Scommesse con Draw No Bet: il pareggio restituisce la posta, non la vince

Updated Novembre 2026
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Verificato il 3 Novembre 2026 sulle concessioni pubblicate nell’elenco ADM (ex AAMS) dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.

Una schedina con diverse selezioni segnate a penna su un bancone di legno
Nel Draw No Bet di William Hill si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2).

Chi cerca una scommessa con draw no bet cerca una cosa sola: un modo di non perdere quando la partita finisce in parità. Il meccanismo è semplice, la matematica un po’ meno. Il rimborso non è un regalo dell’operatore, è una copertura che si paga con quota ridotta, e la differenza rispetto a un 1X2 secco è quasi sempre più cara di quanto sembri a prima vista. Vale la pena vedere dove finisce quella differenza.

Una schedina da tre euro con tre segni a penna sul bancone di un’agenzia spiega già il mestiere: si sceglie un esito, si firma un prezzo del momento e si aspetta. Il Draw No Bet aggiunge una clausola a quella firma, e le clausole hanno un costo. Chi la vende non lo nasconde, semplicemente non lo mette in vetrina.

La concessione ADM: perché è il primo numero da guardare, prima della quota

In Italia un bookmaker che accetta giocate da un giocatore italiano ha bisogno di una concessione per il gioco a distanza, rilasciata dall’ADM, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS (ex AAMS) per abitudine. La regola sta nel Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. Non è una licenza aperta, una di quelle che si comprano in un pomeriggio da un’autorità straniera: è una concessione assegnata per gara pubblica.

Un pallone da calcio appoggiato su una schedina bianca su un tavolo di legno, alla luce del giorno
Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, compreso il Draw No Bet, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l'eventuale recupero.

L’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza, letto il 25 ottobre 2026, contiene 52 righe, con codici da 16000 a 16051, e ogni riga è legata a un solo sito .it. Il bando di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025. Numero tondo, durata lunga, procedura chiusa: chi entra, entra per un pezzo.

Un codice per sito, non per azienda

La concessione è per sito, non per società. Eurobet Italia S.r.l. ne gestisce tre — Eurobet, Bwin e Gioco Digitale — e il nome commerciale quasi mai coincide con la ragione sociale del concessionario: Bwin fa capo a Eurobet Italia, Lottomatica a Goldbet Better Organization Italy S.p.A., Betsson e StarCasinò ad Azzurri Limited. Chi confronta due marchi guardando due nomi diversi sul listino può scoprire che il concessionario è lo stesso, e che i due regolamenti non sono identici perché la concessione è per dominio.

Un foglio di concessione in carta con un timbro rosso, appoggiato su una scrivania di legno accanto a una penna
Nell'Asian handicap con handicap 0, la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde e il pareggio comporta il rimborso della posta.

La durata massima è di nove anni senza rinnovo (art. 6, comma 3), e i requisiti comprendono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno a rispettare i limiti di deposito che l’ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5). Termini della concessione e regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3; art. 5, comma 3). Tradotto: nessuno riscrive le regole a metà partita.

Cosa dice l’elenco ADM e cosa non dice

L’elenco ha una lacuna che vale la pena conoscere. Non ha una colonna per i giochi. Lo stesso concessionario può avere diritto a scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, betting exchange e bingo in qualsiasi combinazione, e un nome sull’elenco non dimostra da solo che quel sito offra scommesse sportive: lo dimostra il sito o l’app dell’operatore. Un posto in una classifica non è una concessione, e nemmeno un nome su una lista lo è.

Come si verifica, in pratica: si apre l’elenco ADM, si cerca il dominio .it del marchio e si confronta il codice riportato nei termini e condizioni dell’operatore con quello pubblicato dall’Agenzia. I concessionari dichiarano numero di concessione e ragione sociale nelle proprie condizioni. Se i due numeri non coincidono, la partita è chiusa prima di cominciare.

C’è anche un lato che riguarda chi non compare. Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non figurano tra le 52 righe del 25 ottobre 2026. L’assenza dall’elenco non è una condanna penale né una prova di illegalità, ma è un fatto che cambia il conto: un sito senza concessione non è collegato al RUA, il Registro Unico degli Autoesclusi, non passa sotto la vigilanza dell’ADM e non ha sede legale italiana dove far valere una contestazione. Su un mercato dove il filtro è il dominio, il primo controllo non è la quota del Draw No Bet. È il codice.

Le concessioni si contano in decine, non in centinaia, e l’elenco è più corto della lista dei marchi che il lettore incontra cercando «scommesse». Un dettaglio utile quando un sito promette condizioni che nessun concessionario italiano propone: quasi sempre, quel sito non è un concessionario italiano.

Palinsesto, eventi simulati e ciò che resta fuori dai due elenchi

Una giocata può essere accettata solo su eventi che stanno nel palinsesto, cioè il programma di eventi e tipi di scommessa preparato dal concessionario e approvato dall’ADM (art. 2, lett. s). L’ADM aggiunge eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e quali tipi di scommessa stiano dentro il palinsesto, riga per riga, non è cosa che si legga da qui: si legge sul sito dell’operatore.

