Scommesse sportive sicuri 2026, la guida per capire quanto ti costa davvero una concessione
Dati aggiornati al 3 Novembre 2026, verificati contro l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’ADM, le condizioni contrattuali dei singoli operatori e le pagine informative dell’Agenzia su autoesclusione e accesso al gioco.

Chi cerca «scommesse sportive sicuri» vuole una cosa sola: la certezza di non rimetterci i soldi per una ragione stupida, tipo scoprire che il sito su cui ha appena depositato non esiste per nessuno tranne che per lui. La risposta breve è che in Italia la sicurezza non è un aggettivo del bookmaker, è un numero: la concessione rilasciata dall’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ex AAMS) e il sito .it su cui quella concessione è spesa. La risposta lunga è che quel numero non dice niente su quanto costa scommettere lì, e le due cose vengono sistematicamente confuse. Un operatore può avere la concessione, stare nell’elenco dell’Agenzia e avere comunque quote più corte, un requisito di rigioco più lungo e una quota minima di scommessa più alta di quella del concorrente con la concessione accanto alla sua. La legalità protegge da un certo tipo di perdita. Non protegge dal margine, che è la perdita che si paga a ogni giocata, in ogni caso, senza che nessuno lo scriva da nessuna parte.
Prevenzione, tutela, protezione: quello che gli ADM ti mettono davvero in mano
Un conto di gioco italiano comincia sempre allo stesso modo, con una domanda che la maggior parte di chi scommette liquida in tre secondi: quale limite di deposito vuoi. Sbagliare quella risposta non è gratis, perché è l’unico strumento di protezione che resta in piedi quando la serata va male e il dito è già sulla ricarica.

Il limite che scegli tu vale più di qualunque regola scritta
All’apertura del conto il giocatore sceglie un limite settimanale o mensile di deposito. Le pagine degli operatori mostrano un tetto settimanale già proposto in fase di iscrizione, e la meccanica è asimmetrica di proposito: abbassare il limite ha effetto immediato, alzarlo fa scattare un’attesa di sette giorni. Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 all’art. 15, comma 1 fissa il quadro — autolimiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito, messaggi automatici su durata e spesa, strumenti di autoesclusione anche per singola categoria di gioco e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno.
Vale la pena fermarsi sui sette giorni. In un mercato dove i limiti sugli importi depositati in un periodo definito li fissa il concessionario secondo protocolli approvati dall’Agenzia e parametrati su età e comportamento del giocatore, la parte che il giocatore controlla davvero è quella che abbassa. Un tetto rivisto al ribasso è una decisione presa a mente fredda che vale subito; lo stesso tetto rivisto al rialzo è una decisione che l’operatore ti fa dormire sopra una settimana prima di eseguirla. Non è paternalismo, è l’unico momento in cui il sistema ti rallenta. Il costo, per chi alza il limite di lunedì dopo averlo abbassato di domenica, è esattamente una settimana di attesa e nient’altro: nessuna commissione, nessuna penale, nessuna segnalazione.
La grande assente è una legge che dica quanto puoi puntare. Un tetto statale in euro sulle puntate sportive non esiste, e chi cerca conferme in rete le trova solo nelle pubblicità. Le briglie sono due: quelle che ti dai tu e il limite di deposito scelto in registrazione. Chi vuole una regola esterna la trova nei fatti, non nei desideri.
Autoesclusione: l’interruttore che spegne ogni piattaforma insieme
L’autoesclusione registrata nel RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi nato nel 2018, blocca ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e le sale sul territorio. Durante il periodo registrato non si possono fare depositi, giocate né aprire conti presso alcun operatore con concessione ADM; il saldo prelevabile si ritira. È l’unico strumento del sistema che non si ferma al confine di un marchio, e vale ricordarlo perché la differenza rispetto a una semplice chiusura del conto presso un singolo bookmaker è tutta qui.
La domanda si presenta dal portale dell’Agenzia con SPID, oppure a uno dei concessionari presso cui si ha un conto aperto. Sulle forme: l’esclusione può essere trasversale a tutti i concessionari con blocco dell’apertura di nuovi conti, oppure limitata a un singolo concessionario o a una singola categoria di gioco, scommesse a quota fissa comprese. Chi pensa di avere un problema solo con il casinò e non con la schedina trova qui una granularità che molti non immaginano esista.
