Exchange scommesse in Italia 2026: chi fa la banca, chi la punta e chi paga la commissione
Sul mercato italiano l’exchange non è un bookmaker più furbo: è un gioco diverso, autorizzato a parte, e questa è la prima cosa da mettere in chiaro prima di confrontare qualsiasi offerta. Chi cerca «exchange scommesse in italia» di solito arriva con un’idea semplice in testa — niente margine del banco, quote migliori, quindi conviene — e con un problema pratico che nessuno gli ha ancora spiegato: in Italia quel gioco esiste, è previsto dalla legge come gioco a sé, e pochissimi tra i concessionari che troverà in un comparatore lo offrono davvero.

Questo è il punto di partenza della pagina. Non «quale exchange scegliere», ma quali strade esistono oggi per un giocatore italiano e a chi ciascuna di quelle strade conviene. Ce ne sono tre, e l’ultima è quella che conviene più spesso.
La prima strada è un vero betting exchange con concessione: il giocatore può fare la punta (back) o la banca (lay), gli altri clienti sono la controparte e la piattaforma si paga con una commissione sulle vincite nette invece che con un margine incorporato nella quota. La seconda è un concessionario ADM con un bookmaker classico che ha trapiantato nella propria app le funzioni che all’exchange somigliano di più — quote maggiorate, combo, cash out — senza mai essere un exchange. La terza è il sito estero che si presenta bene in ricerca e in Italia non ha titolo per operare.
Messo così suona ordinato. Nella pratica le tre strade si confondono, e si confondono per un motivo preciso: gli operatori con concessione parlano di «quote maggiorate» e di «exchange» nello stesso comunicato, e i siti senza concessione parlano italiano, mostrano prezzi in euro e usano un marchio che il giocatore ha già sentito.
Dati verificati il 3 Novembre 2026; le concessioni sono state confrontate con l’elenco ADM dei concessionari autorizzati al gioco a distanza.
Gioco responsabile: quello che un exchange ti lascia impostare, e quello che ti costa non impostarlo
Cominciare un pezzo su un exchange dalla protezione del giocatore invece che dalla meccanica del mercato è una scelta, e la rivendico. Il motivo è che l’exchange è, strutturalmente, il tipo di gioco in cui i freni contano di più: non c’è un banco che decide se accettare la tua puntata, non c’è nessuno che ti chiuda il conto quando vinci troppo, e la banca — il lay — è una posizione in cui la perdita possibile è il massimo che hai accettato di rischiare, non il multiplo della tua puntata che sogni di incassare. Chi arriva qui pensando solo alle quote migliori raramente ha fatto i conti con quella asimmetria.

Un exchange regolato in Italia ha però, a favore del giocatore, un apparato che nessun sito estero gli mette a disposizione, e vale la pena leggerlo come si legge un contratto: clausola per clausola, chiedendosi cosa succede se la si usa.
Autoesclusione: la RUA, e perché è l’unico freno che funziona davvero
Il Registro Unico degli Autoesclusi, istituito nel 2018, è il meccanismo centrale. Un giocatore che entra nella RUA viene bloccato su ogni piattaforma di gioco online autorizzata in Italia e nelle sale fisiche: non su un sito, su tutte. È l’unico strumento di questa pagina che non ha bisogno della buona volontà di nessuno — né del giocatore, che anzi ha già dichiarato di non volerne più, né dell’operatore, che non può disapplicarlo.

L’art. 15, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari strumenti di autoesclusione, anche per singola categoria di prodotto. La parte interessante è il «anche per categoria»: un giocatore può escludersi dal casinò e restare sulle scommesse sportive, oppure il contrario. Non è un dettaglio tecnico, è la differenza tra uno strumento che la gente usa e uno che la gente evita perché troppo drastico. Un blocco totale che arriva quando il problema riguarda una sola verticale finisce per essere aggirato altrove.
Il caso AdmiralBet è quello che nella pratica si legge meglio, perché i suoi Termini e Condizioni scrivono per esteso quello che altrove resta vago: l’autoesclusione è prevista per 30, 60 o 90 giorni, oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia. Dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni, oppure indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La differenza tra le due formulazioni non è cosmetica: la finestra lunga — sette giorni — è quella che un giocatore accetta di firmare mentre è ancora lucido, mentre il tetto dei 270 giorni e la revoca a nove mesi mettono un limite anche all’uscita. Chi entra nella RUA per tre mesi deve sapere che per tre mesi non esiste un operatore con concessione disposto a riaprirlo, e che il negozio sotto casa non fa eccezione.
E qui arriva la parte scomoda: un sito senza concessione non è collegato alla RUA. Il giocatore che si è escluso su tutta la rete autorizzata e poi apre un conto su un dominio inibito scopre che il suo gesto non ha coperto quella porta. Non è un cavillo regolamentare, è il posto esatto in cui la scelta del sito smette di essere una questione di quote.
Limiti di deposito, di spesa e di tempo: cosa firma il giocatore all’apertura
L’art. 15, comma 1, D.Lgs. 41/2024 elenca gli strumenti che un concessionario deve mettere a disposizione: limiti autoimposti su tempo, spesa e perdita; limiti sugli importi depositati in un periodo definito, fissati dal concessionario in base all’età e al comportamento del giocatore secondo protocolli approvati da ADM; messaggi automatici su durata e spesa; l’autoesclusione, anche per categoria; e un canale di contatto aperto almeno cinque giorni a settimana, otto ore al giorno.
Alla registrazione il giocatore sceglie un limite di deposito settimanale o mensile. AdmiralBet chiede di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile; un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato dopo 7 giorni. Quella asimmetria — sette giorni per alzare, zero per abbassare — è la clausola più intelligente dell’intero impianto, ed è anche l’unica che vale la pena leggere prima di confermare il conto. Un giocatore che alza il tetto la domenica sera deve aspettare la domenica successiva; un giocatore che lo abbassa mentre è davanti allo schermo ottiene subito quello che ha chiesto.
Il fatto che i limiti di deposito che ADM fissa nel bando di gara non siano pubblici non è un buco di cui preoccuparsi: il vincolo che conta per un giocatore è quello che sceglie lui, ed è modificabile solo nel verso prudente.
Età, identificazione e il conto di gioco
L’art. 3, comma 1, lett. a) del D.Lgs. 41/2024 mette la «tutela dei minori di età» tra i principi del riordino, le condizioni di concessione impongono di escludere i minori dal gioco e la legge italiana fissa l’età a 18 anni. Per aprire un conto di gioco serve l’identificazione piena. BetFlag, per esempio, rimanda alle procedure con SPID e CIE accanto alla registrazione classica con documento. SPID e CIE sono tra i metodi che diversi operatori offrono.
