Scommesse sul padel, dalla concessione ADM al costo della quota
Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2026. Concessioni e condizioni d’offerta verificate sulle carte di licenza riportate dai concessionari e sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM, ex AAMS).

Il padel non ha un mercato delle scommesse costruito intorno a sé. Ha un posto dentro il palinsesto di chi ha vinto una gara pubblica per poter raccogliere giocate in Italia, e quel posto lo decide ADM evento per evento. Non è una sfumatura: è la ragione per cui il primo pulsante da schiacciare non sta sulla pagina del bookmaker. Chi cerca dove si gioca sul padel e come si costruisce una quota finisce per scoprire che la risposta più utile non riguarda il padel, riguarda il documento che autorizza quel sito a esistere. In settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, un circuito di tennistavolo, e la stampa specializzata ha indicato bet365 come primo partner della competizione. Leggetela come la misura della lentezza: eventi aggiunti uno per uno, con un nome accanto.
Il campo è lo stesso per tutti. Il padel si gioca di solito in doppio su una superficie di 10 metri per 20, chiusa da pareti e reti metalliche, con la rete alta 88 centimetri al centro. Una disciplina rapida, molto trasmessa, con un punteggio che il pubblico non deve imparare da zero: è tennis, con una variante. E la dimensione del fenomeno è la ragione per cui il mercato italiano la guarda. La Federazione Internazionale di Padel (FIP) indica che nel 2025 i giocatori attivi sono più di 35 milioni in più di 150 paesi. Trentacinque milioni. Un numero simile non entra in un palinsesto senza che qualcuno, a Roma, firmi un’autorizzazione.
Il circuito professionistico unifica la parte alta della piramide. Premier Padel nasce dopo l’acquisizione del World Padel Tour da parte di Qatar Sports Investments nel 2023 ed entra in vigore con la stagione 2024: un solo calendario internazionale, quindi un solo elenco di partite su cui una quota può essere costruita. Le origini sono più modeste e un po’ più divertenti: il padel fu inventato ad Acapulco, in Messico, da Enrique Corcuera nel 1968 o nel 1969, e le due date circolano ancora entrambe nelle ricostruzioni. Nessuno, a quanto risulta, ha aperto un mercato sulle date di fondazione. Peccato: sarebbe un mercato a esito verificabile.
La partita, insomma, esiste. Il punto è chi ha il permesso di quotarla per un giocatore italiano, con quale margine, sotto quali tutele e a quale prezzo fiscale. Le quattro cose non si separano mai, e le pagine di confronto le tengono separate per mestiere.
Cosa cambia, per il giocatore, con il nuovo assetto delle concessioni
Il quadro è cambiato in una data precisa, e vale la pena partire da lì perché tutto il resto ne discende. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 («Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza»), pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riscritto l’architettura del gioco a distanza. La gara pubblica di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Cinquantaquattro domande respinte. È la prima cosa che il mercato italiano ha comunicato su di sé, e non è una formalità: una concessione non è una licenza che si compra, è un appalto che si vince. Chi non l’ha vinta non ha un problema di reputazione, ha un problema di titolo giuridico.
Art. 6, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca i giochi che si possono offrire a distanza sotto concessione: lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse dei cavalli; lett. b) i totalizzatori sportivi e ippici; lett. c) l’ippica nazionale; lett. d) i giochi di abilità, le carte e i giochi di sorte a quota fissa; lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; lett. f) il bingo. Il comma 3 fissa la durata: i vincitori della gara possono gestire uno o più di questi giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. Il comma 5 mette tra i requisiti una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM stabilisce nella gara. Art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3 congelano per tutta la durata della concessione le condizioni contrattuali e il regime fiscale.
Nove anni senza rinnovo non sono un dettaglio da comunicato. Sono un orizzonte: chi ha investito sette milioni ha tempo per rientrare, e chi gioca in Italia sa in che finestra quel sito ha interesse a restare. Il congelamento di condizioni e fisco, per un lettore, vale l’opposto di quello che sembra: non proteggono il giocatore per generosità, proteggono gli investimenti da interventi a metà corsa.
Concessione per sito, non per azienda
L’elenco «Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza», letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. Una sola società può tenerne più di uno: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale sotto concessioni distinte. Il concessionario, poi, quasi mai porta il nome del marchio che il giocatore vede: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy, Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited.

