Scommesse sulla Champions League: quello che lasci al banco a ogni schedina

Updated Novembre 2026
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3 Novembre 2026 — concessioni e numeri di conto verificati sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli), letto il 25 ottobre 2026.

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
La finale della UEFA Champions League 2025-26 si è disputata il 30 maggio 2026 alla Puskás Aréna di Budapest, in Ungheria.

Il cartellone di una partita di Champions League occupa gli spazi che vent’anni fa compravano le sigarette, e il dépliant promette il cento per cento del primo deposito. Chi paga quel cartellone non è la società organizzatrice. È chi gioca. Una quota non è un prezzo di mercato: è un prezzo di mercato con dentro una tassa privata, e quella tassa si chiama margine. Su questo la letteratura popolare tace, mentre i numeri della competizione fanno rumore: la finale della UEFA Champions League 2025-26 si è disputata il 30 maggio 2026 alla Puskás Aréna di Budapest, in Ungheria, e il Paris Saint-Germain ha battuto l’Arsenal 4-3 ai rigori dopo l’1-1, vincendo il titolo per la seconda stagione consecutiva. Chi ha giocato il pari a quota tonda ha vinto. Chi ha giocato il pari in una multipla da cinque eventi si è trovato il margine addosso cinque volte, moltiplicato come le quote. Il conto del divertimento si fa prima, non dopo.

Tutta la comparazione che segue lavora su una sola domanda: che cosa costa al lettore entrare in questa competizione con dieci operatori che hanno una concessione ADM. I dieci card sono concessionari sull’elenco dei soggetti autorizzati al gioco a distanza, non una classifica e non una raccomandazione.

Il calendario della competizione e quello che cambia nel palinsesto

Un torneo europeo non è un evento, è un contenitore di date, e ogni data cambia il listino. Il formato introdotto dalla UEFA concentra le prime giornate in autunno e lascia febbraio e marzo alle eliminazioni: significa che il volume delle partite si addensa in tre o quattro finestre. Il bookmaker lo sa e adegua due cose: il numero di mercati offerti per singola partita e la generosità del margine sui mercati secondari. Il calendario dice quando il prodotto esiste; il listino dice quanto costa.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Il Paris Saint-Germain ha battuto l'Arsenal 4-3 ai rigori dopo l'1-1 nella finale della UEFA Champions League 2025-26, vincendo il titolo per la seconda stagione consecutiva.

Dal girone unico ai playoff: come si struttura la stagione

Il format attuale non conosce i tradizionali gironi da quattro. La fase a campionato della UEFA Champions League coinvolge 36 squadre che giocano otto partite ciascuna (otto giornate); le squadre dal 9º al 24º posto entrano in un playoff a eliminazione diretta tra 16 squadre, mentre le prime otto passano direttamente agli ottavi di finale. Otto partite per club invece di sei: due finestre in più in cui il palinsesto si riempie e il piccolo giocatore si sente autorizzato a giocare di più.

Poi la struttura si stringe. I quarti e le semifinali della UEFA Champions League sono sfide di andata e ritorno, mentre la finale è una partita unica. Otto partite di qualificazione valgono sedici occasioni di puntata per un appassionato che gioca ogni turno; chi si impone una singola giocata a giornata arriva a otto, non a sedici. La differenza non è nel torneo, è nel budget: ogni giornata è un’occasione di ricarico, e le ricariche settimanali sono esattamente il perimetro che gli operatori con concessione mostrano in registrazione.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
La fase a campionato della UEFA Champions League coinvolge 36 squadre che giocano otto partite ciascuna (otto giornate).

Che stagione è stata: i numeri della 2025-26

Serve un metro per capire quanto rumore genera una stagione europea. La UEFA Champions League 2025-26 ha avuto 189 partite e 655 gol (3,47 a partita); Kylian Mbappé (Real Madrid) è stato il capocannoniere con 15 gol. Il mercato del capocannoniere, per chi lo gioca, non è una questione di fiuto: è una questione di cartellino, perché 15 reti distribuite su una sola competizione lasciano pochissimo spazio all’invenzione e moltissimo al caso dentro una griglia di 36 squadre.

Il finale della stagione ha aggiunto una riga di statistica che vale come promemoria. Il Paris Saint-Germain è diventato la seconda squadra a vincere due titoli consecutivi di UEFA Champions League nell’era attuale della competizione, dopo il Real Madrid nel 2016-17. Due stagioni di fila: cioè, per chi inseguiva il trend, un anno intero di multipla costruita sul nome sbagliato.