La regola da tenere a mente è quella dei trenta giorni: senza SPID il conto va validato entro 30 giorni, altrimenti viene sospeso e i prelievi restano bloccati. Ovvero, il giocatore può scommettere con un conto non validato e scoprire il problema solo quando prova a incassare. Chi apre un conto per un giro veloce su un mercato live farebbe bene a completare l’identificazione nello stesso pomeriggio.
Il dovere di informazione, e perché è scritto in percentuale
L’art. 15, comma 2 impone a ogni concessionario di spendere lo 0,2 % dei ricavi netti — fino a un massimo di 1.000.000 € l’anno — in campagne informative o comunicazione responsabile su temi fissati da una commissione governativa. È una cifra modesta letta su un singolo operatore e una cifra seria letta come obbligo di sistema, perché non dipende dalla sensibilità del management né dal ciclo economico.
Il numero che nessuna campagna pubblicitaria scrive in grande è l’altro lato del conto: il giocatore italiano ha un numero verde dedicato, il Telefono Verde Nazionale Gioco d’azzardo 800 55 88 22, indicato anche da bet365 tra gli strumenti di gioco responsabile per i residenti in Italia. Accanto, bet365 elenca periodi di pausa, limiti di versamento, avvisi sull’attività di gioco e autoesclusione.
Quello che nessun limite ti dice: la posizione che stai aprendo
Torniamo alla meccanica, perché è qui che la protezione smette di essere un modulo da compilare e diventa una questione di soldi. Su un exchange la puntata — il back — scommette che un esito si verifichi; la banca — il lay — scommette che non si verifichi. Chi banca assume il ruolo che normalmente ha il bookmaker, e la responsabilità è il massimo che una persona può perdere nel caso peggiore.
Un giocatore abituato al bookmaker legge quella frase e pensa di averla capita. Non l’ha capita. Sul bookmaker la perdita massima di una singola è la puntata, un numero che si sceglie prima; su un lay la responsabilità dipende dalla quota del mercato e va coperta, il che significa che il «massimo che puoi perdere» è una cifra che il sistema ti mette davanti, spesso più alta di quella che avevi in testa. Ed è esattamente il tipo di posizione che i limiti di spesa e di tempo, se impostati male, non intercettano.
Per questo un exchange — o un operatore con le funzioni che gli assomigliano — vale la pena solo se il tetto di spesa è stato impostato prima del primo lay, non dopo.
Metodi e strategia: cosa si può controllare davvero
La parola «strategia» nel mondo delle scommesse fa un lavoro che non merita. Nessuno qui sa chi vince domenica, e questa pagina non lo dirà. Quello che si può controllare è tutto il resto, e su un exchange il resto è più grande che altrove: il prezzo a cui entri, quanta responsabilità accetti, quando esci, e quanto ti costa il servizio che ti mette in contatto con la controparte.
La scelta, che è l’angolo di questa pagina, si gioca quasi tutta qui. Un giocatore che vuole un metodo lo trova; un giocatore che cerca un pronostico sta guardando la cosa sbagliata.
Bankroll: la sola variabile che l’exchange non ti fa negoziare
Su un bookmaker il bankroll è una questione di disciplina personale: decidi quanto mettere sul conto e te lo tieni. Su un exchange diventa una questione strutturale, perché la banca richiede copertura.
La conseguenza è immediata e vale la pena dirla senza giri: la stessa cifra che su un bookmaker sostiene dieci singole da 10 € su un exchange non sostiene dieci lay equivalenti, perché ogni lay impegna una responsabilità che è il massimo della perdita possibile e può superare di parecchio la puntata nominale. Un giocatore che passa da un bookmaker a un exchange senza ricalcolare il capitale disponibile per posizione è il candidato ideale a scoprire il problema a mercato aperto, quando non può più fare nulla.
La regola pratica non è elegante ma è onesta: si dimensiona la singola posizione sulla responsabilità, non sull’importo che si sarebbe puntato su un bookmaker, e si tiene una quota del capitale fuori dal gioco per coprire i lay che si aprono a mercati sovrapposti. Chi guarda partite in parallelo lo scopre presto, perché il calcio della domenica pomeriggio è esattamente il momento in cui si aprono tre posizioni insieme.
L’analitica serve a leggere il prezzo, non a indovinare l’esito
I bookmaker guadagnano da quote meno favorevoli, mentre i betting exchange guadagnano dalla commissione; le quote dell’exchange sono di solito migliori perché il margine complessivo, l’overround, è più basso. Questa è la differenza strutturale, ed è anche l’unica cosa su cui un giocatore può costruire un metodo serio.
Tradotto in pratica: su un exchange non stai cercando l’esito che il mercato ha sbagliato, stai cercando il prezzo che è stato prezzato male. Sono due mestieri diversi. Il primo richiede di sapere più degli altri, cosa che quasi nessuno sa fare in modo continuativo; il secondo richiede di saper leggere una quota e di fare i conti con la commissione, cosa che chiunque può imparare in un pomeriggio.
Perché la commissione cambia il calcolo in modo concreto: la maggior parte dei betting exchange applica una commissione in percentuale sulle vincite nette del cliente in ogni mercato, e le scommesse perdenti in genere non comportano commissione. Una quota più alta del bookmaker, una volta tolta la commissione sulla vincita netta, può non essere più alta affatto — e su un mercato liquido e molto prezzato la differenza si assottiglia fino a sparire.
Il confronto tra strade si fa con due numeri, non con uno
Mettiamo i due modelli uno accanto all’altro, perché la differenza tra «conveniente» e «sembra conveniente» sta in un dettaglio che si vede solo così.
Sul bookmaker il costo del servizio è dentro la quota, sotto forma di margine. Sull’exchange il costo è fuori, sotto forma di commissione sulle vincite nette. Il primo lo paghi sempre, anche quando perdi. Il secondo lo paghi solo quando vinci. Detta così sembra che l’exchange vinca a mani basse; e in effetti su volumi e comportamenti normali è così, ma il vantaggio non è la gratuità — è il fatto che il costo si sposta sulle occasioni fortunate invece che su tutte.