La durata è la parte da leggere due volte. L’esclusione può arrivare fino a 270 giorni a scelta del giocatore oppure essere a tempo indeterminato, con revoca possibile solo dopo almeno nove mesi; quella a tempo determinato non si revoca prima della scadenza. Chi la firma per tre mesi firma per tre mesi, e il «tanto poi ci ripenso» non è un’opzione disponibile.
Le condizioni di Admiralbet raccontano come la regola si sia mossa nel tempo. L’operatore prevede l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. Il restringimento a monte — un periodo breve non più disponibile sotto i sette giorni — è la modifica che più di ogni altra coglie il punto: il sistema non vuole che ti prenda un giorno di pausa come si prende un’aspirina.
Il sostegno gratuito e anonimo per chi ha problemi con il gioco passa dal numero verde nazionale 800 558822, che compare anche negli strumenti di gioco responsabile di bet365 accanto a periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e auto esclusione. Una riga di numero verde in fondo a una pagina di termini è la cosa che nessuno legge finché non serve. A quel punto serve.
Requisiti di identificazione e quanto costano in tempo
Aprire un conto di gioco italiano richiede identificazione piena. Il sito di BetFlag rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e il gioco è vietato ai minori di 18 anni; il conto di Admiralbet si apre con registrazione classica caricando fronte e retro di un documento valido in formato .pdf, .jpg o .png, oppure con SPID di livello 2, che richiede anche un codice temporaneo OTP e importa i dati automaticamente. Il conto senza SPID va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi si bloccano: un dettaglio che si scopre nel momento peggiore, e cioè quando si vuole incassare.
Il costo qui non è in euro, è in attesa. La registrazione manuale richiede una foto decente, un formato accettato e una verifica che può tornare indietro; la registrazione con SPID salta il passaggio dei documenti ma richiede un livello 2 e quel codice temporaneo che scade mentre lo cerchi. Chi scommette quattro volte l’anno trova più comoda la via manuale; chi apre il conto per usarlo subito vuole SPID e se ne accorge in trenta secondi. La piattaforma Sisal Matchpoint va oltre e permette di accedere al conto gioco con Touch ID, il che affronta il problema opposto — l’ingresso ripetuto — e non l’apertura.
Valutazione, criteri, classifica: dieci concessionari letti con gli occhi di chi paga
La classifica che segue mette i dieci marchi nell’ordine in cui il confronto li affronta, e ogni voce riporta quello che l’operatore stesso dichiara. Nessuno di questi numeri è una raccomandazione: la concessione si legge dal contratto, non dal punteggio.
| Marchio | Numero e titolare della concessione | Cosa dicono i termini dell’operatore sul punto chiave |
|---|---|---|
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Palinsesto app su Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga; oltre 20 tipi di sport con risultati in diretta |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Palinsesto app da calcio, tennis e basket a F1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, con eventi di spettacolo e politica |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Apertura conto con SPID e CIE accanto alla registrazione classica; gioco vietato ai minori di 18 anni |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservato a nuovi giocatori con conto verificato, deposito minimo 20 € |
| William Hill | ADM n. 16044, William Hill Malta Plc | Registrazione con SPID per il Bonus Sport da 10 €, via manuale con bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore; massimo 100 € di bonus utilizzabili su ogni scommessa |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa accanto a slot e Live Casinò |
| Goldbet | ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e altri sport |
| Betsson | ADM n. 16027, Azzurri Limited | Scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo |
| SNAI | ADM n. 16032, Snaitech Spa | Singole, multiple e sistemi; mercati su risultato esatto, numero di goal, tiri in porta, cartellini e rigori, con Cash Out |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per il live |
Due colonne su tre sono numeri e dichiarazioni; la terza è la sola che dice cosa succede a te. Il numero di concessione è la parte pubblica e verificabile, e va letto con la testa del titolare accanto: Goldbet e Lottomatica portano entrambi a Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy), Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Succede perché la concessione è assegnata per sito e non per azienda, e una stessa società può gestirne più di una; l’elenco dell’Agenzia letto il 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ognuna legata a un sito .it. Chi cita il numero e non la società racconta metà della storia, e la metà che manca è quella che interessa al commercialista.