Il punto non è l’aneddotica societaria. È che la concessione si concede per sito, e che l’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome presente in quelle 52 righe può tenere il diritto alle scommesse sportive, al poker, ai giochi di abilità, al casinò, all’exchange e al bingo in qualunque combinazione. Stare nell’elenco non dimostra che quel sito offra scommesse sportive. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, e le sue condizioni contrattuali, dove il numero di concessione e la società vengono dichiarati.
E l’assenza dall’elenco non è una condanna automatica. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026: per i primi due significa che quel marchio non opera in Italia sotto quel codice, non che il gruppo non abbia altri titoli. Il ragionamento va tenuto per sito, non per insegna. Un marchio presente in un confronto non è una concessione, e nessun confronto al mondo produce un titolo autorizzativo.
Il palinsesto decide cosa puoi giocare
L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Su questa parola si regge tutto: una scommessa si prende solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato. Non su qualunque partita esista, non su qualunque torneo sia in corso. Su quello che è stato approvato.
Da qui una conseguenza concreta per chi cerca padel: il torneo che si sta giocando questo pomeriggio non è automaticamente quotabile. Il circuito può essere nel palinsesto, il singolo torneo può non esserlo, il tipo di giocata può non esserlo. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga non è pubblicato come elenco consultabile, e ADM lo integra un evento per volta: la Setka Cup autorizzata in settembre 2026 è l’esempio che si può citare, non la regola generale.
Ci sono poi i confini tra le categorie, che una pagina di confronto appiattisce volentieri. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati»: eventi generati al computer, comprese corse di cavalli e altre competizioni mostrate con animazioni o con un evento reale preregistrato. Stanno dentro la concessione per le scommesse sportive e i siti le espongono in una sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose diverse nella legge: le scommesse su corse dei cavalli a quota fissa o a totalizzatore stanno nella lett. a), mentre i «giochi di ippica nazionale» della lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté e simili, art. 2, lett. h) — richiedono una concessione propria. Se un marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere. Le scommesse live, infine, sono offerte da tutti i grandi operatori, ma le regole ADM sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi ammessi non sono qui note, e nessun elenco dei mercati live esiste.
Il caso più interessante è l’exchange, perché è l’unico gioco in cui il giocatore può stare dall’altra parte. L’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono: il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. La documentazione di Betfair risulta indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima di banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. Un articolo di stampa specializzata del 2024 riferisce che sul vincolo non deve nulla il giocatore, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non risulta. Su questo terreno le scommesse sul padel sono una riga dentro un catalogo molto più ampio, non un prodotto.
La vigilanza e i siti oscurati: cosa succede a chi gioca fuori elenco
Offrire gioco a distanza a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la macchina che lo contrasta è amministrativa prima che penale. L’art. 22, D.Lgs. 41/2024 stabilisce che ADM, insieme alla Guardia di Finanza e a Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti con accesso inibito; entrambe sono pubbliche sui siti di ADM e della Guardia di Finanza. I fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.
I numeri aiutano più dei principi. Un ordine del 2025, riferito dalla stampa specializzata con data 24 settembre 2025, ha portato il totale a 11.481 domini oscurati; gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini per volta, e i mirror ricompaiono in poche ore. Oscurare non è cancellare, è rincorrere. Il blocco lavora a livello DNS e alcuni provider, nella pratica, arrivano in ritardo.
Il pezzo che riguarda direttamente il lettore è la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, che ADM cita il 28 febbraio 2024 con queste parole: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». Non è una clausola di stile: la sanzione riguarda chi partecipa, non solo chi organizza. L’importo dell’ammenda non è noto qui, e non risulta un procedimento contro un giocatore. Entrambe le cose sono vere insieme, e vanno dette insieme.
Per gli operatori l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di giocate in Italia anche quando la scommessa viene accettata all’estero. La comparazione onesta, allora, sta in due elenchi. Una concessione ADM porta con sé il Registro Unico degli Autoesclusi, la vigilanza dell’Agenzia, strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo, è esposto all’oscuramento e, come dichiara ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nelle ricerche con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è descritta come non protetta, senza depositi tutelati, senza RUA e senza un interlocutore a cui rivolgersi.