Dove si gioca la Champions oltre il maschile

Il calcio non è l’unica Champions League, e qui l’offerta si assottiglia. Esistono competizioni omonime fuori dal perimetro del calcio maschile europeo — la competizione femminile, quella asiatica, il torneo per club di basket — e sono esattamente i tornei dove la copertura dei mercati si riduce di più: meno partite trasmesse, meno dati, e di conseguenza liste più corte e margini più larghi su tutto ciò che non è l’esito finale. Chi cerca quelle competizioni paga il fatto di essere pochi. È un costo invisibile nel dépliant, visibilissimo nella quota.

I criteri della nostra classifica e il confronto fra i dieci operatori

Nessuno di questi dieci nomi ha bisogno di pubblicità da qui. Servono invece tre domande a cui il dépliant non risponde: chi risponde davvero di quel sito davanti al regolatore, quanto ti fa lavorare un bonus prima di lasciarti prelevare, e quanto è fitta la copertura sui mercati che interessano a chi segue la Champions ogni settimana.

Il primo criterio è il numero di concessione e la società concessionaria, perché in Italia il diritto di raccogliere scommesse è intestato a un conto, non a un marchio. Il secondo è ciò che i termini d’uso dell’operatore dichiarano: limiti, autoesclusione, strumenti di protezione e, dove ci sono, i requisiti di puntata di un bonus. Il terzo è la copertura di mercati che ciascuno pubblicizza sulla propria app o sulle proprie pagine. Nessuno dei tre si legge dal logo.

Operatore N. di concessione ADM e concessionario Cosa dichiarano i termini dell’operatore
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale Palinsesto dall’app Eurobet Sport: calcio, tennis, basket, Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf, scacchi, eventi di spettacolo e di politica
BetFlag n. 16008 — Betflag S.p.a. Apertura conto anche tramite SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni
bet365 n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
Lottomatica n. 16010 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita in diretta; copertura su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP
Sisal n. 16020 — Sisal Italia S.p.a. Bonus di benvenuto spendibile su tutti gli eventi in palinsesto per chi è titolare di un conto di gioco e ha effettuato una prima ricarica; diretta streaming gratuita
Goldbet n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; bonus di benvenuto per chi scarica l’app e si registra
AdmiralBet n. 16048 — Admiral Bet S.r.l. Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, estesa alle piattaforme autorizzate in Italia; limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco già in registrazione
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, più la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate
Betsson n. 16027 — Azzurri Limited Scommesse pre-match e live con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc Freebet settimanale dell’Extra Bet Club per la stagione di Serie A, legata a una multipla di importo e composizione definite

La tabella va letta con un occhio alla seconda colonna, dove compare una cosa che sorprende molti. La società concessionaria raramente porta il nome del marchio: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica e Goldbet alla Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino ad Azzurri Limited. Chi crede di scegliere fra dieci aziende spesso sceglie fra otto, e fra due brand che condividono la stessa struttura di gioco la differenza la fanno il palinsesto e la quota, non il nome sull’app.

C’è un secondo dettaglio che la tabella mostra e che nessun dépliant dichiara: due operatori della lista, Lottomatica e Goldbet, sono la stessa società. Se il criterio è ridurre il numero di conti aperti con la stessa organizzazione, quella riga vale più di qualsiasi confronto fra due schermate identiche.

Ultima nota sulla natura dei dieci numeri in tabella. La concessione viene assegnata per singolo sito, non per azienda, e un’azienda può detenerne più d’una: la stessa Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Il conto in tabella è quindi il perimetro di un sito, non la dimensione di un gruppo.

Panoramica: come funziona una scommessa sulla Champions League

Qui si arriva al punto che tutte le altre sezioni presuppongono. Una quota è un prezzo, e come ogni prezzo contiene il ricavo di chi la offre. Chi ha seguito anche solo una volta una discussione su «quota alta» contro «quota bassa» conosce l’intuizione ma non il conto. Il conto è breve, e cambia il modo in cui si guarda una promozione.

La quota, la vincita e il margine nascosto

Prendiamo tre quote su un mercato 1X2 — esempio illustrativo, non un prezzo quotato da nessun operatore: 2,10 per la vittoria in casa, 3,40 per il pareggio, 3,60 per la vittoria in trasferta.

La quota più bassa è la probabilità implicita più alta, ma nessuna delle tre è una probabilità onesta. Se una quota fosse un prezzo di mercato puro, la somma delle probabilità implicite farebbe cento. Quando non lo fa, il resto è margine.

Cosa restituisce un mercato a tre esiti

Il conto del margine si fa su tutti gli esiti di uno stesso mercato, e non su una singola quota: con le tre quote dell’esempio, l’inverso del prezzo paquale somma delle probabilità implicite è 1 diviso 2,10 più 1 diviso 3,40 più 1 diviso 3,60, cioè circa 1,0482 su base cento. Il payout che ne esce è circa il 95,4 % di quanto raccolto, e il margine che l’operatore trattiene è quindi circa 4,6 %. La conclusione vale solo per quelle tre quote e per quel mercato: non dice nulla su Under/Over, sui marcatori, né sul margine di un altro operatore. Con quote reali, che su una partita di Champions non coincidono con l’esempio, lo stesso conto restituisce un payout attorno al 94-95 % e un margine nell’ordine del 5-6 %; la conclusione resta una fascia con la sua condizione — che le tre quote siano quelle effettive di quel mercato in quel momento.