Le scommesse su eventi simulati — competizioni sportive generate al computer, mostrate in animazione o come evento reale preregistrato — sono definite dall’art. 2, lett. v) e sono ammesse dentro una concessione per le scommesse sportive. I siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica è due cose distinte: le scommesse sulle corse dei cavalli a quota fissa o a totalizzatore stanno nell’art. 6, comma 1, lett. a), mentre i giochi di ippica nazionale (vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — art. 6, comma 1, lett. c) richiedono una concessione propria, e non è dato sapere se qualche marchio online li offra.

Il betting exchange è un gioco a sé (art. 6, comma 1, lett. e): il giocatore può fare la parte del puntatore o del banco e il concessionario si limita a metterli in contatto in forma anonima. La documentazione di Betfair è riportata indicare regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima «back» di 200 centesimi in passi da 50, e un articolo di settore del 2024 riferisce che il giocatore non deve nulla sulle vincite, perché il prelievo cade sul concessionario. Quali marchi gestiscano oggi un exchange e con quali commissioni, invece, non è cosa che si ricavi da qui.

Questa è la prima conseguenza pratica e non è quella che il lettore si aspetta. La regola che decide se un Draw No Bet è esigibile non è nel regolamento sportivo. È in una concessione, in un elenco pubblico e in un palinsesto approvato.

Autoesclusione e limiti: gli strumenti che esistono solo dove esiste la concessione

La protezione del giocatore, in Italia, non è un codice di buona condotta firmato dall’operatore. È una condizione della concessione, e cambia natura a seconda di dove il conto è aperto. È qui che la differenza tra un concessionario ADM e un sito .com senza concessione smette di essere una questione di etichetta.

Il quadro è nell’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024. Un concessionario deve offrire strumenti di autolimitazione su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati secondo l’età e il comportamento di gioco del giocatore su protocolli approvati dall’ADM; messaggi automatici su durata della sessione e spesa; strumenti di autoesclusione, anche per categoria di prodotto; un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana per otto ore al giorno. Non è un elenco di buone intenzioni: è la condizione che tiene in piedi la concessione.

Il limite che si sceglie in registrazione e quello che si alza dopo sette giorni

In registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. La meccanica è asimmetrica, e vale la pena leggerla due volte. Un limite abbassato ha effetto immediato, uno alzato entra in vigore dopo sette giorni. Chi vuole stringere può farlo subito; chi vuole allargare aspetta una settimana, e quella settimana è il punto dell’intero meccanismo.

La versione concreta arriva dai termini di AdmiralBet: in registrazione la piattaforma chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con la stessa asimmetria — limite ridotto subito, limite aumentato dopo sette giorni. Tre dimensioni insieme, non solo i soldi: ricarica, spesa e tempo. Chi pensa che il problema sia solo l’importo depositato ha letto metà del modulo.

L’ADM fissa anche un limite di deposito nel bando, e la cifra esatta che l’Agenzia impone in sede di gara non è pubblica in modo leggibile da qui. Resta la conseguenza: la regola che il giocatore tocca con le mani è quella che sceglie lui, in registrazione, e che può solo abbassare in fretta.

Autoesclusione: il RUA e i periodi

L’autoesclusione è la parte di questo sistema che ha il morso più forte, perché non si limita a un sito. Il RUA, Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, blocca l’accesso a ogni piattaforma online autorizzata in Italia e alle sale fisiche. Chi si esclude lì non si esclude da un marchio: si esclude dal gioco legale italiano, punto.

I termini di AdmiralBet prevedono l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia; dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, o indeterminata con revoca possibile dopo nove mesi. Sono due regimi in un solo documento, e la data conta: chi legge un regolamento vecchio trova periodi che non valgono più.

Le forme parziali di esclusione, per categoria di prodotto, partono il 1° febbraio 2026 secondo una testata di settore, e i termini e le condizioni degli operatori e la pagina ADM sono il posto dove leggere durate e forme esatte. Il punto pratico: su un sito senza concessione il RUA non arriva. Un giocatore autoescluso lì è un giocatore senza la rete di sicurezza che lo ha appena portato a escludersi, e non lo sa.

Identificazione, età e il conto che si sospende

Un conto di gioco richiede identificazione piena, e l’età minima è 18 anni: l’art. 3, comma 1, lett. a) mette la «tutela dei minori di età» tra i principi, le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco, e la legge italiana fissa l’età a 18. Per aprire il conto BetFlag rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni; Goldbet passa anche dal CIE attraverso un fornitore SPID.

Il dettaglio che costa: senza SPID il conto va convalidato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi bloccati, come indicano le pagine degli operatori. Una vincita su un conto non convalidato non è una vincita che si incassa. È un saldo che aspetta un documento.

La campagna di informazione che paga il concessionario

C’è una voce che quasi nessuno mette in relazione con la propria schedina. L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei propri ricavi netti, per un massimo di 1.000.000 € l’anno, in campagne informative o di comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. La percentuale non si scarica sul conto del giocatore, ma dice una cosa sul mercato: la protezione qui non è volontariato, è una riga di bilancio obbligatoria.

bet365 indica per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, e i suoi strumenti di gioco responsabile comprendono periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione. Il numero di telefono è la parte seria di questa pagina e merita di essere letto senza sarcasmo: esiste per chi ha già superato il punto in cui il limite di deposito serve a qualcosa.

