Scommesse sul NHL 2026: dove si gioca, quanto costa davvero

Updated Novembre 2026
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3 Novembre 2026 — verifica delle concessioni sui siti degli operatori e sull’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM (ex AAMS).

Un pallone da calcio sul dischetto del centrocampo di un prato, alla luce del mattino
La National Hockey League è stata fondata il 26 novembre 1917 a Montréal e ha 32 squadre, 25 negli Stati Uniti e 7 in Canada, divise in parti uguali tra Eastern e Western Conference.

Chi cerca dove giocare sull’hockey su ghiaccio finisce quasi sempre nello stesso posto: davanti a dieci siti che si somigliano, con lo stesso pulsante arancione e la stessa promessa di quota maggiorata. La differenza tra loro non sta nella grafica. Sta in un numero che l’operatore non mette in vetrina, il margine che entra in ogni quota, e in un altro numero che non scegli tu, ma lui: il palinsesto. Un evento che non è stato approvato dall’ADM non esiste per il bookmaker italiano, per quanto sia in calendario nella National Hockey League. Questo è il punto di partenza, ed è anche il motivo per cui due siti legali possono mostrarti due mondi diversi sulla stessa partita.

Il campionato non aiuta a fare ordine. La stagione regolare è cominciata il 29 settembre 2026 e si chiude il 10 aprile 2027, i playoff della Stanley Cup partono ad aprile e la finale arriva a giugno. Chi gioca d’inverno non ha mai una serata vuota, e chi gioca a giugno si ritrova con sei partite in croce. Aggiungiamo un dettaglio che sfugge a molti: con il nuovo contratto collettivo ogni squadra gioca 84 partite di stagione regolare nel 2026-27, contro le 82 di prima, ed è il primo calendario da 84 partite dal 1993-94. Più partite significa più occasioni, ma anche più occasioni di buttare soldi su una partita che non hai studiato.

Prima di guardare una quota, però, vale la pena decidere che tipo di giocatore sei. Le strade sono tre, e non portano nello stesso posto: c’è chi vuole il sito più affidabile e non guarda altro, chi vuole il palinsesto più largo possibile, chi vuole pagare meno di margine. Raramente la stessa insegna vince su tutti e tre i fronti. Questa è la scelta che conta, e conviene farla prima di aprire un conto.

Prevenzione e tutela: gli strumenti che valgono più di una quota

Cosa deve metterti a disposizione un concessionario per legge

Il quadro non nasce dai siti: nasce dall’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 25 marzo 2024, n. 41, che elenca ciò che un concessionario deve offrire al giocatore. Autolimiti su tempo, spesa e perdita. Limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento di gioco, secondo protocolli approvati dall’ADM. Messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa. Strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto. E un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Nessuno di questi strumenti ti fa vincere una partita. Tutti decidono quanto puoi perdere imparando la lezione.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
I Carolina Hurricanes hanno vinto la Stanley Cup 2026, battendo in finale i Vegas Golden Knights.

La parte che sorprende chi arriva da un sito estero è la logica del limite di deposito. Al momento della registrazione scegli un tetto settimanale o mensile, e non è una formalità: puoi abbassarlo quando vuoi e l’effetto è immediato, mentre per rialzarlo serve un’attesa di sette giorni. La asimmetria è voluta. La mano veloce è quella che chiude il rubinetto, quella lenta è la mano che lo riapre.

Limiti di deposito: come funziona il blocco immediato

Il limite si può cambiare in qualsiasi momento. La riduzione ha effetto immediato. L’aumento no: va aspettato il settimo giorno.

Chi gioca a hockey sa che la stagione ha un ritmo settimanale, con le partite concentrate tra martedì e sabato e i back-to-back che pesano sulle squadre. Un limite settimanale basso non è una punizione: è il modo per far entrare nel conto solo ciò che hai deciso di spendere per una settimana di partite, invece di quello che la serata ti chiede. E la barriera dei sette giorni è esattamente ciò che impedisce di alzare il tetto dopo una sconfitta, quando la testa dice una cosa e il portafoglio un’altra.

Vale la pena dirlo senza giri di parole: un operatore che ti concede di aumentare il limite in cinque minuti non ti sta dando un servizio. Ti sta togliendo l’unico freno automatico che il sistema prevede.

Autoesclusione: 30, 60, 90 giorni, o un blocco che non scade

L’autoesclusione è il secondo livello, e funziona su scala diversa dal limite. Un profilo come Admiralbet prevede periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

Il meccanismo che molti non colgono è il raggio d’azione. Lo strumento non si limita a chiuderlo con quel bookmaker: dal 2018 esiste il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, che blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e anche alle sale fisiche. È il motivo per cui l’autoesclusione è la scelta di chi vuole smettere, e non quella di chi vuole cambiare aria per una settimana.

Su un bookmaker senza concessione italiana, lo stesso strumento non ha nessun effetto. Il sito non è collegato al RUA, e il registro non ha modo di raggiungerlo.

