, e il margine è 100 % meno quel valore. Nella pratica il risultato va letto come una banda, non come una cifra esatta: il margine reale dipende dal mercato, dalla popolarità della partita e dal momento in cui la quota è stata presa, e sulle partite di Premier League di cartello sta nella parte bassa della forchetta immaginabile, mentre su un mercato sottile va nella parte alta. Chi guarda due operatori sulla stessa partita sta guardando due margini diversi, e quello che sembra un centesimo di quota è spesso un punto intero di margine.
Un esempio di vincita, per fissare le proporzioni
Giocare 10 € a quota 2,10 su un esito di quel mercato significa, se l’esito arriva, una restituzione di 21 €: dieci euro di puntata più undici di profitto. Giocare gli stessi 10 € su una multipla che unisce quella quota 2,10 con una 3,40 e una 3,60 porta la quota complessiva sopra 25, e la restituzione sopra 250 €. Il margine, però, non si moltiplica soltanto: si somma lungo i mercati attraversati, perché ogni esito passato dalla schedina ha portato con sé la sua fetta trattenuta.
Qui si vede perché la multipla è il prodotto più venduto e meno generoso del catalogo. Il numero grande in cima alla schedina cresce in modo visibile; il costo in margine cresce in modo invisibile. Nessuno dei due è un segreto, ma solo il primo viene stampato a caratteri cubitali.
Il margine nelle offerte: cosa resta di un bonus
Un bonus non cancella il margine, ci nuota dentro. Un conto rapido aiuta: immagina di dover trasformare in giocate almeno dieci volte una somma di 100 €, cioè 1.000 € di puntate, su un mercato con un margine vicino al 4,6 % come quello del nostro esempio. Il costo medio atteso di quel percorso si aggira sui 46 €, calcolato come 1.000 € moltiplicati per quel margine. Non è un costo certo, è una stima media su molte giocate, e va letta come tale: su una singola serata il risultato può essere qualunque cosa.
Il punto non è la cifra, è la proporzione. Se il bonus in palio è di 20 € e per incassarlo devi far girare 1.000 € di puntate, il margine medio è già più grande del bonus. È il tipo di conto che si fa una volta e non si dimentica più, e spiega perché la parola «omaggio» stoni davanti a un requisito di rigioco.
Perché i due numeri non si confondono
Il margine e la vincita non sono la stessa grandezza e non vanno mescolati. Il margine risponde a una domanda sola: quanto di ogni unità puntata su quel mercato il bookmaker si tiene. La vincita risponde a un’altra: quanto torna indietro a chi azzecca l’esito. Un mercato può avere un margine stretto e una quota alta, e un mercato dal margine largo può offrire un ritorno interessante su un esito improbabile.
C’è di più: il margine calcolato dalle tre quote di un 1X2 non è il margine di un Under/Over, di un handicap o di una combo. Sono mercati diversi con costi diversi, e chi confronta due operatori usando il margine del risultato finale su un mercato sui cartellini sta confrontando due cose che non si parlano. Il modo corretto di usare questo strumento è confrontare lo stesso mercato, sulla stessa partita, alla stessa ora.
Chi può offrire una quota in Italia, e chi no
Arrivare a questa sezione dopo aver capito il margine cambia la lettura. Non si sta più discutendo di quale offerta convenga: si sta discutendo se l’offerta esista dal punto di vista della legge italiana.
Le due liste di ADM
L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 organizza il controllo in modo binario: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione, e ADM reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso.
Il blocco lavora a livello di DNS e alcuni provider sono più lenti di altri: un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia alla volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. Il termine tecnico per il risultato è «oscurati», e descrive esattamente quello che succede: il sito non è scomparso, è stato nascosto a chi naviga dall’Italia.
Sul lato dell’offerta non autorizzata, il quadro è quello dell’art. 4, Legge 13 dicembre 1989, n. 401. ADM, il 28 febbraio 2024, lo riassume così: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’art. 4, comma 4-bis estende la disciplina a chi raccoglie scommesse in Italia anche se accettate all’estero. Quella è la regola lato giocatore come ADM stesso la enuncia; l’importo dell’ammenda non è noto.
Questa è l’unica parte della pagina che va letta senza ironia. Un conto su un sito senza concessione non è una scelta di stile: è un’esposizione a una sanzione penale secondo l’autorità italiana, oltre che un conto non collegato al RUA, senza supervisione ADM e senza gli strumenti di limite obbligatori.
La pubblicità: vietata, con un contorno in movimento
C’è una ragione per cui questa pagina non ti dice di iscriverti da nessuna parte. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM il 28 febbraio 2024 ne cita il testo: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». La vigilanza è di AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. ADM aggiunge che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare misure di AGCOM anche sui mezzi che la trasmettono.