Il confronto tra giurisdizioni, su questo terreno, è brutale e va detto una volta sola. Un concessionario ADM porta con sé il RUA, la vigilanza dell’Agenzia, gli strumenti di limite obbligatori e un foro italiano. Un marchio .com senza concessione non porta nulla di tutto questo. Chi gioca lì sta scegliendo il proprio regolamento, e non lo ha scritto lui.

Il meccanismo del Draw No Bet: rimborso in caso di pareggio, e il prezzo che ci sta dentro

Formato, mercato, copertura: tre parole che spiegano perché il DNB esiste e perché non è mai gratis. Il Draw No Bet — «rimborso in caso di pareggio», abbreviato DNB — è un mercato a due esiti su un evento che ne ha tre. Si sceglie la vittoria della squadra di casa o della squadra in trasferta, e il pareggio non è un esito che si gioca: è l’esito che annulla la giocata.

Il regolamento di William Hill lo dice senza giri di parole: nel Draw No Bet si pronostica la vittoria della squadra di casa (segno 1) o della squadra in trasferta (segno 2), e in caso di pareggio la scommessa va a rimborso. Nella sostanza è la stessa logica dell’Asian handicap con handicap 0: la vittoria della squadra scelta vince la scommessa, la sconfitta la perde, il pareggio comporta il rimborso della posta, perché senza vincitore tutti ricevono indietro la puntata originale. Il DNB è quella struttura travestita: due esiti invece di tre, e nessuna terza opzione da pagare.

Vale la pena fissare due regole di lettura prima di guardare le quote. Se non diversamente specificato, le scommesse sul calcio di William Hill, Draw No Bet compreso, si basano sul punteggio al termine dei tempi regolamentari, cioè 90 minuti più l’eventuale recupero. E il regolamento delle scommesse a quota fissa di AdmiralBet prevede che, se il risultato verificatosi non è tra gli esiti contemplati da una tipologia di scommessa, il partecipante abbia diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato; nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione.

Quella seconda regola è la più importante della pagina per chi gioca in multipla. Un DNB in una multipla finita in parità non fa cadere il biglietto: toglie una selezione e obbliga a ricalcolare la maggiorazione. Chi ha costruito la schedina contando su quel moltiplicatore scopre il conto vero al momento del calcolo, non al momento della giocata.

Come si calcola la vincita: puntata per quota, e nient’altro

La vincita di una scommessa è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata: questo è il senso dell’art. 6, comma 1, lett. a) nella pratica, e la quota è quella che compare in schedina. La vincita è il lordo, non il guadagno. Il guadagno netto è la puntata per la quota meno uno.

Cento euro a quota 1,90 restituiscono 190 € lordi, cioè 90 € di guadagno netto. Cento euro a quota 1,45 restituiscono 145 € lordi, 45 € netti. Questa è l’intera aritmetica, e va tenuta in mano perché è l’unico modo di misurare cosa si è pagato per il rimborso. In una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano in un unico prezzo, e l’ordine delle operazioni non cambia il risultato.

Le scommesse sportive a quota fissa sono il prodotto centrale di questo mercato, e la legge contempla anche il totalizzatore; se qualche marchio online offra oggi scommesse a totalizzatore, invece, non è cosa che si veda da qui. Per chi gioca DNB la distinzione è teorica: il DNB vive a quota fissa, e in una struttura a quota fissa il prezzo è fissato quando si firma, non quando si incassa.

Cosa costa il rimborso: quanto vale la copertura del pareggio

Qui il Draw No Bet mostra il suo prezzo, e la voce più diffusa sul mercato è «la tua scommessa è protetta». La copertura ha un costo preciso, e si misura nella differenza tra due prezzi dello stesso evento. Nel basket il Draw No Bet di William Hill si decide sulla partita al termine dei tempi regolamentari e, in caso di parità, la scommessa viene rimborsata — nel basket il pareggio è raro ma non impossibile, e il mercato lo prezza di conseguenza.

Anche quando la protezione è vera. William Hill offre il Draw No Bet su singole parti della partita: per tempo, per tempi supplementari, per quarto nel basket e per periodo, con rimborso in caso di parità al termine della frazione indicata. Un DNB sul primo tempo è un mercato diverso da un DNB sull’esito finale, perché cambia la probabilità del pareggio e quindi il costo della copertura. E non c’è modo di conoscere in anticipo di quanto scenderà la quota, perché il prezzo del DNB non è un valore fisso né un «tasso di protezione» pubblicato da qualcuno.

Ecco perché il formato ha senso solo in alcune partite. Su un incontro tra due squadre molto diverse, il mercato del 1X2 prezza la favorita vicino alla certezza e il pareggio come evento improbabile: la copertura costa poco, e il DNB è quasi un lusso a buon mercato. Su una partita equilibrata, il pareggio è un esito con una probabilità reale e il prezzo del DNB sprofonda, invece di restare vicino al segno secco. Il lettore attento vede la differenza nella quota.