Gioco responsabile, salute e sostegno: a chi rivolgersi

Un operatore italiano mette a disposizione strumenti che vanno oltre il blocco: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione sono le quattro voci che bet365 elenca. Per i residenti in Italia il riferimento indicato è il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, un numero gratuito che esiste indipendentemente dal bookmaker scelto.

Aggiungiamo l’età, che chiude il discorso: il gioco è vietato ai minori di 18 anni, e l’art. 3, comma 1, lett. a) pone la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino. La concessione, di conseguenza, include l’esclusione dei minori dal gioco. Sembra ovvio finché non si legge che un sito privo di concessione italiana non ha nessun obbligo di verificare chi ha davanti.

Un conto di gioco non si apre in trenta secondi

L’identificazione in Italia non è un ostacolo burocratico: è la cosa che rende il prelievo possibile. Un conto di gioco richiede identificazione piena, con i documenti o con SPID, e per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica.

Il punto pratico è nel termine. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Un conto sospeso è peggio di un conto mai aperto: hai giocato, hai vinto sulla carta, e il saldo non si muove finché non sistemi l’identità. Chi apre un conto italiano e conta di usarlo la sera stessa dovrebbe scegliere SPID o CIE e togliersi il pensiero in un colpo.

Spiegare la protezione non è pubblicità

L’art. 15, comma 2 impone un dovere informativo curioso e utile: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa.

Il Decreto Dignità vieta ogni forma di pubblicità ai giochi e alle scommesse con vincite in denaro, ma lascia spazio proprio a questo: l’art. 3, lett. l) promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, e l’art. 3, lett. m) consente a un concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo. È una distinzione stretta, e un lettore attento la riconosce subito: un bookmaker non può dirti di scommettere su una partita, ma può dirti come smettere.

Come si legge un pronostico senza comprarne uno

Le tre scorciatoie che costano di più

Ogni settimana, su ogni gruppo di appassionati di hockey, compare qualcuno che spiega come «battere il banco» sui risultati della NHL. Non funziona, e il motivo non è morale. Una partita di hockey su ghiaccio è probabilmente lo sport di squadra più rumoroso del pianeta: un rimbalzo strano sul ghiaccio, un portiere in serata folle, un disco deviato da un pattino. Nessuno prevede quelle cose, e chi scrive pronostici non le prevede più di te.

Le tre scorciatoie che costano davvero sono altre, e sono tutte visibili sul biglietto.

La prima è la multipla da cinque eventi. Le quote si moltiplicano, come è giusto che sia, e il margine del bookmaker si moltiplica con loro. Una combinazione di cinque selezioni non trattiene il margine di una: lo moltiplica per il numero delle gambe.

La seconda è rincorrere il giorno stesso. Tre sconfitte al mattino, una puntata doppia al pomeriggio. Il limite di deposito che hai scelto al momento della registrazione è l’unica cosa che si mette in mezzo, e per questo va impostato quando sei calmo, non quando sei a caccia.

La terza è giocare l’evento «facile». Le partite di hockey non sono facili: sono equilibrate per costruzione, perché il calendario e il salary cap spingono verso la parità.

Il calcolo che vale per ogni schedina: quanto paga davvero una quota

Qui l’aritmetica aiuta più di qualsiasi pronostico, e conviene farla una volta per tutte. Su un mercato a due esiti proposto a 1,90 e 1,90 — non una quota reale, solo un esempio comodo per vedere il meccanismo — la quota 1,90 nasconde una divisione semplice: 1 diviso 1,90 dà 0,5263, e la stessa cosa vale dall’altra parte. La somma dei due rami fa 1,0526: il mercato restituisce cioè il 95,0 % circa di quanto è stato giocato su di esso, e il margine del bookmaker è la parte restante, circa il 5,0 %. Su una puntata da 10 € il vincitore incassa 19 €, che è dieci volte 1,90; il conto vero, però, è che ogni dieci euro giocati su quel mercato ne tornano poco più di 9,50 nelle tasche dei giocatori.

C’è un secondo modo di leggere lo stesso numero, ed è quello che cambia la decisione. Lo stesso margine applicato a dieci partite invece che a una non resta il 5 %: diventa un costo che paghi dieci volte, e in un mercato a tre esiti come l’1X2 — con tre quote invece di due — la somma dei reciproci sale, quindi la percentuale restituita scende e la parte trattenuta cresce. Le combinazioni fanno lo stesso mestiere, moltiplicando il prelievo a ogni gamba aggiunta.

Una stima statistica, non una condanna: è la media su molte giocate, e una singola scommessa può benissimo pagare il pieno. La banda, in pratica, sta tra il 4 % e il 6 % su un mercato a due esiti con quote vicine a 1,90, e sale sopra quella soglia appena il mercato diventa a tre esiti o il biglietto diventa una combinazione.

