Scommesse sul tennis 2026: il conto che paga chi punta
Verificato al 3 Novembre 2026, con i numeri di concessione e le condizioni letti nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM e nei termini e nelle schede dei singoli operatori.

Il tennis è lo sport che perdona meno. Non esiste il pareggio che salva la giocata, non esiste il novantesimo minuto che raddrizza una serata storta: due giocatori, uno vince. E proprio per questo è lo sport su cui si costruiscono più combinazioni di quante se ne possano sostenere — quindici mercati per un match che si esaurisce in due set, e ogni mercato con il suo margine dentro. La partita finisce in un’ora e mezza, il conto del bookmaker invece è già scritto prima del primo servizio. Chi punta sul tennis, in Italia, paga tre cose che non vede: il margine incorporato in ogni quota, la distanza fra ciò che il bonus promette e ciò che chiede, e il tempo che i vincoli di una concessione ADM gli fanno perdere o gli fanno risparmiare. In questa pagina le metto in fila, dalla più piccola alla più grande.
Prevenzione e tutela: quanto costa non sapere dove sono i freni
Prima delle quote, la domanda che quasi nessuno si fa: cosa succede ai miei soldi se la settimana va male. In Italia la risposta non è lasciata alla buona volontà del concessionario. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 mette in fila gli strumenti che ogni concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito — fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco del giocatore, secondo protocolli approvati dall’ADM — messaggi automatici sulla durata e sulla spesa, strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Sono obblighi, non gentilezze. Il costo di una concessione ADM, per un bookmaker, è anche questo: nessuno può vendere tennis senza costruire l’impianto che tiene fermo il cliente.

Il limite di deposito è il primo attrito reale, e arriva prima del primo pronostico. In fase di registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e i termini degli operatori mostrano la stessa architettura: una riduzione del limite ha effetto immediato, un aumento deve aspettare sette giorni. Admiralbet lo scrive in chiaro — in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con riduzione immediata e aumento dopo 7 giorni. Chi pensa di alzare il tetto la sera della semifinale ha già perso quella sera. La cifra che l’ADM fissa nel bando di gara non è pubblica: il vincolo è quello che il giocatore si è dato, non un numero calato dall’alto.
L’autoesclusione è la parte che il mercato racconta peggio e che conviene leggere bene. Il Registro Unico degli Autoesclusi, in funzione dal 2018, blocca tutte le piattaforme online con concessione ADM e le sale sul territorio. Admiralbet indica periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Attenzione al perimetro: un sito senza concessione non è collegato al RUA, e chi si è autoescluso lì resta senza rete. Sul fronte dell’informazione, l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa.
Su questo terreno bet365 fa la cosa più semplice e più utile: fra i suoi strumenti di gioco responsabile elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, e per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. Il numero, non un link a una pagina generica. È il tipo di dettaglio che non vende niente e che dice molto su come un operatore gestisce la parte scomoda. Sul resto, la sostanza è uniforme perché la fonte è la stessa: chi ha la concessione ha i freni, chi non ce l’ha non li ha.
Vale la pena mettere in chiaro una cosa che riguarda il tennis più di altri sport. Il giocatore che segue tre tornei in parallelo, con la sessione che si allunga di notte in notte, è il profilo su cui l’autolimite di tempo lavora davvero. Un limite di spesa su base giornaliera, su un palinsesto che ricomincia alle sette del mattino, taglia esattamente quel tipo di deriva. Non è una limitazione imposta da qualcuno: è una decisione presa una volta, a freddo, che vale per tutte le sere in cui si è caldi.
Svolgimento e cronometro: dove si decide una giocata live sul tennis
Il tennis è lo sport live per eccellenza, e chi ha giocato a lungo lo sa per una ragione tecnica: ogni punto cambia la quota, e ogni game è un’unità chiusa. Un game procede 0 (love), 15, 30, 40; chi vince per primo almeno quattro punti con due di vantaggio si aggiudica il game, e il pari sul 40-40 è detto deuce. Nella logica di chi punta questo si traduce in una cosa semplice: il break non è un evento, è una serie di quattro o cinque momenti in cui il prezzo si muove. Aspettare il secondo punto del game per entrare non è prudenza, è una scelta di prezzo.

Il motivo è aritmetico. Sul 0-30 il mercato comincia a prezzare il break, e il prezzo del favorito si allunga senza che nulla di irreversibile sia accaduto. Sul 30-40, o su un 40-40, lo stesso giocatore può essere dato molto più alto di quanto sarebbe se il game fosse già chiuso. La differenza fra i due momenti non è un’opinione sul tennis: è la distanza fra due valutazioni della stessa probabilità. Chi entra al primo punto paga la fretta, chi entra al terzo punto paga il rischio maggiore ma un prezzo diverso, e nessuno dei due sta scegliendo un esito — stanno scegliendo un prezzo.