Che cosa significa per chi paga. Su cento unità di puntata distribuite come il mercato, circa 4,6 tornano all’operatore come ricavo lordo su quel mercato, prima di tasse e costi. Nella Champions, dove le partite sono le più guardate dell’anno e i limiti di puntata i più alti della settimana, un margine del cinque per cento su un volume alto rende bene a chi lo incassa e male a chi lo versa.

Singola, multipla e sistema: il costo cresce con la struttura

La singola paga il margine una volta. La multipla di due eventi lo paga due volte, perché i due margini si combinano assieme alle quote. Chi costruisce una multipla da cinque eventi si porta in casa cinque margini in fila, e il conto si allontana rapidamente da quello di una singola giocata.

Il sistema è un’altra cosa ancora: non è una giocata più grande, è un pacchetto di combinazioni sullo stesso gruppo di pronostici. Chi lo sceglie paga una quota di commissione per ogni combinazione generata e non solo per il risultato finale percepito. Il mercato italiano ha un nome proprio per questa struttura, e i termini «sistema» e «sistemi» nei listini della tabella qui sopra indicano esattamente questa famiglia di giocate. Chi vuole ridurre il costo strutturale sceglie la singola; chi gioca la multipla lo fa perché la quota finale è più alta, e la quota più alta è il prezzo del margine ripetuto.

Cosa fa il margine a un bonus

Torniamo all’aritmetica. Un bonus di benvenuto non è denaro regalato: è denaro che deve girare attraverso mercati tassati. Chi lo riceve giocherà su mercati che contengono un margine — nel caso di un 1X2 costruito come l’esempio, circa il 4,6 %, con un valore effettivo attorno al 5-6 % a seconda delle partite — e ogni giro che completa lascia in strada una quota di quel margine. Da qui viene la risposta alla domanda classica sul «bonus gratis»: la parte gratuita esiste, la parte gratuita moltiplicata per il numero di giri è molto più piccola di quanto dica la mail.

La concessione ADM e cosa significa per chi gioca dall’Italia

Questa è la sezione in cui il tono non è mai ironico, perché la materia non lo permette. Qui non si parla di vantaggi commerciali ma di che cosa resta al giocatore quando qualcosa va storto, e di chi risponde in Italia se non va storto niente.

Che cos’è ADM (ex AAMS) e che cosa concede

Da un lato c’è un’accisa sul volume: l’imposta unica. Dall’altro c’è un elenco: chi è autorizzato, chi no. Le concessioni non sono licenze aperte sul modello anglosassone: sono bandi. Sono state assegnate per asta pubblica, e il decreto di riordino ha fissato la durata massima.

La durata, il quadro e il numero di assegnazioni. Le concessioni sono «concessioni» attribuite per pubblico incanto e non licenze aperte; art. 6, comma 3 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, stabilisce che i vincitori del bando possano gestire una o più delle attività elencate per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it.

I giochi che ricadono nella concessione sono elencati dalla legge, e la lista è più lunga di quanto ci si aspetti: art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 comprende le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse dei cavalli, i concorsi pronostici sportivi e ippici, l’ippica nazionale, i giochi di abilità e le carte, le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori (il betting exchange) e il bingo. Chiunque abbia letto un dépliant di benvenuto sa che dentro quella concessione non c’è solo la partita di mercoledì sera.

E allora conviene dire che cosa la concessione non garantisce. L’elenco ADM non ha una colonna per i giochi: un nome sull’elenco non dimostra da solo che quell’operatore offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, che dichiarano numero e società. Un posto in una comparativa non è una concessione, e i due fatti vanno tenuti separati.

Come si verifica davvero una concessione

La domanda arriva spesso nella forma sbagliata: «questo sito è affidabile?». La domanda utile è un numero. Nella pagina dei termini dell’operatore compaiono la società e il numero di concessione; quel numero va cercato nell’elenco ADM. Se c’è, il brand ha una concessione per un sito .it. Controllate anche la riga della società, non solo il marchio: l’elenco è intestato alla società e il marchio può non comparire.

Il resto lo fa l’indirizzo. Un operatore con concessione ADM opera sul proprio sito .it. Un marchio che accetta giocatori italiani da un dominio con altra estensione non ha una riga nell’elenco, e la sua assenza dall’elenco non è un’opinione.