C’è un terzo binario, meno discusso e più insidioso: la pubblicità. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione.
Il quadro è meno granitico di come viene raccontato. AGCOM nel 2025 non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte Costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla notifica del divieto. Una proposta di modifica, l’emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non ha un esito noto, e il divieto è in vigore alla data di verifica. Chi legge una pagina di confronto scritta bene lo sa: certe regole sono provvisorie per costruzione.
Il decreto stesso promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). È la falla argomentativa che rende la vicenda interessante: vietare la pubblicità e autorizzare il logo su un messaggio responsabile è una distinzione che regge in astratto e scricchiola in una tribuna.
Cosa deve garantire chi ha la concessione: limiti, identificazione, autoesclusione
Le tutele non sono buone intenzioni, sono obblighi con numeri. L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 prevede lett. a) autolimiti su tempo, spesa e perdita; lett. b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, stabiliti dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; lett. c) messaggi automatici sulla durata e sulla spesa; lett. e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
L’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Sul conto di gioco, l’identificazione è piena. L’apertura del conto può passare dal modulo con copia di un documento oppure da SPID e CIE: BetFlag rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano, come indicano le pagine degli operatori.
Il limite di deposito è la parte che il giocatore incontra per prima e capisce per ultima. Alla registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione, con una riduzione che ha effetto immediato e un’attesa di sette giorni per aumentarlo. AdmiralBet chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: ridurre vale subito, aumentare richiede 7 giorni.
Fermatevi su questa asimmetria, perché è il meccanismo più intelligente e meno pubblicizzato del settore. Sette giorni per alzare un limite non sono una punizione, sono un raffreddamento: il momento in cui un giocatore vuole alzare il tetto è statisticamente il momento in cui non dovrebbe poterlo fare. La figura del limite di deposito che ADM stabilisce nella gara non è nota; i tetti concreti li costruisce il giocatore, e li costruisce in un giorno in cui è lucido o in un giorno in cui non lo è. Vale la pena scriverlo mentre lo si è.
Il RUA e le due durate dell’autoesclusione
L’autoesclusione è l’unico interruttore che vale su tutto. Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. Non è una funzione del singolo bookmaker: è un registro di sistema, e per questo funziona anche contro la voglia di rientrare da un altro sito.
Le durate sono in transizione, e la transizione crea un periodo in cui convivono due regole. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Chi si autoesclude a gennaio 2026 e chi lo fa a marzo 2026 non hanno davanti lo stesso menù: cambiano le durate brevi, cambia la revoca. L’art. 15, comma 1, lett. e) richiede comunque gli strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore, e una testata specializzata riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026.
Sui siti privi di concessione il RUA non arriva. È la conseguenza più concreta del giocare fuori elenco: chi si è autoescluso è protetto su tutte le piattaforme autorizzate e su nessuna delle altre.
C’è poi un dovere di informazione che il giocatore non vede e paga comunque: l’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. Zero virgola due per cento non è una cifra da bilancio, è una cifra da campagna: in un mercato con 52 concessioni, la somma raccolta su questi temi è una delle poche voci che nessuno pubblicizza.
Pagare e riscuotere: le rotaie che esistono davvero
Le ricariche hanno una regola scritta e poco raccontata. L’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i «punti vendita ricariche»: ADM tiene un registro dei punti (tabaccai, ricevitorie) che alimentano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana complessivi. Non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Cento euro a settimana in contanti, non uno di più, e nessuna uscita dal punto vendita. Chi immagina la ricevitoria come sportello di riscossione sta descrivendo un altro paese. Le rotaie che le pagine di confronto mostrano presso gli operatori ADM sono invece carte, PostePay e altre prepagate, portafogli elettronici (PayPal, Skrill, Neteller), Satispay, bonifico, voucher e ricariche in contanti in tabaccheria (SisalPay, Mooney); l’elenco proprio di ogni operatore sta nelle sue condizioni. Le criptovalute presso i concessionari ADM sono una questione aperta, e non risulta una norma che nomini strumenti approvati.
L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata. Se arriva, è la misura che fa più male all’offerta illegale: oscurare un dominio costa poco, chiudere il pagamento costa tutto.