È il momento di dire la cosa che i regolamenti non dicono. Il DNB non riduce la probabilità di perdere: la sposta. Nel Draw No Bet si perde la stessa partita che avrebbe fatto perdere il segno secco — la sconfitta della squadra scelta — e in più si incassa una quota ridotta per tutta la durata della giocata. La copertura del pareggio è reale, ma non gratuita: il suo prezzo è la parte di quota che il giocatore cede ogni volta, anche quando il pareggio non arriva mai.

Il margine dentro la quota: quanto trattiene il bookmaker, e perché il DNB lo rende visibile

Il margine del bookmaker sta dentro ogni quota, e questo è il punto in cui il lettore può finalmente misurarlo senza fidarsi di nessuno. Un mercato a due esiti pagati 1,90 e 1,90 — un esempio illustrativo, non una quotazione rilevata — ha una quota di ritorno data da uno diviso la somma dei reciproci delle due quote. Un mezzo per uno diviso uno virgola nove fa 0,5263 circa; due volte 0,5263 fa 1,0526 circa; il reciproco è 0,95 circa.

La quota di ritorno sta intorno al 95 %, e il margine — cento meno la quota di ritorno — sta intorno al 5 %. Quella è la banda, e la condizione va scritta accanto al numero: vale per un mercato a due esiti offerto a 1,90 e 1,90. Su un mercato vero il margine dipende dall’evento, dal mercato, dall’operatore e dal momento in cui si gioca, e non esiste una cifra unica che descriva un bookmaker. Chi promette una percentuale fissa sta vendendo una semplificazione.

Il 95 % di ritorno dice una cosa sola, ed è la più utile della pagina: su cento unità giocate ripetutamente su quel mercato, il bookmaker ne restituisce in media circa 95. Non è una previsione di quello che succede a una singola schedina, è una media. Le partite di Serie A, di Serie B e di Champions League stanno tutte in un palinsesto approvato e tutte passano da un prezzo che contiene un margine.

Un mercato a due esiti e un mercato a tre: dove il margine diventa difficile da nascondere

Il Draw No Bet rende il margine più leggibile di quanto lo sia altrove, e la ragione è strutturale. Nel 1X2 si confrontano tre prezzi e l’occhio si perde: una quota alta su una squadra scarsa sembra generosità, e non lo è. Nel DNB i prezzi da confrontare sono due, e la quota dell’altro esito è sotto gli occhi nello stesso momento. Un prezzo di 1,55 su una parte e di 2,30 sull’altra si legge come quello che è, un mercato a due facce.

Il modo pratico di usarlo non richiede un foglio di calcolo. Si prendono i due prezzi del DNB, si guarda la somma dei reciproci e la si confronta con quella di un altro operatore sullo stesso evento. Chi dà un numero più basso dà di più. È l’unico termine di paragone onesto tra due bookmaker su questa tipologia, e non richiede di conoscere le probabilità vere.

Una nota sui mercati intorno. Il DNB non è l’unico modo di coprire il pareggio, e non è nemmeno il più economico per definizione: dipende da come il bookmaker prezza l’alternativa. Non c’è un listino ufficiale dei prezzi minimi né una quota di protezione dichiarata da qualche autorità. Il margine è un termine di mercato, non una voce di legge, e nessuna norma fissa un tetto alla quota di ritorno di un mercato. Chi cerca un numero garantito lo cerca nel posto sbagliato.

Il numero 5 % non è un’accusa e non è una condanna. È un costo di struttura. Ma va letto accanto alla quota del DNB: se la copertura del pareggio costa in quota due punti e il margine del mercato vale circa cinque punti su cento, la protezione è la voce più cara della schedina, non la più invisibile.

Come scegliere il concessionario giusto: criteri, classifica e limiti della valutazione

Siamo al punto della scelta, e va detto subito che una classifica dei bookmaker per Draw No Bet qui non esiste e non può esistere. Il DNB è una tipologia di scommessa all’interno di un palinsesto approvato, e i Concessionari ADM la offrono, non la brevettano. Nessuno ha l’esclusiva del rimborso in caso di pareggio.

Il secondo criterio conta più del primo. Quali mercati un operatore mette davvero a listino su un dato evento si vede in schedina, non in una tabella, e un DNB che non compare su una partita non è offerto per quella partita: non è nascosto, non è in prova. Il terzo criterio è la densità dell’offerta sportiva che circonda la giocata — la profondità del listino è ciò che permette di costruire una multipla invece di una singola. Il quarto è il prezzo, cioè la somma dei reciproci confrontata a parità di evento. Il quinto è l’apparato di tutela che circonda il conto, e su un mercato ADM è un criterio di selezione, non di etica.