Sul piano del formato, il cronometro conta ancora di più. Un set si vince di solito per primi a sei game con due di scarto; sul 6-6 si gioca un tie-break, al meglio dei sette punti con due punti di vantaggio. Gli incontri sono al meglio dei tre o dei cinque set: gli uomini giocano al meglio dei cinque solo nei quattro Grandi Slam, le donne al meglio dei tre ovunque. E a volte al posto del set decisivo si gioca un match tie-break, al meglio dei dieci punti con due di vantaggio. Per chi punta live su un mercato di set, sapere se il formato prevede il tie-break o il match tie-break è la differenza fra due distinte distribuzioni di esito. Non è un dettaglio da appassionati: è la struttura del mercato.
Il cash out è l’altra faccia dell’immediatezza, ed è anche la più costosa quando diventa un’abitudine. Sisal lo descrive come la funzione che permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca; SNAI la offre allo stesso modo per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. Chiudere presto ha un prezzo: la cifra proposta dall’operatore non è il valore di mercato della giocata, è una cifra che tiene dentro il margine, e in un momento di volatilità come un tie-break quel margine tende ad allargarsi. La funzione è utile per chi ha sbagliato l’analisi iniziale; per chi la usa per non sentire l’ansia di un 5-5, è un modo di pagare per non guardare. Il vero costo non si legge nel regolamento: si legge nel confronto fra quello che si sarebbe incassato e quello che si è incassato.
Sui mercati che una piattaforma mette a disposizione per il live, la copertura varia. Lottomatica, nella sua app, dichiara quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta; Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Betsson parla di scommesse pre-match e live su migliaia di eventi. Sono volumi, non garanzie sulla profondità del singolo mercato: quanti mercati live conti davvero un match di secondo turno, lo si vede solo aprendo la partita. Le regole dell’ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi non sono pubbliche, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili. Il che, per un giocatore, significa una cosa pratica: le regole di un live le leggi sulla piattaforma dove giochi, non in un regolamento generale.
Analitica e tendenza: cosa si può davvero calcolare prima di puntare
Cominciamo dalla cosa che non si può calcolare: l’esito. Nessun algoritmo lo conosce, nessun metodo lo deduce, e chi lo promette sta vendendo un prodotto. Detto questo, una parte del lavoro sul tennis è autenticamente analitica, e riguarda il formato e il costo del servizio piuttosto che il nome del vincitore.
Un esempio concreto. Un torneo su tre set premia la solidità al servizio in modo diverso da uno su cinque. Un match al meglio dei tre concede a un giocatore una partita storta e gli chiede comunque di vincerla; nei cinque set dei Grandi Slam la tolleranza al singolo passaggio a vuoto è più alta, e il profilo del favorito cambia. Su questa differenza — nota, verificabile, senza sapere chi vincerà — si costruisce un’analisi, non su un pronostico. E il formato della superficie aggiunge un altro strato: i quattro Grandi Slam sono gli Australian Open (cemento), il Roland Garros (terra rossa), Wimbledon (erba) e gli US Open (cemento), con l’ITF come organo di governo più alto. Servizio e risposta valgono cose diverse sulle tre superfici, e il mercato non sempre prezza la differenza allo stesso modo per tutti i giocatori.
La parte pratica, invece, riguarda il budget. Una singola su un match di tennis è poco costosa in termini di margine: il prezzo è uno, il margine è quello. Una multipla di cinque partite moltiplica le quote e moltiplica anche i margini — ogni gamba paga il proprio. È la ragione per cui sul tennis, dove il palinsesto offre centinaia di partite nello stesso pomeriggio, la tentazione della multipla è altissima e il costo composto altrettanto. Chi punta 10 € su cinque partite a quota 1,90 non sta giocando una scommessa: ne sta giocando cinque, ciascuna con il suo prezzo, e il prodotto delle quote restituisce 10 × 1,90⁵. Il ritorno, se tutte vincono, è di circa 247,61 €, per un utile netto di circa 237,61 €. Il conto vero però è un altro: la probabilità che tutte e cinque reggano è il prodotto di cinque probabilità, ed è lì che il margine smette di essere una nota a piè di pagina.
Sul tennis il formato aiuta in modo che altrove manca. Un ritiro è un evento raro ma non impossibile, e cambia il modo in cui la giocata si chiude: la casistica dipende dal regolamento del singolo operatore e dal momento in cui l’incontro si interrompe, non da una regola unica valida per tutti. Chi punta su un tabellone ampio, con giocatori che si ritirano in corso di torneo, farebbe bene a leggere quella riga dei termini prima di compilare la schedina, non dopo.
E poi c’è la disciplina, che è la parte dell’analisi di cui si parla meno. Un metodo di puntata sul tennis, se vuole durare più di un torneo, ha bisogno di una cifra fissa per giocata e di un tetto giornaliero. Non per moralismo: perché è l’unico modo di distinguere una serie sfortunata da una strategia sbagliata. Con il 10 % del budget su ogni partita, cinque sconfitte di fila sono la fine; con l’1 %, sono un dato da analizzare. È la stessa aritmetica del limite di deposito, applicata al tavolo.
