Scommesse Australian Open 2026: chi può prenderle in Italia e a quali condizioni
Un torneo che si chiude il 1° febbraio toglie di mezzo la domanda più semplice e lascia in piedi quella più difficile. Non dove si punta sul vincente di Melbourne, che è già scritto, ma chi ha il diritto di prendere quella puntata in Italia, con quale autorizzazione, entro quali limiti e a quale prezzo. È la parte della materia che sopravvive al torneo, ed è quella che conta per chi scommette tutto l’anno.

Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS).
La nuova disciplina delle concessioni ADM (ex AAMS)
La cornice non è più quella delle proroghe. Il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024, ha riscritto il modo in cui si ottiene un titolo per raccogliere scommesse in Italia, e il primo effetto pratico è che le concessioni non si rinnovano.

Un concessionario guadagna al massimo nove anni, e non per sempre. La gara bandita a settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Chi entra oggi entra in un ciclo che scade, e chi scommette su un sito autorizzato scommette su una struttura che ha una data di fine scritta da qualche parte nel contratto.
Le regole non cambiano a metà strada. Il decreto fissa all’art. 6, comma 3 la durata massima e all’art. 4, comma 3 e all’art. 5, comma 3 la stabilità dei termini di concessione e del regime fiscale durante il periodo. Tradotto: le condizioni che il concessionario firma non vengono riscritte in corsa, e questo vale anche per il prelievo che paga. Non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori. Un regime fiscale stabile significa che la quota che l’operatore offre non deve essere ricalcolata a ogni manovra finanziaria, e una quota ricalcolata meno spesso è una quota più leggibile.
L’art. 6, comma 1 elenca cosa si può offrire a distanza con una concessione: alla lett. a) le scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; alla lett. b) i concorsi pronostici sportivi e ippici; alla lett. c) i giochi di ippica nazionale; alla lett. d) i giochi di abilità, di carte e quelli di sorte a quota fissa; alla lett. e) le scommesse a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, cioè il betting exchange; alla lett. f) il bingo. Un solo titolo può coprire più voci, in qualunque combinazione.
Concessione per sito, non per azienda: la conseguenza sui confronti
L’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, conta 52 righe con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un sito .it. La concessione è per sito, non per società. Eurobet Italia S.r.l. compare una volta per Eurobet, una per Bwin e una per Gioco Digitale, ed è la prova più pulita che il perimetro di autorizzazione non segue il marchio ma l’indirizzo.

Qui si apre il malinteso che circola in ogni classifica di bookmaker. L’elenco di ADM non ha una colonna per i giochi. Un concessionario può essere autorizzato per scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange e bingo in qualsiasi combinazione, quindi vedere un nome sulla lista non dimostra che quel sito accetti una puntata sul tennis. Lo dimostrano il sito e l’app dell’operatore, dove il palinsesto effettivo è visibile. La presenza in un confronto, dal canto suo, non è una concessione: è una scelta editoriale di chi scrive, e va pesata come tale.
Chi non c’è, non è autorizzato attraverso quella lista. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono fra le 52 righe al 25 ottobre 2026, e questo è l’unico test che il lettore può rifare da solo in cinque minuti. Le modifiche successive al decreto del 2024 non sono note a questa data.
Siti inibiti e il rischio sanzioni per il giocatore
Offrire gioco a chi si trova in Italia senza concessione è illegale, e l’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 costruisce la macchina: ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tiene l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e quello dei siti inibiti, entrambi pubblici; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di servizi di pagamento che disattendono un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. I domini inibiti vengono reindirizzati da ADM a una pagina di avviso. Il blocco lavora a livello DNS e qualche fornitore resta indietro; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati».
La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la cita il 28 febbraio 2024, non si ferma all’operatore: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola lato giocatore nella versione dell’autorità, e vale la pena rileggerla una volta sola, lentamente. L’importo in euro dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro singoli giocatori non sono noti; per gli operatori l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Il confronto onesto sta tutto in una riga: una concessione ADM porta con sé il RUA, la vigilanza, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano; un marchio .com senza titolo non porta nulla di tutto questo, è esposto al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze straniere, che in Italia non valgono alcunché. Quella zona non ha tutele, e non serve nominare un marchio per dirlo: è la descrizione di un perimetro.
Limiti di deposito e autoesclusione nel conto di gioco
L’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 mette in fila ciò che il concessionario deve offrire: alla lett. a) autolimiti su tempo, spesa e perdita; alla lett. b) limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario secondo l’età e il comportamento del giocatore, su protocolli approvati da ADM; alla lett. c) messaggi automatici su durata e spesa; alla lett. e) strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; alla lett. f) un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno. Il lettore che apre un conto e non tocca nulla di tutto questo lascia sul tavolo strumenti che sono già suoi.