Il palinsesto approvato: si scommette solo su quello

Un punto che nessuna pagina promozionale spiega. Art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere presa solo su eventi del palinsesto approvato, e ADM autorizza gli eventi uno per uno.

Questo ha due conseguenze pratiche. La prima è che l’offerta di un operatore non si legge dai mercati visualizzati sul sito: si legge dal palinsesto approvato. La seconda è che l’aggiunta di un evento è un atto amministrativo, non una scelta di marketing: un torneo nuovo, un campionato minore o una competizione femminile possono comparire sul listino quando ADM li autorizza, non prima.

Un esempio recente aiuta a capire la granularità. Nel settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa specializzata.

Recharge points, carichi e limiti strutturali

Il denaro non entra nello stesso modo in tutti i canali. Art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro dei punti di ricarica (tabaccai, ricevitorie), che accreditano il conto di gioco online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € all’anno.

Fra i canali che le pagine di confronto mostrano presso operatori con concessione compaiono carte, PostePay e altre carte prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria. L’elenco di ciascun operatore sta nei suoi termini, e vale la pena leggerlo, perché il canale di ricarica e il canale di prelievo non sono sempre gli stessi.

Giocare con un marchio senza concessione: che cosa si perde

Art. 22, D.Lgs. 41/2024: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello di DNS e qualche operatore di rete è più lento di altri; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, con accessi bloccati che si rifanno e mirror che ricompaiono in poche ore.

C’è anche un lato che riguarda il giocatore, e va detto con le parole del regolatore. ADM, il 28 febbraio 2024, richiama la legge: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Quello è il versante del giocatore come lo espone ADM; l’importo in euro dell’ammenda e casi concreti contro un singolo giocatore non sono noti.

E qui il conto del costo cambia natura. Con un operatore senza concessione non si perdono solo tutele: si perde l’accesso al RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com non ha nessuno di questi elementi, è soggetto al blocco DNS e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. Per un lettore che punta cinquanta euro su una partita, un’ammenda e il rischio di arresto fino a tre mesi non sono un costo ipotetico: sono il prezzo massimo di un errore.

Pubblicità, bonus e decreto Dignità

Il decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e ADM ne riporta il testo il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». Ad applicarlo è l’AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. ADM aggiunge che pubblicizzare operatori privi di concessione può attirare provvedimenti dell’AGCOM sui mezzi che lo fanno.

Le segnalazioni del 2025-2026 meritano una riga. AGCOM non ha registrato sanzioni per violazione del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti. Si tratta di questioni aperte, non di regole cadute. La proposta di modifica — un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — non risulta approvata, e alla data di verifica il divieto è in vigore.

Da qui una distinzione che il pubblico confonde sistematicamente. Il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza di un bonus: un «bonus di benvenuto» può esistere. Ma non esiste un tetto statale all’importo del bonus né un tetto statale ai requisiti di puntata, quindi gli importi, le condizioni di gioco e le quote minime li fissa ciascun operatore nei propri termini. Tradotto per chi legge: la protezione non arriva dallo Stato ma dalla lettura del regolamento.

La tassazione: le vincite e i redditi diversi

Una riga che vale da sola il prezzo di questa sezione. Le vincite pagate da un concessionario con concessione ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta grava sul concessionario: è una ricostruzione riportata dalla stampa specializzata nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene consultare un commercialista. L’imposta che l’operatore versa è l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, modificato dalla legge di bilancio per il 2025): 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %); le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Se il credito di un bonus entri nella base imponibile è materia aperta, e una proposta del «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.

Il rovescio della medaglia riguarda chi gioca fuori. Le vincite ottenute presso siti senza concessione o esteri sono trattate come «redditi diversi» dall’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010), anche per siti registrati o ospitati all’estero, e sono tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va letta come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale». Chi sceglie un sito estero per risparmiare sul margine rischia di pagare due volte: una sull’operatore e una nella dichiarazione.

C’è poi un cantiere che tocca i conti dei giocatori prima ancora delle tasse. Art. 22, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori privi di concessione; l’entrata in vigore non è confermata. L’effetto, quando arriverà, sarà un trasferimento di soldi più difficile verso i marchi senza concessione, non un divieto di giocare per chi ha un conto regolare con un concessionario italiano.

Gioco responsabile: i limiti che costano meno di quanto sembra

Nessuno entra in un sito per leggere la pagina sull’autoesclusione, e quella pagina è la sola che il regolamento rende obbligatoria. Qui il tono è piatto, come merita.

Gli strumenti che la legge impone, e a chi servono davvero

Art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti: limiti di tempo, di spesa e di perdita autodefiniti; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore in base a protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Art. 15, comma 2, aggiunge un obbligo informativo: ciascun concessionario destina lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, a campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa.