Formato e mercato: come si legge una quota del tennis
| Operatore | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dicono i termini dell’operatore su questo punto |
|---|---|---|
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Strumenti di gioco responsabile con periodi di pausa, limiti di versamento, auto esclusione; per l’Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | App con i principali campionati di calcio nazionali ed europei e oltre 20 tipologie di sport con risultati in diretta |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, per chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Limiti massimi di ricarica, spesa e tempo di gioco giornalieri, settimanali e mensili; riduzione immediata, aumento dopo 7 giorni |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta |
| Betsson | n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo; sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate |
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a spettacolo e politica |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni; funzione Cash Out |
Il margine è la voce di costo che il giocatore paga sempre e non vede mai, quindi vale la pena guardarlo in faccia con un esempio. Su un mercato a due esiti, con entrambe le quote a 1,90, la quota pagata dall’operatore è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), cioè circa 0,95: il payout del mercato è intorno al 95 %, e il margine che resta al bookmaker è intorno al 5 %. Su un mercato a due esiti con quote 1,85 e 2,00 il conto cambia in modo sensato: 1 ÷ (1/1,85 + 1/2,00) dà un payout di circa il 97,3 %, con un margine di circa il 2,7 %. La banda da tenere a mente è questa, dal 2,5 % al 5 % circa su un due esiti pre-match, con la condizione che il confronto sia fra quote dello stesso mercato e dello stesso momento: su un tie-break di un match di secondo turno, o su un mercato di nicchia come i tiri vincenti, il margine può tranquillamente essere più alto, perché la liquidità è minore e il rischio dell’operatore maggiore.
Da qui una conseguenza che vale più di qualsiasi classifica. Su una singola da 10 € a quota 1,90, il margine incorporato è di circa 0,50 €: il bookmaker si tiene una fetta di quello che il mercato considera il valore della giocata. Sulla stessa cifra giocata in una multipla di cinque eventi con lo stesso margine per gamba, il costo composto non è cinque volte 0,50 €, è peggio: il margine si applica a ogni anello della catena e riduce il prodotto delle quote più di quanto riduca una quota singola. Non serve rifiutare le multiple: serve sapere che il loro prezzo di ingresso è più alto, e che quindi una multipla va giocata solo quando l’analisi è davvero migliore su tutte le gambe.
Il confronto fra operatori, sul tennis, si fa su tre mercati. Il testa a testa è il mercato base: due quote, due esiti, niente pareggio. Il mercato handicap sposta il punto di partenza con i game o con i set, e serve a prezzare un match troppo squilibrato per una quota secca. L’Over/Under sui game o sui set è il mercato che sul tennis funziona meglio di tutti, perché il formato gli dà una struttura reale: sapere che servono sei game con due di scarto, e che sul 6-6 arriva il tie-break, è informazione che entra direttamente nel numero. Chi legge il regolamento del tie-break come una nota tecnica sta lasciando sul tavolo l’unico vantaggio informativo che il tennis concede a chi lo guarda davvero.
Calendario e torneo: dove il tennis si gioca e cosa cambia nel prezzo
Il calendario è la variabile che il giocatore di tennis sottovaluta più spesso. Un torneo non è un blocco di partite identiche: è una scala che sale, e il prezzo di una partita di primo turno e di una finale non nascono dallo stesso mercato. Più il torneo avanza, più la liquidità si concentra e più il margine tende a stringersi sui mercati principali; nei turni iniziali, con decine di incontri in contemporanea, la copertura analitica è più difficile e la quota riflette quella difficoltà. La conseguenza pratica è che il vantaggio di chi studia il tennis si trova spesso nei primi turni, dove il prezzo è meno aggiustato, e non nelle finali, dove tutti guardano.
Un caso concreto per capire come si legge un torneo. Wimbledon 2026 si è giocato dal 29 giugno al 12 luglio 2026; Jannik Sinner ha battuto Alexander Zverev nella finale maschile e Linda Noskova ha battuto Karolina Muchova nella finale femminile. La linea del torneo racconta la struttura di cui sopra: due settimane, un tabellone a eliminazione, la superficie d’erba che cambia il valore relativo di servizio e risposta, e la finale come punto in cui il mercato ha già assorbito ogni informazione disponibile. Su un torneo così, la distanza fra la quota di un ottavo di finale e quella della finale non è solo una questione di forza degli avversari.