Detto tra noi, la differenza tra un bookmaker e l’altro si vede esattamente qui: due siti possono offrire la stessa grafica, lo stesso bonus di benvenuto e la stessa app, ma il payout di un mercato è ciò che ti resta davvero in tasca partita dopo partita.

Dal pronostico alla decisione: che cosa guardare in una partita

Un pronostico altrui, tradotto in decisione, si riduce a quattro cose da guardare, e nessuna delle quattro richiede di prevedere il futuro.

Chi gioca in casa. Nel ghiaccio la partita in casa pesa, e il calendario te lo dice: i back-to-back in trasferta sono la voce che più spesso spiega una serata storta.

Chi è in porta. Un portiere titolare che riposa cambia l’attesa più di qualsiasi statistica di squadra, e la notizia si trova prima che il bookmaker aggiusti il prezzo.

Come arriva la squadra. La terza partita in quattro giorni è un dato di fatto, non un’opinione.

Quale mercato scegli. L’esito finale (1X2 in versione a due o tre esiti, con il pareggio che nell’hockey non esiste oltre i 60 minuti), Under/Over, GG/NG, il rimbalzo in caso di pareggio (draw no bet), l’handicap, i marcatori. Scegliere un mercato con un margine più stretto vale più di scegliere bene una partita con un margine largo.

Il bankroll, cioè come si sceglie la puntata e non solo l’evento

La parte noiosa, e l’unica che decide. Il bankroll è la somma che hai deciso di destinare al gioco, tenuta separata dal resto, e la regola che gli operatori stessi incoraggiano è quella del limite: un tetto settimanale o mensile di deposito, abbassabile in un istante e rialzabile solo dopo sette giorni.

La puntata si calcola a partire da quel numero, non dal denaro disponibile in quel momento. Chi punta il 5 % del proprio bankroll per partita può perdere venti partite di fila senza toccare il resto; chi punta il 25 % si trova a secco dopo quattro serate storte, e di solito è a quel punto che alza il limite di deposito.

Il dettaglio che pochi notano: il margine trasforma anche la scelta della puntata in una scelta di prezzo. Un mercato che restituisce il 95 % rende ogni singola giocata strutturalmente più cara di una che ne restituisce il 97 %, e nessuna dimensione della puntata compensa quella differenza. Si può solo giocarci meno volte.

La stagione, il torneo e le competizioni da mettere in schedina

Fondamenti: che cos’è la National Hockey League

La National Hockey League è stata fondata il 26 novembre 1917 a Montréal e ha 32 squadre, 25 negli Stati Uniti e 7 in Canada, divise in parti uguali tra Eastern e Western Conference. Sedici per conference, quindi, e la metà esatta di quelle sedici accede ai playoff.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
I playoff della Stanley Cup coinvolgono 16 squadre in un torneo a quattro turni che si protrae fino a giugno.

Per chi arriva dal calcio la mappa da tenere in testa è questa: due conference, quattro division, un calendario che pesa molto sulla geografia e sui viaggi. Non è un dettaglio da appassionati. Una trasferta sulla costa opposta, con il fuso orario che si sposta di tre ore, è una condizione di gara che entra nella quota prima ancora che nella tua testa.

Un calendario che si allunga: 84 partite invece di 82

La stagione regolare NHL 2026-27 è iniziata il 29 settembre 2026 e termina il 10 aprile 2027, con i playoff della Stanley Cup previsti ad aprile 2027 e la finale a giugno. In base al nuovo contratto collettivo ogni squadra gioca 84 partite di stagione regolare nel 2026-27, contro le 82 precedenti, il primo calendario da 84 partite dal 1993-94.

Due partite in più a squadra sembrano poca cosa. Moltiplicate per 32 squadre e il calendario si allunga di 64 gare, con la conseguenza che interessa chi scommette: più back-to-back, più portieri di riserva in campo, più partite in cui la squadra che scende sul ghiaccio non è quella che hai visto la settimana prima. Le date di settembre e aprile sono quelle da segnare in rosso, perché è lì che il calendario si comprime.

La Stanley Cup: sedici squadre, quattro turni, fino a giugno

I playoff della Stanley Cup coinvolgono 16 squadre in un torneo a quattro turni che si protrae fino a giugno. Il formato della serie elimina la sorpresa secca e la sostituisce con un’altra cosa: sette partite in cui la squadra più forte vince quasi sempre, il che sposta l’attenzione dalla singola gara alla serie.

Il mercato più interessante, in quel periodo, non è chi vince la partita ma chi passa il turno. Ed è anche il momento in cui il calendario si allarga: da aprile a giugno le partite arrivano a giorni alterni, e chi ha impostato un limite settimanale basso si trova a doverlo rispettare proprio nel mese in cui l’offerta è più fitta.