Il massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa, fissato a 100 € per le scommesse sportive, merita una riga a parte perché è l’unico cap di sistema che le condizioni degli operatori mettono nero su bianco. Non è un tetto alla vincita. È un tetto a quanto bonus entra in una singola giocata, e chi ha letto la parola «100 %» nel banner di benvenuto tende a confonderlo con l’altra cosa.
Planetwin365: la concessione n. 16007 e un palinsesto che si legge dal nome dei campionati
Pwo S.p.a. spende la concessione ADM n. 16007 sul sito della piattaforma, e l’app Planetwin365 copre i principali campionati di calcio nazionali ed europei — Serie A, Serie B, Coppa Italia, Serie C, Premier League, Bundesliga, La Liga — e competizioni come Champions League, Europa League e Conference League, oltre a più di 20 tipologie di sport con risultati in diretta. Il palinsesto è la dichiarazione più facile da verificare di tutto il gruppo, perché i nomi delle competizioni non si improvvisano. Chi cerca una schedina sulla Serie C trova qui la sua riga, e chi cerca la Conference League la trova accanto. Il verdetto: il catalogo degli eventi è la parte su cui questo marchio costruisce il confronto, e per chi scommette quasi solo su calcio italiano di secondo livello è una delle poche voci in cui l’ampiezza si tocca con mano invece di leggerla in un claim.
Eurobet: un palinsesto che esce dai confini dello sport
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale opera con la concessione ADM n. 16012, e la sua app Sport offre un palinsesto che va da calcio, tennis e basket a Formula 1, MotoGP, baseball, volley, ciclismo, rugby, golf e scacchi, fino a eventi di spettacolo (musica, cinema, tv e reality show) e di politica (elezioni). Questa è l’unica voce del gruppo che ammette il proprio pubblico. Chi pensa in termini di tifoso e schedina lo considera un catalogo sportivo, chi guarda le elezioni accanto al PGA lo considera un altro prodotto, e la differenza tra le due letture è in una riga di elenco. Il verdetto: la larghezza del listino vale per chi non vuole tenere aperto un secondo conto per l’evento fuori dal campo; per chi scommette solo sui tre sport classici è ampiezza che non usa e che non gli costa nulla.
BetFlag: SPID e CIE come criterio di scelta
Betflag S.p.a. tiene la concessione ADM n. 16008, e la pagina di apertura conto rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, con il gioco vietato ai minori di 18 anni. La carta d’identità elettronica accanto a SPID non è scontata, e per chi non ha il PIN dello SPID a portata di mano sarà il dettaglio che decide. Il costo nascosto qui non è monetario: è l’ordine delle operazioni. Aprire per SPID prima di versare evita il blocco dei prelievi a conto non validato, e chi salta il passaggio se ne accorge solo al primo incasso. Il verdetto: l’accesso è il punto forte dichiarato, e chi arriva da una registrazione già rifiutata altrove dovrebbe partire da qui.
NetWin: il 100 % che ha una condizione incorporata
La concessione di Netwin Italia S.p.a. è la n. 16035, e l’offerta Sport-50 è presentata dall’operatore come bonus reale pari al 100 % del primo deposito fino a 50 €, riservata ai nuovi giocatori con conto verificato, con deposito minimo di 20 €. La parola «reale» fa un lavoro preciso in quella frase: distingue il credito da una free bet e mette in chiaro che qui si parla di soldi giocabili e prelevabili secondo i requisiti. I due vincoli che contano non sono il 100 % né il tetto di 50 €, ma il deposito minimo di 20 € e il conto già verificato: chi arriva dal caricamento dei documenti non ancora approvato non riceve nulla, e il bonus resta lì a prendere polvere. Il verdetto: il tetto basso è la qualità dell’offerta, non il difetto — un bonus da 50 € è un invito a leggere i requisiti di giocata, uno da 500 € è un invito a non farlo.