Le superfici sono l’altra variabile di calendario. I quattro Grandi Slam sono gli Australian Open (cemento), il Roland Garros (terra rossa), Wimbledon (erba) e gli US Open (cemento), con l’ITF come organo di governo più alto. Sulla terra il punto dura di più e il servizio conta meno, sull’erba vale l’opposto, sul cemento il compromesso è più equilibrato. Chi gioca sempre lo stesso tipo di mercato su tutte le superfici sta trattando come identici tre sport diversi. E il calendario ha anche una coda: il circuito ITF, che nei nomi dei tornei minori produce partite con copertura informativa molto più sottile. Sono i tornei dove il margine è più largo e dove la differenza fra chi sa e chi improvvisa è più grande — non perché ci sia un vantaggio garantito, ma perché il prezzo è costruito con meno informazione.
La domanda che chi punta sul tennis fa più spesso in questa zona riguarda il ritiro. Nell’ambito delle scommesse sul tennis, la casistica in caso di ritiro dipende dal regolamento del singolo operatore e dal momento in cui l’incontro si interrompe: non esiste una regola unica valida per tutti, e la materia è regolata dai termini del concessionario. Chi punta su giocatori reduci da problemi fisici, o su tabelloni lunghi dove il ritiro è statisticamente più frequente, dovrebbe leggere quella clausola prima di compilare la schedina. È una riga che non si legge mai finché non serve.
Sui tipi di giocata, il palinsesto rende il confronto meno ovvio di quanto sembri. Lottomatica, nella sua app, copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1 e MotoGP, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live. Eurobet, nella sua app, va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). StarCasinò, nella sua app, permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Su questa ampiezza dichiarata, chi cerca un bookmaker per il tennis farà meglio a controllare una cosa sola e concreta: quanti mercati ha davvero su un singolo match di tennis — non quanti sport elenca, ma quante righe apre su un secondo turno.
Valutazione e criteri: come si costruisce una classifica che non sia un dépliant
Ho messo dieci operatori in fila, e prima di spiegarli conviene dire perché l’ordine non è una graduatoria di bravura. Nessuno di questi dieci è «il migliore» in assoluto, perché il migliore dipende da cosa fa il lettore. Chi punta tre volte a settimana con 20 € non ha gli stessi criteri di chi cerca il mercato esotico, e una classifica che mette tutti sulla stessa scala sta confrontando cose diverse.
I criteri che uso sono quattro. Il primo è la solidità del titolo: l’operatore ha una concessione ADM, con numero e società indicati nei suoi termini, e quindi sta dentro il perimetro della vigilanza italiana, del RUA e degli obblighi di tutela che ho descritto nella sezione sulla prevenzione. Il secondo è l’ampiezza reale del palinsesto sul tennis: quanti mercati, non quanti sport. Il terzo è il costo incorporato, cioè il margine, e qui l’onestà impone una precisazione: cifre di margine pubblicate e confrontabili su mercati di tennis specifici non ce ne sono, quindi giudico la trasparenza con cui un operatore espone ciò che offre e quanto è largo il ventaglio su cui il margine si diluisce. Il quarto è la leggibilità delle condizioni: se un bonus richiede di leggere tre pagine per capirlo, il costo non è solo economico.
La scelta di far precedere i dieci profili da questo elenco non è scenografica. Una comparazione che scivola subito nei profili, senza dichiarare la scala, fa una cosa sola: chiede al lettore di fidarsi. E il margine, come ho mostrato con le quote a 1,90, è esattamente la voce che nessun bookmaker ha interesse a spiegare in anticipo. Per questo la scala viene prima, e i nomi vengono dopo.
Un’ultima nota sull’ordine in cui i dieci compaiono: è quello che risulta dai concessionari presenti in Italia con un’offerta sportiva, e le schede dei singoli operatori che seguono escono da quello che i loro termini e le loro schede dichiarano. Nessuno dei dieci è escluso perché non ha il tennis: le sue schede dicono quello che dicono, e gli spazi che restano vuoti su un punto li conta il lettore, non un asterisco.
Il quadro: app, mercati e cosa si può fare su un .it
Il punto di partenza di tutta la faccenda è un fatto giuridico che sul web si perde per strada. Un bookmaker che serve giocatori italiani ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata per singolo sito e gestita su un dominio .it proprio. L’elenco pubblicato dall’ADM dei siti autorizzati è l’intero test di chi la possiede. E qui arriva la parte che nessuna pagina di comparazione scrive volentieri: quell’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco, da solo, non dimostra che quel sito offra scommesse sportive; lo dimostra il sito o l’app dell’operatore stesso. E un posto dentro una comparazione non è una concessione.
Per chi cerca un’app per scommettere sul tennis, la conseguenza è operativa. La prima cosa da guardare non è il bonus, è se il marchio espone il proprio numero di concessione e la società concessionaria nei termini. Le dieci schede che seguono lo fanno, e quella riga vale più di qualsiasi slogan. La seconda cosa da guardare è la copertura del tennis, che nelle app si legge in due numeri: gli eventi disponibili e la presenza dello streaming, perché il live sul tennis senza immagini è un esercizio di immaginazione.
