Scommesse sul cricket 2026: chi ha la concessione ADM e quanto costa davvero ogni quota
Il cricket resta per l’Italia uno sport da sveglia molto presto, e chi vuole metterci un euro lo scopre subito: prima ancora di guardare le quote deve guardare l’elenco di chi può offrirle. Su questa pagina trovi i dieci concessionari su cui abbiamo acceso i riflettori, la concessione ADM (ex AAMS) letta riga per riga, il margine che sta dentro ogni quota e i limiti che l’operatore ti mette davanti prima che tu possa scommettere. Nessun pronostico, nessun modulo che batte il banco: solo che cosa succede, in che ordine, e da quando.

Ultimo aggiornamento: 3 Novembre 2026. Le concessioni sono state verificate sull’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» pubblicato da ADM (ex AAMS).
Che cosa cambia, per chi scommette, dall’avere una concessione ADM
ADM è l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli — la vecchia AAMS, nome che il mercato continua a usare — e nel gioco a distanza non distribuisce autorizzazioni libere: assegna concessioni con gara pubblica, e una concessione vale per un sito. È la differenza che conta per chi punta, perché tutto quello che sta intorno alla giocata — il registro degli autoesclusi, i limiti da impostare, il fisco, il tribunale competente — esiste solo dentro quella cornice. Fuori, il conto lo paga il giocatore.

La cornice normativa è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’articolo 6, comma 1 elenca i giochi che si possono offrire a distanza con una concessione: alla lettera a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e sulle corse dei cavalli; alla lettera e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; poi i giochi di abilità, il bingo e il resto dell’elenco. Sotto l’articolo 6, comma 3 i vincitori della gara possono gestire uno o più di quei giochi per un massimo di nove anni, senza rinnovo, e l’articolo 6, comma 5 mette tra i requisiti il rispetto dei limiti di deposito che ADM fissa nella gara. Gli articoli 4, comma 3 e 5, comma 3 congelano per tutta la durata della concessione le condizioni contrattuali e il regime fiscale.
La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Non è una formalità da notaio: nove anni sono un orizzonte dentro cui l’operatore sa già quanto pagherà di imposta e con quali paletti, e questo si riflette su quanto è generoso con chi vince.
Che cosa mostra una concessione e che cosa non mostra
L’elenco ADM letto il 25 ottobre 2026 ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Una società può tenerne più di una — Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — perché la concessione è per sito, non per azienda.
Qui l’errore che più senti ripetere al banco: «è nell’elenco, quindi ha le scommesse». Non segue. L’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può avere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di casino, all’exchange e al bingo. Un nome sulla lista non prova da solo che quel sito offra un palinsesto sportivo: lo prova il sito o l’app dell’operatore, dove il numero di concessione e la ragione sociale stanno nelle condizioni contrattuali. E il posto in un confronto non è una concessione: è una scelta di chi scrive.
Il rovescio è più ruvido. Al 25 ottobre 2026 Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non sono tra le 52 righe. Un marchio assente dall’elenco non è per questo illegale — la lista non è esaustiva del mercato e altri concessionari esistono — ma un marchio senza concessione che accetta giocate italiane opera fuori dalla cornice, e la cornice è tutto.
Quando la protezione si accende, e quando è già tardi
Un sistema di tutele che si attiva dopo che hai perso non è un sistema di tutele. Quello italiano si attiva prima: al momento della registrazione, prima della prima ricarica, e con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia allo stesso tempo.
L’articolo 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette in fila gli strumenti che il concessionario deve offrire: autolimiti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici sulla durata della sessione e sulla spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. L’articolo 15, comma 2 aggiunge un dovere informativo: ogni concessionario spende lo 0,2 % dei propri ricavi netti, fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne di informazione o comunicazione responsabile su temi decisi da una commissione governativa.
L’età è 18 anni. L’articolo 3, comma 1, lett. a) indica la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa il limite a 18 anni.
Limiti di deposito, di spesa e di tempo
Al momento della registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Le pagine degli operatori mostrano il limite settimanale al momento dell’iscrizione, e la regola che conta è asimmetrica: un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato aspetta sette giorni. La stessa logica vale per il plafond più articolato di un singolo operatore: in registrazione c’è da impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco, su base giornaliera, settimanale e mensile, e l’attesa dei sette giorni si ripete su ogni aumento.
Il tetto di deposito che ADM fissa nella gara non è un numero pubblico, e non è un tetto uguale per tutti: il concessionario lo modula su età e comportamento secondo i protocolli approvati. Chi cerca «il limite di legge» cerca una cifra che non esiste in quella forma. Esiste una cifra che scegli tu, e che vale finché non chiedi di alzarla.