Il corollario è meno piacevole e riguarda chi gioca tanto e vince poco: chi perde spesso paga pochissimo di commissione su un exchange, ma questo non lo rende un vantaggio, perché sta perdendo il capitale e non il servizio. La struttura dei costi premia chi ha un rendimento positivo e non protegge nessuno dal rendimento negativo; non è un incentivo a giocare di più, è un incentivo a giocare meglio.
La tendenza del mercato: meno exchange di quanti i comparatori lascino credere
Qui la scelta si restringe, e non per colpa di nessuno. Quali marchi gestiscono oggi un exchange in Italia e con quali regole di commissione è materia aperta, e Betfair — il cui marchio è legato alla storia dell’exchange — è descritto come il primo, con la concessione numero 16028. Il resto è normativa: la concessione è per sito, ADM tiene un elenco pubblico dei concessionari autorizzati al gioco a distanza e quell’elenco non ha una colonna per i giochi. Un nome sull’elenco non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive, e la presenza in un comparatore non è una concessione.
Per un giocatore italiano questo si traduce in un compito noioso ma breve: prima capire se il gioco che vuole è davvero offerto, poi verificare chi lo offre. Nell’ordine inverso si finisce per scegliere un operatore in base al marchio e scoprire il prodotto mancante dopo.
Formato, mercati e copertura: come è fatto un exchange, nei fatti
Se le sezioni precedenti dicevano cosa fare, questa dice con cosa si ha a che fare. Un betting exchange è un mercato in cui i clienti scommettono tra loro sull’esito di eventi distinti; l’exchange stesso non è parte delle scommesse. Da quella riga discende tutto: il prezzo non è fissato da un ufficio, la liquidità la fanno gli altri clienti, e il servizio si paga in altro modo.
Punta e banca: chi fa il bookmaker senza esserlo
Su un betting exchange una puntata, il back, scommette che un esito si verifichi, e una banca, il lay, scommette che non si verifichi. Chi banca assume il ruolo che normalmente ha il bookmaker, e la responsabilità è il massimo che una persona può perdere nel caso peggiore.
Vale la pena fermarsi sul fatto che la banca non è una funzione avanzata: è metà del mercato. Un giocatore che usa solo il back sta usando un bookmaker con la quota fissata da altri clienti. La funzione che il bookmaker non ha, e che l’exchange vende come propria, è l’altra.
Quote, importi e quello che il mercato ti lascia fare
I betting exchange in genere limitano le quote tra 1,01 e 1000, e gli importi delle scommesse non sono limitati finché i clienti opposti coprono la puntata.
Quella seconda metà è la frase più importante della sezione e la più facile da leggere male. Non esiste un tetto dichiarato dell’operatore, ma esiste un tetto reale che è la liquidità disponibile sul lato opposto: se vuoi puntare 5.000 € su un mercato dove la controparte ne ha 400, quei 400 sono il tuo massimo. Il vantaggio di non avere limiti di conto si paga con l’incertezza sulla copertura, ed è un vantaggio concreto solo per chi gioca mercati liquidi — i grandi campionati, i grandi tornei, gli eventi con molti occhi addosso.
Per il giocatore italiano con un budget modesto la differenza è quasi teorica. Un mercato di nicchia in un exchange è un mercato dove la liquidità non arriva, e la quota dichiarata resta lì senza che nessuno la prenda.
La commissione, che è il vero prezzo del servizio
La maggior parte dei betting exchange applica una commissione in percentuale sulle vincite nette del cliente in ogni mercato, e le scommesse perdenti in genere non comportano commissione.
Due cose da notare. La prima è «in ogni mercato»: la commissione si calcola sul mercato, non sul conto, quindi un giro di posizioni chiuse in utile su cinque mercati produce cinque basi di calcolo e non una. La seconda è la parola «nette»: si paga sulla vincita al netto, non sul volume scambiato, e questo rende la struttura insensibile a chi entra e esce spesso in pareggio.
Quello che resta aperto è la misura: quali marchi gestiscono oggi un exchange in Italia e con quali regole di commissione è materia che va verificata sui termini dell’operatore, perché un comparatore non la copre in modo affidabile.
Non abbinate, plurima, sistema: il vocabolario cambia da un operatore all’altro
Sul lato del bookmaker, la terminologia delle schedine è un cantiere. SNAI Sport offre scommesse singole, multiple e sistemi, con mercati sul risultato esatto, sul numero di goal, sui tiri in porta, sui cartellini e sui rigori, e la funzione Cash Out per chiudere le schedine prima della fine dell’evento. La sua funzione My Combo permette di combinare più pronostici sulla stessa partita e di unire più My Combo su match o sport diversi — calcio, tennis e basket — nello stesso biglietto, con una quota unica. Eurobet, dall’app, gioca singole, multiple e sistemi e raccoglie le schedine in corso o concluse nella pagina My Bets.
Quando un giocatore legge «non abbinate», «plurima» o «combo» sta leggendo tre nomi commerciali per famiglie di prodotti che si somigliano. È utile saperlo prima di confrontare due offerte che sembrano diverse e non lo sono.
Euro, quota e formato: le convenzioni che evitano gli equivoci
Gli operatori italiani scrivono la quota con la virgola decimale — 1,85 — e l’importo in euro dopo il numero con uno spazio, il punto per le migliaia e la virgola per i decimali. Il limite tra 1,01 e 1000 di cui sopra è un intervallo di quote in quel formato, non un importo.
Un giocatore che arriva da una piattaforma internazionale, dove la stessa quota si scrive 1.85 e lo stesso importo si legge al contrario, sbaglia un conto prima ancora di sbagliare una puntata. Non è pedanteria: è il tipo di errore che non fa rumore e costa soldi.
Quanto costa davvero un mercato: il margine, e il caso delle due vie
Prima di guardare chi offre cosa, conviene avere in mano un numero che serva per tutti. Il margine è quel numero.
Un bookmaker non vende quote al prezzo che il mercato esprime: vende quote che sommano a più del 100 % di probabilità implicita, e la differenza è il suo compenso. La quota dichiarata è quindi un prezzo comprensivo del servizio, e il margine dice quanto è grande quel servizio.
Prendiamo un mercato illustrativo a due esiti, entrambi offerti a 1,90: è un esempio costruito per far vedere il meccanismo, non una quota rilevata su un evento reale e non un prezzo di nessun operatore in particolare. La probabilità implicita di un esito a 1,90 è 1 ÷ 1,90, e sommando le due vie si ottiene una quota di payout di poco inferiore al 105 %. Il margine, cioè quello che il bookmaker tiene per ogni unità puntata su questo mercato, sta intorno al 5 %, e in un mercato a due vie con entrambe le quote uguali non può che stare in quella banda: se una via scendesse a 1,80 e l’altra restasse a 1,90 il margine salirebbe verso il 7 %, e solo con entrambe le vie su a 1,95 tornerebbe sotto il 3 %.