L’ultimo atto è già scritto: i Carolina Hurricanes hanno vinto la Stanley Cup 2026, battendo in finale i Vegas Golden Knights. Un dato che a settembre 2026 vale come contesto e non come previsione: nella NHL la squadra campione in carica riparte dal primo turno come tutte le altre.

Altre competizioni che un operatore italiano mette in palinsesto

Sotto la NHL c’è un mondo più ampio, e serve perché la notte dell’hockey non è fatta solo di NHL: campionati europei, tornei internazionali e manifestazioni per nazionali riempiono le ore in cui la lega nordamericana non gioca.

Il palinsesto, però, non è una vetrina libera. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’ADM, e una scommessa può essere accettata solo su eventi inseriti nel palinsesto approvato. L’ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner. È una regola che vale la pena tenere a mente quando un bookmaker ti dice che «copre tutto»: copre tutto ciò che gli è stato approvato.

Un ultimo capitolo riguarda gli eventi simulati. L’art. 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — eventi sportivi, ippici e di altro tipo generati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e le ammette nell’ambito della concessione per le scommesse sportive. Nei siti degli operatori questa roba vive sotto l’etichetta «Virtuali», e conviene sapere che è un prodotto diverso: lì non c’è nessuna partita, e quindi nessuna informazione che possa darti un vantaggio.

Quale bookmaker per la NHL: dieci strade diverse

Un chiarimento che vale per tutta la lista: qui sotto non c’è una classifica del migliore in assoluto, e non potrebbe esserci. L’elenco che conta come prova di legalità è l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» dell’ADM, letto il 25 ottobre 2026: 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per azienda, e una stessa società può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Due avvertenze che l’elenco non dice da solo: non esiste una colonna per i giochi, quindi un nome sulla lista non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive, che risulta dal sito e dall’app dell’operatore; e la lista non esaurisce il mercato, perché altri concessionari esistono e un marchio che non compare qui non è per questo privo di licenza.

Prima di scegliere, però, vale la pena sapere quale forma ha il confronto. La tabella mette a fianco due cose diverse: il numero di concessione con il concessionario che lo detiene — l’unico dato che si verifica su una fonte pubblica — e ciò che i termini dell’operatore stesso dicono sugli strumenti di tutela, che è l’unico campo in cui i dieci marchi si distinguono davvero.

Marchio Numero di concessione ADM e concessionario Che cosa dicono i termini dell’operatore sui limiti
Betfair n. 16028 — Betfair Italia S.r.l. —
Eurobet n. 16012 — Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
bet365 n. 16030 — Hillside (New Media Malta) Plc Pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco, autoesclusione; per i residenti in Italia indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22
SNAI n. 16032 — Snaitech Spa —
Planetwin365 n. 16007 — Pwo S.p.a. —
William Hill n. 16044 — William Hill Malta Plc —
Betsson n. 16027 — Azzurri Limited —
NetWin n. 16035 — Netwin Italia S.p.a. —
StarCasinò n. 16026 — Azzurri Limited —
Goldbet n. 16009 — Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —

Il numero accanto al marchio è la cosa più facile da verificare e la meno interessante. Copia il nome dell’azienda e cercalo tra le righe dell’elenco ADM: quello è l’unico test gratuito che hai a disposizione prima di versare un euro. Quello che resta fuori dalla tabella è tutto il resto, e non è poco: il tetto di deposito che ADM fissa nel bando, la sua cifra, non è pubblicata, e il limite che vedrai in registrazione è quello che l’operatore applica in base ai protocolli approvati. Sulle misure di tutela, la riga piena resta una sola fra le dieci, e questa asimmetria è il ritratto più onesto del mercato italiano: la legalità è uniforme, la trasparenza sulle regole no.

Betfair: il bookmaker che nasce dalla borsa delle scommesse

Betfair Italia porta la concessione n. 16028 ed è la più datata del gruppo, ma la sua particolarità è un’altra: è nata come borsa delle scommesse, il modello in cui il giocatore può essere puntatore o banco e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo.

La legge italiana contempla la cosa come gioco a sé. L’art. 6, comma 1, lett. e) ammette le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, e l’art. 2, lett. u) definisce il meccanismo: il giocatore può assumere il ruolo di puntatore o di banchista, e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. Sulla piattaforma italiana, secondo la documentazione di Betfair, valgono regole aggiuntive per i conti sull’exchange, tra cui una puntata minima «back» di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 riferisce che sul giocatore non grava nulla sulle vincite, con il prelievo che ricade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non risulta.

Lato sport, l’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo che raccoglie combo e mercati unici a quote maggiorate.

Per chi scommette sull’hockey la domanda è semplice: l’exchange paga il margine? Su un mercato a quota fissa il bookmaker trattiene il 4-6 % dentro il prezzo; su un exchange la commissione si paga solo sulla vincita. Il problema è che la liquidità su NHL in Italia va guardata prima di aprire il conto, partita per partita.

Eurobet: il palinsesto che va oltre lo sport

Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012 e gestisce, con Eurobet.it, anche Bwin.it e giocodigitale.it.