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato aspetta sette giorni. La finestra dei sette giorni è il punto esatto in cui la norma fa il suo lavoro: esiste per rendere scomoda la ricarica d’impulso, e chi la considera una scocciatura ha capito la norma meglio di chi la considera una formalità.
La confessione involontaria di questo meccanismo è che il limite che protegge davvero è quello che il giocatore si dà quando è calmo, non quello che chiede quando è nervoso. Sette giorni sono una vita, quando una partita comincia fra venti minuti.
Il RUA e la sua data di scadenza sul conto
Il RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale sul territorio. Un’autoesclusione non è una pausa da un sito: è una chiusura verso l’intero sistema regolato. I siti senza concessione non sono collegati al RUA, quindi l’autoescluso che migra su un .com non è protetto da nessuno, ed è esattamente il caso in cui la protezione scelta smette di funzionare senza che nessuno avvisi.
Un concessionario scrive nero su bianco come funziona, e AdmiralBet è quello che lo fa con più dettaglio. Le sue condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Un sito di stampa di settore riferisce che le forme parziali di esclusione partono dal 1° febbraio 2026. Chi vuole bloccarsi per una settimana oggi può farlo; chi vuole bloccarsi per un anno deve guardare il calendario, non il proprio umore.
Lo stesso operatore chiede in registrazione di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Non è generosità, è la struttura della norma che si ripete identica da un marchio all’altro.
Identità, conto di gioco e i trenta giorni che bloccano il prelievo
Un conto di gioco richiede identificazione piena. Per aprire il conto BetFlag il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica; il gioco è vietato ai minori di 18 anni. L’età non è un avviso di cortesia: l’art. 3, comma 1, lett. a) del decreto indica la «tutela dei minori di età» fra i principi, le condizioni di concessione includono l’esclusione dei minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18 anni.
Senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni o viene sospeso e i prelievi bloccati, come dichiarano le pagine degli operatori. La conseguenza è concreta e arriva sempre nel momento peggiore: la puntata è accettata, la vincita sta sul saldo, e il prelievo non parte finché l’identificazione non è completa. Chi apre un conto la sera prima di un torneo e rimanda il caricamento del documento sta scegliendo, senza saperlo, il giorno in cui incasserà.
L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi indicati da una commissione governativa. È una cifra che nessun giocatore vede, e che esiste per finanziare il messaggio che nessun operatore scriverebbe di suo.
Le ricariche passano anche dai punti vendita: l’art. 13, D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche — tabaccai, ricevitorie — che accreditano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già comunicati al concessionario oppure in contanti fino a 100 € a settimana in totale. Non possono pagare vincite né far prelevare il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno. Chi pensa di incassare al tabaccaio ha capito male il meccanismo.
Format e superficie degli Australian Open
Il torneo è un appuntamento fisso, e questo lo rende un mercato ricorrente. Gli Australian Open si giocano al Melbourne Park di Melbourne, in Australia, su cemento; la superficie è stata Rebound Ace fino al 2007, Plexicushion dal 2008 e GreenSet dal 2020. L’edizione 2026 si è giocata a Melbourne dal 18 gennaio al 1° febbraio 2026, mentre per il 2027 sono previsti dal 17 al 31 gennaio. Due settimane esatte, un anno dopo le stesse due settimane, in una finestra che cade in pieno inverno europeo e in piena estate australiana.
Il primo torneo degli Australian Open si giocò nel novembre 1905, e l’Australasian Lawn Tennis Association era stata fondata nel 1904. Da allora il torneo ha cambiato sede, superficie e calendario, ed è arrivato a una struttura che il lettore deve conoscere prima di leggere una quota: agli Australian Open gli uomini giocano al meglio dei cinque set e le donne al meglio dei tre; sul 6-6 si gioca un tie-break, e nel set decisivo un match tie-break a 10 punti con due punti di scarto.
Quella differenza di formato è la cosa più importante della pagina per chi scommette su un mercato derivato. Un match al meglio dei cinque set ha una varianza diversa da uno al meglio dei tre, e la differenza non sta nel pronostico: sta in quanto spesso succede ciò che non doveva succedere. È il motivo per cui il mercato dei set, dei game e dei tie-break si comporta in modo diverso da quello dell’esito finale, e perché una quota sull’esito finale in un torneo maschile non è la stessa cosa della stessa quota in un torneo femminile. Nessuno dei due formati rende il mercato prevedibile; uno dei due lo rende più lento a stabilizzarsi.
I nomi che restano attaccati al torneo sono un’altra cosa da tenere presente quando si legge un palinsesto. Il recordman degli Australian Open nell’era Open è Novak Djokovic con 10 titoli nel singolare maschile; tra le donne il record appartiene a Serena Williams con 7 titoli. Margaret Court ha vinto in tutto 11 titoli di singolare agli Australian Open, compresi quelli precedenti all’era Open iniziata nel 1969. L’edizione 2026 è stata vinta da Carlos Alcaraz (Spagna) nel singolare maschile e da Elena Rybakina (Kazakistan) nel singolare femminile. Un torneo che si chiude con due nomi nuovi in cima è un torneo che riapre, dodici mesi dopo, con la stessa domanda e nessuna risposta in più.