La banda è la cosa da tenere a mente, non la cifra singola. Un margine tra il 3 % e il 7 % su un mercato principale a due vie è l’intervallo in cui si muovono gli operatori che un giocatore italiano ha davanti, e tutto quello che sta dentro quell’intervallo è ordinaria amministrazione. Le combinazioni sono un altro discorso, e lo sappiamo dall’esempio: su una multipla i margini delle singole vie si sommano, e con una leggera approssimazione una multipla a tre gambe costruita su mercati al 5 % porta il costo complessivo verso il 15 %. Non è una condanna della multipla — è il prezzo della struttura, e chi la gioca lo sta pagando.
Perché tutto questo conta in una pagina sull’exchange: perché il margine è esattamente il costo che sull’exchange non esiste. Le quote dell’exchange sono di solito migliori proprio perché l’overround complessivo è più basso, e al suo posto arriva la commissione sulle vincite nette. Il confronto tra le due strade si riduce a questo — un costo che si paga sempre e uno che si paga solo quando si incassa — e chi non ha il margine in testa non può fare quel confronto.
Le premesse: cosa è un exchange, da dove viene, cosa fa la legge
A questo punto la parte operativa è in piedi. Resta da capire da dove viene questo gioco, perché la sua storia spiega la forma che ha oggi.
Un betting exchange è un mercato in cui i clienti scommettono tra loro sull’esito di eventi distinti; l’exchange stesso non è parte delle scommesse. Detta in una riga sembra una definizione tecnica; è invece la descrizione di una piattaforma che vende una cosa sola, l’incontro tra due persone che la pensano diversamente sullo stesso evento.
Flutter e Betfair si sono fuse nel 2001, con Betfair scelta come exchange principale; Flutter ha cessato l’attività a gennaio 2002.
Su questo punto va detta una cosa scomoda e va detta una volta sola. Per Betfair il funzionamento del gioco dell’exchange in Italia è materia che le fonti consultate riportano come descrizione enciclopedica e documentazione dell’operatore, e tra le regole riportate ci sono condizioni aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come una puntata minima in back di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. È il tipo di dettaglio che un giocatore scopre solo davanti al modulo di puntata, ed è il motivo per cui vale la pena leggere i termini prima di aprire il conto e non dopo.
Il lato legale della vicenda è il tema della sezione che segue, e ha una conseguenza pratica diretta sulla scelta del sito.
Legge e concessioni: il gioco è separato, il titolo è per sito
In Italia il betting exchange non è una variante tollerata del bookmaker: è un gioco previsto a sé. L’art. 6, comma 1, lett. e) del D.Lgs. 41/2024 lo ammette tra i giochi offribili a distanza con concessione, e l’art. 2, lett. u) lo definisce: il giocatore può fare la punta o la banca e il concessionario si limita a metterli in contatto in modo anonimo. Quest’ultima parte non è un cavillo: dice che la piattaforma non è la controparte, e quindi che il rischio di credito verso di essa è diverso da quello verso un bookmaker.
Il quadro generale è il Decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, «Riordino del settore dei giochi pubblici, a distanza», pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2024. L’autorità di riferimento è ADM — Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che il mercato continua a chiamare AAMS, e che conviene nominare una volta come ADM (ex AAMS) e poi lasciare lì.
Le concessioni non sono licenze aperte: sono assegnate per gara pubblica. L’art. 6, comma 3 prevede che i vincitori della gara possano gestire uno o più dei giochi ammessi per un massimo di nove anni, senza rinnovo. I requisiti includono una società di capitali con sede nello Spazio economico europeo, un piano di investimenti e l’impegno ai limiti di deposito che ADM fissa nel bando (art. 6, comma 5), mentre le condizioni di concessione e il regime fiscale restano fissi per tutta la durata (art. 4, comma 3 e art. 5, comma 3). La gara di settembre 2025 ha assegnato 52 concessioni a 46 società su 93 domande, a circa 7 milioni di euro per nove anni, e il nuovo regime è partito il 13 novembre 2025.
I giochi che l’art. 6, comma 1 elenca per il gioco a distanza sono: scommesse a quota fissa e a totalizzatore su eventi sportivi, compresi quelli simulati, e su corse di cavalli; totalizzatori sportivi e ippici; ippica nazionale; giochi di abilità, carte e giochi di sorte a quota fissa; scommesse a quota fissa con interazione diretta tra giocatori, cioè il betting exchange; bingo.
Verificare una concessione: l’elenco ADM, e cosa non dice
Il test è uno solo e non è complicato: l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM. Alla lettura del 25 ottobre 2026 l’elenco ha 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it.
La concessione è per sito, non per società. Una stessa società può tenerne più di una: Eurobet Italia S.r.l. gestisce Eurobet, Bwin e Gioco Digitale. Chi controlla un solo dominio ha controllato poco.
Il punto che quasi nessuno legge è l’altro: l’elenco non ha una colonna per i giochi, e un concessionario può detenere il diritto su scommesse sportive, poker e giochi di abilità, giochi di tipo casinò, exchange betting e bingo in qualsiasi combinazione. Un nome sull’elenco non dimostra da solo un’offerta di scommesse sportive. La prova sta nel sito e nell’app dell’operatore, e gli operatori dichiarano numero di concessione e società nei propri termini.
Un esempio che vale per tutti: Unibet, Betway, 1xBet e 22bet non compaiono tra le 52 righe al 25 ottobre 2026. È l’unica frase di questa sezione che conviene ricordare quando un annuncio promette bene.