Quanto al mecanismo del prodotto, il tennis è un caso scolastico. Non c’è pareggio nel mercato principale, quindi la quota è una probabilità quasi pura: quello che l’operatore ci mette dentro è il proprio margine, e la differenza fra due operatori sullo stesso match è quasi tutta lì. Sui mercati derivati — handicap, Over/Under, set, game — il prezzo diventa una composizione, e la composizione è dove le differenze fra operatori si allargano. Non perché uno sia più generoso dell’altro, ma perché ciascuno prezza il rischio con i propri modelli e la propria liquidità.
Vigilanza e giurisdizione: cosa protegge un .it e cosa lascia scoperto un .com
Qui si arriva al costo più grande, quello che non si vede finché non succede qualcosa. L’offerta di gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici; i fornitori di servizi internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco funziona a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri: un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, e gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini, con i mirror che ricompaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».
La parte che riguarda direttamente il giocatore è più aspra. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore, nella lettura che ne dà l’autorità. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche se accettate all’estero.
Il quadro normativo completo è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Le licenze sono «concessioni» assegnate con gara pubblica, non licenze aperte. L’art. 6, comma 1 elenca i giochi che possono essere offerti a distanza con una concessione: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, anche simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori (betting exchange); bingo. In base all’art. 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Requisiti e impegni: società di capitali con sede nello SEE, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5), con i termini della concessione e il regime fiscale che restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni; il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe, con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un solo sito .it. Una società può tenerne diversi: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Giocodigitale. La concessione è per sito, non per società. E un concessionario può detenere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Da qui una cosa che vale la pena ripetere: un nome sull’elenco, da solo, non dimostra un’offerta di scommesse sportive. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono fra le 52 righe al 25 ottobre 2026.
Sul perimetro di ciò che si può giocare, l’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere presa solo su eventi del palinsesto approvato; l’ADM aggiunge eventi uno per uno (a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore). Quali sport e tipi di giocata stiano nel palinsesto non è dato sapere dall’esterno. Gli eventi simulati sono definiti dall’art. 2, lett. v) e ammessi dentro una concessione per le scommesse sportive: i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose distinte nella legge — le scommesse sulle corse di cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i «giochi di ippica nazionale» (art. 6, comma 1, lett. c; art. 2, lett. h), che richiedono una concessione propria. L’ippica nazionale online resta una zona non documentata. Il live è offerto da ogni grande operatore; un tetto legale in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non esiste, e gli strumenti vincolanti restano gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito scelto in registrazione.
Il betting exchange, per chi cerca un’alternativa al bookmaker tradizionale, è ammesso come gioco separato (art. 6, comma 1, lett. e; art. 2, lett. u): il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi di 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e le sue regole di commissione non sono noti; Betfair è descritto come il primo, con la concessione 16028.
Sul fisco, la voce che pesa sul prezzo finale: l’operatore paga l’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa (D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato), nella misura del 20,5 % se incassata sulla rete fisica e del 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza fra puntate e vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima: 43 % e 47 %); le scommesse virtuali pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore.
Lato giocatore, le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo ricade sul concessionario: la stampa di settore, nel 2024 e nel 2026, parla di somme «tassate alla fonte», con il giocatore che riceve l’importo netto e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: per la propria posizione, consultare un commercialista. Diverso il caso delle vincite da siti non autorizzati o esteri: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è: nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va espressa come «andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale».
Sui pagamenti, l’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: l’ADM tiene un registro dei punti di ricarica (tabaccai, ricevitorie); questi ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo l’identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale; non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono carte, PostePay e altre prepagate, e-wallet (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco di ogni operatore sta nei suoi termini. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e non esiste una norma che nomini le rotaie approvate. L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Sull’identificazione, il conto di gioco richiede piena identificazione: gli operatori offrono la registrazione con modulo e copia di un documento e con SPID (Goldbet anche con CIE attraverso un fornitore SPID). Per aprire il conto, BetFlag, sul proprio sito, rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti è sospeso e i prelievi sono bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. Sull’età: l’art. 3, comma 1, lett. a) nomina la «tutela dei minori di età» come principio, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Sulla pubblicità, il Decreto Dignità, art. 9 D.L. 12 luglio 2018, n. 87 (conv. L. 96/2018), è in vigore. L’ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM la fa rispettare, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). L’ADM aggiunge che la pubblicità di operatori non autorizzati può attirare misure AGCOM sui mezzi. Dalla stampa di settore su 2025–2026: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia UE sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Proposto, ma non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni — l’esito non è stato trovato, e il divieto è in vigore alla data di verifica. Sui bonus: «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori; il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus; non si conoscono un tetto statale ai bonus né un tetto ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore.
E infine il confronto onesto, che è anche il più semplice. Una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano. Un marchio .com non autorizzato non porta niente di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come afferma l’ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti esteri che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non hanno alcun valore. Quella zona è scoperta.