Per chi punta dieci euro sulla partita del martedì, la voce che conta è la seconda: il limite sugli importi depositati. Il resto è archivio finché non serve, e serve prima di quanto si pensi.

Il limite di deposito e la regola dei sette giorni

Il meccanismo è asimmetrico per scelta, ed è la parte da capire. In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. Posporre la ricarica di una settimana è un deterrente reale, non un cavillo burocratico: chi decide di alzare il tetto dopo una serata storta aspetta, e in una settimana la decisione può cambiare.

Nel caso di AdmiralBet la registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Il limite di ricarica non è un dato di cortesia: è un tetto sul denaro che entra, e conviene fissarlo il giorno che si apre il conto, quando si è lucidi, non il giorno che si perde.

Un dettaglio che nessun dépliant mette in evidenza: il limite di deposito riguarda il conto di gioco, non la schedina. Il calcolo utile è mensile — quanto si è disposti a immettere nel conto in un mese — non per partita. È l’unica cifra che l’operatore non può aggirare per te.

Un altro punto che ricade spesso: un limite di deposito è uno strumento del gioco a distanza e non comprende il prelievo. Il prelievo non è vincolato da questi tetti.

Il RUA e l’autoesclusione: l’unica protezione che attraversa i siti

Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a tutte le piattaforme online autorizzate in Italia e alle sale fisiche. È l’unico strumento che non fa differenze fra operatori.

Le durate sono cambiate proprio mentre la stagione si chiudeva. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi ha un problema con il gioco trova nel RUA la sola porta che non richiede di fidarsi di un marchio, perché il registro è dello Stato e non dell’operatore.

L’altra faccia della porta. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi un giocatore autoescluso resta senza protezione su un marchio estero. È il costo più alto di una scelta fatta per risparmiare qualche decimo di quota.

Il Telefono Verde e il canale di contatto

Sul versante degli strumenti di un operatore, la documentazione di bet365 elenca pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È lo stesso numero che il lettore trova sulle pagine istituzionali, e non cambia da operatore a operatore: la linea serve alla persona, non al conto.

L’art. 15, comma 1, lett. f), D.Lgs. 41/2024 richiede inoltre un canale di contatto aperto almeno cinque giorni su sette, otto ore al giorno. Per il giocatore occasionale è un dettaglio; per chi sta cercando di chiudere un conto di notte è una differenza misurabile.

Pronostici e strategia: che cosa si può davvero governare

La parola «pronostico» è la più venduta e la meno verificabile del settore. Nessuno può conoscere l’esito di una partita, e chi lo afferma con sicurezza lo afferma a spese di chi legge. Quello che si può governare è l’aritmetica attorno alla giocata: quanto si mette, su che tipo di mercato, e in che sequenza.

Il bankroll: l’unica variabile sotto controllo

Il budget dedicato è l’unica cifra che il giocatore decide senza interferenze. Un budget separato dal denaro destinato al resto permette di rispondere a una domanda precisa — quanto si è disposti a perdere in una stagione — e la risposta va scritta prima della prima giornata, non a marzo. Il numero di partite lo aiuta a calcolarla: 36 squadre e otto giornate di fase a campionato significano un calendario fitto, e chi gioca ogni turno si trova davanti molte più occasioni di quante ne immaginasse a settembre.

L’altra barriera tecnica è il tipo di giocata. Chi costruisce una multipla da cinque eventi su cinque partite del mercoledì paga cinque margini e nessuno glielo dice, ma la quota finale sembra solo un grande premio. Il lettore che non vuole pagare il margine cinque volte sceglie la singola; chi vuole il premio più alto sa che cosa sta comprando.

Come si legge una quota senza farsi raccontare storie

Una quota alta non è un’occasione: è una probabilità bassa con il margine dentro. Il modo per non farsi raccontare una storia è convertire la quota in probabilità e sommare. Se le tre probabilità implicite di un mercato 1X2 fanno insieme più di cento, la parte eccedente è ciò che l’operatore trattiene: con le tre quote dell’esempio — 2,10, 3,40 e 3,60 — quel conto è il 4,6 %, e la cifra non è una caratteristica del libro ma della partita e del momento.

Due avvertenze che non stanno nel dépliant. La prima: il movimento della quota è informazione, non promessa. La seconda, più concreta: i mercati secondari hanno margini diversi dall’esito finale. Un listino che offre quote competitive su 1X2 compensa altrove — sui marcatori, sui risultati esatti, sui tiri in porta — e il giocatore che spende la sera nei mercati di nicchia paga più di quanto creda.

Il palinsesto e la tentazione della partita in più

La Champions è un torneo che produce occasioni di gioco a ritmo serrato: otto giornate di fase a campionato, poi il playoff, poi gli ottavi, e ogni turno riempie il listino di eventi. La quantità è, di per sé, un costo, perché trasforma ogni sera in un invito.