Il contorno è vivo. Nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di eliminare il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: l’esito non è stato trovato, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
C’è un’eccezione che vale la pena conoscere, perché serve a distinguere due cose diverse. Il decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva a un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m, e art. 15, comma 3). Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus: non esiste un tetto di legge agli importi né ai requisiti di rigioco, e per questo condizioni e quote minime vanno lette nelle condizioni di ciascun operatore.
Verso gli altri
Mentre l’Italia discute la propria pubblicità, il quadro europeo si muove in parallelo e in modo indipendente. Le concessioni diverse da quella italiana non hanno alcun valore qui, e un operatore che espone una licenza di un altro paese non sta offrendo garanzie ulteriori al giocatore italiano: sta offrendo un documento che in Italia non viene riconosciuto. La zona offshore resta senza tutele, e conviene ricordarlo una volta sola: nessun marchio che vi operi è nominato in questa pagina.
Le ricariche, i prelievi e il punto vendita sotto casa
C’è un canale di pagamento che esiste solo in Italia e vale la pena spiegare, perché riguarda chi non vuole lasciare una carta salvata in un conto di gioco. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro di questi esercizi — tabaccai, ricevitorie — e il punto vendita ricarica il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già comunicato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Il punto vendita non può pagare vincite né prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Sul resto dei binari, le pagine di confronto mostrano carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria come SisalPay e Mooney; l’elenco preciso di ogni operatore sta nelle sue condizioni. Il mondo delle criptovalute presso i concessionari ADM è una materia non definita, e non risulta una norma che nomini binari approvati. L’art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Il punto pratico è uno solo: una ricarica fatta al tabaccaio non è tracciata come lo sarebbe un bonifico, ma non è nemmeno anonima, perché il conto è già identificato. È un compromesso tipicamente italiano, e per chi non vuole una carta registrata nel profilo è spesso la soluzione che chiude la questione.
Quanto si paga, e chi paga
Qui l’equivoco è antico e vale la pena scioglierlo. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, è del 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e del 24,5 % se avviene a distanza, e si calcola sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, in precedenza al 43 % e al 47 %; le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è noto.
Il giocatore, invece, non paga nulla su una vincita incassata da un concessionario ADM: la somma non è tassata in capo a lui e non va dichiarata, perché il prelievo cade sul concessionario e la vincita arriva al netto. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il consiglio è quello di sempre: consultare un commercialista. La differenza con i siti non autorizzati non è teorica. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d), TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni: nella lettura pratica, nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Identificazione e conto di gioco: la regola che nessuno racconta
Un conto di gioco richiede identificazione completa. La registrazione si fa con il modulo e la copia di un documento oppure con SPID, che alcuni operatori offrono anche nella forma CIE tramite un fornitore SPID; senza SPID il conto va validato entro 30 giorni o viene sospeso con i prelievi bloccati. La regola dei 30 giorni è scritta nelle pagine degli operatori, non in una norma, e per una ragione semplice: è una condizione contrattuale, non un obbligo di legge con quel numero.
Vale anche il diritto di cronaca del giocatore: chi è escluso dalle scommesse su eventi che riguardano i minori è soggetto a una disciplina specifica. Esiste una decisione del direttore di ADM su scommesse e minori che cita il DM 111/2006; il contenuto non è noto, e questo va detto senza girarci intorno.
L’informazione come obbligo
Un’ultima regola, spesso ignorata anche da chi lavora nel settore. L’art. 15, comma 2, D.Lgs. 41/2024 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % del proprio ricavo netto, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È un obbligo di spesa, non una promessa di marketing, ed è il motivo per cui certe comunicazioni arrivano anche da operatori che non ne avrebbero alcun interesse commerciale.
Domande frequenti sulle scommesse in Premier League
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato di quel concessionario, definito dall’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 come il programma di eventi e tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. ADM autorizza gli eventi uno alla volta. Un evento popolare ma non ancora inserito nel programma non è giocabile, anche se l’operatore ha la concessione in regola.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si apre l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM e si cerca il dominio .it su cui ci si vuole registrare. L’elenco, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito. Attenzione a un equivoco: l’elenco non ha una colonna per i giochi, quindi la presenza in lista non dimostra da sola un’offerta di scommesse sportive.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota: 10 € a quota 2,10 restituiscono 21 €, cioè la puntata più 11 € di profitto. Nella multipla le quote si moltiplicano fra loro e il prodotto diventa la quota complessiva. Il margine del bookmaker è già dentro ogni quota, quindi la restituzione è sempre inferiore a quella di un mercato senza margine.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si guarda quanto il totale supera 1. Con quote 2,10, 3,40 e 3,60 la somma fa 1,0481: il payout share è il 95,41 % e il margine il 4,59 %. Da leggere come banda, perché dipende dal mercato e dal momento.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché l’imposta unica cade sul concessionario e la somma arriva al netto: una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, quindi conviene consultare un commercialista. Le vincite da siti non autorizzati andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, oltre a limiti su tempo, spesa e perdita previsti dall’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. La cifra del limite che ADM stabilisce nella gara di concessione non è nota.
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