Autoesclusione e RUA: quando smettere diventa una regola, non una promessa
Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, è attivo dal 2018 e blocca l’accesso a ogni piattaforma online con concessione ADM e alle sale sul territorio. L’articolo 15, comma 1, lett. e) chiede strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto, per un periodo che imposta il giocatore stesso.
Le durate sono la parte che cambia di più, e cambiano per tutti insieme. Le condizioni di un grande operatore prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La finestra si è allargata in entrambe le direzioni: prima il minimo era un mese intero, adesso bastano sette giorni, e chi vuole sparire per otto mesi non deve passare dall’indeterminato. Un blocco breve si revoca troppo facilmente per essere una cura, ma serve a chi vuole solo spegnere la giornata.
Il particolare che nessun banner spiega: un sito senza concessione non è collegato al RUA. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un .com offshore non è protetto da nulla — il registro non lo vede, l’operatore non ha obblighi verso ADM, e nessuna delle tutele descritte in questa sezione si attiva. Il giorno prima quell’autoesclusione era l’unica cosa che teneva a freno una serata; il giorno dopo vale quanto una promessa.
Calendario, formato e palinsesto: come si legge un torneo di cricket
Una nota che vale per tutto quello che segue: il cricket internazionale non ha il ritmo di un campionato di calcio. Ha tre formati, e ogni formato porta con sé un modo diverso di pareggiare, di interrompersi e di concludersi — cioè un modo diverso di far finire una scommessa.
Una squadra di cricket ha 11 giocatori. I tre formati internazionali sono i Test match, i One Day International (ODI) e il Twenty20 (T20), e a governare il tutto è l’International Cricket Council (ICC), con dodici membri effettivi che hanno lo status di Test e un World Test Championship la cui stagione inaugurale è partita nel 2019.
Test match, ODI e T20: tre orologi diversi
Un Test match dura fino a cinque giorni, con al massimo quattro inning in totale e non più di due per squadra; sono previsti almeno novanta over al giorno, e un incontro che nessuna delle due squadre vince è un pareggio. Cinque giorni di gioco, con la pioggia che può portarne via due: la scommessa sul vincitore vive di un orologio che nessun altro sport tiene in funzione così a lungo.
In un ODI ogni squadra batte per 50 over fissi. Se il punteggio è pari quando la squadra che insegue è tutta eliminata o ha finito gli over, l’incontro è un pareggio (tie) — ed è un esito che nel cricket ha un peso reale, non la curiosità statistica che ha nel calcio. Negli ODI condizionati dalla pioggia il metodo Duckworth-Lewis-Stern di solito stabilisce il bersaglio o il risultato; se si giocano troppo pochi over, di solito venti, l’incontro è dichiarato senza risultato.
Nel Twenty20 ogni squadra batte per un massimo di 20 over, cioè 120 lanci regolari; un lanciatore può lanciare al massimo quattro over, e un incontro in parità si decide con un super over. Nessun pareggio da portare a casa, quindi: la partita finisce sempre con qualcuno che vince, solo dopo un supplemento che le quote raramente prezzano con la dovuta calma.
Dove il cricket sta nel palinsesto italiano
L’articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata preparato dal concessionario e approvato da ADM. E qui arriva il vincolo che decide tutto: si può accettare una scommessa solo su eventi che stanno nel palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno.
A settembre 2026, come riporta la stampa di settore, ADM ha autorizzato la Setka Cup, con un operatore come primo partner. Non è un elenco di campionati: è un’autorizzazione per volta, su un evento per volta. Per chi cerca un torneo di cricket su un bookmaker italiano, questo significa che il torneo non «manca» per distrazione del bookmaker: manca finché non è stato approvato, e su questo nessun operatore può promettere niente.
Il cricket, poi, è un caso in cui la linea tra sport ed evento simulato si assottiglia. L’articolo 2, lett. v) definisce le «scommesse su eventi simulati» — sport generati al computer, corse di cavalli e altri eventi mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato — e le ammette dentro la concessione per le scommesse sportive; le sezioni «Virtuali» dei siti italiani sono lì per questo. Un’app tra quelle che abbiamo guardato dichiara centinaia di eventi virtuali con partenze ogni 2 minuti. Una partita di cricket virtuale non è una partita di cricket: è un prodotto prezzato dal computer, e va trattato come tale.
L’ippica è due cose separate nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’articolo 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale» — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté, definiti dall’articolo 2, lett. h) — stanno alla lettera c) e richiedono una concessione propria. Se qualche marchio prenda online i totalizzatori di ippica nazionale non risulta; per chi guarda il cricket, comunque, è la riprova che le etichette contano più di quanto sembri.
Infine il live. Le scommesse live sono offerte da ogni operatore di grandi dimensioni. Le regole di ADM su mercati live, ritardi e tempi non sono note, e non esiste qui un elenco di mercati live: quello che si può dire è che una scommessa live su un evento che non sta nel palinsesto approvato non è più sicura solo perché la stai guardando in streaming.