Un’abitudine che costa poco e rende molto: decidere in anticipo quante partite giocare in una giornata europea e quale sia il numero oltre il quale non si va. Non serve una strategia, serve un tetto. Il resto lo decide il calcio, e il calcio non lo decide nessuno.

Perché una previsione non è una garanzia

Nella stagione 2025-26 il capocannoniere ha chiuso a 15 gol su 189 partite, e la squadra vincitrice ha vinto per la seconda volta consecutiva. Due elementi che i pronostici, in qualsiasi forma, non potevano sapere a settembre. La conclusione per il lettore ha un verso solo: un pronostico è materiale di lettura, non un piano finanziario. Il costo di giocare su una previsione arriva dalla stessa quota che promette il premio.

Tipi di scommessa e quote sulla Champions League

Il catalogo è qui la materia vera, perché quello che offrono i dieci operatori si legge nelle loro descrizioni pubbliche, e non nel dépliant di benvenuto. Vale una regola generale prima di entrare nella lista: il margine su un mercato ampio è più basso del margine su un mercato stretto. La Champions è un torneo con una copertura ampia, quindi le scommesse di base costano meno delle giocate più ricercate. Chi conosce il pasto e conosce il conto mangia meglio.

Il mercato 1X2 e la lettura probabilistica

Il mercato principale della partita è l’esito finale letto a tre vie: 1, X, 2. Betsson elenca fra i propri mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo; Betfair propone Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo. Sono i nomi con cui il mercato italiano scrive il risultato finale e i suoi dintorni.

Su questo mercato il conto del margine è più facile, perché gli esiti sono tre e le quote note. Con le tre quote dell’esempio — 2,10, 3,40 e 3,60 — il payout è circa il 95,4 % e il margine circa il 4,6 %. La conclusione resta una fascia con la sua condizione: quel margine vale per quel mercato e quelle quote, e con le quotazioni effettive di una partita di Champions il campo tipico è un payout attorno al 94-95 % e un margine nell’ordine del 5-6 %.

Un’ulteriore avvertenza: il pareggio su un torneo con partite più bloccate in trasferta tende a essere prezzato più caro, e questo non è un difetto del bookmaker.

Under/Over, Goal/NoGoal e il multicontatore

Questi mercati sono i più giocati dopo l’esito finale, e sono anche fra i più tassati in percentuale. Sisal propone i mercati Goal, No Goal e Multigoal; Betsson include Goal/NoGoal fra i suoi; Betfair ha Under/Over e Multigol nel proprio elenco; SNAI offre il numero di goal nel proprio catalogo. La logica è semplice: si punta sul numero di reti, non sull’esito, e chi segue la statistica della competizione trova in questi mercati un campo più ampio.

Il vantaggio pratico è un’altra capacità: le quote su Under/Over non prevedono il pareggio, quindi eliminano il pareggio dalla lista dei nemici del biglietto. In una multipla il vantaggio è maggiore, perché una partita in meno da indovinare è una parte in meno di margine e di rischio.

Marcatori, risultati esatti e mercati di nicchia

Qui il margine sale, e con lui il costo per chi gioca. L’app Betsson include i mercati sui marcatori; Lottomatica, SNAI e altri offrono tiri in porta, rigori ed espulsioni; Lottomatica elenca la copertura su Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP. Sisal propone, fra le sue scommesse, la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; Betfair ha la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

La regola che vale per il portafoglio: più stretta è la griglia, più largo è il margine. Il capocannoniere con 15 gol su 189 partite è un mercato con un vincitore e centinaia di alternative; la quota sembra alta proprio perché lo è.

Cash Out: quando chiudere costa e quanto

Il Cash Out è un servizio, non un regalo. Sisal spiega che la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca; SNAI offre la stessa funzione per chiudere le schedine prima della fine dell’evento; Goldbet e altri propongono le schedine live.

Il costo è nel prezzo. Chi chiude anticipatamente accetta l’offerta dell’operatore, che incorpora un margine aggiuntivo rispetto a quella di mercato. Il vantaggio è la riduzione dell’incertezza, non l’aumento della vincita. È uno strumento per chi è già in gioco, non per chi pianifica l’ingresso: se questa sezione non ti appartiene, il lettore può passare oltre.

La multipla come struttura di costo

Una multipla non è una scommessa più grande: è una catena. Se le quote delle singole partite si moltiplicano, i margini si sommano anch’essi, e la quota finale di una multipla da cinque eventi include cinque volte un margine che nessuno vede. William Hill lega il proprio Extra Bet Club a una multipla con requisiti definiti — almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 — e non è un caso: la multipla è la forma di giocata più redditizia per chi la incassa.