Fisco: 24,5 % a distanza e vincite che il giocatore non dichiara
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa sta nel D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025, il cui numero non è confermato: 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, prima ferme al 43 % e al 47 %. Le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta contenuta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Il 24,5 % a distanza fa più rumore del 20,5 % in rete fisica, ma non è un regalo al negozio sotto casa: la base è la differenza tra puntate e vincite, cioè il margine effettivo della raccolta, non il volume giocato. Ed è la ragione per cui la quota offerta online non è mai solo il frutto del margine del bookmaker: c’è sopra una voce che l’operatore non può togliere e che il giocatore non vede nel biglietto.
Sul lato del giocatore la regola è più semplice di come viene raccontata. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non si dichiarano, perché il prelievo cade sul concessionario: la stampa di settore del 2024 e del 2026 le descrive come «tassate alla fonte», il giocatore incassa la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa e non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi merita la chiusura di ogni discorso serio sull’argomento: consultare un commercialista.
Le vincite da siti non autorizzati o esteri seguono un’altra strada. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» (art. 67, comma 1, lett. d, TUIR), anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni. La lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730; l’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va enunciata per quello che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Mettete le due cose una accanto all’altra. Un concessionario ADM consegna una vincita netta e non lascia nulla da fare al contribuente; un sito estero consegna lordo e trasforma una giocata in un rigo da compilare, con l’intero importo ricevuto come base. La differenza tra i due non si vede nella quota, si vede ad aprile.
Cos’è il margine: quel 5 % che separa 1,90 da un mercato a due esiti
Prima di guardare qualunque quota conviene guardare cosa c’è dentro. Un mercato a due esiti — due giocatori di padel, chi passa il turno — con entrambe le quote a 1,90 incorpora una trattenuta che si calcola in un modo solo. La quota di ritorno è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90; siccome 1/1,90 vale 0,5263 circa, la somma dei due è 1,0526, e il ritorno è 1 / 1,0526, cioè circa 0,950. Il margine è quello che resta: circa 5 %.
Attenzione a come si legge quel numero. Non è una commissione sull’importo giocato né una tassa aggiunta al biglietto: è la differenza tra il prezzo equo di un evento a due esiti e la somma delle due quote che l’operatore espone. Il prezzo equo sta a 2,00 e 2,00. L’operatore ne mostra due a 1,90 e si tiene la distanza. La quota che il giocatore vede è già il prezzo, e il margine è la ragione per cui quel prezzo non è 2,00.
Lo stesso 5 % ha una faccia per il bookmaker e una per il giocatore. Per il bookmaker è il ricavo per unità giocata: su 1.000 € distribuiti fra i due esiti, il ritorno atteso è circa 950 € e 50 € restano al banco. Per il giocatore è il costo implicito di ogni giocata — non zero, non piccolo — e non compare in nessuna ricevuta. Il caso da tenere a mente è quello di chi gioca centinaia di schedine l’anno: il margine non si attiva sulle singole giocate che vincono, si attiva su tutte. Il 5 % non promette la perdita di nessuna scommessa in particolare. Promette che, su un numero alto di giocate alle stesse condizioni, la parte che non torna indietro si avvicina a quella cifra.
Da qui una conseguenza che riguarda il padel in modo diretto. Se il palinsesto autorizzato offre un mercato a due esiti, la quota è il prezzo intero e quel 5 % è tutto il costo; se il palinsesto offre un mercato costruito sulle combinazioni — padel e tennis insieme, o due partite di padel nello stesso biglietto — la quota finale è il prodotto delle singole, e ogni passaggio aggiunge una trattenuta. Nella lettura di un mercato combinato la frase «quota maggiorata» va pesata: l’operatore può migliorare una gamba e lasciare la moltiplicazione al suo posto.
Nel calendario: dai tornei che esistono a quelli che entrano nel palinsesto
Il calendario del padel non è un calendario di scommesse. Tra i due c’è un passaggio in mezzo, e quel passaggio è un’autorizzazione. Un torneo esiste quando un circuito lo mette in programma; entra nel palinsesto quando ADM lo approva, evento per evento, e ADM non pubblica un elenco degli eventi in lavorazione. La Setka Cup autorizzata in settembre 2026 — con la stampa specializzata a indicare bet365 come primo partner — è utile proprio perché è un caso singolo e citabile: un evento in più, non un cambio di politica.