Fondamenti del cricket: mercati, quote e quello che resta al bookmaker
Qui si arriva al punto in cui la pagina smette di parlare di permessi e comincia a parlare di soldi. La formula non è un segreto di bottega: la quota è il prezzo, e il prezzo include una tassa silenziosa che paghi a ogni giocata, vinta o persa.

Prendi un mercato a due esiti — nel cricket la forma è la stessa del 1X2, solo con due squadre e nessun pareggio nei formati corti — e metti che entrambe le squadre siano offerte a 1,90. Il ritorno che quel mercato distribuisce si legge sommando gli inversi delle due quote: 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90). Il conto dà circa 0,95, cioè il 95 % di quanto è stato puntato su quel mercato torna indietro sotto forma di vincite, chiunque vinca. Il restante 5 % è il margine. Su cento euro giocati su quel mercato, cinque restano al bookmaker come differenza tra incassato e pagato.
Quella è la fotografia di una coppia di quote simmetrica e comoda. Nella pratica l’operatore non le costruisce quasi mai così: le due 1,90 diventano 1,88 e 1,88, oppure 1,95 e 1,85, e il margine sale. Ecco perché il numero va letto come una banda con la sua condizione, non come una cifra sola: intorno a un mercato a due esiti costruito simmetricamente a quota 1,90, il margine sta poco sotto o intorno al 5 %, e cresce ogni volta che l’operatore stringe le quote. Vale anche la forma speculare: se ti dicono che il payout è al 93 %, il margine è il 7 %, e non c’è nessuna differenza tra i due modi di scriverlo.
Che cosa paghi davvero, giocata dopo giocata
Il margine non è una tassa una volta tanto. È una condizione che si applica a ogni singola giocata, e questo cambia il modo di leggere un’offerta: una quota «maggiorata» su un mercato in cui le altre due sono state strette allo stesso tempo non ti ha regalato quasi nulla.
Con un margine intorno al 5 % sul mercato a due esiti, su cento giocate da 10 € il ritorno medio è di 950 € a fronte di 1.000 € puntati, cioè 50 € che restano al bookmaker. Il conto è aritmetica, non un pronostico: è quello che succede mediamente a chi gioca sempre sullo stesso mercato, in una serie lunga, senza alcuna ipotesi su chi vince.
Il cricket sposta il problema di peso. Le quote dei bookmaker italiani si costruiscono su volumi che in Italia sono quello che sono, e la disciplina su un Test match che si srotola per cinque giorni non è la stessa su cui si affilano i mercati del calcio di Serie A. Dove il bookmaker sa meno, si copre di più: i margini sulle competizioni di cricket che compaiono nel palinsesto tendono a stare sopra quelli dei mercati calcistici che quello stesso operatore conosce a memoria. Non è un’opinione sul cricket: è la logica del rischio, ed è la ragione per cui la quota di cricket va confrontata tra operatori prima di essere accettata come prezzo di mercato.
Criteri di valutazione e classifica: come leggere i dieci profili
Questo è l’ordine con cui abbiamo guardato i dieci concessionari su cui si concentra la pagina. Non è una graduatoria per bellezza e non è una raccomandazione: ogni marchio qui sotto è nell’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, ogni numero di concessione è quello che l’operatore stesso dichiara nelle proprie condizioni, e la posizione in questo confronto non vale come concessione.
I criteri sono quattro, e nessuno è un punteggio di gradimento.
La concessione ADM, letta per quello che è. Numero di concessione, ragione sociale e sito .it: tre dati che stanno nelle condizioni contrattuali dell’operatore e che valgono più di qualsiasi sigillo disegnato in home page. La concessione è per sito e per nove anni senza rinnovo, e questo sposta la domanda giusta: non «è affidabile?» ma «quale società risponde di questo sito, e fino a quando?».
Quanto si può scommettere sul cricket, davvero. Non quanti sport sono elencati — tutti ne elencano decine — ma se il cricket è una voce viva o un riempitivo. È il criterio su cui questa pagina è più severa, perché è il tema della pagina stessa.
Che cosa l’operatore scrive nei propri termini. Dove i regolamenti del cricket, il palinsesto e i mercati disponibili sono descritti, e dove invece non lo sono. Quello che un operatore mette per iscritto è la sola versione della sua offerta che valga in caso di contestazione.
Il prezzo, quando esiste un prezzo. I listini di cricket cambiano con la partita e con l’ora, e su questa pagina non trovi tariffe: verificale tu, sul mercato che ti interessa, prima di puntare.
E una cosa che i criteri non sono. Le condizioni di gioco responsabile — autolimiti, tempi di attesa per alzarli, finestre di autoesclusione — non entrano nel confronto tra un marchio e l’altro, perché su questo terreno gli operatori con concessione ADM si muovono dentro le stesse regole e gli stessi protocolli. Non c’è un marchio che vende «più protezione»: c’è una cornice, e chi sta fuori non ce l’ha.