Se ne deduce il consiglio opposto a quello del dépliant: le quote alte che stanno in fondo al mercato sono il prezzo di un rischio che l’operatore ha già prezzato.

Quote live e copertura delle partite

Le scommesse live sono quelle giocate durante la partita, e la copertura dipende dalla capacità dell’operatore di trasmettere e aggiornare in tempo reale. Lottomatica offre quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live seguendo la partita in diretta; Betsson propone pre-match e live su migliaia di eventi; bet365 dichiara scommesse pre evento e live; SNAI ha il proprio comparto live; Goldbet ha le schedine Live.

Aggiungiamo un punto che il lettore attento nota subito: la quota live cambia in modo continuo, e il margine incorporato in una quota che si muove in diretta è generalmente più alto di quello della quota pre-match, perché la rapidità di aggiornamento è essa stessa un servizio. Chi gioca live lo fa perché vuole seguire l’evento, non perché convenga.

Dieci operatori con concessione ADM: quanto costa ciascuno

Qui la speculazione lascia spazio ai dati. Ciascuna scheda riporta la società concessionaria, il numero di concessione e quello che i termini o le pagine pubbliche dell’operatore dichiarano. Nessuna di queste schede è un invito: sono dieci conti con un’intestazione e un regolamento. Le schede non contengono alcuna indicazione su chi vincerà, e non ce ne saranno.

Eurobet: sportivo prima di tutto, con la società in tabella

Eurobet compare sull’elenco con il numero 16012, intestato a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sul proprio sito .it. La documentazione dell’app Eurobet Sport descrive un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

Una profondità di questo tipo ha un effetto che sorprende chi guarda solo la Champions. Un operatore che quota elezioni e talent show tiene un reparto mercati ampio, e un reparto ampio ha margini più bassi sui mercati principali rispetto a una libreria che vive solo di calcio. Il costo per il lettore è quindi più basso del prevedibile proprio dove il catalogo è più strano. Il giudizio è lineare: è l’operatore che offre il catalogo più largo del gruppo, e il candidato naturale per chi segue più sport nella stessa settimana.

BetFlag: il conto si apre anche con SPID e CIE

BetFlag è intestato a Betflag S.p.a. con il numero 16008, sempre su un proprio sito .it. La pagina Apertura Conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.

Per chi ha un’identità digitale attiva, quella scelta elimina un passaggio: non c’è copia del documento da caricare, e non ci sono i tempi di attesa che una verifica manuale comporta. Il dettaglio che conta in fase di apertura — il conto deve essere validato entro 30 giorni se la registrazione avviene senza SPID, altrimenti l’operatore lo sospende e blocca i prelievi — appartiene a quella fase iniziale, e la scelta di SPID lo rende un problema di qualcun altro. Il vantaggio pratico non è nel gioco: è nel prelievo che non salta.

bet365: partner globale della UEFA e il conflitto che si porta dentro

bet365 è titolare della concessione 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, e si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League, con scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Il rapporto con la competizione è anche un elemento che il lettore attento deve considerare. Un operatore che è partner della manifestazione ha una posizione diversa dalla maggioranza dei concorrenti, e chi giudica una quota deve tenere presente che il partner del torneo ha una copertura completa e aggiornata per definizione. Sul versante della protezione, la documentazione indica periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il giudizio: è il marchio che porta la copertura più profonda sul torneo in sé, e questo si paga in visibilità — la partita che spinge viene proposta all’utente più volte di quanto serva.

Lottomatica: live e streaming, con la società che è anche quella di Goldbet

Lottomatica opera con la concessione 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy). L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.

Il dato che va letto in questa scheda è in tabella, non nella lista dei mercati. La società concessionaria è la stessa che sta dietro a Goldbet, e anche per questo la differenza fra due conti che condividono l’intestazione non sta nel marchio ma nel palinsesto e nelle quote. Un giocatore che apre entrambi i conti si trova davanti a due vestiti dello stesso sarto: la scelta utile è una sola schermata, non due registrazioni.

Sisal: mille eventi al giorno e una promozione che ha il suo ingresso

Sisal è concessionaria con il numero 16020, intestata a Sisal Italia S.p.a. La propria app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.

Fra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster. Per il bonus di benvenuto bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. La funzione di ricarica necessaria per accedere alla promozione resta comunque separata dal merito del bonus. Lettura complessiva: è l’operatore con il palinsesto più fitto e il più ampio numero di mercati secondari, e quello dove un giocatore che segue più sport di squadra trova la maggiore varietà.