I tornei maggiori possono adottare il punto d’oro sul 40-40 al posto del vantaggio. Per chi legge le quote è una variante che cambia la struttura del finale di set e la frequenza con cui un match arriva a un esito secco. Un mercato sul vincitore del torneo e un mercato sul numero di set non hanno la stessa sensibilità a quella regola; sono due prezzi costruiti su due domande diverse.
Cercare «bookmaker padel Italia» porta nella direzione giusta e con l’ordine dei fattori rovesciato. Il bookmaker non è padel-centrico: ha una concessione, un palinsesto approvato e un catalogo di sport in cui il padel è una voce. Il modo più rapido per capire se il padel è davvero quotato è aprire l’operatore nella fascia oraria in cui il circuito gioca e guardare il listino live, non la pagina che descrive i mercati. Il palinsesto non approva un torneo per tutta la sua durata: un evento è dentro o fuori, e i due stati non si deducono l’uno dall’altro.
I criteri che contano davvero quando confronti due operatori
Un confronto tra siti di scommesse si giudica dalla seconda pagina, non dalla prima. Nessuno mette un criterio al primo posto per caso: la voce che apre la lista è quella su cui l’operatore è più presentabile, non quella che pesa di più nel conto del giocatore. Qui i criteri sono quattro, e il loro ordine è dichiarato.
Il primo è la concessione ADM, che nel prospetto qui sotto è un fatto verificabile: numero di concessione e concessionario, letti là dove l’operatore li dichiara. Il secondo è la copertura sportiva reale del catalogo — quanti eventi, con quali tipi di giocata, con quali strumenti come il cash out e il live streaming — perché è quello che determina se il padel che si vuole giocare esiste. Il terzo è il costo, cioè il margine incorporato nel prezzo e l’effetto delle trattenute sulle giocate combinate. Il quarto sono le condizioni di accesso: identificazione, limiti, autoesclusione.
Un criterio che non entra in questo elenco è la quota più alta in assoluto. Una quota è più alta o più bassa per definizione dentro un mercato e in un momento: senza il mercato e senza la data accanto, il confronto non esiste.
panorami
| Marchio | Concessione ADM e concessionario | Che cosa stabiliscono le condizioni dell’operatore sul tema |
|---|---|---|
| Betfair | 16028, Betfair Italia S.r.l. | Mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e combo, sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate (app Betfair Sport) |
| StarCasinò | 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò (app StarCasinò) |
| Goldbet | 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport; bonus di benvenuto per chi scarica l’app e si registra (app Goldbet) |
| William Hill | 16044, William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € a settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, con una multipla di almeno 20 € di almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 (pagine di aiuto) |
| Lottomatica | 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per giocare live (app Lottomatica) |
| BetFlag | 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 € (promozioni scommesse sportive) |
| bet365 | 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live (app bet365) |
| SNAI | 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi, con risultati esatti, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, e Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento (app SNAI Sport) |
| AdmiralBet | 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi (termini e condizioni) |
| NetWin | 16035, Netwin Italia S.p.a. | Calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati 1X2, combo bet e marcatori (app NetWin) |
Le due colonne fanno un lavoro che una pagina di confronto non fa di solito: la prima si legge su ADM, la seconda si legge sulle condizioni dell’operatore. Il padel non compare in nessuna delle due, e non è una mancanza del prospetto. È il risultato: nessuno degli operatori qui elencati scrive nelle proprie condizioni che il padel è quotato. Quello che si sa è che le concessioni ci sono, che ADM pubblica l’elenco ufficiale di chi può raccogliere in Italia e che il palinsesto approvato è il documento chiave. Il resto lo stabilisce l’operatore, e il modo di verificarlo è guardare il listino nell’ora in cui il circuito gioca.
Una nota sui nomi: i concessionari non coincidono con i marchi. Lottomatica e Goldbet fanno capo alla stessa società, Goldbet Better Organization Italy S.p.a., con due concessioni diverse, e questo dice qualcosa sulla struttura del mercato italiano: pochi gruppi, molti siti, un titolo per sito. E AdmiralBet nel prospetto è l’unico la cui condizione dichiarata riguarda la protezione del giocatore invece del catalogo. Non è generosità: l’autoesclusione è un obbligo, e chi la scrive in chiaro nelle condizioni la espone in un posto che i concorrenti tendono a lasciare in fondo.