William Hill: dieci euro subito contro cinque euro dopo i documenti
William Hill Malta Plc opera con la concessione ADM n. 16044, e il suo Benvenuto Sport accredita subito un Bonus Sport da 10 € a chi si registra con SPID; con la registrazione manuale è previsto un bonus di verifica da 5 € dopo l’invio dei documenti entro 96 ore. Qui la verifica non è una condizione da soddisfare ma un prezzo: cinque euro di differenza tra la via rapida e quella lenta, pagabili in attesa. Le condizioni dell’operatore precisano anche che i bonus non sono subito prelevabili ma vanno giocati secondo il requisito di giocata previsto dalle normative ADM, e che per le scommesse sportive il massimo di bonus utilizzabile su ogni scommessa è di 100 €. Il verdetto: il doppio binario è la cosa più onesta e più irritante del marchio — onesta perché non nasconde l’attesa, irritante perché dieci euro valgono, per molti, più di un quarto d’ora di coda davanti allo scanner.
Fondamenti: come si legge una concessione prima di versare un euro
Il primissimo controllo costa zero e non richiede di aprire nessun conto. Il gioco a distanza con vincite in denaro può essere offerto in Italia solo da chi ha una concessione dell’ADM, e per verificare se un operatore è autorizzato si consulta l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’Agenzia. Quell’elenco, letto il 25 ottobre 2026, ha 52 righe. Il secondo controllo è nel contratto che si accetta: un operatore con concessione dichiara il proprio titolo nei termini del conto di gioco, e Admiralbet scrive di essere concessionaria per il gioco a distanza in virtù della concessione n. 16048 rilasciata dall’ADM e di fornire il servizio tramite il proprio sito .it.

Bastano quelle due cose per escludere il caso peggiore. Prima ancora della quota, prima del bonus, la domanda è se il marchio compare nell’elenco e se il numero che dichiara combacia con la riga che occupa.
La lista ha 52 righe e nessuna colonna per il gioco
Il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024) all’art. 22 stabilisce che l’ADM, d’intesa con la Guardia di Finanza, redige la lista dei siti di offerta legale di gioco a distanza riferiti ai concessionari e quella dei siti inibiti, e le rende pubbliche sui siti istituzionali dell’Agenzia e della Guardia di Finanza. Le licenze sono concessioni assegnate con gara pubblica, non licenze aperte; la gara del settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, per circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
Adesso la parte che nessun confronto scrive in grande. La concessione è per sito, non per società, e l’elenco non ha una colonna che dica quali giochi quel sito può offrire: un concessionario può avere in qualsiasi combinazione il diritto alle scommesse sportive, al poker e ai giochi di abilità, ai giochi di tipo casinò, al betting exchange e al bingo. Un nome nell’elenco non dimostra di per sé un’offerta di scommesse sportive, e quella la dimostrano il sito e l’app dell’operatore. Il che significa che «è nell’elenco» e «è il bookmaker giusto per me» sono due frasi diverse, e la prima è una condizione necessaria che non promuove nessuno.
La concessione è per sito, e il dominio .it è la prova
Una concessione italiana vive su un dominio .it. I dieci marchi del confronto spendono la propria su un sito nazionale, e ognuno di quei siti porta il nome del marchio. La ragione per cui un bookmaker con concessione ADM usa un sito .it è la stessa per cui all’estero non ne serve uno: la concessione autorizza quell’offerta su quel dominio, e ADM tiene la lista dei siti legali legata ai concessionari. Chi finisce su un dominio estero lo trova semplicemente altrove, con una licenza di un altro paese, che in Italia non ha alcuno standing.
C’è anche una questione di abitudine linguistica che vale più di quanto sembri. Il mercato dice ancora «AAMS» mentre il regolatore si chiama ADM dalla riorganizzazione delle Agenzie: la sigla vecchia sopravvive nei titoli e nelle conversazioni, e chi cerca «bookmaker non AAMS sicuri» sta in realtà cercando la stessa cosa senza saperlo. Traduzione operativa: la sigla da controllare sull’elenco è quella dell’Agenzia, e il nome del regolatore non cambia la sostanza di una riga.
Saldo, prelievo e ricarica: come si muove il denaro
Il conto di gioco si ricarica con gli strumenti che il giocatore ha già comunicato, oppure tramite i punti vendita ricariche: l’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 tiene un registro dei punti — tabaccai, ricevitorie — che accreditano l’account online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti già registrati o con contanti per un massimo di 100 € a settimana in totale. Quegli stessi punti non pagano vincite e non liquidano il saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno a chi lo gestisce.