Cosa dice ogni concessione, e cosa aggiungono i termini

Ogni operatore dichiara il proprio numero di concessione e la ragione sociale nelle condizioni, e il confronto tra il numero dichiarato e quello pubblicato dall’ADM è il primo test di serietà. La tabella mette accanto all’identità del concessionario ciò che i suoi termini dicono sul funzionamento del rimborso in caso di pareggio, dove i termini lo dicono.

panorami

Marchio Numero di concessione e concessionario Cosa dicono i termini dell’operatore in tema di rimborso
AdmiralBet ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. Il regolamento a quota fissa prevede la restituzione dell’importo giocato quando il risultato non è tra gli esiti contemplati; nelle multiple la maggiorazione si ricalcola escludendo quella selezione
Sisal ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. —
Eurobet ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale —
bet365 ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc —
Goldbet ADM n. 16009, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) —
BetFlag ADM n. 16008, Betflag S.p.a. —
Betsson ADM n. 16027, Azzurri Limited —
StarCasinò ADM n. 16026, Azzurri Limited —
Planetwin365 ADM n. 16007, Pwo S.p.a. —
NetWin ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. —

La concentrazione in una sola cella non è un errore di battitura. Il regolamento delle scommesse a quota fissa è l’unica fonte pubblica che, su questa tipologia, dica come si comporta un marchio quando l’esito non è fra quelli previsti, e riguarda una questione che vale per tutte le scommesse, non solo per il DNB. La stessa asimmetria esiste sull’elenco ADM: una colonna per i giochi non c’è, e la presenza di un marchio nel listino non garantisce da sola che quel marchio offra scommesse sportive. Il lettore che vuole la certezza sul DNB di un singolo operatore la trova in una sola pagina: il regolamento sportivo di quell’operatore, alla voce del mercato.

Un secondo lettore della tabella è quello che confronta le ragioni sociali. Azzurri Limited compare due volte, su Betsson.it e su Starcasino.it: due marchi, due concessioni, un concessionario. Chi apre un conto su entrambi per avere «due operatori diversi» in realtà sta parlando con lo stesso soggetto giuridico, e le condizioni sul rimborso possono rispondere a una sola politica.

I dieci concessionari ADM, uno per uno: cosa offrono sul calcio e dove il DNB entra in gioco

AdmiralBet: i limiti si impostano prima della prima puntata

AdmiralBet, concessione ADM n. 16048 di Admiral Bet S.r.l. e sito .it proprio, è l’unico dei dieci marchi il cui regolamento a quota fissa dice, in modo generale, cosa succede quando il risultato verificatosi non è fra gli esiti di una tipologia di scommessa: il giocatore ha diritto alla restituzione in vincita dell’importo giocato, e nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. È una regola di sistema, non un paragrafo sul DNB, e in un confronto vale esattamente per questo: copre le situazioni che un regolamento specifico può lasciare scoperte.

Sul fronte dei limiti, la sua registrazione è la più strutturata delle dieci: limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con abbassamento immediato e aumento dopo sette giorni. L’autoesclusione prevede 30, 60 o 90 giorni oppure durata indeterminata, con effetto su tutte le piattaforme autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 le durate vanno da 7 a 270 giorni, o indeterminate con revoca possibile dopo nove mesi. Chi si autolimita qui non lo fa a metà. Il modulo è scomodo e va compilato una volta sola, ma è la ragione per cui questo marchio, in un confronto sul rimborso in caso di pareggio, sta davanti a chi vende la stessa copertura senza altrettante manopole.

Sisal: il rimborso arriva insieme a tutta la cassetta degli attrezzi

Sisal, ADM n. 16020 di Sisal Italia S.p.a., è un catalogo. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni, e la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca. È il tipo di listino in cui un DNB convive con una dozzina di alternative sullo stesso evento, e in cui la scelta vera non è se giocare il rimborso ma se abbinarlo.

Il Cash Out merita una riga a parte in una pagina sul rimborso in caso di pareggio, perché è l’altra faccia dello stesso istinto. Con il DNB si compra in anticipo la certezza sul pareggio; con il Cash Out si compra la possibilità di uscire da una partita in corso, generalmente a un prezzo deciso dal bookmaker in quel momento. Entrambi costano. Il secondo costa nel momento in cui si usa, il primo tutte le volte che si gioca. Chi ha già pagato per la copertura del pareggio, poi, ha una ragione in meno per pagare anche l’uscita anticipata: la partita che teme è già coperta.

Eurobet: l’app che tiene il conto delle schedine

Eurobet, ADM n. 16012 di Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale, porta con sé l’esperienza dell’app: con l’applicazione si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets. Per un giocatore di DNB è una comodità concreta, perché la multipla con una selezione rimborsata è esattamente il tipo di biglietto che si vuole rileggere per controllare il ricalcolo.

La ragione sociale vale più del nome. Eurobet Italia S.r.l. è il concessionario che, secondo l’elenco ADM, gestisce anche Bwin e Gioco Digitale: tre domini, una concessione per ciascuno. Chi confronta Eurobet con bwin sta confrontando due siti dello stesso gruppo, e la differenza tra i due si trova nei regolamenti e nei listini, non nella solidità del soggetto giuridico.

bet365: il catalogo profondo, e la sezione che nessuno legge

bet365, ADM n. 16030 di Hillside (New Media Malta) Plc, è il marchio che spinge sulla profondità: Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live. Su un evento ricco di mercati è più facile trovare un DNB su una parte della partita — primo tempo, tempi supplementari, periodo — e quindi una copertura più mirata di quella sull’esito finale.

Sui side bet, in una pagina scritta per un lettore italiano, la sezione più utile è quella dei limiti: periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione, e per i residenti in Italia il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22. È meno appariscente di un listino a centinaia di mercati e riguarda lo stesso conto. bet365 è inoltre il primo partner della Setka Cup autorizzata dall’ADM a settembre 2026: il palinsesto non è una lista statica, e chi segue gli eventi approvati uno per uno lo nota.