Il cricket nei dieci profili: dove la copertura esiste e dove no
Una precisazione prima della tabella, che serve a evitare una delusione. In questa pagina il cricket è il tema, non la specialità di nessuno dei dieci marchi. Un bookmaker generalista che serve il calcio italiano, e che di cricket offre quello che gli arriva sul palinsesto, non pubblica una scheda del proprio listino cricket con la stessa cura con cui pubblica le promozioni sul calcio. Quella scheda, nella maggior parte dei casi, non esiste: esiste il mercato, il giorno della partita, dentro l’app.
Quello che si può confrontare sono i permessi, la trasparenza delle condizioni, l’ampiezza dichiarata dell’offerta sportiva e le meccaniche dei bonus. Nella tabella trovi la concessione e che cosa le condizioni dell’operatore dicono sull’oggetto della pagina, cioè sul cricket e sul modo di scommetterci.
| Marchio | Numero di concessione ADM e concessionario | Che cosa dicono le condizioni dell’operatore sull’oggetto della pagina |
|---|---|---|
| NetWin | Concessione ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Nessun riferimento al cricket o al regolamento delle scommesse sul cricket |
| Lottomatica | Concessione ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Nessun riferimento al cricket o al regolamento delle scommesse sul cricket |
| bet365 | Concessione ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Nessun riferimento al cricket o al regolamento delle scommesse sul cricket |
| Goldbet | Concessione ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Nessun riferimento al cricket o al regolamento delle scommesse sul cricket |
| Planetwin365 | Concessione ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Nessun riferimento al cricket o al regolamento delle scommesse sul cricket |
| Betfair | Concessione ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Nessun riferimento al cricket o al regolamento delle scommesse sul cricket |
| StarCasinò | Concessione ADM n. 16026, Azzurri Limited | Nessun riferimento al cricket o al regolamento delle scommesse sul cricket |
| BetFlag | Concessione ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Nessun riferimento al cricket o al regolamento delle scommesse sul cricket |
| Eurobet | Concessione ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Nessun riferimento al cricket o al regolamento delle scommesse sul cricket |
| William Hill | Concessione ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Nessun riferimento al cricket o al regolamento delle scommesse sul cricket |
Il quadro che esce da queste colonne è più utile di quanto sembri. Nove codici su dieci appartengono a marchi con una storia lunga nel mercato italiano, e i tre codici più bassi — 16007, 16008, 16009 — appartengono a società nate o cresciute nel gioco fisico e nei punti vendita, che hanno portato sui loro siti la stessa mentalità da negozio: palinsesti larghi, schedine tradizionali, nessuna ambizione di coprire uno sport di nicchia meglio di come lo copre la concorrenza. NetWin, che è il marchio più recente dei dieci e ha il codice più alto tra quelli guardati nel dettaglio, si presenta come l’opposto: poca tradizione e molta vetrina di prodotto.
Poi c’è la colonna centrale, che è quella che fa il lavoro. Nessuno dei dieci dedica spazio, nelle proprie condizioni, al cricket: nessuna spiegazione su come si regolano i mercati sui Test match, su che cosa succede a una giocata quando la pioggia accorcia un ODI, su come si trattano i super over, su che cosa vale un pareggio. Le regole del cricket non sono scritte da nessuna parte, in nessuna delle dieci pagine. Il che lascia al giocatore un compito preciso: chiedere, prima di puntare, che cosa prevede quel bookmaker su un evento senza risultato e su un mercato che il metodo Duckworth-Lewis-Stern ha riscritto a gara in corso.
Da qui in avanti, un profilo alla volta. Il criterio di lettura di ogni scheda è sempre lo stesso: che cosa quell’operatore mostra di sé, e che cosa non mostra.
I dieci concessionari, uno per uno: che cosa offrono davvero
I profili che seguono prendono ogni numero dai documenti dell’operatore e dalle schede delle sue app: le condizioni contrattuali per la concessione, le pagine delle promozioni, i listini pubblicati. Dove un marchio non dice nulla su un aspetto, il profilo si ferma dove finiscono le sue parole.
NetWin: il catalogo più largo della lista, e la vetrina virtuale
NetWin espone la concessione ADM n. 16035, intestata a Netwin Italia S.p.a., e opera sul proprio sito .it. La sua app dichiara scommesse su calcio, tennis, basket, automobilismo, pallavolo, motociclismo, hockey, ciclismo, golf, baseball ed esports, con centinaia di eventi virtuali che partono ogni 2 minuti, mercati come 1X2, combo bet e marcatori, e il live score accanto alla giocata.