La sua carta è l’ampiezza: l’app Eurobet Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni).

È la definizione più larga di «evento sportivo» che si incontra in questa lista, e per una partita di hockey è un dato neutro: nessuno scommette sul primo turno dei playoff perché il sito copre anche Sanremo. Conta invece per chi cerca su un singolo conto tutto quello che gli interessa, dal baseball delle notti nordamericane al volley, senza moltiplicare i depositi. Ed è un promemoria del fatto che gli eventi ammessi vivono in un palinsesto approvato dall’ADM, evento per evento.

bet365: la Premier League in casa e la licenza maltese

Hillside (New Media Malta) Plc è il concessionario dietro la concessione n. 16030, mentre bet365 si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.

Chi scommette su NHL trova qui il ritratto di un generalista che ha costruito la propria credibilità sul calcio inglese, e la NHL è una voce tra le tante. Il vantaggio pratico è altrove: bet365 è l’unico dei dieci a mostrare nei propri termini un elenco dettagliato di strumenti di gioco responsabile — pause, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco, autoesclusione — con il numero verde italiano per i residenti. A settembre 2026 è stata anche la prima insegna partner della Setka Cup autorizzata dall’ADM.

Il marchio maltese del concessionario è la cosa che confonde più spesso: la società è estera, la concessione è italiana, e la vigilanza sull’operatività italiana è dell’ADM. Non è un dettaglio formale: è esattamente ciò che rende il conto coperto dal RUA e dalla tutela del gioco a distanza.

SNAI: sistemi, mercati di dettaglio e Cash Out

Snaitech Spa è il concessionario della licenza n. 16032, e la sua offerta di prodotto è la più esplicitamente strutturata della lista: l’app SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento.

Sul ghiaccio i mercati granulari sono pane per i denti di chi guarda le partite: il numero di tiri in porta e i cartellini esistono anche nell’hockey, sotto forma di penalty minutes, e sono i mercati in cui il margine tende ad allargarsi, non a stringersi.

A questo si aggiunge My Combo, la funzione che permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi (calcio, tennis e basket) nello stesso biglietto, con una quota unica. Chi vuole costruire un biglietto su misura trova lo strumento; chi lo usa ricorda che ogni combinazione moltiplica la parte trattenuta dal bookmaker.

Planetwin365: la copertura calcistica presa sul serio

Pwo S.p.a. detiene la concessione n. 16007. L’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.

La geografia del calcio italiano è la sua firma, e per l’hockey su ghiaccio è la cartina di tornasole di un generalista: 20 tipologie di sport significano che la NHL c’è, ma non è il centro della vetrina. Per un appassionato di hockey che vuole un conto unico e non pretende profondità sul ghiaccio è una scelta comoda, perché i risultati in diretta servono a ogni sport e il palinsesto non si svuota mai. Chi invece cerca il mercato di dettaglio sulla singola partita — il primo gol, il numero di parate — trova qui meno spazio.

William Hill: la freebet settimanale legata alla Serie A

William Hill Malta Plc detiene la concessione n. 16044, e il suo Extra Bet Club è l’offerta con il meccanismo più articolato di tutto il gruppo: una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.

Vale la pena smontarlo, perché è l’esempio perfetto di come un’offerta si legge da dentro. La freebet non è denaro: la sua puntata di solito non viene restituita in caso di vincita, quindi il valore reale è la vincita meno la puntata, non la vincita intera. Il requisito di cinque eventi e quota totale minima 10.0 è il vero costo: per raggiungere una quota complessiva di 10 con cinque selezioni, ogni gamba deve viaggiare intorno a 1,58, e cinque eventi a quella quota valgono, in probabilità, meno di un terzo di una singola. Il tetto di 100 € dice il resto: la meccanica è studiata per far giocare 20 € a settimana per venti settimane.

Per chi già gioca multiple da cinque eventi, il club è quasi gratis. Per chi gioca singole, è un invito a cambiare il modo di giocare, e questo — non la freebet — è ciò che l’offerta chiede davvero.

Betsson: pre-match e live su migliaia di eventi

Azzurri Limited detiene due concessioni nella lista, la n. 16027 per Betsson e la n. 16026 per StarCasinò. L’app Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo.

È il ritratto dell’operatore che punta tutto sulla quantità: migliaia di eventi, pre-match e live, e i mercati canonici che servono anche all’hockey. La parte live è quella che cambia l’esperienza di una serata NHL, che si gioca quasi tutta in orari scomodi per l’Italia: la possibilità di entrare durante la partita è spesso l’unico modo di giocare l’hockey senza svegliarsi alle cinque.

Il rovescio della medaglia è noto a chiunque abbia letto le regole dell’ADM sulla materia: le regole sui mercati live, sui ritardi e sugli eventi ammessi non sono pubblicate, e non esiste un elenco dei mercati live disponibili. La quota live si muove mentre la guardi, e il margine che contiene è di solito meno generoso di quello pre-match.