Palinsesto e tipologie di scommessa
Il prodotto centrale è la scommessa sportiva a quota fissa, e la legge prevede anche il totalizzatore. Qui la distinzione non è accademica: nella quota fissa il prezzo è fissato prima e il pagamento è quello, nel totalizzatore la cifra si forma dopo, dividendo il monte puntate fra i vincitori, e un lettore che non distingue le due cose legge una quota come se fosse una promessa.
L’art. 2, lett. s) definisce il «palinsesto» come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato da ADM, e una scommessa si può prendere solo su eventi che stanno dentro il palinsesto approvato. ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner, come riporta la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di giocata il palinsesto contenga non è dato sapere in anticipo, e non è una zona grigia: è il perimetro della legalità dell’offerta.
Le scommesse su eventi simulati hanno una definizione propria. L’art. 2, lett. v) le descrive come scommesse su eventi sportivi, ippici e di altro genere simulati al computer e mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive; i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». È il motivo per cui una sezione virtuale non è un’altra cosa rispetto al bookmaker: è lo stesso titolo che la copre.
L’ippica in Italia è due cose separate, e questa è la trappola più frequente per chi confronta offerte. Le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a); i «giochi di ippica nazionale», definiti dall’art. 2, lett. h) come giocate di tipo vincente, accoppiata, tris, quarté e quinté, richiedono una concessione propria. Che un marchio accetti online i totalizzatori di ippica nazionale non è dato sapere.
Il live lo offrono tutti i grandi operatori. Le regole di ADM su mercati live, ritardi ed eventi non sono note, e non esiste qui un elenco dei mercati live. La conseguenza pratica è che il lettore confronta i live su ciò che vede nella piattaforma, non su una regola pubblicata, e che la differenza fra due operatori live sta nel prodotto, non nella licenza.
Il betting exchange è un gioco a sé: l’art. 6, comma 1, lett. e) e l’art. 2, lett. u) lo ammettono come scommessa a quota fissa con interazione diretta fra giocatori, dove il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. La documentazione di Betfair è riportata prevedere regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 dice che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e quali siano le regole di commissione non è noto; Betfair è descritto come il primo, con concessione 16028.
Il divieto di scommettere su eventi che coinvolgono minori ha un provvedimento direttoriale ADM che cita il DM 111/2006, di contenuto non noto. Se il palinsesto includa gli esport non è noto. Un tetto statutario in euro sulle puntate nelle scommesse sportive non risulta: gli strumenti che vincolano davvero sono gli autolimiti del giocatore e il limite di deposito che il giocatore sceglie in registrazione.
Il mercato delle scommesse prima del torneo
L’edizione 2027 è prevista dal 17 al 31 gennaio. Chi scommette sull’Australian Open nei mesi che precedono quella finestra compra su un evento che esiste nel palinsesto solo quando ADM lo ha autorizzato e nel modo in cui il concessionario lo ha predisposto, e i mercati disponibili prima del sorteggio del tabellone sono, in genere, i più poveri di dettaglio. La conseguenza pratica è una sequenza: il torneo entra nel palinsesto, l’operatore apre i mercati di anticipo sull’esito, il sorteggio riempie il tabellone, i mercati derivati si moltiplicano, e solo allora il live diventa la parte più densa dell’offerta.
Chi arriva sul mercato presto paga un prezzo costruito su poche informazioni. Chi arriva tardi paga un prezzo costruito su informazioni che hanno già tutti. Nessuno dei due sta sbagliando, ma il primo sta comprando volatilità e il secondo sta comprando consenso, e questo cambia cosa vale la pena guardare nella quota.
Criteri di confronto tra i bookmaker
Il primo criterio è il titolo. ADM assegna concessioni per sito, e il numero di concessione e la società concessionaria stanno scritti nelle condizioni dell’operatore. Quel numero è la sola cosa del confronto che un lettore può controllare contro una fonte pubblica, e va controllato prima di guardare qualunque quota.
Il secondo è cosa l’operatore offre sul tennis. L’app Eurobet Sport mostra un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). L’app Sisal indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket. L’app Lottomatica copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live. Sono tre misure diverse della stessa cosa, e nessuna delle tre dice quanto sia profondo il mercato su un singolo match di Melbourne.
Il terzo criterio sono i tipi di giocata. Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, con la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out. Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate. Betfair è descritto il primo exchange italiano, con concessione 16028.
Il quarto è il prezzo, che è il criterio più difficile da leggere onestamente: due quote identiche su due mercati diversi non sono lo stesso prezzo, e il margine che l’operatore trattiene si vede solo mettendo insieme tutte le esclusioni di una stessa partita. È l’oggetto del paragrafo che segue, e vale la pena farlo con una calcolatrice prima di guardare le classifiche.