Il cricket non compare in quell’elenco, che è il dato più onesto che l’operatore comunica su di sé. Non è una condanna: le schede delle app elencano gli sport che fanno da richiamo, e il cricket in Italia non è un richiamo. Resta il fatto che il marchio con il catalogo più ampio tra i dieci — undici sport, centinaia di virtuali, mercati da combo — non mette il cricket in vetrina, e che la parte più visibile della sua offerta, i virtuali con partenza ogni 2 minuti, è simulazione: comoda, continua, e prezzata dall’operatore invece che dalla partita. Il live score accanto alle quote è però il tipo di funzione che serve davvero a chi segue un cricket che non conosce a memoria.
Il giudizio su NetWin passa da qui: chi apre il conto per giocare partite viste in streaming in una notte di T20 si troverà davanti una piattaforma che di cricket non parla, mentre chi vuole qualcosa in movimento a ogni ora — virtuali, esports, sport minori — trova nel suo catalogo la parte più larga della lista.
Lottomatica: la copertura sportiva più larga, il cricket contratto
Dietro Lottomatica c’è la concessione ADM n. 16010, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — GBO Italy — e la stessa società possiede anche il codice 16009 del marchio Goldbet. Il secondo marchio della lista con il codice più basso, quindi, e un’app che per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Quello che colpisce in questa scheda è la perfezione del perimetro: calcio all’italiana, calcio internazionale, motori, e nient’altro elencato. È una scelta, non una dimenticanza, e spiega perché il cricket su un marchio costruito così rischia di somigliare a un rigo di palinsesto aggiunto per completezza. Lo streaming gratuito annunciato accanto alle quote è invece una comodità reale per chi segue uno sport che in chiaro si vede male.
Il giudizio: Lottomatica è il posto giusto per chi vuole la copertura più larga su quello che l’Italia guarda, e non la profondità su quello che l’Italia guarda poco. Il cricket c’è nella misura in cui ADM lo mette in palinsesto, e l’operatore non sembra aver costruito niente di specifico attorno.
bet365: il marchio da cricket, se una partita italiana la trovi
La concessione di bet365 è la n. 16030, intestata a Hillside (New Media Malta) Plc, sul sito bet365. L’operatore si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live; i suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia l’app indica il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22.
In questa lista è il marchio con la maggiore familiarità con il cricket, per ragioni che non sono nazionali: nel Regno Unito e in Australia il cricket è uno sport di prima fascia, e un operatore con quel pedigree tende a costruire mercati — innings, run, over, wicket — su cui molti concorrenti italiani non si sforzano. Il punto delicato è un altro: quella competenza si esercita su ciò che la concessione italiana consente di offrire, cioè su ciò che ADM mette in palinsesto. La profondità di listino di un marchio globale non è una garanzia di quello che trovi sul .it il sabato mattina. Va verificato, ogni volta, con una ricerca dentro la sezione cricket prima di puntare. Il numero verde per i residenti in Italia, isolato nelle sue pagine, è la parte che merita una nota positiva: una riga di servizio concreta invece di uno slogan.
Il giudizio: bet365 è la prima ricerca da fare per chi cerca mercati di cricket seri, e l’ultima da dare per scontata. Chi non trova quello che cerca sul sito italiano ha almeno la possibilità di giudicare un listino costruito da chi lo sport lo conosce.
Goldbet: concessione 16009 e l’abitudine della schedina cartacea
Goldbet opera con la concessione ADM n. 16009, intestata a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. — la stessa GBO Italy che sta dietro Lottomatica — e la sua app permette di giocare schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport; scaricando l’app e registrandosi si può ricevere il bonus di benvenuto.
«Su tutti i campionati di calcio e su altri sport»: undici parole in cui il cricket esiste solo dentro la seconda metà. È il linguaggio di un marchio che ha imparato a vendere calcio, che presenta le sue schedine con i nomi della tradizione — Live, Pre-match, Singole, Multiple, Sistemi — e che tratta il resto dello sport come un’appendice ragionevole. Per chi cerca un regolamento del cricket o un mercato spiegato, questa non è la porta che si apre più facilmente.
Il giudizio: Goldbet è la scelta di chi vuole l’esperienza della ricevitoria dentro il telefono, con le schedine di sempre. Chi cerca profondità su uno sport fuori dai campionati di calcio trova qui la definizione esatta di «altri sport», cioè poca cosa.
Planetwin365: venti sport e un’estate di cricket internazionale
Planetwin365 è il sito della concessione ADM n. 16007, intestata a Pwo S.p.a. La sua app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Oltre venti sport è, tra le schede che abbiamo letto, la dichiarazione più ampia dopo NetWin. Non prova che il cricket ci sia, e non lo prova il contrario: prova che questa piattaforma, a differenza di marchi il cui elenco si ferma al pallone, ha costruito un’abitudine a tenere aperta la gamma. Ed è un’abitudine che pesa proprio nella finestra in cui il lettore italiano ci arriva: se è la primavera di un anno con un torneo mondiale, la tentazione di guardare lì è concreta. Il punto pratico resta il palinsesto approvato: la competizione compare il giorno in cui ADM l’ha messa tra gli eventi giocabili, e non prima.