Goldbet: l’app che fa tutto, con il vincolo della stessa società

Goldbet è intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) con il numero 16009, sul proprio sito .it. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

La voce che conta qui è «Sistemi», perché il sistema è la struttura che più facilmente traveste il costo delle combinazioni e non è uguale alla multipla; per la stessa ragione va usata con la calcolatrice accanto. Il fatto societario resta quello che è: la società concessionaria è la stessa di Lottomatica, quindi il confronto fra i due marchi non è un confronto fra due gruppi. Il giudizio è che Goldbet ha senso per il giocatore che vuole una sola app per tipi di giocata diversi; chi cerca un canale indipendente da quello che già conosce non lo trova qui.

AdmiralBet: la scheda che parla di limiti prima di parlare di quote

AdmiralBet compare con il numero 16048, intestato a Admiral Bet S.r.l. La documentazione che conta in questa scheda non è il catalogo: in registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e dopo 7 giorni per uno aumentato.

Sull’autoesclusione le condizioni prevedono 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il giudizio su questa scheda è il più semplice e il meno divertente del gruppo: è l’unico operatore della lista la cui documentazione mette i limiti davanti al prodotto, e per un giocatore che ha già deciso quanto spendere al mese questa è la raccomandazione. Il costo, per chi cerca solo quote aggressive, è che la procedura di apertura chiede una decisione che molti rimandano.

Betfair: il marchio con il passato da exchange

Betfair detiene la concessione 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l. La propria app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.

Il marchio è descritto come il primo exchange sul mercato italiano, con la concessione 16028. La documentazione dello stesso operatore è indicata riportare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, fra cui una puntata minima di 200 centesimi in passi da 50 centesimi. Per il lettore che non ha mai usato il punta e banca, la cosa da sapere è che l’exchange non è una scommessa in senso tradizionale e non è la stessa cosa delle quote fisse. Il giudizio: chi cerca uno strumento diverso dal bookmaker classico trova qui la copertura più specialistica della lista; chi vuole una quota fissa semplice resta sul resto del catalogo, dove la scelta non è diversa da quella degli altri.

Betsson: sportivo e casinò, con la struttura internazionale

Betsson opera con la concessione 16027, intestata ad Azzurri Limited. La propria app offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

La scheda è quella di un marchio a vocazione internazionale con un sito italiano, e l’elenco dei mercati è il catalogo standard di un operatore orientato al volume. Il giudizio deve tenere conto di due cose: la società concessionaria è Azzurri Limited, che è anche il soggetto dietro Starcasino.it, quindi il profilo dell’azienda non è quello di un puro operatore sportivo. Per il lettore che confronta questo marchio con un operatore sportivo puro, la differenza sta nella quota, non nel nome.

William Hill: il bonus più strutturato, il requisito più severo

William Hill ha la concessione 16044, intestata a William Hill Malta Plc. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Questo è il punto in cui il margine smette di essere un’astrazione. Il club offre cinque euro a settimana, ma per accedervi bisogna giocare una multipla di venti euro con cinque eventi e quota totale minima 10.0, cioè una giocata con cinque margini dentro e una probabilità complessiva molto bassa. Cinque euro di freebet, in quel contesto, non coprono il costo di ciò che si gioca. Il giudizio è il più netto del gruppo: la meccanica è trasparente e legittima, il rapporto fra premio e requisito è però il meno favorevole della lista, e per questo è la promozione da leggere per intero prima di dire sì.

Domande frequenti sulle scommesse in Champions League

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo sugli eventi del palinsesto approvato da ADM. L’art. 2, lett. s), D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’agenzia, e ADM autorizza gli eventi uno per uno. Un torneo può quindi comparire sul listino solo dopo l’autorizzazione.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si legge il numero di concessione e la società concessionaria nella pagina dei termini dell’operatore, poi si cerca quella riga nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza. L’elenco, aggiornato al 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. Un posto in una comparativa non prova nulla.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

Si moltiplica la puntata per la quota in forma decimale, e il profitto netto è la puntata moltiplicata per la quota meno uno. Puntando 10 € a quota 2,10 il ritorno è 21 €, formato da 10 € di capitale e 11 € di profitto. In una multipla le quote degli eventi si moltiplicano fra loro in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Con le tre quote 2,10, 3,40 e 3,60 l’inverso è 1/2,10 più 1/3,40 più 1/3,60, cioè circa 1,0482: il payout è circa il 95,4 % e il margine circa il 4,6 %. Quella cifra vale per quel mercato e quelle quote, non per altre partite.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario con concessione ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché l’imposta grava sul concessionario: è una ricostruzione riportata dalla stampa specializzata, quindi conviene consultare un commercialista. Diverso il caso dei siti senza concessione o esteri, dove le vincite sono trattate come redditi diversi secondo la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010 dell’Agenzia delle Entrate.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e la regola è asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo sette giorni. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede inoltre limiti di tempo, di spesa e di perdita autodefiniti, oltre agli strumenti di autoesclusione.

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