Il calcolo del margine
Il calcolo qui è illustrativo, non è una quota quotata da un operatore.
Su un mercato a due esiti proposti a quota decimale 1,90 e 1,90, la quota di ritorno del mercato è 1 diviso la somma di 1/1,90 più 1/1,90: la somma dei due reciproci è circa 1,0526, quindi il payout si aggira intorno al 95,0 %. Il margine del bookmaker è la parte restante, vale a dire circa il 5,0 % di ogni unità puntata su quel mercato.
Il numero va letto come una banda con la sua condizione. Su un mercato davvero equilibrato a due esiti, dove le due quote sono entrambe vicine a 1,90, la forchetta sta fra il 4,5 % e il 5,5 %. Appena le quote si allontanano dalla parità — un 1,20 contro un 4,50, un 1,10 contro un 7,00 — la stessa aritmetica restituisce un margine più alto, perché l’operatore costruisce la forchetta sul mercato che offre e non sul singolo esito. E più cresce il numero di esiti, più la somma dei reciproci ha occasioni di gonfiarsi: un 1X2 con tre esclusioni porta con sé un margine che un mercato a due esiti non ha.
Ecco cosa costa al lettore, in una frase. Chi punta 100 € su un mercato a due esiti con un margine del 5 % non ha comprato 100 € di probabilità, ne ha comprati circa 95. Il resto è il prezzo della partita, e non è una tassa nascosta: è il motivo per cui esiste una quota.
Il margine è l’unico numero di questa pagina che non cambia quando cambia il torneo, e cambierà il giorno in cui un operatore deciderà di stringere le forchette sul tennis per prendere volume. Fino ad allora, chi confronta due bookmaker su una quota singola confronta due prezzi che non dicono nulla sul mercato.
Confronto tra i concessionari autorizzati
Nessuno di questi dieci marchi è una raccomandazione, e la concessione non è una classifica di qualità. È un elenco di dieci operatori presenti nell’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza con un proprio sito .it, ognuno con i fatti che gli appartengono: il numero di concessione, la società che lo detiene e quello che le sue condizioni dichiarano. L’ordine è editoriale e non indica preferenza.
In diversi casi la società concessionaria non porta il nome del marchio: Eurobet è di Eurobet Italia, Lottomatica di Goldbet Better Organization Italy, Betsson e Starcasino di Azzurri Limited. Il nome dell’azienda si legge nella riga di licenza, e per il lettore è la prima cosa da confrontare con ADM.
| Marchio | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa dichiarano le condizioni dell’operatore | Dettaglio che pesa sul lettore |
|---|---|---|---|
| Eurobet | n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni) | Il tennis è una voce fra molte, non il centro del programma |
| StarCasinò | n. 16026, Azzurri Limited | L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò | Marchio casinò-centrico con un bookmaker dentro |
| BetFlag | n. 16008, Betflag S.p.a. | Welcome Bonus Sport pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €; apertura conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica | La promozione è legata al deposito, e l’identificazione è il primo passo |
| AdmiralBet | n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 durata da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi; limiti di ricarica, spesa e tempo in registrazione | Gli strumenti di tutela sono scritti per esteso, e questo è raro |
| Sisal | n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Oltre 1.000 eventi al giorno e più di 15.000 eventi live, streaming gratuito di calcio, volley, tennis e basket; Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal, No Goal e Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni, Cash Out | Il tennis è dentro l’offerta live, ma è una delle quattro discipline in streaming |
| Lottomatica | n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live | L’elenco mette il calcio davanti al resto |
| William Hill | n. 16044, William Hill Malta Plc | Extra Bet Club: freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0 | Il requisito di quota totale minima è la parte da leggere due volte |
| Planetwin365 | n. 16007, Pwo S.p.a. | Principali campionati di calcio nazionali ed europei (Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga) e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta | Il tennis entra nel conteggio delle tipologie di sport, non in un elenco proprio |
| Betfair | n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, con la sezione Supercombo di combo e mercati unici a quote maggiorate | Il marchio è descritto come il primo exchange italiano |
| bet365 | n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Official Global Betting Partner della UEFA Champions League; scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live | Il tennis è elencato accanto all’ippica, senza gerarchia |
Quello che la tabella non mostra è la cosa più importante: la profondità del mercato su un singolo incontro di Melbourne. Il numero di eventi al giorno dice quanto è grande il catalogo, non quanto è fitto il mercato sull’esito che interessa al lettore, e per saperlo bisogna aprire la partita e contare le voci.
Panoramica sui concessionari
Eurobet, concessione n. 16012: il catalogo che non ha gerarchie
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione n. 16012 per Eurobet. La società non porta il nome del marchio, e questo è il primo dettaglio da verificare contro l’elenco di ADM.