Sei numeri di concessione e che cosa dicono: dal catalogo agli strumenti
Sono dieci i marchi che questo confronto prende in esame, e la ragione per cui sono dieci è che ognuno ha un numero di concessione dichiarato e fatti verificabili sul proprio sport. Nessuno di loro, nelle proprie condizioni, si presenta come operatore specializzato nel padel. Quello che si può confrontare è il resto: quali strumenti porta l’app, quali tipi di giocata mette davanti, quanto chiede per aprire il conto. Il soggetto padel entra nel confronto come voce dentro questi cataloghi, non come prodotto dedicato.
Betfair: concessione 16028, il mercato costruito sulle combinazioni
Betfair Italia S.r.l. tiene la concessione ADM numero 16028 sul proprio sito .it. L’app Betfair Sport mette in vetrina i mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e i mercati combo, e affianca una sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
La vetrina è tutta sbilanciata sullo stesso lato. Nomi come Multigol e Supercombo dicono che il prodotto pensato per l’utente tipo è la giocata composta, non la singola sull’esito. Il che ha un prezzo già spiegato: ogni gamba aggiunta porta con sé la sua trattenuta, e una quota presentata come maggiorata va confrontata con il costo che il mercato combinato aggiunge. Betfair è anche l’operatore descritto come il primo su un terreno regolato a parte, il betting exchange consentito come gioco autonomo dall’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, dove la documentazione del marchio risulta indicare una puntata minima di banca di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. Chi entra in un exchange non combatte un margine imposto, ma una commissione dichiarata, e le due cose non si confrontano con la stessa lente.
Il verdetto: per chi cerca il padel, questo è il catalogo con l’architettura più composita e quindi il costo implicito più alto sulle giocate a più gambe; il vantaggio sta altrove, nella possibilità di usare un exchange. Due prodotti diversi sotto lo stesso numero di concessione.
StarCasinò: concessione 16026, il marchio a trazione casinò
Azzurri Limited tiene la concessione 16026 sul sito .it di StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa, accanto alle slot e al Live Casinò.
La gerarchia si legge dal nome. Un casinò che aggiunge il book è un operatore con il prodotto sportivo in seconda fila, e la conseguenza per chi cerca padel è pratica: la profondità di catalogo su uno sport di nicchia è la prima cosa a soffrirne quando il book vive dentro un casinò. Il marchio resta pienamente legittimo sul piano della concessione, e la società che lo gestisce è la stessa che sta dietro Betsson.it, che il prospetto non prende in esame. Per un giocatore che alterna sport e casinò è una scelta di comodità. Per chi cerca un listino ampio sul padel è la scelta da fare per ultima.
Il verdetto: la concessione è solida e l’offerta sportiva esiste, ma è dichiarata come complemento; il padel, se c’è, va verificato nel listino prima di aprire il conto.
Goldbet: concessione 16009, il catalogo largo con accesso semplificato
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. tiene la concessione 16009. L’app Goldbet permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport, e con il download dell’app e la registrazione si può ricevere il bonus di benvenuto.
Tutti i campionati di calcio, tutti gli altri sport: è una promessa di ampiezza che su un mercato di nicchia gioca a favore. Un operatore che costruisce il listino per estensione ha più probabilità di tenere una voce anche quando il volume è modesto. Il bonus di benvenuto va letto per quello che è, e le condizioni di puntata che lo accompagnano stanno nell’app e nelle condizioni dell’operatore: leggerle prima di versare è l’unica mossa che non si può recuperare dopo.
Il verdetto: è l’operatore da guardare per primo se la priorità è trovare la partita di padel nel listino, perché il criterio dichiarato è la copertura di tutti i campionati e non la selezione degli eventi maggiori.