NetWin: hockey, esports e virtuali ogni due minuti

Netwin Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16035. L’app NetWin propone scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori e live score.

È l’unico dei dieci a nominare l’hockey nella descrizione della propria offerta, e questo per un appassionato non è un dettaglio da poco: significa che il ghiaccio è trattato come una disciplina stabile, non come un riempitivo di gennaio.

C’è però da separare due cose che il nome «hockey» tiene insieme. Il campionato tradizionale è una competizione con partite reali, orari reali e portieri reali. Gli eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti non sono partite: sono simulazioni, categoria che la legge italiana inquadra a parte, e lì l’informazione su una squadra non vale nulla perché nessuna squadra esiste.

StarCasinò: il casinò che ha aggiunto il bookmaker

StarCasinò è il secondo marchio di Azzurri Limited, concessione n. 16026, e il fatto va detto all’inizio: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò, ma il cuore del prodotto resta il casinò.

Per chi cerca l’hockey su ghiaccio, la domanda vera non è se la NHL ci sia. È se il taglio dell’offerta sportiva basti. Un bookmaker nato come casinò tende a trattare lo sport come reparto secondario, ed è esattamente il punto su cui una pagina come questa deve essere onesta: chi apre un conto per giocare cinque partite di hockey a settimana forse trova di meglio altrove, mentre chi cerca un unico conto che unisca slot, live casino e qualche schedina sportiva trova qui la combinazione che nessun bookmaker puro gli offre.

A questo si aggiunge un dato che vale per tutta la lista: il casinò e le scommesse sono permessi distinti con regole proprie, e un limite pensato per il casinò non è un limite per le scommesse.

Goldbet: identità con SPID o CIE e un bonus di benvenuto

Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy, detiene la concessione n. 16009. L’app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.

La sua particolarità nella lista sta nella fase di apertura del conto: Goldbet risulta tra gli operatori che offrono l’identificazione con CIE attraverso un fornitore SPID, accanto alla registrazione classica. Per chi non ha lo SPID personale è l’unico modo di arrivare alla validazione senza passare dalla copia di un documento — e di evitare i 30 giorni oltre i quali il conto viene sospeso e i prelievi bloccati.

Sul fronte sportivo Goldbet copre «tutti i campionati di calcio e altri sport», che è una formula larga e generica: chi vuole giocare NHL lo verifichi nel palinsesto prima di aprire il conto. Il bonus di benvenuto, dal canto suo, resta un’offerta da leggere nelle condizioni: requisiti di puntata e quota minima stabiliscono quanto quella cifra valga davvero, e nessuna di queste regole è uniforme tra i dieci.

Il meccanismo: dalle quote al margine

Calcolare il ritorno di una singola

La scommessa a quota fissa si calcola in un modo che la legge rende esplicito. L’art. 6, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 elenca tra i giochi offeribili a distanza con concessione le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli: quindi il prodotto principale è la scommessa a quota fissa, e l’alternativa è il totalizzatore, il montepremi diviso tra i vincitori.

Sulla quota fissa il conto è immediato. Una singola da 10 € giocata a 1,90 restituisce 19 € in caso di vincita — dieci volte 1,90 — e il profitto netto è di 9 €. È l’unica certezza aritmetica di questa pagina: tutto il resto dipende dal risultato, che nessuno conosce.

Perché il margine non è una commissione visibile

Il margine non è una commissione che vedi addebitata sul conto. È dentro la quota, e la quota che sembra generosa è il punto in cui è più difficile accorgersene.

Il conteggio sul mercato a due esiti di prima — 1,90 e 1,90, esempio e non prezzo reale — dà 0,5263 più 0,5263, cioè 1,0526. Il mercato restituisce quindi circa il 95,0 % di quanto è stato giocato e il margine del bookmaker è la parte restante, poco più del 5,0 %. Su una puntata da 10 €, il vincitore incassa 19 €; ogni dieci euro giocati su quel mercato, però, ne tornano poco più di 9,50 nelle tasche dei giocatori.

Due dettagli cambiano il conto senza cambiare le quote. Su un mercato a tre esiti come l’1X2 la somma dei tre reciproci è per costruzione più alta di quella di un mercato a due esiti, quindi la percentuale restituita scende e la parte trattenuta cresce. E su un mercato più sbilanciato — una quota corta e una lunghissima — il margine reale è quello che esce dalla somma, non quello che sembra guardando la quota corta.

Una cosa che conviene ripetere perché è la più fraintesa: il margine non è una proprietà del bookmaker in generale. È una proprietà del singolo mercato, e cambia da mercato a mercato, da sport a sport, da evento a evento.

L’effetto delle multiple sul costo del gioco

La multipla è il prodotto più venduto dagli operatori e il più caro per chi lo compra, ed è lo stesso numero che fa il danno.