La concessione di ogni marchio: numero, società, e cosa dicono i suoi termini
Un operatore che dichiara il proprio numero è verificabile in trenta secondi; uno che non lo dichiara ha già dato una risposta. La tabella raccoglie i numeri dei marchi trattati in questa pagina e, dove i termini dell’operatore lo dicono, quello che stabiliscono sul gioco dell’exchange.
| Brand | Numero di concessione ADM e concessionario | Cosa stabiliscono i termini dell’operatore sul tema |
|---|---|---|
| AdmiralBet | ADM n. 16048, Admiral Bet S.r.l. | Autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni o a tempo indeterminato; dal 1° febbraio 2026 da 7 a 270 giorni o indeterminata con revoca dopo 9 mesi |
| BetFlag | ADM n. 16008, Betflag S.p.a. | Bonus senza deposito di 10 € più 200 Fun Flag, da giocare in un’unica scommessa a quota minima 5,00 entro 3 giorni dall’attivazione |
| Eurobet | ADM n. 16012, Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale | Con l’app si giocano singole, multiple e sistemi; le schedine confluiscono nella pagina My Bets |
| NetWin | ADM n. 16035, Netwin Italia S.p.a. | Bonus Sport-50 con un giro di 3 volte il deposito entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi a quota minima 2,00 per evento |
| Betfair | ADM n. 16028, Betfair Italia S.r.l. | Documentazione dell’operatore e voci enciclopediche riportano regole aggiuntive per i conti sull’exchange italiano, come la puntata minima in back di 200 centesimi in passi da 50 |
| Sisal | ADM n. 16020, Sisal Italia S.p.a. | Scommessa DUO, Supercombo, Supercoppia, mercati Goal/No Goal e Multigoal, tiri in porta, rigori ed espulsioni, con Cash Out |
| bet365 | ADM n. 16030, Hillside (New Media Malta) Plc | Quote Maggiorate su centinaia di mercati al giorno e Bet Builder+, che combina mercati popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live |
| StarCasinò | ADM n. 16026, Azzurri Limited | Scommesse sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie, accanto a slot e Live Casinò |
| Planetwin365 | ADM n. 16007, Pwo S.p.a. | Eventi in diretta streaming con palinsesto quotidiano di tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo |
| Lottomatica | ADM n. 16010, Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) | Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming |
L’elenco non è esauriente del mercato: altri concessionari esistono, e il marchio che non compare qui non è per questo privo di concessione. Un nome assente da una tabella costruita su una selezione non dice nulla sulla sua posizione.
Cosa si può mettere nel palinsesto, e cosa no
L’art. 2, lett. s) definisce il palinsesto come il programma di eventi — sportivi, comprese le corse dei cavalli, e non sportivi — e di tipi di scommessa predisposto dal concessionario e approvato da ADM. Una scommessa può essere presa solo su eventi del palinsesto approvato, e ADM aggiunge gli eventi uno per uno: a settembre 2026 ha autorizzato la Setka Cup, con bet365 come primo partner secondo la stampa di settore. Quali sport e tipi di scommessa stiano nel palinsesto non è materia pubblica.
Le scommesse su eventi simulati stanno dentro la concessione per le scommesse: l’art. 2, lett. v) le definisce come scommesse su eventi sportivi, ippici e altri simulati al computer, mostrati con animazione o con un evento reale preregistrato, e i siti degli operatori hanno una sezione «Virtuali». L’ippica, invece, è due cose distinte nella legge: le scommesse sulle corse dei cavalli, a quota fissa o a totalizzatore, dentro l’art. 6, comma 1, lett. a), e i giochi di ippica nazionale dell’art. 6, comma 1, lett. c) — vincente, accoppiata, tris, quarté, quinté — che richiedono una concessione propria.
Il live è offerto da ogni operatore di dimensioni serie, ma le regole di ADM su mercati, ritardi ed eventi live non sono di dominio pubblico, e non esiste qui un elenco dei mercati live ammessi. Le scommesse su eventi che coinvolgono minori hanno un provvedimento direttoriale ADM che cita il DM 111/2006, il cui contenuto non è pubblico; se il palinsesto includa gli esports è materia aperta.
Quanto al limite in euro sulle puntate nelle scommesse sportive, non risulta una soglia statutaria: gli strumenti che vincolano davvero sono i limiti che il giocatore sceglie e il limite di deposito impostato in registrazione.
Autoesclusione e gioco responsabile, in una riga di sintesi
Il quadro regolatorio si chiude dove si era aperto. La RUA, il registro unico degli autoesclusi, blocca ogni piattaforma online con concessione ADM e le sale fisiche; l’art. 15, comma 1, lett. e) chiede ai concessionari strumenti di autoesclusione anche per categoria di prodotto. Un sito senza concessione non è collegato alla RUA, e il giocatore che si è escluso lì non è protetto. Il dettaglio dei periodi e delle forme sta nella sezione sull’autoesclusione, e non serve ripeterlo.
Pagamenti, ricariche e punti vendita
L’art. 13 del D.Lgs. 41/2024 disciplina i punti vendita ricariche: ADM tiene un registro dei punti — tabaccai, ricevitorie — che ricaricano il conto online solo su richiesta del titolare dopo identificazione, con gli strumenti che il titolare ha già dato al concessionario o in contanti fino a 100 € a settimana in totale. I punti non possono pagare vincite né prelevare saldo, e l’iscrizione al registro costa 100 € l’anno.
Sul lato dei metodi che i comparatori mostrano presso gli operatori ADM: carte, PostePay e altre prepay, portafogli elettronici come PayPal, Skrill e Neteller, Satispay, bonifico, voucher e ricariche in tabaccheria come SisalPay e Mooney. Ogni operatore ha la propria lista nei suoi termini, e va letta lì. Sulle criptovalute presso i concessionari ADM la situazione non è definita, e non risulta una norma che nomini canali approvati.
L’art. 22, comma 1 prevede un regolamento, d’intesa con la Banca d’Italia, per impedire ai prestatori di servizi di pagamento di trattare denaro di gioco per operatori senza concessione; l’entrata in vigore non è confermata.
Pubblicità e bonus: il Decreto Dignità e la sua applicazione
Il Decreto Dignità, art. 9 del D.L. 12 luglio 2018, n. 87, convertito con L. 96/2018, è in vigore. ADM lo cita il 28 febbraio 2024: «è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet». L’applicazione spetta ad AGCOM, con una sanzione del 20 % del valore della pubblicità e almeno 50.000 € per violazione. Lo stesso decreto promuove la pubblicità del gioco pubblico che serve un gioco sicuro e responsabile (art. 3, lett. l) e consente a un concessionario di diffondere messaggi sociali o di gioco responsabile con il proprio logo (art. 3, lett. m; art. 15, comma 3). ADM aggiunge che la pubblicità di operatori senza concessione può attirare provvedimenti AGCOM nei confronti dei media.