William Hill: concessione 16044, la freebet a gironi settimanali
William Hill Malta Plc tiene la concessione 16044. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Il meccanismo è rigoroso, e vale la pena scomporlo senza sconti. Cinque eventi e quota complessiva superiore a 10.0 significano una giocata costruita: per arrivare a quel prodotto servono cinque esiti che moltiplicano, e ogni esito aggiunge la propria trattenuta. A fronte, la ricompensa è di 5 €. Novanta euro per una multipla da 10.0, e dieci euro in palio alla settimana: il rapporto si legge da solo, e non serve retorica. Va detto con altrettanta chiarezza che la freebet è un tipo di premio preciso, che quella da 5 € è settimanale e che il tetto complessivo è di 100 € in una stagione.
Il verdetto: chi gioca abitualmente multiple di cinque eventi a quota alta trova qui un premio ricorrente; chi non le gioca riceve dal regolamento un invito a costruirle, che è esattamente il punto.
Lottomatica: concessione 16010, live e streaming come argomento principale
Lottomatica sta sotto la concessione 16010, di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., e l’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Lo streaming è un argomento tecnico, non pubblicitario. Seguire l’evento mentre si guarda il mercato cambia il modo di giocare, e per un prodotto come il padel, giocato in doppio e ricco di scambi lunghi, la differenza tra un punteggio che arriva con qualche secondo di ritardo e uno che arriva in diretta è concreta. Lo svantaggio strutturale è lo stesso di StarCasinò e Goldbet sul piano del marchio: l’elenco dei campionati è largo e generico, e la quota di padel non è nominata.
Il verdetto: l’infrastruttura live è il motivo per aprire qui un conto sportivo; per un mercato di nicchia il test resta il listino del pomeriggio, e la concessione condivisa con Goldbet ricorda che il titolo è per sito.
BetFlag: concessione 16008, il bonus dimensionato sul deposito
Betflag S.p.a. tiene la concessione 16008. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Qui i calcoli non si improvvisano. L’importo del bonus è costruito su quello che si versa, e le condizioni di puntata che lo governano stanno nelle condizioni dell’operatore: leggerle prima è l’unica scelta obbligata, perché il valore di un bonus dipende dal requisito di gioco molto più che dal numero di partenza. Un cento per cento su 5.000 € evoca un mercato che non è: chi apre con 50 € non riceve 5.000 €, riceve il cento per cento di 50 €, con i limiti che l’operatore stabilisce. Sull’accesso, l’indicazione di SPID e CIE è una buona notizia pratica: la strada più rapida per un conto interamente identificato passa di lì.
Il verdetto: l’offerta premia chi versa una cifra seria al primo colpo e non chi prova con un importo simbolico; per un primo conto su un mercato di nicchia, allora, meglio valutare se vale depositare subito o aprire altrove.
bet365: concessione 16030, la vizietta dell’essere partner ufficiale
Hillside (New Media Malta) Plc tiene la concessione 16030. bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live. Gli strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione; per i residenti in Italia è indicato il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
Il paradosso da mettere sul tavolo è simpatico. Il marchio la cui riconoscibilità in Italia si regge anche sull’associazione al grande calcio è lo stesso che la stampa specializzata ha indicato come primo partner della Setka Cup, un circuito di tennistavolo autorizzato da ADM nel settembre 2026. La leva commerciale resta il calcio; i soldi, quando si parla di palinsesto, sono stati messi su una nicchia. E il padel è un’altra nicchia. C’è poi la parte seria, che sul padel conta più che altrove: la presenza di periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, con il numero del Telefono Verde per i residenti in Italia. Un operatore che scrive quelle voci nelle proprie condizioni mette a disposizione un canale di aiuto, e per un giocatore senza tetto questo pesa più di qualunque quota.
Il verdetto: il marchio paga la visibilità con le grandi competizioni e investe su nicchie quando deve aprire un palinsesto; per chi vuole un catalogo internazionale profondo, questo è il profilo da tenere in prima fila.
SNAI: concessione 16032, la giocata composta fatta in casa
Snaitech Spa tiene la concessione 16032. L’app SNAI Sport offre singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. L’operatore propone oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, tra cui calcio virtuale con clip reali (Mitico Football), corse di cavalli e levrieri filmate e automobilismo, oltre a scommesse live e a un’offerta di streaming gratuito.