Goldbet: il listino specialistico, compreso il calcio che non esiste

Goldbet, ADM n. 16009 di Goldbet Better Organization Italy S.p.a., costruisce l’offerta sul dettaglio del mercato. Tra i mercati di calcio indicati ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Un DNB su questo listino si legge accanto a mercati che chiedono al giocatore di prevedere l’ordine degli eventi, non solo il risultato.

Poi c’è la parte che sorprende. La Goldbet League è un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema; le Goldbet Racing sono corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni cinque minuti. Sono eventi simulati, ammessi da una concessione per le scommesse sportive e mostrati in animazione: il regolamento del DNB, che parla di squadre di casa e di trasferta e di punteggio al termine dei tempi regolamentari, non è pensato per un campionato animato, dove il pareggio è l’eccezione progettata. Chi legge «virtuale» e pensa «calcio» sbaglia due volte.

BetFlag: dieci euro da giocare in fretta, e SPID per cominciare

BetFlag, ADM n. 16008 di Betflag S.p.a., è un unico delle dieci il cui bonus d’apertura ha condizioni verificabili riga per riga. Il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5.00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Nessun deposito, quindi nessun turnover sul deposito — ma una quota minima severa e una finestra di tre giorni.

Quella quota minima è la ragione per cui il bonus non si trasforma in un DNB. Un mercato con rimborso in caso di pareggio vive su prezzi compressi: chiedere una singola a quota 5.00 significa giocare un mercato molto più aggressivo, con una probabilità di riuscita molto più bassa. Un bonus senza deposito è denaro vero che va speso su una scommessa che il DNB raramente produce. Sul fronte identità, il sito rimanda alle procedure con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni: chi ha l’identità digitale parte avanti di un passaggio.

Betsson: migliaia di eventi e un margine che non cambia idea

Betsson, ADM n. 16027 di Azzurri Limited, è l’offerta ampia affidata all’aapp Betsson Sportsbook & Casinò offre scommesse pre-match e live su migliaia di eventi, con mercati come 1X2, Under/Over, Goal/NoGoal, marcatori e combo. Migliaia di eventi sono la condizione perché una singola o una multipla con DNB abbia materiale attorno: un listino profondo è ciò che rende giocabile una schedina da tre o quattro selezioni.

La concessione è per sito, e questo marchio ne è la prova più netta: Azzurri Limited compare come concessionario anche di Starcasino.it, con un codice diverso. Betsson è il marchio con il listino sportivo davanti e un casinò dietro, e per un giocatore di DNB significa che il prodotto scommesse non è l’unica cosa che il conto offre. Non è un difetto; è un fatto da sapere quando si legge un messaggio promozionale che parla d’altro. Sul mestiere in sé, restano i numeri: la quota di ritorno del mercato è la stessa per tutti, e la copertura del pareggio resta una voce di costo.

StarCasinò: scommesse accanto alle slot, con un tetto naturale

StarCasinò, ADM n. 16026 di Azzurri Limited, è un marchio casinò-first con un’anima sportiva: l’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò. Scommesse e slot nella stessa schermata significano una certa idea di prodotto, e chi gioca DNB su questo marchio convive con un ambiente pensato per un altro ritmo.

Questa è la scheda in cui la pagina deve ammettere lo scostamento. Una scommessa con rimborso in caso di pareggio è una tipologia tra le «varie tipologie» indicate, e la profondità del listino calcistico non è la stessa di un marchio costruito intorno alle scommesse. Chi vuole una copertura su ogni partita di Serie A guardando cento eventi al giorno trova altrove una scelta più larga. Chi invece conosce due partite a settimana e apprezza un conto che copre anche il resto trova qui quello che cerca, con lo stesso concessionario di Betsson dietro le quinte.

Planetwin365: palinsesto quotidiano e streaming

Planetwin365, ADM n. 16007 di Pwo S.p.a., offre eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo. Il tennis non ammette il pareggio e la pallavolo nemmeno: su questi due sport il rimborso in caso di pareggio non ha nulla da coprire, e il DNB resta un mercato di calcio e di basket. La parte di palinsesto che conta è quella dietro.

Il dettaglio che aggiunge qualcosa è lo streaming. Un DNB su un basket deciso ai tempi regolamentari letto mentre la partita scorre è un’esperienza diversa dal controllare il risultato a fine serata, e per un mercato che si decide sull’esatta sequenza dei punti finali la differenza si sente. Chi guarda la partita in streaming capisce prima degli altri se il pareggio è ancora una possibilità concreta.

NetWin: un bonus che chiede tre giri e una quota alta

NetWin, ADM n. 16035 di Netwin Italia S.p.a., è la scheda in cui i requisiti di puntata vanno letti per intero. Per sbloccare il bonus Sport-50, l’operatore chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2.00 per evento e quota totale di almeno 10.00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo. Tre giri sul deposito in una settimana non sono una montagna; le condizioni che li accompagnano sono la parte seria.