La conseguenza pratica riguarda chi ricarica in contanti: quel canale ha un tetto settimanale basso e a senso unico. Serve a mettere soldi dentro il conto, mai a tirarli fuori, e chi ha in mente di incassare una vincita passando dal tabaccaio si sta costruendo un problema inutile. Sul fronte opposto, l’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, concordato con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; la sua entrata in vigore è un punto aperto. Nessuna norma qui nomina un elenco di strumenti approvati, e le criptovalute presso i concessionari ADM restano una questione non definita.
Quanto resta in tasca al bookmaker, e come si calcola
Il margine non è un termine di legge: è la quota di tutte le puntate che un mercato restituisce, e si legge come uno diviso la somma degli inversi delle quote. Su un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90, il payout share è 1 ÷ (1/1,90 + 1/1,90), che è 1 diviso 1,0526, cioè circa 95 %; il margine è 100 % meno quella cifra, quindi intorno al 5 %. Detta in modo più utile: su quel mercato il bookmaker trattiene circa cinque centesimi per ogni euro puntato, restituendo gli altri novantacinque nel lungo periodo.
La cifra non è un pizzo una volta sola. Si paga a ogni giocata, su ogni esito, vincita o perdita che sia, ed è per questo che due operatori entrambi concessionari possono restare a distanze enormi l’uno dall’altro nell’arco di un anno: la concessione è la stessa forma di tutela, il prezzo dell’operazione no. Su una singola schedina il margine si vede poco; su cinquanta schedine è la voce più grossa del conto.
Sul mercato illustrative qui sopra si può anche ragionare in termini di costo atteso. Con un volume settimanale esemplificativo di 100 € puntati una volta, su un mercato a due esiti a quota 1,90 con payout share intorno al 95 %, il costo medio atteso del giro d’affari è di circa 5 € a settimana, cioè una forchetta indicativa tra i 4 e i 6 € quando il margine reale del mercato si sposta tra il 4 % e il 6 %. Sono stime statistiche su molte giocate, non un risultato garantito: in una singola settimana si può vincere e chiudere in attivo, ma il valore atteso non cambia, e il deposito-limite che il giocatore sceglie in registrazione è l’unico strumento che tiene il volume — e quindi il costo — dentro un numero deciso a mente fredda.
Il confronto con un dominio bloccato si chiude su questo: là fuori il margine c’è comunque, la tutela no.
Normativa, vigilanza, giurisdizione: cosa perdi su un sito non ADM
Su un sito senza concessione non c’è un ADM a vigilare, non c’è un RUA a raccogliere la tua autoesclusione e non c’è un foro italiano dove litigare. L’offerta di gioco ai giocatori in Italia senza concessione è illegale, e la norma che lo dice non è una linea guida.
Oscurati, inibiti, bloccati: come funziona il filtro e dove perde
L’ADM tiene pubblica la lista dei siti inibiti accanto a quella dei legali, e reindirizza i domini inibiti su una pagina di avviso. Il blocco opera a livello DNS e alcuni fornitori di accesso arrivano in ritardo; un provvedimento del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini ciascuno, e i mirror ricompaiono nel giro di ore. La parola giusta per il risultato è «oscurati» — che non vuol dire chiusi.
I fornitori di connettività e i prestatori di servizi di pagamento che violano un ordine dell’Agenzia sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. La parte da capire è dove finisce quel meccanismo: il filtro protegge chi non cerca, non chi è determinato, e un sito che riappare con un altro indirizzo resta senza concessione esattamente come prima. Un bookmaker che accetta giocatori italiani con una licenza straniera non è diventato legale perché lo hai raggiunto.
La sanzione per chi partecipa, come la scrive l’ADM
Qui il tono resta piatto, perché la materia non ammette ironia. La legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4 prevede, come l’Agenzia stessa riporta, l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda per chi pubblicizza in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’estero; anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando vengono accettate all’estero. L’importo in euro dell’ammenda non è indicato, e un procedimento contro un singolo giocatore è materia che va letta nella sua sede.