Il quadro applicativo 2025-2026 va detto com’è: secondo la stampa di settore AGCOM non ha registrato sanzioni per violazioni del divieto nel 2025; il TAR Lazio, con ordinanza n. 15037 del 29 luglio 2025, ha rimesso alla Corte costituzionale il minimo fisso di 50.000 €; due rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia dell’Unione europea sono pendenti, C-421/24 sulla responsabilità delle piattaforme e C-194/25 sulla necessità di notifica del divieto. Una proposta di modifica, presentata come emendamento Forza Italia alla legge di bilancio 2026 per togliere il divieto sulla pubblicità indiretta come le sponsorizzazioni, non è legge: al momento della verifica il divieto è in vigore.
Sui bonus: «bonus di benvenuto» è il termine degli operatori, e il divieto riguarda la pubblicità, non l’esistenza del bonus. Non risulta un tetto statutario ai bonus né un tetto ai requisiti di rigioco, quindi importi, rigioco e quote minime vengono dai termini di ciascun operatore.
La tassa, e chi la paga davvero
L’imposta unica sulle scommesse sportive a quota fissa è disciplinata dall’art. 4 del D.Lgs. 23 dicembre 1998, n. 504, come modificato dalla legge di bilancio per il 2025: 20,5 % se la raccolta avviene in rete fisica e 24,5 % se avviene a distanza, calcolata sulla differenza tra le puntate e le vincite. Le scommesse ippiche a quota fissa pagano le stesse aliquote, in precedenza 43 % e 47 %. Le scommesse su eventi simulati pagano il 24,5 % dell’importo raccolto al netto delle vincite restituite. Una proposta nel «Decreto Sport» di passare al 21 % e al 25 % non è entrata in vigore. Se i crediti da bonus entrino nella base imponibile non è dato sapere.
Per il giocatore la conseguenza è quella che conta: le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario. È una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non da una pagina dell’amministrazione finanziaria, quindi conviene trattarla come tale e, per il singolo caso, consultare un commercialista.
Tutto il contrario sul fronte dei siti esteri e non autorizzati. L’Agenzia delle Entrate, con risoluzione n. 141/E del 30 dicembre 2010, tratta le vincite online come «redditi diversi» ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. d) del TUIR, anche per i siti registrati o ospitati all’estero, imponibili secondo l’art. 69 del TUIR sull’intera somma incassata senza deduzioni; la lettura pratica è nessuna ritenuta e una dichiarazione nel Modello Redditi PF o nel 730. L’aliquota IRPEF applicata non è nota, e la posizione va scritta per quella che è: andrebbero dichiarate come redditi diversi secondo l’interpretazione dell’Agenzia delle Entrate; non è consulenza fiscale.
Offerta illegale: cosa rischia chi gioca dove non si può
Offrire giochi a giocatori in Italia senza concessione è illegale. L’art. 22 del D.Lgs. 41/2024 prevede che ADM, con la Guardia di Finanza e Sogei, tenga l’elenco dei siti legali legati ai concessionari e l’elenco dei siti con accesso inibito, entrambi pubblici sui siti di ADM e della Guardia di Finanza; fornitori di accesso a internet e prestatori di pagamento che violano un ordine di ADM sono sanzionati da 30.000 € a 180.000 € per violazione. ADM reindirizza i domini inibiti verso una pagina di avviso.
Il blocco funziona a livello DNS e alcuni fornitori sono più lenti di altri; un’ordinanza del 2025 ha portato il totale a 11.481 domini secondo la stampa di settore, gli aggiornamenti del 2026 aggiungono da decine a centinaia di domini per volta, e le copie speculari ricompaiono in poche ore. La parola per il risultato è «oscurati».
Poi c’è il lato del giocatore, ed è il passaggio da leggere due volte. La Legge 13 dicembre 1989, n. 401, art. 4, come ADM stessa la riassume il 28 febbraio 2024: «la Legge 401 … prevede l’arresto fino a tre mesi e un’ammenda ai soggetti che pubblicizzano in Italia giochi, scommesse e lotterie accettate all’Estero. Anche il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari è sanzionato con ammenda e arresto fino a tre mesi». L’importo dell’ammenda e l’esistenza di procedimenti contro un giocatore non sono noti. Per gli operatori, l’art. 4, comma 4-bis copre la raccolta di scommesse in Italia anche quando sono accettate all’estero.
Il confronto onesto è questo: una concessione ADM porta con sé la RUA, la vigilanza di ADM, gli strumenti di limitazione obbligatori e un foro legale italiano; un marchio .com senza autorizzazione non porta nessuna di queste cose, è esposto al blocco DNS e, come scrive ADM, espone il giocatore a una sanzione di natura penale. I siti offshore che accettano giocatori italiani esistono e compaiono nei risultati di ricerca con licenze estere, che in Italia non hanno alcun valore: quella zona è descritta come non protetta, senza che qui si nomini un marchio.
I dieci marchi con concessione ADM: cosa offre ciascuno, e a chi conviene
Dieci carte, dieci concessioni con numeri diversi, un solo prodotto dominante: il bookmaker. Vale la pena dirlo subito, perché il titolo della pagina promette un confronto tra exchange e quello che si può fare onestamente è un confronto tra operatori con concessione, ciascuno con le proprie funzioni. Per ciascuno la domanda è la stessa: cosa offre davvero, e per quale giocatore quella cosa è la scelta giusta.
AdmiralBet: i termini di autoesclusione più espliciti del gruppo
Il marchio è sul sito Admiralbet con la concessione ADM n. 16048, intestata ad Admiral Bet S.r.l. È il caso in cui i Termini e Condizioni fanno quello che gli altri operatori lasciano alla pagina di gioco responsabile: scrivono per esteso l’autoesclusione per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato, con effetto su tutte le piattaforme di gioco online autorizzate in Italia, e dal 1° febbraio 2026 la durata va da 7 a 270 giorni oppure è indeterminata con revoca possibile dopo 9 mesi. La stessa pagina chiede, in registrazione, di impostare un limite massimo di ricarica, di spesa e di tempo di gioco su base giornaliera, settimanale e mensile, con effetto immediato per un limite ridotto e sette giorni di attesa per uno aumentato.
Quella combinazione — finestra lunga, revoca scritta, asimmetria sui limiti — è il motivo per cui il marchio sta in testa a questo elenco senza che nessuno abbia chiesto di metterlo lì. Un giocatore che vuole usare un exchange o una funzione equivalente dovrebbe passare da un operatore che gli spiega per iscritto come uscirne: è l’unico tipo di informazione che serve davvero nel momento in cui serve.