La sua app dichiara un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). È una lista onesta nella sua ampiezza e quasi inutile per chi cerca il tennis: la disciplina è citata in mezzo a undici altre, e nessuna riga dice quanti mercati siano aperti su un match. Chi legge questo catalogo sta comprando varietà, non profondità.
Per chi segue il circuito, la varietà ha un valore reale nei giorni in cui il torneo è fermo e gli altri sport no: chi vuole giocare tutto l’anno su qualcosa che accade ogni settimana trova qui una copertura larga. Chi cerca specificamente Melbourne, invece, deve aprire l’evento e guardare coi propri occhi, perché nessuna descrizione di catalogo risponde a quella domanda.
StarCasinò, concessione n. 16026: un casinò che prende scommesse
Azzurri Limited è la società dietro Starcasino, concessione n. 16026. Anche qui il nome del brand e quello del concessionario non coincidono.
L’app StarCasinò permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. La descrizione dell’operatore mette il casinò per primo e le scommesse per secondo, e non è una svista: è l’ordine in cui l’operatore vede il proprio prodotto.
Per un appassionato di tennis che cerca un bookmaker, questo significa una cosa precisa: il bookmaker c’è, è dentro una concessione valida, ma non è la ragione per cui il marchio esiste. La conseguenza è nel tempo: un lettore che vuole sia il mercato sportivo sia il casinò trova qui entrambi, mentre chi cerca un operatore che tratti il tennis come prodotto principale deve confrontare altrove. La concessione non fa differenze di merito fra i due usi, il catalogo sì.
BetFlag, concessione n. 16008: il bonus più grande e l’identificazione più stretta
Betflag S.p.a. detiene la concessione n. 16008 per Betflag. Il Welcome Bonus Sport è pari al 100 % del primo deposito, accreditato su saldo, fino a 5.000 €. È l’importo più alto di questa lista, e va letto per quello che è: un bonus legato al deposito, non un credito regalato. Chi deposita 200 € ne trova 400 sul saldo; chi non deposita non trova nulla, e il tetto dei 5.000 € richiede un deposito corrispondente.
Sul lato dell’accesso, il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE, accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. La combinazione è la più interessante della scheda: un’offerta di benvenuto costruita per attirare il deposito e un ingresso che chiede subito l’identità. Sono due spinte opposte, e la seconda ha più valore legale della prima.
Il giocatore che ha già SPID arriva all’offerta senza attrito e senza il rischio dei trenta giorni di convalida. Chi non lo ha deve decidere se caricare il documento prima o dopo il deposito, e il momento della decisione è esattamente quello in cui il bonus sembra più urgente.
AdmiralBet, concessione n. 16048: dove gli strumenti di tutela sono scritti per esteso
Admiral Bet S.r.l. detiene la concessione n. 16048 per Admiralbet. È l’unico operatore di questa lista le cui condizioni siano state richiamate nella loro meccanica di gioco responsabile, e vale la pena guardare cosa dichiarano esattamente.
Le condizioni prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. In registrazione il sito chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la regola asimmetrica: un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni.
Sono tre livelli di durata diversi, e il lettore deve vedere la differenza. Una settimana di blocco serve a fermare una serata; novanta giorni servono a fermare un periodo; il tempo indeterminato con revoca dopo nove mesi è un’uscita di lungo corso. Chi conosce l’ampiezza dell’offerta tende a usarla meglio di chi scopre le opzioni quando ha già deciso di smettere.
Il dettaglio che merita attenzione è il più piccolo: l’autoesclusione vale su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, non solo su questo sito. È la differenza fra una pausa da un marchio e una pausa dal sistema, e chi sceglie la prima credendo di aver scelto la seconda resta esposto su qualunque altro concessionario.
Sisal, concessione n. 16020: il volume come argomento principale
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione n. 16020 per Sisal. La sua app indica oltre 1.000 eventi al giorno per le scommesse sportive e più di 15.000 eventi live, con diretta streaming gratuita di partite di calcio, volley, tennis e basket.
Ventimila eventi al giorno fra pre-match e live sono un numero che dice una cosa sola: il catalogo è costruito sulla quantità. Il tennis entra nello streaming gratuito accanto a calcio, volley e basket, quindi la disciplina c’è, ma è una delle quattro, e non c’è modo di sapere dalla descrizione quanto sia fitto il mercato su un singolo incontro. Per chi scommette su un torneo che si gioca in due settimane, il catalogo di ventimila eventi non è la parte rilevante.
Il catalogo dei tipi di giocata è più informativo. Sisal propone la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out per chiudere la giocata prima che l’evento finisca. Sono mercati di calcio, quasi tutti. Il Cash Out, però, non è un mercato: è una seconda quotazione che il bookmaker applica alla posizione aperta, e chi lo usa paga una seconda forchetta sulla stessa giocata, quella che il margine del mercato iniziale non ha coperto.