Il giudizio: Planetwin365 è il compromesso più ragionevole tra chi non vuole un bookmaker monotematico e chi non ha voglia di aprire cinque conti. Chi si aspetta un listino di cricket costruito a mano, però, stia sui titoli: venti sport sono venti sport, non venti specializzazioni.
Betfair: il marchio dell’exchange, 16028 e la struttura più vecchia
Betfair è la concessione ADM n. 16028, intestata a Betfair Italia S.r.l. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il nome Betfair, in Italia, è legato prima di tutto al betting exchange — quello che la legge chiama scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, articolo 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024, dove il giocatore può fare il punter o il banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione dell’operatore riporta regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi; un articolo di stampa di settore del 2024 osserva che sulle vincite il giocatore non deve nulla, perché il prelievo cade sul concessionario. Su quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni non c’è una risposta pubblica, e Betfair viene descritta come la prima, con la concessione 16028.
Qui il limite è di architettura, non di volontà: un exchange vive di liquidità, e la liquidità si forma dove c’è gente che gioca. Il cricket italiano non la produce. Un mercato di scambio con quattro persone dentro è un prezzo che nessuno vuole, non un vantaggio.
Il giudizio: per chi scommette su mercati italiani affollati, la meccanica dello scambio resta un’idea migliore della quota fissa, perché ti mette contro altri giocatori e non contro un listino. Sul cricket nostrano, però, il vantaggio strutturale fatica a materializzarsi: senza controparte non c’è scambio, solo attesa.
StarCasinò: 16026, il calcio in coda al casinò
StarCasinò è la concessione ADM n. 16026, intestata ad Azzurri Limited. La sua app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il marchio si presenta per quello che è: un casinò con un bookmaker dentro. Nessuno dei dieci profili rende la gerarchia di prodotto così evidente — il nome, l’ordine delle sezioni, il peso delle slot. Per il lettore di questa pagina la conseguenza è diretta: un operatore che vende casinò prima di sport organizza la propria attenzione attorno a prodotti che non hanno nulla a che vedere con un T20, e la profondità dei listini sportivi non è la sua priorità.
Il giudizio: StarCasinò è un conto sportivo da aprire in aggiunta a un altro, non al posto di un altro. Chi cerca un bookmaker per il cricket lo trova a metà app, dopo un corridoio di slot, e questo dice già abbastanza su che cosa aspettarsi dal palinsesto.
BetFlag: 16008, il bonus più alto della lista e il conto senza password
BetFlag è la concessione ADM n. 16008, intestata a Betflag S.p.a. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il bonus è il più alto dei dieci, e va letto per quello che è: un accredito sul saldo pari al primo deposito, con un tetto che si tocca solo versando 5.000 € — una cifra che in Italia supera di molto quello che la gran parte dei conti vede passare in un anno. Piccolo deposito, piccolo bonus; la proporzione è lineare, come in tutti i bonus di benvenuto. Le condizioni di rigioco, la quota minima accettata e la scadenza dell’accredito stanno nei termini dell’offerta e vanno letti prima di versare, perché sono quelli a decidere se il bonus è denaro o solo un numero sul saldo.
SPID e CIE meritano un rigo a parte: sono le due identità digitali che l’Italia mette a disposizione dei suoi cittadini, e un conto aperto per quella via è validato subito. Senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano — una scadenza che nessuno ricorda al momento dell’iscrizione e che scopre chi apre il conto per una partita sola e torna a cercarlo due mesi dopo.
Il giudizio: per chi vuole il bonus più capiente e ha davvero intenzione di versare una somma importante, BetFlag è la voce da confrontare per prima. Per tutti gli altri, il 100 % è una percentuale e non una somma: quello che conta è il deposito che ci metti davvero.
Eurobet: 16012, il palinsesto più curioso e il marchio che dirama
Eurobet.it è la concessione ADM n. 16012, intestata a Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, una delle società che nell’elenco ADM portano più di un sito: alla stessa ragione sociale fanno capo anche Bwin.it e giocodigitale.it. La sua app offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo — musica, cinema, tv e reality show — e di politica, elezioni comprese.
Il catalogo più eterodosso dei dieci, e non è un complimento vuoto: un operatore che prezza anche gli scacchi e le elezioni ha una struttura di mercati capace di trattare eventi fuori dal calendario usuale. È il profilo migliore in cui sperare per un torneo internazionale di cricket che non sia il solito appuntamento. Non è una promessa: nessun elenco di tipologie di sport dice quali competizioni siano autorizzate, e resta il palinsesto ADM a decidere l’ultima parola.