BetFlag: un bonus senza deposito con una quota minima che taglia metà del mercato
Betflag S.p.a. è titolare della concessione ADM n. 16008 sul sito BetFlag. Per aprire il conto il sito rimanda alle procedure di identificazione con SPID e con CIE accanto alla registrazione classica, e ricorda che il gioco è vietato ai minori di 18 anni.
Il bonus scommesse senza deposito vale 10 € più 200 Fun Flag per chi apre un conto: i 10 € vanno giocati in un’unica scommessa con quota totale minima 5,00 entro 3 giorni dall’attivazione, che avviene dopo la verifica di documento, cellulare ed e-mail entro 30 giorni dalla registrazione. Tre giorni e quota 5,00 sono le due stringhe che decidono se l’offerta vale qualcosa: una singola a quota 5,00 non è un mercato principale, è un risultato secco o un mercato di nicchia, e chi apre il conto per una partita di Serie A scopre che il bonus richiede una puntata che non avrebbe mai fatto. Il valore reale di quei 10 € dipende interamente dalla disponibilità a giocare un prezzo alto, e va letto come tale.
Eurobet: la schedina raccolta in un posto, e nient’altro da raccontare
Eurobet Italia S.r.l. Unipersonale detiene la concessione ADM n. 16012 sul sito Eurobet.it. Con l’app si giocano scommesse singole, multiple e sistemi, e le schedine in corso o concluse sono raccolte nella pagina My Bets.
È un profilo funzionale e senza fronzoli: nessun prodotto esotico, nessuna funzione che sposti la partita. In un confronto tra operatori con concessione, questo significa una cosa concreta — se quello che si cerca è un exchange o una funzione di mercato tra giocatori, Eurobet non è la strada, perché il suo prodotto è il bookmaker nella sua forma più classica, con la quota fissata dall’operatore e lo storico delle giocate tenuto in ordine. Chi invece vuole solo piazzare una multipla su un campionato e riguardarla dopo, trova tutto quello che serve senza pagare in complessità.
NetWin: rigioco corto e condizioni che escludono metà dei tipi di scommessa
Netwin Italia S.p.a. è titolare della concessione ADM n. 16035 sul sito NetWin. Per sbloccare il bonus Sport-50 l’operatore chiede un giro di 3 volte il deposito con denaro reale entro 7 giorni, su multiple di almeno 3 eventi con quota minima 2,00 per evento e quota totale di almeno 10,00; sono esclusi sistemi, antepost, live e scommesse con cash out attivo.
L’elenco delle esclusioni è la parte da leggere con attenzione, più del rigioco. Sistemi, antepost, live e cash out sono quattro delle funzioni che un giocatore esperto usa di più, e restano fuori dai requisiti: il bonus va liberato con multiple pre-evento e nient’altro. Il giro di 3 volte è corto rispetto agli standard del mercato, ma la combinazione tra quota 10,00 totale, almeno tre eventi e nessun live riduce parecchio lo spazio di manovra. Un giocatore da una multipla a settimana lo chiude in tre settimane; un giocatore da live quotidiano non lo chiude affatto.
Betfair: il marchio che significa exchange, con un prodotto descritto come listino
Betfair Italia S.r.l. compare sull’elenco ADM con la concessione n. 16028 sul sito Betfair. L’app Betfair Sport propone mercati come Esito Finale, Under/Over, Multigol e mercati combo, e la sezione Supercombo con combo e mercati unici a quote maggiorate.
Va detto con chiarezza perché è il punto centrale di questa pagina: quello che si legge dell’offerta Betfair sono i mercati dell’app e, per il gioco dell’exchange, le voci enciclopediche e la documentazione dell’operatore, non i termini del concessionario che descrivono un exchange con commissioni pubblicate. Tra le regole riportate per i conti sull’exchange italiano c’è una puntata minima in back di 200 centesimi con incrementi di 50 centesimi. E, come detto nella sezione sulle premesse, Betfair è descritta come il primo exchange, con Flutter e Betfair fuse nel 2001 e flutter.com chiusa a gennaio 2002.
Questo è anche il marchio che mostra meglio la contraddizione della pagina. Chi cerca «exchange» per nome trova Betfair, e trova un marchio che in Italia è un concessionario di scommesse con un’app di bookmaker e una storia da exchange. La distanza tra le due cose non è una colpa dell’operatore; è il risultato di un quadro in cui la concessione è per sito e l’elenco non distingue tra i giochi.
Sisal: il catalogo più largo, e il cash out che cambia le regole del gioco
Sisal Italia S.p.a. detiene la concessione ADM n. 16020 sul sito Sisal. Tra le scommesse proposte figurano la Scommessa DUO, la Supercombo, la Supercoppia, i mercati Goal, No Goal e Multigoal e le giocate su tiri in porta, rigori ed espulsioni; la funzione Cash Out permette di chiudere la giocata prima che l’evento finisca.
Il cash out è la funzione che più assomiglia, nella logica, a quello che un exchange fa di mestiere: chiudere una posizione prima della scadenza naturale. Non è la stessa cosa — su un exchange si chiude contro un altro cliente, qui si accetta il prezzo dell’operatore — ed è proprio quella differenza di prezzo il punto. Un giocatore che usa il cash out in modo abituale paga su ogni chiusura un prezzo che fissa il bookmaker, e la comodità della funzione è in realtà una commissione invisibile.
bet365: quote maggiorate e il rischio di mercato che si vede solo quando si vince
Hillside (New Media Malta) Plc detiene la concessione ADM n. 16030 sul sito bet365. L’operatore offre Quote Maggiorate su centinaia di mercati ogni giorno e Bet Builder+, che combina i mercati più popolari di eventi selezionati in un’unica scommessa, pre evento e live.
«Quote Maggiorate» e «rischio» sono due parole che i giocatori imparano a collegare, e la seconda non è quella che l’operatore mette davanti. Una quota sopra il mercato, moltiplicata per una singola, è il modo più semplice di trasformare un costo in un’opportunità senza cambiare il prezzo ufficiale della scommessa: la promozione vive di selezione, cioè di decidere quali partite entrano e a quali condizioni. Non è un’accusa, è il funzionamento di qualsiasi quota promozionale, e vale la pena ricordarsene quando la quota maggiorata arriva sulla partita che si voleva giocare comunque.
StarCasinò: il bookmaker come reparto, non come casa
Azzurri Limited detiene la concessione ADM n. 16026 per StarCasinò. L’app permette di scommettere sui principali eventi sportivi italiani e internazionali con varie tipologie di scommessa sportiva, accanto alle slot e al Live Casinò.