I dieci operatori: cosa offre ciascuno e a chi conviene
bet365 — la copertura più larga e un numero verde in chiaro
La concessione è la n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, su sito .it proprio. L’app si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Il tennis è nell’elenco, non in fondo. E l’ADM ha autorizzato la Setka Cup a settembre 2026 con bet365 come primo partner, come riporta la stampa di settore: un segnale su quanto rapidamente questo operatore entra sui palinsesti appena approvati.
Il pacchetto di gioco responsabile è quello che in questa lista si legge meglio: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione, con il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22 indicato per i residenti in Italia. Sulla pubblicità, la legge italiana gli vieta qualunque comunicazione commerciale: il Decreto Dignità non fa eccezioni per chi ha il ruolo di partner globale di una competizione, e la sanzione parte da 50.000 € per violazione. Un operatore di questa taglia campa di prodotto, non di cartelloni.
Il punto debole, per chi cerca il tennis, è l’assenza nella scheda di un dettaglio sui mercati specifici: il tennis è dichiarato fra gli sport coperti, non declinato in un elenco di mercati. Chi vuole sapere se su un secondo turno trova il mercato sui game del primo set deve guardare dentro la partita.
Verdetto. La copertura dichiarata è la più larga del gruppo, e il fatto che l’operatore sia il primo partner su un palinsesto appena autorizzato dice qualcosa sulla sua capacità di stare sul mercato italiano. Per chi punta tennis come sport di secondo o terzo interesse dentro un palinsesto multi-sport, la varietà di discipline riduce la necessità di tenere due conti; per chi cerca un bookmaker dedicato al tennis, il tennis qui è una voce fra le altre.
Planetwin365 — il calcio al centro, il tennis come contorno
Concessione n. 16007, Pwo S.p.a., sito .it proprio. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Il tennis rientra nel pacchetto, ma la gerarchia dichiarata è inequivocabile: sette competizioni di calcio nominate per esteso prima di qualsiasi altro sport.
Sul piano del costo, questo è il profilo della piattaforma che eccelle quando il mercato è affollato e si appoggia ai grandi volumi. Per il tennis significa una copertura dei tornei maggiori e una presenza meno prevedibile sui circuiti minori, dove il margine è più largo e la quota meno aggiustata. Chi gioca Serie A e aggiunge una partita di tennis la sera trova qui la combinazione più comoda; chi vuole costruire una schedina interamente sul tennis di secondo livello no.
Verdetto. Il posizionamento sul calcio è una scelta, non un difetto, e su un mercato italiano è la scelta che paga. Il tennis ne esce come sport ospite: presente, con risultati in diretta, ma senza nulla che lo distingua.
William Hill — un club che premia la multipla, con un requisito che va letto
Concessione n. 16044, William Hill Malta Plc, sito .it proprio. La scheda dell’operatore porta l’Extra Bet Club: una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, assegnata a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. È il tipo di offerta che chiede di guardare due numeri prima del terzo: la quota totale minima di 10 e la soglia dei 5 eventi.
Vale la pena tradurre quel requisito in quello che costa. Quota totale minima 10.0 significa che il prodotto delle quote delle cinque partite deve arrivare a 10: con cinque eventi, serve una quota media intorno a 1,585 per gamba, oppure qualche gamba molto più lunga che compensi. Ma la soglia dei 5 eventi è isolata: non riguarda il tennis in sé, non dice nulla su come si costruiscono le gambe, e su un palinsesto che deve arrivare a 10 di quota totale la tentazione è di allungare con mercati meno liquidi. La freebet da 5 € ha un valore che si realizza solo quando viene giocata, e a una quota minima che non è indicata per la freebet stessa. A 5 € a settimana per la stagione, il tetto di 100 € dice anche che il club è dimensionato per chi gioca con continuità, non per chi passa due volte.
Verdetto. Il club è generoso in apparenza e stretto in pratica: premia la multipla pesante, cioè la giocata con il margine composto più alto, e lo fa con un premio che si incassa come freebet settimanale. Un conto da tenere separato dal resto.
AdmiralBet — il limite che si abbassa subito e si alza dopo una settimana
Concessione n. 16048, Admiral Bet S.r.l., sito .it proprio. Non è l’operatore che si presenta con il palinsesto più ampio, ed è quello che sui propri termini dice di più sulla meccanica dei limiti: in registrazione chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; una riduzione ha effetto immediato, un aumento dopo 7 giorni. Per chi punta tennis la sera, con sessioni che iniziano sui tornei europei e finiscono su quelli americani, il limite di tempo giornaliero è il vincolo più concreto: non si aggira aumentandolo, perché servono sette giorni.
Sull’autoesclusione, i termini indicano periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra da 7 giorni è nuova e allarga la scelta a chi vuole una pausa breve invece di un blocco lungo.