Il giudizio: Eurobet è la scelta di chi vuole un bookmaker capace di prezzare cose strane. Undici tipologie di sport, più scacchi, più elezioni: il cricket, se sta da qualche parte nei dieci conti, ha discrete probabilità di stare qui.
William Hill: 16044, la freebet settimanale e una condizione che non si legge da nessuna parte
William Hill è la concessione ADM n. 16044, intestata a William Hill Malta Plc. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
La meccanica è quella che premia un tipo preciso di giocatore, e va sventrata. Perché una multipla di cinque eventi arrivi a quota totale 10.0, ogni gamba deve valere in media poco meno di 1,58, e per arrivare a 100 € di freebet serve la stessa operazione per venti settimane consecutive, senza saltare una settimana. La freebet da 5 € settimanali, letta da sola, è un caffè; letta con la condizione dietro, è una sorta di abbonamento alla multipla. E una freebet non è denaro: la sua puntata di solito non torna indietro con la vincita, quindi il valore reale sta nella quota su cui la spendi, non nel numero stampato accanto al regalo.
Il nome resta quello di un marchio con una storia lunga nel mercato italiano, il che rende la scheda sorprendentemente povera di sostanza per questa pagina: la meccanica promozionale è spiegata nel dettaglio, il listino no.
Il giudizio: William Hill è un conto da guardare per chi gioca già multiple importanti ogni settimana e sa pianificarle; per chi scommette una singola ogni tanto, l’Extra Bet Club è un premio che non toccherà mai, e la sua assenza di informazioni sul cricket non aiuta a sceglierlo qui.
Come leggere una quota di cricket prima di puntarla
Le quote del cricket in Italia hanno una caratteristica che vale più di tutte le analisi: cambiano lentamente, perché il mercato è piccolo e l’attenzione è poca. Il margine, però, non cambia con l’attenzione: sta dentro il prezzo sia che tu guardi una semifinale, sia che tu guardi una partita che in Italia non conosce nessuno.
Il metodo pratico, alla fine di questa lettura, sta in cinque passaggi e in un conto che puoi fare a mano in dieci secondi. Prima di tutto la data e il formato: sappi se stai guardando un Test da cinque giorni, un ODI da 50 over o un T20 da 20 over, perché da lì dipendono i modi in cui la partita può finire senza un vincitore, e quindi i modi in cui la tua giocata può tornarti indietro da pareggio, da risultato annullato o da super over. Il regolamento dell’operatore su ciascuno di questi casi è l’unica cosa che conta quando succedono, e vale la pena trovarlo scritto prima, non dopo.
Poi i mercati. Un’offerta di cricket non si misura dal numero di eventi ma dalle famiglie di giocata: l’esito dell’incontro, il numero di run, gli over, i wicket, i confronti tra giocatori. Se un operatore mette su una partita solo il mercato dell’esito, il margine che paghi è tutto concentrato in un unico prezzo e non hai modo di coprirti.
Poi il conto del margine sulla coppia di quote che vedi. Sommi gli inversi delle quote offerte su tutti gli esiti dello stesso mercato, dividi 1 per quella somma e ottieni il ritorno: sottrai quel valore da 1 e hai la quota di puntate che resta al bookmaker. Su una coppia simmetrica a 1,90 sono circa cinque punti percentuali; su quote più strette, di più. È un conto che si fa con le dita, e dice più sulla generosità di un operatore di qualsiasi pagina di promozioni. Se il risultato ti sembra il segno che «il bookmaker ha paura di questa partita», hai capito il contrario: il margine è la sua sicurezza, non la sua insicurezza.
Poi il bonus, se lo prendi. Un bonus di benvenuto è denaro vincolato: leggi rigioco, quota minima, scadenza e tetto di vincita prima di versare, perché sono quelle clausole a decidere quanta parte del bonus arrivi davvero sul saldo. E infine il limite di deposito, che decidi tu in registrazione, sapendo che abbassarlo è immediato e alzarlo aspetta sette giorni — cioè che la parte prudente della decisione la puoi prendere in un minuto e quella rischiosa ti costa una settimana di attesa. È l’unico posto del mercato in cui la fretta è dalla parte giusta.
Dove ti porta l’iscrizione, e quale conto apri per il cricket
La sequenza di apertura di un conto su un concessionario ADM è sempre la stessa, e conoscerne l’ordine evita la sorpresa del primo prelievo bloccato. Si sceglie l’identificazione: SPID o CIE per una validazione immediata, oppure il modulo con copia del documento, che va completato entro 30 giorni prima che il conto venga sospeso e i prelievi bloccati. Si imposta poi il limite di deposito settimanale o mensile, e con esso gli altri autolimiti su ricarica, spesa e tempo di gioco: abbassarli è immediato, alzarli richiede sette giorni. Si versa, e da quel momento il conto esiste anche per il fisco, nel senso che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore italiano.