Gli strumenti sono il tratto distintivo. Il Cash Out è quello che cambia il rapporto con il rischio: permette di chiudere una giocata prima della fine dell’evento e di decidere, in un momento scelto, se incassare o attendere. Il prezzo della chiusura lo fa l’operatore, come è ovvio, e non è mai quello dell’andamento lineare dell’esito. My Combo spinge invece verso il biglietto costruito a mano, con la si unisce in una quota sola pronostici diversi sulla stessa partita e su sport diversi. È flessibilità vera, e va letta con la consapevolezza che ogni unione di pronostici somma trattenute.
Il verdetto: chi vuole decidere fino all’ultimo momento se restare dentro trova qui lo strumento più utile fra quelli elencati, con la precisione che il virtuale e le clip reali non sono padel e non vanno confusi con un calendario autentico.
AdmiralBet: concessione 16048, la leva sui limiti e sull’autoesclusione
Admiral Bet S.r.l. tiene la concessione 16048. Le condizioni di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione l’operatore chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e 7 giorni di attesa per uno aumentato.
Questo è l’unico marchio del prospetto il cui tratto distintivo dichiarato non è un mercato né una promozione. È un limite. Le tre dimensioni — ricarica, spesa e tempo di gioco — su tre orizzonti diversi, con il ritardo di sette giorni sull’aumento, e un’autoesclusione che cambia durata il 1° febbraio 2026, con la revoca dell’indeterminata possibile dopo nove mesi. Chi sta per aprire un conto e non ha mai pensato ai limiti trova qui la cosa più simile a un progetto: qualcuno ha deciso che il modo in cui si configura un limite è parte del prodotto, non un allegato legale.
Il verdetto: il catalogo sportivo è quello standard del mercato italiano e il valore aggiunto sta nella configurazione dei limiti, il che dice tutto su quanto poco, nel settore, questa parte venga abitualmente raccontata.
NetWin: concessione 16035, volume e velocità, esports compresi
Netwin Italia S.p.a. tiene la concessione 16035. L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali che partono ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e il live score.
Undici discipline e un prodotto virtuale con partenze ogni due minuti. La logica è evidente: la copertura fa volume, e il volume è ciò che rende sostenibile un listino su sport secondari. Che gli esports siano in quell’elenco, poi, apre un capitolo a parte, perché la loro presenza nel palinsesto approvato non è una cosa che questa pagina può d dare per stabilita. Sul padel, la speranza ragionevole è che un catalogo costruito per ampiezza tenga anche le competizioni minori. La speranza non è una verifica.
Il verdetto: la profondità del listino è il motivo per guardare NetWin, e il virtuale con partenze ogni due minuti è una cosa diversa da una partita di padel che si può seguire; tenere separate le due cose evita l’unica confusione che può costare davvero.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su eventi e tipi di giocata compresi nel palinsesto approvato da ADM, mai su qualunque manifestazione esista. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma predisposto dal concessionario e approvato dall’Agenzia, che accoglie gli eventi uno per volta: la Setka Cup, autorizzata in settembre 2026, è l’esempio recente.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si parte dall’elenco «Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM, letto il 25 ottobre 2026: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per società, e i termini dell’operatore dichiarano numero e concessionario. L’elenco non ha una colonna per i giochi: la presenza non prova da sola un’offerta di scommesse.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
La vincita è puntata per quota; il guadagno netto è puntata per quota meno uno. Con 10 € a quota 1,90, il ritorno è 19 € e il guadagno 9 €. Nelle multiple le quote delle singole voci si moltiplicano in una quota unica, e ciascuna gamba aggiunge la propria trattenuta al prezzo finale.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi di tutte le quote di uno stesso mercato e si prende l’inverso di quella somma, che è la quota di ritorno. In un mercato a due esiti a 1,90 e 1,90 il ritorno è circa 0,950, quindi circa il 5 % resta all’operatore. Il margine di un mercato non è il margine di un altro.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Il prelievo cade sul concessionario, non sul giocatore: le vincite pagate da un operatore con concessione ADM sono «tassate alla fonte», si incassano al netto e non si dichiarano. È una ricostruzione di stampa, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria. Vincite da siti esteri andrebbero invece dichiarate come redditi diversi; non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile, e le pagine degli operatori mostrano un limite settimanale già in fase di iscrizione. Ridurre il tetto ha effetto immediato, aumentarlo richiede sette giorni. AdmiralBet chiede limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Il limite che ADM fissa nella gara non è noto.
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