Verdetto. Il brand mette per iscritto quello che altri lasciano implicito, e la conseguenza è che i vincoli si sentono prima. Per chi punta d’impulso è l’operatore che rende l’impulso più faticoso; per chi ha già una disciplina questa è solo burocrazia in più.
Lottomatica — tempo reale e streaming, e una società dietro il marchio
Concessione n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), sito .it proprio. La scheda dell’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. Lo streaming è la funzione che conta di più sul tennis: senza immagini, una scommessa live su un tie-break è una scommessa su un numero che si muove, non su quello che si vede.
Sul fronte dell’ampiezza, la scheda è tutta calcio, motori e «altri eventi»: il tennis c’è, ma non è nominato fra le voci principali. E il marchio è gestito da una società che porta un altro nome — Goldbet Better Organization Italy — il che rende la lettura dei termini un passaggio obbligato per chi vuole sapere con chi sta contrattando.
Verdetto. La combinazione fra risultati in tempo reale e streaming è la dotazione giusta per il live, e il tennis è uno degli sport in cui il live cambia più spesso prezzo. Quello che manca è un’indicazione esplicita sulla profondità dei mercati di tennis.
Betsson — migliaia di eventi e una lista di mercati scritta per esteso
Concessione n. 16027, Azzurri Limited, sito .it proprio. L’app Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. È l’unica scheda del gruppo che nomina per esteso una struttura di mercati trasversale agli sport: la stessa logica di Under/Over e combo vale sul tennis, dove l’Under/Over sui game è un mercato naturale.
La nota sul profilo: il contenitore è «Sportsbook & Casinò», e la stessa società, Azzurri Limited, è dietro StarCasinò. Chi guarda il marchio e non la concessione sta guardando la cosa sbagliata: le due piattaforme hanno due numeri diversi, la 16027 e la 16026, e la concessione è per sito.
Verdetto. La griglia di mercati è quella che si presta meglio a un approccio per tipologia di giocata invece che per sport, e sul tennis questo significa sapere in anticipo quali famiglie di mercato troverai. Il palinsesto ampio è un vantaggio solo se la profondità per singolo match regge.
Betfair — l’unico dei dieci con l’exchange, e delle regole sue
Concessione n. 16028, Betfair Italia S.r.l., sito .it proprio. L’app propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate. Ma il dato che conta in questa lista è un altro: l’exchange è ammesso come gioco separato dall’art. 6, comma 1, lett. e) e dall’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024, dove il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a mettere i due in contatto anonimo. Betfair è descritto come il primo operatore su questo terreno, con la concessione 16028, e la sua documentazione è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in banca di 200 centesimi con passi di 50 centesimi.
Sul tennis l’exchange ha una proprietà che un bookmaker a quota fissa non ha: il prezzo lo fanno gli altri giocatori, e quindi non c’è un margine incorporato dalla parte del banco. In compenso c’è una commissione, le cui regole non sono note, e c’è il rischio di controparte per chi fa da banco. Un articolo di stampa di settore del 2024 afferma che il giocatore non deve nulla sulle vincite, con il prelievo che ricade sul concessionario.
Verdetto. È l’unico profilo del gruppo che cambia il modello di prezzo invece di migliorare il prodotto, e per un giocatore di tennis attento alla quota è l’unico confronto che valga davvero la pena fare con un bookmaker tradizionale. Le regole specifiche dell’exchange italiano vanno lette sulla documentazione dell’operatore.
Eurobet — un palinsesto che esce dallo sport e arriva alla politica
Concessione n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, sito .it proprio. Il palinsesto dell’app va dal calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Il tennis è la seconda voce nominata, che in questa lista è una posizione di rilievo: solo qui e in bet365 lo sport compare così avanti nell’elenco.
E poi c’è il resto, che è una scelta editoriale precisa: elezioni, reality show, premi musicali. Sono mercati dove la liquidità è sottile e il margine è largo, e dove il giocatore occasionale entra più spesso di quanto dovrebbe. Per chi usa la piattaforma per il tennis, l’esistenza di questi mercati è un rumore di fondo, non un’opportunità. La stessa società, Eurobet Italia S.r.l., gestisce più siti con concessioni distinte — Eurobet, Bwin e Giocodigitale — e questo è il modo più chiaro per capire che il numero di concessione identifica un sito, non un gruppo.
Verdetto. La larghezza del palinsesto è reale e il tennis è ben posizionato, ma i mercati non sportivi sono il tipo di offerta che, per struttura, costa più caro a chi ci entra. Chi resta sullo sport trova un catalogo serio; chi si lascia attirare dalle elezioni sta pagando un margine da mercato sottile.
StarCasinò — il marchio casinò-first e il bookmaker dentro
Concessione n. 16026, Azzurri Limited, sito .it proprio. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Il nome lo dice: il prodotto principale è il casinò, il bookmaker è l’inquilino.