Un DNB singolo non sblocca questo bonus, e non è una questione di sfortuna: le multiple richieste partono da tre eventi, e il DNB entra solo se si accetta la quota minima per evento unita alle altre condizioni. L’esclusione del live e del cash out attivo completa il quadro: chi sblocca il bonus deve costruire il proprio volume su schedine pre-match senza uscita anticipata. È il tipo di offerta che conviene pianificare prima del deposito, non dopo.

Il conteggio non è una pagella

Nessuno dei dieci marchi ha un’esclusiva sul Draw No Bet, e la ragione è nella struttura del mercato: la concessione è una, la tipologia di scommessa è approvata nel palinsesto, e i concessionari la offrono tutti. Chi cerca «bookmakers con draw no bet» sta cercando una cosa che non esiste come caratteristica distintiva, e la scelta vera si sposta sul prezzo, sulla copertura sportiva e sull’apparato di tutela del conto. Il secondo dato da tenere a mente è che la concessione si legge per dominio: due marchi con il nome diverso possono avere la stessa concessione, e due marchi con lo stesso concessionario possono avere condizioni diverse. La legalità è sotto i piedi, non in vetrina.

La scommessa con rimborso in caso di pareggio: panoramica e meccanismo per chi parte oggi

Una ricognizione onesta del formato deve dire cos’è e cosa non è. Il DNB è un mercato a due esiti in cui il pareggio restituisce la puntata. Non è un’assicurazione: se la squadra scelta perde, la puntata è persa, rimborso o non rimborso. Non è un bonus: la copertura si paga nella quota, che è più bassa di quella del segno secco sullo stesso esito. Non è un mercato separato dall’offerta: vive nel palinsesto approvato del concessionario, insieme ai mercati che gli stanno intorno — 1X2, Under/Over, GG/NG, marcatori, combo, handicap.

Per capire dove il DNB conviene bisogna guardare al risultato atteso, non al risultato singolo. Un giocatore che scommette su una favorita a quota bassa e prova ripetutamente a usare il DNB per «ridurre il rischio» paga ogni volta il premio della copertura e raramente incassa qualcosa di più di un rimborso. Un giocatore che usa il DNB su partite equilibrate, dove il segno secco è un prezzo vicino al pari e il pareggio è un esito serio, ha in mano una copertura più utile ma anche più pagata.

Quattro passaggi, in ordine, che il regolamento non spiega

Prima di tutto viene la scelta dell’evento e dell’esito, e conviene farla sapendo che i prezzi del DNB sono più bassi di quelli del segno secco. Il secondo passaggio è il controllo del contesto del mercato: il punteggio che conta è quello al termine dei tempi regolamentari nei mercati standard, cioè 90 minuti più recupero, e cambia se il mercato riguarda una frazione di partita. Il terzo è la costruzione del prezzo — singola, multipla o sistema — e nelle multiple ogni selezione conta anche quando finisce in parità. Il quarto passaggio non appartiene al gioco ma alla struttura che lo contiene: concessione del dominio, limiti impostati alla registrazione, identificazione e, prima di tutto questo, un tetto di spesa deciso dal giocatore in un momento in cui ha la testa lucida.

Un ordine diverso ha un costo misurabile. Impostare il limite dopo il primo deposito significa che il primo deposito è fuori dal limite, ed è il deposito con cui si comincia. Convalidare l’identità dopo la prima vincita, invece, significa aspettare il documento con un saldo già maturato e un prelievo bloccato. Nessuna delle due cose si ripara a posteriori.

Le domande che Tizio farà prima di centrare la giocata

Cosa succede se il pareggio arriva su una multipla? La logica è quella descritta nei termini di AdmiralBet per le scommesse a quota fissa: la restituzione dell’importo giocato riguarda la selezione, e nelle multiple la maggiorazione va ricalcolata escludendo quella selezione. Non è un rimborso dell’intera schedina, ed è la differenza che sorprende chi conta su un risultato diverso.

Un DNB vale quanto un 1X2 in termini di probabilità di partecipare all’evento? Vale quanto il segno secco sulla stessa squadra, meno il rimborso. La partita che fa perdere la giocata è la stessa; quella che la fa vincere è la stessa. Quello che cambia è che il pareggio non fa perdere nulla e che la quota è più bassa. La protezione non aumenta le probabilità di vincere, riduce il costo dell’unico esito che il giocatore teme.

Il DNB esiste anche su altri sport? Il regolamento di William Hill lo estende al basket, dove il mercato si decide al termine dei tempi regolamentari e la scommessa viene rimborsata in caso di parità. Su tennis e pallavolo, sport senza pareggio, la tipologia non ha applicazione. Sui giocatori che conoscono il mercato del basket questo formato ha un senso diverso dal calcio.

Il giudizio sul formato, detto in una riga

Il Draw No Bet è uno strumento onesto e scomodo. Onesto, perché non finge: la copertura c’è e funziona come dichiarata. Scomodo, perché si paga ogni volta, anche quando il pareggio non arriva, e perché la quota ridotta assorbe margine e riduce il vantaggio in una multipla. Prima di una scommessa con rimborso in caso di pareggio, la domanda da farsi è una sola: il prezzo della copertura è inferiore al fastidio che il pareggio mi creerebbe? Per alcuni giocatori la risposta è sì, per molti è no, e le due risposte corrispondono a due schede diverse.