Sul versante del bonus di benvenuto, Sisal chiede di essere titolari di un conto di gioco, registrarsi sul sito o dall’app ed effettuare una prima ricarica; il bonus accreditato si spende su tutti gli eventi in palinsesto. La meccanica è la più lineare di questa lista: nessun requisito di quota, nessuna multipla minima, e la spesa è vincolata al palinsesto invece che a un singolo sport. Il Virtual conta oltre 3.000 eventi virtuali al giorno, dalle 7 del mattino alle 3 di notte, e l’app affianca alle scommesse sportive l’ippica, i giochi di casinò e Sisal Tipster.
Il lettore che punta su Melbourne una volta l’anno non è il centro di questa offerta. Chi punta su qualcosa ogni sera lo è.
Lottomatica, concessione n. 16010: il calcio in testa e il resto dietro
Goldbet Better Organization Italy S.p.a., abbreviata GBO Italy, detiene la concessione n. 16010 per Lottomatica. Il nome del concessionario non compare nel marchio, ed è una delle tre righe di questa lista in cui la corrispondenza si trova solo leggendo le condizioni.
L’app copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta. L’elenco comincia dal calcio italiano e finisce con «altri eventi», che è il modo in cui un operatore dice che il tennis esiste senza prometterlo. In una finestra di gennaio come quella degli Australian Open, il tennis non è in concorrenza con la Serie A: sono due cose che accadono nello stesso momento, e la copertura dichiarata mette una davanti all’altra.
Per il lettore che cerca un bookmaker generalista con un live solido sul calcio, l’elenco è persuasivo. Per chi cerca il torneo di Melbourne, la conclusione è la stessa di Eurobet: aprire l’evento e guardare. Nessuna descrizione di catalogo sostituisce quell’operazione, e le due discipline non si contendono lo stesso spazio nell’offerta.
William Hill, concessione n. 16044: il requisito che vale più del premio
William Hill Malta Plc detiene la concessione n. 16044 per William Hill. L’Extra Bet Club assegna una freebet da 5 € alla settimana per la stagione di Serie A, fino a 100 €, a chi gioca una multipla di almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0.
Il premio è di cinque euro. Il requisito è una multipla da almeno 20 € con almeno 5 eventi e quota totale minima 10.0. Chi legge il secondo numero dopo il primo capisce subito la scala: per incassare cinque euro alla settimana bisogna metterne in gioco venti su una giocata che, per raggiungere quota totale 10.0, deve combinare cinque eventi tutti con quote superiori a 1,50 circa. È il requisito più esigente di questa lista, e la freebet più piccola.
Su questo punto l’operatore non inganna nessuno: il requisito è scritto. È il lettore che tende a leggere il numero in euro e a saltare la riga dopo. Il punto è che una multipla di cinque eventi non è una puntata più grande, è una puntata con cinque volte le occasioni di sbagliare, e la probabilità di incassare il premio non è la stessa cosa della probabilità di vincere la multipla.
Planetwin365, concessione n. 16007: venti tipologie di sport e un elenco che comincia altrove
Pwo S.p.a. detiene la concessione n. 16007 per Planetwin365. L’app copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta.
Le più di 20 tipologie di sport sono una promessa di ampiezza, non di profondità: il tennis sta dentro quel numero insieme ad altri diciannove sport almeno, e non c’è modo di sapere quanti mercati siano aperti. Quello che la descrizione dichiara in modo esplicito è la copertura calcistica, che va dalle coppe europee alla Serie C, ed è una copertura che pochi altri in questa lista rivendicano in modo così dettagliato.
La finestra di gennaio è di nuovo la prova del nove: la Serie C si gioca mentre Melbourne è in corso, e un operatore che costruisce l’offerta sul calcio di tutti i livelli sta servendo un lettore diverso da quello che vuole il tennis. I risultati in diretta restano un vantaggio comune a molti.
Betfair, concessione n. 16028: mercati combo e una regola d’ingresso
Betfair Italia S.r.l. detiene la concessione n. 16028 per Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Il marchio è descritto come il primo exchange italiano, e l’exchange è un gioco ammesso a sé dall’art. 6, comma 1, lett. e) e dall’art. 2, lett. u) del D.Lgs. 41/2024: il giocatore può fare la punta o la banca, e il concessionario si limita a metterli in contatto anonimo. È l’unico prodotto di questa lista in cui il prezzo non è fissato dal bookmaker ma dai giocatori che si incontrano, e la differenza si sente sul margine: dove il bookmaker trattiene una forchetta, l’exchange trattiene una commissione sul vincitore, che è una struttura di costo diversa e va confrontata con la prima, non sommata in modo approssimativo.
La documentazione del marchio è riportata prevedere regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima a favore di 200 centesimi in passi da 50 centesimi, e un articolo di stampa di settore del 2024 dice che sul vincitore non grava nulla, con il prelievo a carico del concessionario. Chi entra sapendo già come funziona il meccanismo trova qui una cosa che gli altri nove non hanno; chi entra aspettandosi un bookmaker incontra un regolamento diverso.