Su questa pagina la questione è se valga la pena aprire qui per il tennis. La risposta è che la piattaforma sportiva esiste e copre gli eventi principali, ma la scheda non entra nel dettaglio dei mercati, e un operatore il cui baricentro è il casinò non ha interesse a competere sul margine di un mercato di tennis di secondo turno. Curiosità utile: la concessione è la stessa società di Betsson, Azzurri Limited, con due numeri diversi — 16026 contro 16027. Chi crede che un solo marchio corrisponda a un solo operatore sbaglia di due righe.
Verdetto. Un bookmaker dentro una piattaforma di casinò è una cosa diversa da un bookmaker. Per chi cerca il tennis come prodotto principale, questa non è la porta giusta; per chi ha già un conto qui per altri motivi, la sezione sportiva copre il minimo indispensabile.
Sisal — più eventi di tutti, cash out e una freebet che va capita
Concessione n. 16020, Sisal Italia S.p.a., sito .it proprio. L’app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. Il tennis è nella lista dello streaming, che è la cosa che conta. Sul palinsesto delle scommesse, la scheda elenca Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il cash out è il punto su cui vale la pena fermarsi, perché è l’unico strumento della lista che modifica attivamente il costo di una giocata già fatta. Su un match di tennis che si allunga, con un 40-40 dopo tre ore, la cifra offerta dall’operatore riflette il margine sul momento e non il valore della giocata. È uno strumento di gestione del rischio, e come tutti gli strumenti di gestione del rischio ha un prezzo: se lo si usa sistematicamente, si paga quel prezzo tutte le volte.
Sul bonus di benvenuto, la scheda dice che per riceverlo bisogna essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si può spendere su tutti gli eventi in palinsesto. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Verdetto. Il volume dichiarato — oltre 15.000 eventi live e streaming gratuito sul tennis — è la dotazione più utile per chi gioca live, e il cash out completa il quadro. Il bonus di benvenuto vincolato alla prima ricarica è la formula più comune sul mercato: vale la pena guardare le condizioni prima di considerarlo un vantaggio.
SNAI — singole, multiple e sistemi, con una combo che unisce sport diversi
Concessione n. 16000, SNAI S.p.a. — l’operatore con il codice più basso dell’elenco. L’app Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica.
Il tennis è nominato esplicitamente nella My Combo, ed è il dettaglio che rende questo profilo interessante per chi costruisce la giocata a mano. Unire una combo di calcio e una di tennis in un solo biglietto con una quota unica significa sommare i margini di due analisi diverse in un prodotto che il mercato prezza come uno. È comodo e costa: la quota unica è il prodotto di tutte le gambe, e ogni gamba porta il suo margine. Il cash out mitiga, al prezzo che ho descritto sopra.
Verdetto. La combinazione fra My Combo multi-sport e cash out è la più flessibile per chi vuole costruire la schedina da sé, e il tennis c’è per dichiarazione dell’operatore. Il tratto da tenere presente è che la flessibilità di costruzione è anche la flessibilità di sbagliare: una combo di cinque gambe su tre sport è cinque volte il margine di una singola.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi del palinsesto predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, che aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner. Quali sport e tipi di giocata contenga il palinsesto non è verificabile dall’esterno; la partita di tennis deve trovarsi lì dentro, e il regolamento dell’operatore è il posto dove cercarla.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si legge l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza dell’ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it; ogni operatore dichiara numero e società nei propri termini. L’elenco non distingue i giochi offerti, quindi un nome presente non prova da solo un’offerta di scommesse sportive: quello lo mostra il sito dell’operatore.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno di una giocata vincente è la puntata moltiplicata per la quota decimale, e l’utile netto è la puntata per la quota meno uno. Una puntata di 10 € a quota 1,90 restituisce 19 €, con un utile netto di 9 €. In una multipla le quote delle singole gambe si moltiplicano in un unico prezzo.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si prende una quota per ogni esito dello stesso mercato, si calcola 1 diviso ciascuna, si somma e si divide uno per la somma: il risultato è la quota di payout, e il margine è la differenza da cento. Nel mio esempio a quote 1,90 e 1,90 su un mercato a due esiti il payout è circa il 95 % e il margine circa il 5 %; con 1,85 e 2,00 il margine scende a circa il 2,7 %. Cifre che valgono per quel mercato in quel momento, non per tutta l’offerta.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo ricade sul concessionario e la somma arriva già netta: è la ricostruzione della stampa di settore, da verificare con un commercialista. Diverso il caso di vincite da siti non autorizzati o esteri, che secondo l’Agenzia delle Entrate andrebbero dichiarate come redditi diversi.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il giocatore sceglie in registrazione un limite settimanale o mensile, e una riduzione ha effetto immediato mentre un aumento deve attendere sette giorni. Admiralbet, per esempio, chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. La cifra che l’ADM fissa nel bando di gara non è pubblica, e l’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 impone comunque autolimiti di tempo, spesa e perdita.
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