Quando le quote di più selezioni si moltiplicano, la probabilità implicita si moltiplica, e il margine contenuto in ogni gamba si compone alla stessa maniera. Una combinazione di cinque eventi non trattiene una volta il margine della singola: lo applica cinque volte, e la percentuale restituita complessiva scende sotto quella della gamba peggiore.

Su una multipla reale da cinque eventi con quota totale minima 10.0, il conto si legge al contrario rispetto a come lo si immagina: la quota alta non è il premio per averci visto lungo, è il prezzo chiesto per una probabilità che si è fatta molto piccola. Cinque selezioni a 1,58 hanno una probabilità congiunta che vale meno di un terzo rispetto a una singola, e il margine dentro ognuna di esse è stato pagato.

Il sistema, il biglietto che seleziona le combinazioni tra più eventi pagando in proporzione, ha la stessa matematica con una geometria diversa: molte più scommesse, non una sola a quota lunga.

Una scenetta sull’1X2 di una partita di hockey

Il mercato più giocato su una partita NHL è anche quello su cui i bookmakers lavorano con margini diversi a seconda di come impostano il prezzo.

Una partita a due esiti si costruisce con una somma di reciproci più bassa, e a parità di quota apparente la parte trattenuta resta nella banda del 4-5 %. Quando il pareggio entra tra le opzioni, la terza voce porta la somma sopra quota e il trattenuto sale di un punto, talvolta due. La scelta tra il mercato a due esiti e l’1X2, su una partita che finisce quasi sempre entro i 60 minuti regolamentari, è quindi una scelta di prezzo prima che di opinione.

Lo stesso ragionamento vale per il rimbalzo in caso di pareggio, il prodotto che restituisce la puntata quando la partita finisce in parità entro il tempo regolamentare: la copertura si paga, e si paga in quota. Chi vuole la protezione la compra a un prezzo più caro di chi accetta il rischio; chi non la vuole, e conosce il meccanismo dei punti in classifica, la trova superflua.

Domande frequenti sulle scommesse NHL

Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?

Solo su quelli inseriti nel palinsesto approvato dall’ADM: l’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 lo definisce come il programma di eventi e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’autorità, e l’ADM autorizza gli eventi uno per uno. La copertura reale di una partita di hockey si verifica quindi nel sito o nell’app dell’operatore, non nella lista delle concessioni, che non ha una colonna per i giochi.

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si controlla l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato dall’ADM, che al 25 ottobre 2026 conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Il numero di concessione e la società concessionaria sono indicati anche nei termini dell’operatore. La concessione è per sito: la stessa azienda può gestirne più di uno, e la lista non esaurisce il mercato.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

In modalità quota fissa il ritorno è la puntata moltiplicata per la quota: 10 € a 1,90 restituiscono 19 €, con un profitto netto di 9 €. Per una combinazione le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo e il ritorno si calcola su quello. Il totalizzatore funziona diversamente: il montepremi viene diviso tra i vincitori.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su un esempio a due esiti da 1,90 e 1,90 la somma è 1,0526: il mercato restituisce il 95,0 % circa di quanto è stato giocato e il margine è la parte restante, intorno al 5,0 %. Su un mercato a tre esiti la somma dei reciproci cresce e la quota restituita scende.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Presso un concessionario ADM l’imposta unica grava sull’operatore e non sul giocatore: le vincite sono pagate al netto e non vanno dichiarate, come riferisce la stampa di settore. Per le vincite ottenute su siti esteri o privi di concessione la posizione cambia, e in ogni caso conviene consultare un commercialista.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite settimanale o mensile di deposito, che il concessionario applica secondo protocolli approvati dall’ADM. Un limite ridotto ha effetto immediato, mentre un aumento richiede un’attesa di sette giorni. L’art. 15, comma 1 prevede anche autolimiti su tempo, spesa e perdita e strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto.

Quello che resta fuori: siti oscurati, pubblicità e conti sospesi

La pubblicità del gioco è vietata, e riguarda anche la partita che guardi

Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore, e l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024 così: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila sull’applicazione, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e comunque non inferiore a 50.000 € per violazione.

Due cose vanno dette insieme, perché la prima spiega la seconda. Il decreto stesso, all’art. 3, lett. l), promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve il gioco sicuro e responsabile, e l’art. 3, lett. m) consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo; l’art. 15, comma 3 va nella stessa direzione. E l’ADM ricorda che la pubblicità a operatori privi di concessione può attirare misure dell’AGCOM sui mezzi che la ospitano.

Sul fronte sanzionatorio la situazione è in movimento, e questo è il punto in cui un lettore italiano dovrebbe prestare attenzione. Nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto. Il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €. Due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti: C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. E un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 proponeva di rimuovere il divieto per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni: una proposta, non una legge. Il divieto è in vigore alla data di verifica.