Vincite: chi paga l’imposta, e la differenza che non tutti vedono
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è pagata dall’operatore, non dal giocatore: 20,5 % se incassata sulla rete fisica e 24,5 % se incassata a distanza, calcolata sulla differenza tra puntate e vincite, secondo quanto riporta la stampa di settore. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote, e le giocate su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo incassato al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» per portare le aliquote al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore, e se i crediti da bonus entrino nella base imponibile è un punto non definito.
Per il giocatore la conseguenza pratica è che le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le incassa e non si dichiarano, perché il prelievo è a carico del concessionario e arriva alla fonte. È quanto riporta la stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi il consiglio è quello che vale sempre: prima di decidere in autonomia, sentire un commercialista.
Il quadro cambia completamente fuori dal perimetro. L’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per siti registrati o ospitati all’estero, tassabili secondo l’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, con l’aliquota IRPEF applicata che non è qui determinata. In parole povere: chi vince su un sito non concessionario dovrebbe dichiarare come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate — il che non è consulenza fiscale, e non è la stessa cosa di «le vincite sono tassate alla fonte».
Pubblicità: perché il banner non c’è più e il bonus sì
Il decreto-legge 12 luglio 2018, n. 87 vieta qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, su qualunque mezzo, incluse manifestazioni sportive, trasmissioni televisive, stampa e internet. L’AGCOM è l’autorità che lo fa rispettare, con una sanzione pari al 20 % del valore della pubblicità e non inferiore a 50.000 € per violazione. Il decreto stesso promuove però la comunicazione di gioco pubblico che serve al gioco sicuro e responsabile e consente ai concessionari messaggi di gioco responsabile con il proprio logo.
Sul fronte applicativo: l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025, e il TAR Lazio, con l’ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, uno sulla responsabilità delle piattaforme e uno sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica in senso permissivo per la pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, non è legge, e alla data di verifica il divieto è in vigore.
Questo spiega una cosa che confonde molti lettori: il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus di benvenuto. Non esiste un tetto statale all’importo dei bonus né al rigioco, quindi ammontare, requisiti di puntata e quota minima vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Chi cerca un numero di legge sugli importi lo cerca invano; chi vuole sapere quanto costa un bonus legge lì, e solo lì.
Domande frequenti sulle scommesse sportive sicure in Italia
Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?
Si consulta l’Elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato sul sito dell’ADM, dove ogni riga riporta un codice e un sito .it, e si confronta con il numero e la società che l’operatore dichiara nei termini del conto di gioco. Un nome presente nell’elenco, senza colonna dei giochi, non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive.
Che cos’è il RUA e come funziona l’autoesclusione?
Il RUA è il Registro Unico degli Autoesclusi, attivo dal 2018: durante il periodo registrato blocca depositi, giocate e apertura di conti su ogni piattaforma online autorizzata in Italia. La richiesta si presenta dal portale ADM con SPID o a un concessionario, per tutti i giochi, per un singolo marchio o per una categoria come le scommesse a quota fissa.
Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?
All’apertura del conto il giocatore sceglie un tetto settimanale o mensile, già proposto in fase di registrazione. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato scatta dopo sette giorni. Un tetto statale in euro sulle puntate sportive non esiste: le briglie reali sono questa scelta e gli autolimiti su tempo, spesa e perdita previsti dalla normativa.
Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non ADM?
Nessuna tutela RUA, nessuna vigilanza dell’ADM, nessun foro italiano, e l’offerta ai giocatori in Italia senza concessione è illegale. I domini finiscono nella lista dei siti inibiti, con blocco DNS e ricomparse su altri indirizzi. L’ADM stessa ricorda che il partecipante a scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Presso un concessionario ADM l’imposta unica è pagata dall’operatore, quindi le vincite arrivano nette e non si dichiarano: è quanto riporta la stampa di settore, e prima di decidere conviene sentire un commercialista. Su siti esteri l’Agenzia delle Entrate li legge come redditi diversi, da indicare nel Modello Redditi PF o nel 730 senza ritenuta.
Licenza ADM e sicurezza – Buchedi Golf
Contenuto creato dal team «Buchedi Golf»