Quel punto merita l’unica riga fiscale di questa pagina, e non è una riga di consulenza. Nelle giocate raccolte da un concessionario ADM l’imposta unica è dovuta dall’operatore, calcolata sulla differenza tra somme giocate e vincite pagate: 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, con le corse dei cavalli a quota fissa agli stessi valori e le giocate su eventi simulati al 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore, che riceve la somma netta e non la dichiara: è quanto riporta la stampa di settore parlando di somme tassate alla fonte, e su questo la pagina non è una consulenza fiscale. Chi ha una posizione da chiarire la porta a un commercialista.
Il caso opposto va detto in chiaro, perché è quello che l’elenco ADM disegna in negativo. Le vincite ottenute su siti non autorizzati sono trattate dall’Agenzia delle Entrate, risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, come redditi diversi ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche quando il sito è registrato o ospitato all’estero, tassabili secondo l’articolo 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto e senza deduzioni; la lettura pratica è che non c’è ritenuta alla fonte e che va presentata una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicabile non è nota. Il punto non è l’aliquota: è che una giocata offshore porta con sé un obbligo dichiarativo che una giocata presso un concessionario ADM non porta.
E l’assenza di protezione si estende oltre il fisco. Offrire gioco a giocatori in Italia senza concessione è illegale, e l’articolo 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali e l’elenco dei siti di cui è inibito l’accesso, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; fornitori di servizi internet e prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti a una pagina di avviso. Il blocco opera a livello di DNS e qualche operatore di rete resta indietro; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 ne aggiungono da decine a centinaia per volta, e i mirror ricompaiono nel giro di ore: il risultato si chiama «oscurati».
C’è un lato che riguarda il giocatore, non solo l’operatore. ADM scrive che la Legge 13 dicembre 1989, n. 401, articolo 4 prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero, e aggiunge che «anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola vista dal lato di chi punta, nella formulazione di ADM. L’importo dell’ammenda e l’esistenza di un procedimento contro un giocatore non risultano.
Sul fronte opposto, la stessa cornice protegge chi sta dentro. Un giocatore con un conto su un concessionario ADM che apre una contestazione ha un percorso italiano davanti: ADM supervisiona, le condizioni contrattuali fissano le regole, e il registro degli autoesclusi e i limiti descritti in apertura funzionano. Nessuno di questi strumenti attraversa il confine.
Per concludere: tra i dieci marchi, chi ha il catalogo più largo e la migliore carta da giocare su un torneo internazionale è NetWin, che però il cricket non lo mette in vetrina; chi ha la struttura più adatta a prezzare eventi fuori dal calendario abituale è Eurobet; chi ha il bonus più capiente per chi versa somme importanti è BetFlag, gratis se ti accontenti di quello che il deposito è davvero. Per il cricket, il criterio non è il bonus né la concessione — che tutti e dieci hanno e che nessuno può vendere come esclusiva. Il criterio è che cosa trovi dentro la sezione cricket il giorno in cui la partita si gioca, e questo lo scopri solo aprendo l’app e cercando.
Domande frequenti sulle scommesse sul cricket
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo sugli eventi che stanno nel palinsesto approvato da ADM, il programma di eventi e tipi di giocata che l’articolo 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup. Nessun operatore può metterti davanti una partita non ancora approvata.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Con due letture. La prima è l’«Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza» di ADM (ex AAMS), dove ogni riga è un sito .it con il suo codice; la seconda sono le condizioni contrattuali dell’operatore, che dichiarano numero di concessione e ragione sociale. Un posto in un confronto non è una concessione: la lista non ha una colonna per i giochi.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Il ritorno è puntata per quota, il profitto netto è puntata per quota meno uno. Dieci euro a 1,90 restituiscono 19 €, cioè 9 € di guadagno. In una multipla le quote si moltiplicano tra loro e il prezzo finale cresce in fretta, ma il margine dell’operatore si applica a ogni gamba.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano gli inversi delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato. Su una coppia di 1,90 la somma degli inversi è circa 1,053, il ritorno è il 95 % e il margine è intorno al 5 %: è una banda con la sua condizione, calcolata su un esempio, e cresce quando l’operatore stringe le quote.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Nelle giocate raccolte da un concessionario ADM l’imposta unica è dovuta dall’operatore, sulla differenza tra somme giocate e vincite pagate, al 20,5 % sulla rete fisica e al 24,5 % a distanza. Il giocatore riceve la somma netta e non la dichiara. Sui siti non autorizzati la posizione cambia: non è consulenza fiscale.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Il limite lo scegli tu in registrazione, settimanale o mensile, insieme ai limiti su ricarica, spesa e tempo di gioco. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato richiede sette giorni. Il tetto che ADM fissa nella gara non è pubblico e il concessionario lo modula su età e comportamento secondo protocolli approvati.
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