Su questo punto va detto anche l’altro lato: i mercati combo e Supercombo sono la parte più vicina a un bookmaker tradizionale, e sono quelli che il lettore occasionale userà davvero.
bet365, concessione n. 16030: il tennis accanto all’ippica
Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione n. 16030 per Bet365. Il marchio si presenta come Official Global Betting Partner della UEFA Champions League e offre scommesse su Premier League, Champions League, ippica, boxe, freccette, basket, golf e tennis, pre evento e live.
Il tennis compare nell’elenco, accanto all’ippica e alle freccette, senza gerarchia e senza numeri. È il tipo di presentazione che dice molto sull’ampiezza e poco sulla profondità: nessuno di questi sport è dichiarato prioritario, e la partnership con la Champions League è l’unico elemento di enfasi della descrizione.
A settembre 2026 ADM ha autorizzato la Setka Cup, come riporta la stampa di settore, e bet365 è indicato come primo partner. Il dettaglio è interessante per una ragione che non riguarda il merito dell’operatore: conferma che gli eventi entrano nel palinsesto uno per uno e che un operatore grande abbastanza da essere il primo su un torneo nuovo ha un vantaggio di anticipo sulle voci di catalogo. Per il tennis australiano questo non significa nulla di diretto, ma dice come funziona la fila.
Costi reali delle offerte di benvenuto
Il caso illustrativo è quello di un bonus di benvenuto pari al 100 % del primo deposito, che è la forma che BetFlag dichiara con un tetto di 5.000 €, e dell’operatore qui si sa una cosa che cambia tutto: le condizioni richiamate non riportano un requisito di puntata. È il tipo di silenzio che in un contratto si legge in modo preciso — se il rigioco non è previsto, il costo di accettazione non è il giro di puntate, e il calcolo che segue non si applica.
Il lettore deve quindi fare la domanda giusta prima di ogni altra: esiste un requisito di puntata? Se non c’è, il bonus è una somma accreditata su saldo con le regole d’uso che l’operatore scrive, e il costo non è il rigioco ma la quota che si paga puntando quei soldi sul mercato, cioè il margine che l’articolo ha calcolato più sopra con il caso 1,90 / 1,90.
Prendiamo una condizione che il lettore incontrerà di frequente altrove: un bonus di 100 € accreditato sulla prima ricarica, con un requisito di puntata pari a 5 volte l’importo del bonus e una quota minima di 1,50 per ogni giocata che conta. In quello scenario il volume di puntate necessario è 100 € per 5, cioè 500 €.
A quel punto serve il taglio delle giocate. Con puntate da 10 € il conto richiede 50 giocate; con puntate da 1 € ne richiede 500. Il lettore che punta 1 € alla volta ha un problema che non è il volume ma la scadenza: 500 giocate richiedono tempo, e i requisiti hanno una finestra di validità che nessuno negozia.
Il costo medio atteso si ottiene applicando al volume il margine del mercato su cui si gioca. Su un mercato a due esiti con quote 1,90 / 1,90, con margine intorno al 5 %, il costo atteso è circa il 5 % di 500 €, cioè circa 25 €. Su un mercato con un margine dell’8 % lo stesso volume costa circa 40 €, un po’ di più della metà del bonus. Il numero è una stima media su molte puntate nelle condizioni indicate, non un esito garantito per una singola giocata: chi punta una volta sola può chiudere il conto in attivo o in passivo molto lontano da quella cifra.
Ecco dove il linguaggio del settore merita una traduzione. Un bonus «senza rischio» di 100 € non è senza rischio: il rigioco a 5 volte costruisce un volume cinque volte il bonus, e su quel volume il margine trattiene una parte in ogni caso. Il tetto di 5.000 € di una promozione sul deposito funziona allo stesso modo: è il massimo che l’operatore accrediterebbe, non il massimo che il lettore riceve, e la differenza sta nel deposito.
Il caso di William Hill chiude il cerchio con una variante diversa dal solito, il requisito di quota totale minima 10.0 su una multipla di almeno 5 eventi. Lì il vincolo non è quanto si punta né quante volte, è la forma della giocata: la freebet da 5 € alla settimana è la parte piccola del pacchetto, e il vero costo è la probabilità di azzeccare una multipla abbastanza lunga. Chi guarda solo i cinque euro non ha ancora letto l’offerta.
Tassazione delle vincite
La prima cosa da dire è che il giocatore italiano che incassa da un concessionario non paga nulla sul premio. Per le vincite pagate da un concessionario ADM, la tassazione avviene alla fonte, il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla in sede di dichiarazione: è una ricostruzione riferita dalla stampa di settore nel 2024 e nel 2026, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi va verificata con un commercialista prima di farci affidamento.