Tasse, prelievi e siti che non hanno la concessione: quello che succede dopo la vincita

La vincita di una scommessa su un concessionario ADM arriva netta. L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa, prevista dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, con le modifiche della legge di bilancio per il 2025, è pagata dall’operatore: il 20,5 % se la raccolta avviene sulla rete fisica e il 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le giocate e le vincite. Le scommesse a quota fissa sull’ippica pagano le stesse aliquote (prima erano il 43 % e il 47 %), e le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta del «Decreto Sport» per passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile, invece, non è cosa che si legga qui.

Per il giocatore la conseguenza è concreta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo a chi le riceve e non vanno dichiarate, perché il prelievo cade sul concessionario — la formula che circola è «tassate alla fonte», il giocatore riceve la somma netta e non dichiara nulla. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non confermata su una pagina dell’autorità fiscale: prima di prendere decisioni su una vincita importante conviene consultare un commercialista.

Quello che cambia su un sito senza concessione

Sui siti non autorizzati il discorso cambia proprio, e conviene dirlo con le parole precise. Le vincite online sono trattate come «redditi diversi» dall’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR secondo la risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 141/E del 30 dicembre 2010, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, tassabili ai sensi dell’art. 69 del TUIR per l’intero importo ricevuto senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730, e l’aliquota IRPEF applicata non è nota. La posizione si scrive così: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.

Il divieto di offerta senza concessione è la parte che riguarda il giocatore, non solo l’operatore. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che l’ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti inibiti, entrambi pubblici; i fornitori di accesso a internet e i prestatori di pagamento che violano un ordine dell’ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. L’ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso. Il blocco funziona a livello di DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un ordine del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono decine o centinaia di domini a volta, e i mirror riappaiono in poche ore. Il verbo per il risultato è «oscurati».

Poi c’è la norma che nessun giocatore si aspetta. L’art. 4 della Legge 13 dicembre 1989, n. 401, come l’ADM stessa lo riporta il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». È la regola dal lato del giocatore, nella formulazione dell’Agenzia; l’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando le scommesse sono accettate all’estero.

L’autoesclusione che su .com non arriva

Il punto che riassume tutto, quando si parla di zone non protette: il RUA blocca ogni piattaforma online autorizzata in Italia e le sale fisiche, e i siti senza concessione non vi sono collegati. Un giocatore autoescluso che apre un conto su un dominio offshore non viene fermato da nessuno, perché nessuno ha l’obbligo di fermarlo. La rete di sicurezza esiste solo dove esiste la concessione, e questo vale più di qualunque differenza di quota.

Per chiudere il cerchio sul fronte pubblicità, una nota che riguarda anche questa pagina. Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore: l’ADM lo cita il 28 febbraio 2024 ricordando che «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’AGCOM vigila, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e di almeno 50.000 € per violazione. Il decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serva al gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente al concessionario messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3).

Cronaca recente, riportata dalla stampa di settore: nel 2025 l’AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione del minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti (C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme, C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto). Il divieto non riguarda l’esistenza dei bonus — il termine degli operatori è «bonus di benvenuto» — ma la loro pubblicità: non si conosce un tetto normativo né ai bonus né ai requisiti di puntata, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dalle condizioni di ciascun operatore. Una proposta, non legge: un emendamento di Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni, il cui esito non risulta; alla data di verifica il divieto è in vigore.

Domande frequenti su Draw No Bet, concessioni e vincite

Come si verifica che un bookmaker abbia la concessione ADM?

Si parte dall’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, cercando il dominio .it del marchio, e si confronta il codice con quello che l’operatore dichiara nei propri termini e condizioni. La concessione vale per sito: codici diversi per domini diversi, anche con la stessa società.

Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?

La vincita è la puntata moltiplicata per la quota fissata al momento della giocata, e comprende la puntata stessa: cento euro a 1,90 restituiscono 190 € lordi, con 90 € di guadagno netto. In una multipla le quote delle selezioni si moltiplicano in un unico prezzo.

Come si vede dalle quote il margine che trattiene un bookmaker?

Si sommano i reciproci delle quote di tutti gli esiti dello stesso mercato e si prende il reciproco della somma: due prezzi da 1,90 danno un ritorno intorno al 95 %, e il margine è la parte restante. Su un mercato vero la percentuale cambia con l’evento, il mercato e il momento.

Quali limiti di deposito si impostano su un bookmaker con concessione ADM?

In registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e i termini di AdmiralBet chiedono anche un limite di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile. Un limite abbassato vale subito, uno alzato dopo sette giorni.

Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?

Le vincite pagate da un concessionario ADM arrivano nette, perché l’imposta unica cade sull’operatore — 20,5 % sulla raccolta fisica e 24,5 % su quella a distanza, calcolata sulla differenza tra giocate e vincite — e non vanno dichiarate. Su un sito senza concessione varrebbero come redditi diversi.

Quali rischi si corrono su un sito di scommesse non AAMS?

Un sito senza concessione non passa sotto la vigilanza dell’ADM, non è collegato al RUA e non ha sede legale italiana; è soggetto al blocco DNS e alla pubblicazione fra i domini inibiti. L’ADM stessa ricorda che il partecipante a scommesse di operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi.

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