Il riflesso pratico sull’hockey è curioso. Le maglie della NHL sono piene di loghi di operatori esteri, ma non troverai un banner di un bookmaker sulle maglie di una squadra italiana, né una pubblicità lungo la balaustra. Un rivestimento grafico che sembra una bandiera a stelle e strisce è, per la legge italiana, materiale pubblicitario vietato. Per te cambia una cosa sola, ma importante: il silenzio pubblicitario non è prova di legalità, perché un operatore senza concessione non ha nulla da pubblicizzare in Italia e sparisce dalla discussione prima ancora di essere escluso.

Siti oscurati: come si finisce su un bookmaker estero senza accorgersene

Offrire giochi ai giocatori in Italia senza concessione è illegale, e il meccanismo di contrasto è pubbliche liste contro liste. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga la lista dei siti legali legati ai concessionari e la lista dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambe pubbliche sui siti dell’ADM e della Guardia di Finanza; i fornitori di servizi internet e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso.

Il blocco opera a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri. Un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini oscurati, e gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta; i mirror riappaiono nel giro di ore, ed è per questo che la parola giusta per il risultato è «oscurati» e non «chiusi».

Qui c’è la regola che quasi nessuno legge, e riguarda il giocatore e non il sito. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come l’ADM stessa la riassume il 28 febbraio 2024, prevede «l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e i casi concreti che abbiano riguardato un giocatore non risultano. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis punisce la raccolta di scommesse in Italia anche quando l’accettazione avviene all’estero.

Messa accanto alla lista ADM, la differenza diventa concreta: un conto presso un concessionario italiano porta con sé il RUA, la vigilanza dell’ADM, gli strumenti di limite obbligatori e un foro legale italiano; un marchio .com privo di concessione non porta nessuna di queste cose, è soggetto all’oscuramento DNS e, come afferma l’ADM, espone il giocatore a una sanzione penale.

Perché tanti risultati di ricerca portano su siti .com

Un marchio estero con licenza di Malta, Curaçao o Gibilterra che accetta giocatori italiani compare regolarmente tra i risultati di ricerca, e la licenza che esibisce non ha alcun valore in Italia. Nel nostro mercato il titolo è la concessione, ed è assegnata per sito su bando pubblico, non una licenza aperta: l’art. 6, comma 3 stabilisce che i vincitori del bando possano gestire uno o più dei giochi elencati per un massimo di nove anni, senza rinnovo, con requisiti che includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito fissati dall’ADM nel bando; l’art. 6, comma 5 richiama quei limiti, e gli artt. 4, comma 3 e 5, comma 3 tengono fermi durante la concessione le condizioni contrattuali e il regime fiscale. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.

Al 25 ottobre 2026 non compaiono tra le 52 righe dell’elenco marchi come Unibet, Betway, 1xBet e 22bet: sono proprio i nomi che più spesso compaiono in cima ai risultati di ricerca italiani. Le modifiche successive al decreto del 2024 non risultano.

Per chi cerca hockey su ghiaccio, un’ultima avvertenza riguarda la lingua del mercato: un sito estero può avere quote migliori, ma non ha obbligo di palinsesto approvato, non ha RUA e non ha nessuno che risponda in italiano in caso di controversia.

Autoesclusione, RUA e l’illusione del conto nuovo

Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi istituito nel 2018, blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e alle sale fisiche: l’art. 15, comma 1, lett. e) impone strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che sceglie il giocatore.

Il punto è che il registro copre le piattaforme autorizzate, non il web intero. Chi si è autoescluso e apre un conto su un sito senza concessione non è protetto da nessuno, perché quel sito non è collegato al RUA e non ha modo di sapere che esiste un blocco.

Il quadro è in evoluzione: secondo una testata di settore, le forme parziali di esclusione partono il 1° febbraio 2026, e i periodi e le forme sono quelli che i termini degli operatori e la pagina dell’ADM indicano. Un profilo come Admiralbet prevede periodi di 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e da quella data la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi.

L’autoesclusione non è la stessa cosa per tutti

Concludiamo con la distinzione che più spesso confonde, e che questa pagina tiene ferma dall’inizio: la concessione è per sito, non per azienda, e l’autoesclusione opera per piattaforma, non per marchio. Nella lista dell’ADM, una stessa società può comparire più volte — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet.it, Bwin.it e giocodigitale.it, Azzurri Limited tiene Betsson.it e Starcasino.it — ma questo non moltiplica né riduce il raggio d’azione del RUA: il blocco vale su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e resta un singolo blocco.

Le variabili che pesano davvero, alla fine, sono tre, e tutte e tre sono già state elencate: quali eventi sono nel palinsesto approvato, quanto margine entra in ogni singola quota, e quali strumenti di tutela l’operatore mette a disposizione. Il numero di concessione si verifica in trenta secondi e ti dice che il conto è legale. Non ti dice nulla su ciò che succede al tuo denaro una volta che hai cliccato.

Contenuto creato dal team «Buchedi Golf»