L’imposta cade sull’operatore. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è quella del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, art. 4, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025 — il cui numero non è confermato — ed è pari al 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e al 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza fra le somme giocate e le vincite pagate. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano gli stessi tassi, dove prima erano al 43 % e al 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % sull’ammontare della raccolta al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per salire al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Il numero che conta per il lettore è il 24,5 %, perché è quello che si applica alla raccolta a distanza, cioè ai siti su cui punta dal computer o dal telefono. Non è un prelievo sul suo conto: è una quota di ciò che resta all’operatore dopo le vincite pagate, e finisce per essere un costo che l’operatore scarica nella forchetta delle quote. È il motivo per cui due mercati identici possono avere margini diversi: il prezzo, fra le altre cose, paga quella percentuale.
C’è poi il caso in cui la vincita arriva da un sito senza concessione. La risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 141/E del 30 dicembre 2010 tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto, senza deduzioni. La lettura pratica è doppia: nessuna ritenuta alla fonte e obbligo di dichiarazione nel modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va presa per quella che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
A questo si aggiunge il quadro dell’offerta illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 tiene insieme l’elenco dei siti legali e quello dei siti inibiti, la legge 401/1989 sanziona il giocatore che partecipa a scommesse organizzate da operatori non concessionari con l’ammenda e l’arresto fino a tre mesi come ADM stessa scrive, e il risultato non è solo una questione di sanzione: è che il conto su un sito non autorizzato non è collegato al RUA e non gode di nessuna delle tutele descritte più sopra. Chi vince su un .com scopre il secondo problema dopo aver risolto il primo.
Bonus e divieto di pubblicità
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito dalla L. 96/2018, è in vigore, e ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». A vigilare è AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione.
Il punto che il lettore deve tenere fermo è che il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Gli operatori con concesso possono continuare a offrire un bonus di benvenuto, e non risulta né un tetto statutario all’importo né un tetto al rigioco: importi, requisiti di puntata e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Chi cerca una regola unica che dica quanto può valere un bonus non la trova, perché non esiste.
L’altro lato della stessa legge è che il decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve a un gioco sicuro e responsabile, all’art. 3, lett. l), e consente al concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile che portino il proprio logo, all’art. 3, lett. m) e all’art. 15, comma 3. È l’origine di quella curiosa simmetria per cui il nome di un bookmaker non può comparire in uno spot sulle scommesse ma può comparire su un messaggio che spiega come smettere di scommettere.
L’applicazione ha una storia recente che vale la pena conoscere. La stampa di settore riferisce che nel 2025 AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, il C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e il C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta, non una legge, è un emendamento di Forza Italia alla manovra 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni: il suo esito non è stato trovato, e alla data della verifica il divieto è in vigore. ADM aggiunge che la pubblicità di operatori privi di concessione può attirare provvedimenti di AGCOM verso i mezzi che la diffondono.
Il lettore attento trova qui un motivo in più per leggere una comunicazione di un bookmaker con prudenza, e per leggere con la stessa prudenza un sito che promette ciò che il divieto vieta di pubblicizzare.
Domande frequenti
Su quali eventi si può scommettere presso un bookmaker con concessione ADM?
Solo su quelli inseriti nel palinsesto approvato da ADM per quel concessionario. L’art. 2, lett. s) del D.Lgs. 41/2024 definisce il palinsesto come il programma di eventi e tipi di giocata predisposto dal concessionario e approvato dall’autorità, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno. Non esiste un catalogo unico valido per tutti gli operatori.
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si legge l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM e si cerca il sito .it del marchio, con il suo codice. L’elenco al 25 ottobre 2026 ha 52 righe da 16000 a 16051, e la concessione è per sito, non per società: lo stesso gruppo può comparire più volte con indirizzi diversi. Il numero sta anche nelle condizioni dell’operatore.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota. Con 10 € puntati a quota 1,85 il ritorno è 18,50 €, di cui 8,50 € di profitto netto. Nella multipla le quote delle singole giocate si moltiplicano fra loro in un’unica quota finale. Nella singola l’operazione è una moltiplicazione sola.
Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?
Si sommano i reciproci di tutte le quote dello stesso mercato, poi si divide 1 per quella somma. Con due esiti a 1,90 e 1,90 la somma dei reciproci è circa 1,0526 e la quota di ritorno circa il 95,0 %, quindi il margine è intorno al 5,0 %. Su un mercato equilibrato la banda sta fra il 4,5 % e il 5,5 %.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore: l’imposta unica è a carico dell’operatore, al 24,5 % sulla raccolta a distanza, calcolata sulla differenza fra giocate e vincite pagate. È una ricostruzione riferita dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’amministrazione finanziaria: conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, fissato secondo l’età e il comportamento del giocatore su protocolli approvati da ADM. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Il valore del limite che ADM fissa nella gara di concessione non è noto.
Competizioni – Buchedi Golf
Contenuto creato dal team «Buchedi Golf»