Il marchio è dichiaratamente casinò-first, e il confronto va fatto su questa base invece che sul catalogo scommesse. Un giocatore che arriva da qui cercando un exchange trova una piattaforma con due prodotti e un’identità orientata al casinò; uno che vuole concentrarsi sul calcio ha operatori che fanno della schedina il proprio mestiere. È una scelta di prodotto, non un difetto, ma orienta il tipo di giocatore a cui l’operatore conviene.
Planetwin365: streaming come prodotto, mercati minori come conseguenza
Pwo S.p.a. è titolare della concessione ADM n. 16007 sul sito Planetwin365. L’offerta comprende eventi sportivi in diretta streaming, con un palinsesto quotidiano che comprende tennis, basket, pallavolo e tennis tavolo.
Il palinsesto è la cosa da guardare, non la funzione. Tennis, pallavolo e tennis tavolo non sono riempitivi: sono i mercati su cui un operatore costruisce lo streaming quotidiano quando non ha i grandi diritti, e sono anche, sul lato dell’exchange, i mercati in cui la liquidità è più bassa e la copertura arriva più difficilmente. Un giocatore che vuole mercati ampi trova qui un palinsesto di eventi, non di squadre di Serie A; chi segue sport meno battuti trova invece copertura dove altrove non c’è.
Lottomatica: la copertura dei grandi campionati e la liquidità che ne deriva
Goldbet Better Organization Italy S.p.a. (GBO Italy) detiene la concessione ADM n. 16010 sul sito Lottomatica.it. L’app per le scommesse sportive copre Serie A, Serie B, Champions League, Premier League, F1, MotoGP e altri eventi, con quote e risultati in tempo reale e streaming per scommettere live seguendo la partita in diretta.
Il catalogo dei grandi eventi ha una conseguenza che va oltre la scelta della partita: i mercati più battuti sono quelli in cui, se il gioco fosse un exchange, la controparte ci sarebbe. Nel quadro italiano attuale quella liquidità si trasforma in mercati live serviti dall’operatore, con lo streaming come sostituto della sala. Un giocatore che vuole la partita in diretta e la quota in diretta trova qui la combinazione più completa del gruppo; chi cerca il prezzo fissato da altri giocatori resta a mani vuote, come su tutta questa lista.
Goldbet: il catalogo più profondo del gruppo, dentro un’altra insegna
Un’ultima tessera, che spiega meglio di qualsiasi tabella come funziona questo mercato. Goldbet Better Organization Italy S.p.a. è la società dietro la concessione n. 16010 di Lottomatica, e l’app Goldbet propone schedine Live, Pre-match, Singole, Multiple e Sistemi su tutti i campionati di calcio e su altri sport.
La profondità dell’offerta è notevole: tra i mercati di calcio ci sono 1X2, marcatori, cartellini, numero di goal, minuto del primo goal e quote speciali come Rete Inviolata, Tempo con più Gol, segna primo goal e segna ultimo goal. Accanto c’è un mondo virtuale: la Goldbet League, un campionato di calcio virtuale in animazione 3D con 10 eventi in contemporanea, giocabile in singola, multipla, plurima e sistema, e le Goldbet Racing, corse virtuali di cavalli e cani con partenze ogni 5 minuti.
I virtuali sono la cosa interessante da questo angolo. Corse ogni cinque minuti e dieci eventi in contemporanea sono la negazione esatta della logica del bankroll ragionato: non c’è attesa tra una partita e l’altra, non c’è una finestra in cui fermarsi, e ogni cinque minuti c’è un mercato nuovo pronto. Un giocatore che ha impostato male i propri limiti trova qui il ritmo che li aggira. E il fatto che la stessa società gestisca due insegne con cataloghi diversi è il promemoria finale: quando si confrontano marchi, si confrontano siti, non aziende.
Domande frequenti
In cosa differisce un betting exchange da un bookmaker?
Il bookmaker è la controparte: fissa la quota e la incorpora di un margine, il suo compenso. Su un exchange i clienti scommettono tra loro, la piattaforma non è parte delle scommesse e si paga con una commissione sulle vincite nette di ogni mercato, mentre le scommesse perdenti di solito non la generano. La quota che vedi è fissata da altri giocatori, non da un ufficio.
Come si verifica che un operatore abbia la concessione ADM?
Si controlla l’elenco dei concessionari autorizzati al gioco a distanza pubblicato da ADM (ex AAMS): al 25 ottobre 2026 conta 52 righe, codici da 16000 a 16051, ciascuna legata a un sito .it, e la concessione è per sito e non per società. Un nome sull’elenco non dimostra però un’offerta di scommesse sportive, perché l’elenco non ha una colonna per i giochi.
Come si calcola la vincita di una scommessa dalla puntata e dalla quota?
Si moltiplica la puntata per la quota. Puntando 10 € a 1,90 si incassano 19 €, di cui 9 € di utile netto. Su una multipla le quote delle singole selezioni si moltiplicano tra loro in un unico prezzo: due quote da 1,90 danno 3,61, e le 10 € di prima rendono 36,10 € se entrambe le selezioni si avverano.
Le vincite delle scommesse sportive sono tassate in Italia?
Le vincite pagate da un concessionario ADM non sono tassate in capo al giocatore e non vanno dichiarate, perché il prelievo è a carico del concessionario: è una ricostruzione riportata dalla stampa di settore, non una pagina dell’amministrazione finanziaria. Sulle vincite da siti esteri o non autorizzati l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 141/E del 2010, le tratta invece come redditi diversi da dichiarare: per il singolo caso conviene consultare un commercialista.
Quali limiti di deposito si impostano su un concessionario ADM?
Alla registrazione si sceglie un limite di deposito settimanale o mensile, e l’art. 15, comma 1 del D.Lgs. 41/2024 impone ai concessionari limiti su tempo, spesa e perdita, limiti sugli importi depositati in un periodo definito, messaggi automatici e autoesclusione anche per categoria di prodotto. Un limite ridotto ha effetto immediato, uno aumentato richiede in genere sette giorni.
Cosa si rischia su un sito di scommesse senza concessione?
Nessuno degli strumenti di tutela italiana si applica: il sito non è collegato alla RUA, quindi un giocatore autoescluso non è protetto, ed è esposto al blocco DNS disposto da ADM. In più la Legge 401/1989, art. 4, come ADM la riassume, sanziona il partecipante alle scommesse organizzate da operatori non concessionari con ammenda e arresto fino a tre mesi.
Mercati, regole e glossario – Buchedi Golf
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